Partito Democratico di Uta

Partito Democratico di Uta Pagina Facebook ufficiale del Partito Democratico di Uta (Cagliari)

31/08/2026
13/08/2026

🚌 PIÙ TRASPORTO PUBBLICO E MENO TRAFFICO, le nuove linee del Ctm per la Città metropolitana

Muoversi per lavoro, studio o salute non deve trasformarsi in un’odissea. Il diritto alla mobilità è fondamentale per ciascuno di noi, ma ogni giorno chi vive o attraversa comuni come Capoterra, Maracalagonis, Sestu, Settimo San Pietro, Sinnai e Uta si scontra con traffico paralizzato e continui disagi.
Non possiamo più permetterci soluzioni a metà: serve un vero servizio di trasporto pubblico metropolitano, efficiente, moderno e capillare.

Con la Nuova Città Metropolitana di Cagliari che passa da 17 a 71 Comuni, non possiamo lasciare indietro nessuno.

👉🏼Scadenza Contratto CTM (31 Dicembre 2026):
Entro questa data andranno ridefiniti i chilometri e le tratte da assegnare per il nuovo servizio. È il momento perfetto per riprogettare la mobilità del futuro.
🚎Flotta Green: Il CTM sta già investendo su mezzi elettrici e a idrogeno. Servizio migliore significa anche un’aria più pulita e rispetto per l’ambiente.
Abbiamo presentato un Ordine del Giorno in Consiglio Regionale della Sardegna (firme: Deriu, Ciusa, Orrù, Porcu, Piu, Pizzuto, Mandas, Ligios, Casula) per chiedere un impegno concreto: allargare la visione del CTM a tutta la rete metropolitana, potenziando le linee e accorciando le distanze tra le nostre comunità.

🗣️“Una data storica per la nostra città: Sestu entra nel sistema di trasporto pubblico urbano fornito da CTM.
È il risultato frutto dell'impegno di un anno di lavoro, iniziato con la raccolta firme e la mozione portata in Consiglio comunale a Sestu, e conclusosi stasera con l'approvazione in Consiglio regionale.
Attenzione costante, comunicazione e condivisione con i cittadini e con le istituzioni metropolitane e regionali sono state fondamentali in questo percorso”. Sono le parole soddisfatte della candidata sindaca del campo largo alle scorse elezioni di giugno, Michela Mura che è coordinatrice della segreteria del PD provincia di Cagliari e che anche dall’opposizione non ha mai smesso di battersi per questo risultato.

11/08/2026

L’Unità deve tornare a casa

Da oltre un anno il Partito Democratico lavora perché l’Unità torni nella disponibilità della comunità politica alla quale la sua storia è legata. Lo abbiamo fatto con discrezione, serietà e prudenza. Oggi, dopo la sospensione delle pubblicazioni, sentiamo il dovere di dire con chiarezza che la nostra disponibilità è piena e concreta.

Siamo pronti ad acquistare subito la testata a un prezzo superiore a quello dell’acquisto all’asta del 2022. Una proposta limpida: l’Unità torna al Partito Democratico, senza compartecipazioni societarie. Abbiamo esaminato anche soluzioni transitorie, fino a un affitto pluriennale con un percorso certo e vincolante verso il riscatto finale. A differenza del passato, non cerchiamo investitori perché siamo nelle condizioni di acquistare e rilanciare il giornale.

Possiamo assumere questo impegno perché in questi tre anni di segreteria Schlein abbiamo rimesso in sicurezza il PD. Il bilancio 2025 si è chiuso con un utile superiore a 3,6 milioni e un patrimonio netto oltre 5,5 milioni. Il miglior bilancio degli ultimi 15 anni. Abbiamo chiuso la cassa integrazione per i nostri dipendenti, rinnovato e migliorato il contratto, risanato i conti e aumentato fortemente le risorse destinate ai territori, mandandone in tre anni il triplo di quante ne erano state mandate nei sette anni precedenti. Grazie a questo il 2x1000 continua a crescere: già i dati a luglio di questo anno ci dicono che 524.840 cittadini hanno scelto il PD, per oltre 8,1 milioni di euro; cioè le stesse risorse che nel 2023 abbiamo raccolto non in sei mesi ma in dodici.

Questa solidità la investiamo in buona politica: per riaprire sedi, sostenere l’organizzazione e ricostruire strumenti di partecipazione, informazione ed elaborazione culturale, per le nostre campagne sulla sanità pubblica e la scuola, sul salario minimo e il lavoro dignitoso, sulle politiche industriali e la transizione ecologica.

