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Abbiamo l'Ufficio Stampa, però siamo disubbidienti, ci piace far casino.

Accadde oggi 4 settembre 2016 cioè esattamente 10 anni fa e Bruno Giri non aveva ancora creato il Gruppo “Bruno Giri che...
04/09/2026

Accadde oggi 4 settembre 2016 cioè esattamente 10 anni fa e Bruno Giri non aveva ancora creato il Gruppo “Bruno Giri che scrive cose” su Facebook e dopo aver annotato 51 “Incompiute” sul suo album si è arreso, erano troppe quelle ancora da elencare.
Nel giorno avversario di oggi però rievoco l’“Incompiuta di via Mario Calvino” dopo aver chiesto a un plotone di asini nei giorni scorsi dove mettere gli 800.000 m³ di “smarino” dell’ultimo lotto in galleria dell’Aurelia bis di Sanremo invece di ragliare su svincoli, rampe, viadotti e terrapieni di “aria fritta”.
Per farglielo capire avevo ricordato ai somari le 28 gallerie doppie del lotto di Sanremo dell’Autostrada dei Fiori dalle quali sono usciti 10 milioni di metri cubi di inerti che sono finiti a Pian di Poma in una discarica di oltre 100 ettari di superficie che ha stravolto il litorale e il golfo.
Nella fretta dimenticavo la “Strada della Vergogna” e il “mancato svincolo” dove lo “smarino” è stato spalmato sulle “fasce” di garofani e sulle “vetrine” di rose.
Mi scuso e provvedo.
Via Mario Calvino a Sanremo, lunga 1500 metri e larga sette, è meglio nota fin dai primi Anni Ottanta con il soprannome di “Strada della vergogna”.
Da via Duca degli Abbruzzi è l’unico collegamento carrabile comodo e diretto con la chiesa parrocchiale della Villetta, dal cui sagrato si diramano a raggera le strade vicinali che portano alle varie località della circoscrizione “Colli Fioriti” (San Pietro Parà, Curbinei, Villaggio degli Olandesi, ecc).
Nel mio Album più che una delle tante opere incompiute rappresenta l’icona di un “Sogno morto all’alba”, come nel film di Montanelli, dove il sogno è quello del fantomatico svincolo “Sanremo Est” dell’Autostrada dei Fiori, e l’alba è quella del 1° giugno 1986, una domenica.
Per riviverlo, però, come per tutti i film, bisogna riavvolgere la pellicola.
Quando alle ore 0 di sabato 14 agosto 1971 furono aperti al traffico i 32 chilometri tra Imperia e Sanremo la scelta della data fu condizionata da ragioni scaramantiche, per saltare il venerdì 13, data che a detta di molti portava jella.
Scaramanzia che però non ha funzionato per gli abitanti di Taggia e della Valle Argentina, dei Comuni costieri di Riva Ligure e Santo Stefano al Mare, di quelli collinari di Terzorio e di Pompeiana e della fascia costiera a levante di Sanremo con in testa Bussana e la stessa Valle Armea -non ancora collegata dall’Aurelia bis- perchè devono passare 15 anni prima che possano usufruire di uno svincolo vicino e accogliente che eviti loro di dover raggiungere i lontani e disagevoli caselli di Coldirodi o di Imperia Ovest.
Finché, il 1° giugno 1986, lo storico giorno che rievocavo prima, il sindaco di Taggia Cerri nello stile semplice e misurato che gli è proprio libererà tutti quanti dalla sfiga inaugurando lo svincolo delle Periane e superando il fatto che il suo collegamento con l’abitato per un paio di chilometri avvenisse su una via Beglini all’epoca inadeguata ad assorbire il traffico.
Moriva all’alba di quella domenica il sogno di realizzare lo svincolo di “Sanremo Est” sfruttando la “Bretella ICOMEC” che, abbandonata a sé stessa, in 15 anni era degenerata in “Strada della Vergogna”, prima di essere riabilitata, in epoca recente, come via Mario Calvino.
Infatti, la bretella alle origini era una pista di cantiere, in certi punti anche di una dozzina di metri di larghezza, realizzata dall’impresa che scavava la galleria “Nostra Signora della Villetta” lunga ben 558 metri e che doveva trasportare lo “smarino” a Pian di Poma.
Generalmente l’andamento e la posa sul terreno naturale di una pista di cantiere si ferma al cosiddetto “tracciolino”, che è una linea spezzata a andamento costante che unisce le varie curve di livello e che in questo tipo di manufatti stradali, che consistono in opere provvisionali temporanee, cioè opere “usa e getta”, rispetta poco o nulla i limiti di pendenza e di curvatura e che soprattutto per non dover costruire ponti e muri di sostegno o demolire opere esistenti evita tutti gli ostacoli e le intersezioni come gli avvallamenti e i bruschi dislivelli preferendo un percorso tortuoso ma facile da spianare.
Per tacere delle protezioni a valle, delle difese d’acqua, della segnaletica e della illuminazione, ovviamente assenti.
Poi, una volta ultimati i lavori principali, invece di ripristinare i luoghi o di mettere in sicurezza il manufatto, generalmente per risparmiare si applica la regola partenopea: “Finita la festa, gabbato lo santo”.
