05/01/2019
Perché Walter Kaswalder non chiede scusa alle realtà e agli operatori dell'accoglienza e dell'integrazione?
Tra le 7 interrogazioni depositate ieri, c'è anche questa:
“Il presunto business dell’accoglienza e il valore del no profit”
Premesso che:
durante le esternazioni della conferenza stampa di fine anno 2018, al Bicigrill, il presidente del consiglio provinciale ha affermato, tra l’altro, a proposito del sistema di accoglienza e di integrazione dei richiedenti protezione internazionale, di aver scoperto con sua sorpresa che non si trattasse solo di volontariato, ma che ci fosse “un business non da poco”;
che tali affermazioni hanno avuto vasta eco sui media, ingenerando l’idea che qualcuno abbia “lucrato” sul sistema, mentre si tratta di realtà no profit;
che otto importanti organizzazioni, che si sono giustamente sentite colpite - e cioè ATAS onlus, CNCA Trentino Alto Adige, Arcobaleno Scs, Centro Astalli Trento, Forchetta&Rastrello, Gira La Ruota Kaleidoscopio, Samuele Cooperativa Sociale e Punto d'Approdo - hanno scritto al presidente del consiglio provinciale, difendendo le “professionalità elevate” dei 150 giovani lavoratori coinvolti e affermando: “ingeneroso e offensivo svilire il nostro lavoro sostenendo che potrebbe essere eseguito da chiunque”;
SI INTERROGA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE PER SAPERE
se, come le ha chiesto il presidente del Centro Astalli Stefano Graiff su L'Adige - Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige del 4 gennaio 2019, possa indicare precisamente chi e come si sia arricchito con le attività di cui sopra;
se non ritiene di dover chiedere scusa, magari convocando un incontro ad hoc in presidenza, ai rappresentanti e ai lavoratori delle associazioni di volontariato sociale e delle cooperative, che si sono giustamente sentiti offesi dalle sue imprudenti e infondate affermazioni sul “business dell’accoglienza” durante l’incontro con la stampa del 28 dicembre 2018;
3) se non ritiene, in generale, che l’associazionismo e il volontariato, con null’altro fine che non sia la solidarietà umana e sociale, rimangano uno dei patrimoni più preziosi della gente trentina, e che vada difeso e tutelato in ogni modo, a livello sociale e mediatico, ma anche a livello legislativo.
PAOLO GHEZZI
gruppo consiliare FUTURA 2018
Trento, 4 gennaio 2018