Per questo accogliamo volentieri l’appello rivolto a Romeo e al PD da tante personalità della cultura e dell’informazione: da Edith Bruck a Dacia Maraini, Gad Lerner, Nadia Urbinati, Anna Foa, Moni Ovadia, Ivano Fossati e molti altri. Perdere la voce dell’Unità sarebbe un impoverimento per tutta la sinistra italiana.

Negli ultimi tre anni le Feste dell’Unità sono passate da circa 200 a più di 500. Una comunità è tornata a incontrarsi, discutere, organizzarsi. Vogliamo restituire a quelle feste anche il loro giornale, nello spirito indicato da Antonio Gramsci; cioè non un bollettino di partito ma uno strumento attento a raccogliere le voci e le opinioni di una larga parte del paese.

La nostra proposta è sul tavolo. Prima che si imbocchino altre strade, ci auguriamo che prevalga la volontà di riconsegnare l’Unità al suo popolo. Sarebbe bello poter presentare la nuova Unità già nei giorni di settembre alla Festa nazionale di Reggio Emilia. Non per nostalgia. Ma perché una sinistra che vuole cambiare il Paese ha bisogno anche di luoghi nei quali costruire idee, cultura e pensiero.

09/08/2026

LA PLASTICA SOMMERGE I COMUNI. MA IL PROBLEMA NON È LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: È LA FILIERA DEL RICICLO CHE SI STA BLOCCANDO.

Oggi un importante quotidiano sardo apre il giornale con una fotografia che dovrebbe far scattare un allarme nazionale: “Comuni, raccolta sospesa. La rabbia dei sindaci: sommersi dalla plastica”.
A Posada il sindaco racconta di aver mandato i vigili casa per casa per avvertire i cittadini. A Lanusei si cerca di conservare la capacità di stoccaggio almeno per l’ospedale. In diversi Comuni i siti sono ormai al limite e la plastica rischia semplicemente di non poter essere più raccolta.

Ma attenzione a non sbagliare diagnosi.
Il problema non è che i cittadini non fanno la raccolta differenziata. È esattamente il contrario: la plastica viene raccolta, selezionata e pressata, ma a valle il sistema non riesce più ad assorbirla.
Una settimana fa, insieme a Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente alla Camera, abbiamo depositato un’interrogazione al Governo proprio su questa crisi.
Nel frattempo la Regione Sardegna si è mossa. L’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi aveva già chiesto formalmente l’intervento del Ministero e sta lavorando per aumentare temporaneamente le capacità di stoccaggio. Nell’intervista pubblicata oggi indica però con chiarezza anche il problema strutturale: il prezzo della plastica riciclata è diventato meno competitivo rispetto alla materia vergine e la concorrenza internazionale, in particolare quella cinese, sta mettendo in difficoltà gli impianti italiani.
È esattamente qui che deve intervenire il Governo.
Perché trovare nuovi piazzali nei quali accumulare la plastica serve a superare qualche settimana di emergenza, ma non risolve il problema.
E l’ultimo incontro tecnico tra Ministero, Regioni, ANCI, CONAI, COREPLA e gli altri soggetti della filiera non ha prodotto, per l’immediato, le risposte necessarie. In sostanza, nel breve periodo i territori devono tamponare l’emergenza; per le soluzioni strutturali si vedrà.

Non è sufficiente.
La crisi della plastica è diventata una questione di politica industriale nazionale.
Se utilizzare materia riciclata costa più che acquistare plastica vergine, soprattutto quella importata a basso prezzo, il mercato fa una cosa molto semplice: compra la seconda. La domanda di materia riciclata diminuisce, gli impianti rallentano, i magazzini si riempiono, i centri di stoccaggio arrivano alla saturazione e alla fine il problema torna indietro fino ai Comuni e ai cittadini.
Per questo nella nostra interrogazione chiediamo al Governo non soltanto di garantire immediatamente la continuità dei ritiri, ma di intervenire sulla causa della crisi.
Servono misure che sostengano l’utilizzo della materia prima seconda, rendano competitivo il riciclo italiano e contrastino gli effetti delle importazioni di plastica vergine a basso costo. Va valutato anche un rafforzamento degli obblighi di utilizzo di materiale riciclato, creando quella domanda che oggi il mercato non garantisce.

C’è infine una questione che riguarda la credibilità delle istituzioni.
Per anni abbiamo chiesto ai cittadini di separare i rifiuti, ai Comuni di organizzare una raccolta differenziata sempre più efficiente e alle imprese di investire nell’economia circolare. I cittadini lo hanno fatto. I Comuni lo hanno fatto.
Non possiamo adesso dire loro di tenersi la plastica in casa perché alla fine della filiera riciclarla non conviene più.
Se accade questo non fallisce la raccolta differenziata.
Fallisce una politica industriale che avrebbe dovuto trasformare i rifiuti in una risorsa e che oggi rischia invece di lasciarli nei piazzali.
Su questo il Governo deve intervenire adesso.



A seguire il testo della interrogazione:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

LAI, SIMIANI— Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

la filiera nazionale della raccolta, selezione e riciclo degli imballaggi in plastica sta attraversando una fase di grave difficoltà, determinata dall’aumento dei costi di gestione, dalla contrazione della domanda di materia prima seconda e dalla crescente difficoltà degli impianti di recupero nel collocare sul mercato i materiali riciclati;

tale situazione sta determinando rallentamenti nei ritiri degli imballaggi in plastica presso i centri comprensoriali convenzionati con COREPLA, con conseguente accumulo di materiali già selezionati e pressati e con il rischio concreto di compromettere la continuità della raccolta differenziata;

il 24 luglio 2026 l’Assessora regionale della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna ha formalmente segnalato al Ministro dell’ambiente la sospensione dei conferimenti annunciata dal centro comprensoriale SOMA Ricicla di Macchiareddu, chiedendo un immediato intervento affinché il sistema consortile garantisse la regolarità dei ritiri e scongiurasse il blocco della raccolta differenziata; document - 2026-07-25T131829.001.pdf

la sospensione dei ritiri, successivamente confermata, è stata determinata dal rallentamento dei trasferimenti del materiale già stoccato verso gli impianti di recupero individuati dal circuito COREPLA, aggravato dall’incremento dei quantitativi raccolti nel periodo estivo;

la Regione Sardegna, in raccordo con gli operatori del settore, sta predisponendo due ulteriori aree di stoccaggio presso il CIPNES Gallura e nell’area industriale di Macchiareddu, soluzione che rappresenta tuttavia esclusivamente una misura temporanea di gestione dell’emergenza e non affronta le cause strutturali della crisi;

analoghe criticità risultano già segnalate in altre regioni italiane, a conferma del carattere nazionale della situazione;

nel corso dell’incontro tecnico convocato dal Ministero con Regioni, ANCI, CONAI, COREPLA e gli altri soggetti della filiera è emersa l’assenza di misure immediate di carattere nazionale, rinviando a successivi approfondimenti la definizione di interventi strutturali;

la principale criticità non riguarda il sistema della raccolta differenziata, che continua a funzionare, bensì la fase industriale del recupero e del riciclo, fortemente penalizzata dalla ridotta competitività economica della plastica riciclata rispetto alla plastica vergine, anche di provenienza extraeuropea;

tale situazione rischia di compromettere gli investimenti pubblici effettuati negli ultimi anni per incrementare la raccolta differenziata e la capacità di riciclo, oltre a mettere in discussione il raggiungimento degli obiettivi europei dell’economia circolare proprio mentre entreranno in vigore le nuove disposizioni del regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio;

si chiede di sapere:

1. quale sia il quadro aggiornato delle criticità registrate nelle diverse regioni relativamente ai ritiri degli imballaggi in plastica e ai quantitativi attualmente giacenti presso i centri di selezione e stoccaggio;
2. quali misure urgenti il Governo intenda adottare per garantire la continuità dei ritiri e scongiurare il blocco della raccolta differenziata;
3. se il Governo intenda promuovere interventi straordinari di sostegno alla filiera industriale del riciclo della plastica, anche attraverso strumenti fiscali, incentivi alla domanda di materia prima seconda o altre misure idonee a ristabilire condizioni di competitività rispetto alla plastica vergine;
4. quali siano gli esiti dell’attività del tavolo permanente istituito presso il Ministero e quali decisioni operative siano state assunte in seguito all’ultima riunione con Regioni, ANCI, CONAI e COREPLA.

09/08/2026

Priorità.

14/07/2026
11/06/2026

A Enrico Berlinguer, sempre.

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Uta
09068

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