Come in questo caso, che ha visto la “Bretella ICOMEC” trasformarsi in “carretera rural no pavimentada” utilizzata dai floricoltori della zona sulla quale immolavano le sospensioni e i battistrada dei loro veicoli, mentre i soliti ignoti non disdegnavano di depositare negli slarghi e lungo le scarpate rifiuti di ogni genere, dagli sfridi alle carcasse di auto, dagli elettrodomestici agli imballaggi.
Passeranno tredici anni prima che l’Impresa Rapellini con l’equivalente degli attuali 300 mila euro mutuati dalla Cassa Depositi e Prestiti riesca ad asfaltare l’intero “tracciolino” in terra battuta, costruisca i muri di sostegno a valle, interri il collettore fognario e in superficie intercetti e canalizzi le acque meteoriche e sistemi l'impianto di illuminazione.
Con quei soldi e a quei prezzi neppure Gesù Cristo sarebbe riuscito a fare i miracoli compiuti allora dal compianto Marcello (R.I.P.) ma paradossalmente la futura via Mario Calvino entrava nel mio Album delle Incompiute proprio grazie alla sua performance.
Infatti asfaltare, attrezzare, arredare e mettere a norma una pista di cantiere realizzata senza andar troppo per il sottile su “tracciolino” è il modo migliore per prorogare all’infinito l’ultimazione di una strada.
Se poi lo fai con pochi soldi e spinto dall’urgenza, la cosa è sicura, anche perché la “Bretella ICOMEC” come collegamento di “Sanremo Est” lungo via Duca degli Abbruzzi era stata messa subito in discussione proprio per ragioni di stabilità geotecnica e geologica del terreno dai tecnici della società “Alpina” che aveva progettato l’autostrada e che suggerivano come alternativa il sottopasso in galleria della collina di Peiranze e il collegamento dello svincolo lungo la via Valdolivi.
Per i dietrologi maligni e malpensanti, ai quali non credo, vi era una terza alternativa, quella di percorrere il versante orientale del rio Rubino, ma una lottizzazione lo vietava….
E così dopo una trentina d’anni la strada proveniente dal riciclaggio di una pista di cantiere che a sua volta era stata adagiata sul terreno instabile delle fasce floricole realizzate artificialmente con materiali di riporto il 17 gennaio 2014 è franata sotto la spinta dell’intero versante friabile e impermeabile che collassava mentre le pile del viadotto autostradale rimanevano ferme come rocce.
Di qui pali, muri in calcestruzzo e quant’altro per tamponare la situazione che tocca direttamente tre famiglie costrette a scappare e un locale pubblico a chiudere, mentre indirettamente riguarda 250 famiglie.
Ma in questo caso la scaramanzia non funziona, c’è da esserne certi: il costoso puntello da 600 mila euro servirà solo a tenere in piedi un castello di sabbia costruito per rimanere eternamente incompiuto.
Commenti:
1°. Ciao Bruno sei veramente unico nei ricordi dello sviluppo, delle occasioni p***e, e purtroppo anche delle nefandezze che si sono fatte a Sanremo (Bruno Marra)
2°. Vado a braccio e alla luce della memoria leggo gli appunti. Hai ragione, in certi casi e per certi "individui" il ricordo dovrebbe lasciar posto al RIMORSO. (Bruno Giri)
3°. Casimiro Dell'arco Talarico : Forse perché ai nostri tempi la politica era passione... e operare per la città era soprattutto un dovere civico.
4°. Claudio Cerri: Bruno Giri, spiace per la mancata realizzazione di un sogno sanremese. Però ti ringrazio per le parole di apprezzamento. Valgono più di mille riconoscimenti. Comunque lo svincolo di Periane è di fatto anche svincolo di Sanremo. Non per niente, come tu ricorderai, alla copertura della spesa contribuì per un terzo anche il Comune di Sanremo. L'altro terzo ce lo mise la Provincia. Altri tempi.
Post scriptum: all’ANAS disegnano, al Ministero fanno la spesa e gli appaltatori ci fanno la cresta sopra e noi mangiamo una minestra con dentro di tutto, come la “Strada della Vergogna” e del mancato svincolo della Villetta dimostrava già 50 anni fa.

L’iter dell’ultimo lotto dell’Aurelia bis a Sanremo si ripete a memoria d’uomo e a cicli elettorali amministrativi e pol...
31/08/2026

L’iter dell’ultimo lotto dell’Aurelia bis a Sanremo si ripete a memoria d’uomo e a cicli elettorali amministrativi e politici come “aria fritta” che agli inizi incuriosisce, poi interessa e alla fine stanca.
Gli unici boccaloni sono quelli delle “seconde case” di Buonmoschetto tormentati dall’enigma “Pian di Poma- Cava Cangiotti” e dal mistero su “Chi ha nascosto gli svincoli?”.
A Roma, al Ministero delle Infrastrutture a Porta Pia, il ciclo del Governo attuale è ai quattro quinti del suo iter e rinfresco la mia memoria con i titoli di coda proiettati in avanti fino ai lotti promessi agli elettori di Bordighera, Vallecrosia al Mare e Ventimiglia nella primavera dell’anno prossimo.
Nell’agosto 2021 c’era ancora il Ministro precedente che aveva commissariato le tante varianti ANAS dell’Aurelia bis in Liguria affidate sempre allo stesso ingegnere che da Imperia a maggio 2022 si è allungato fino a Sanremo a ultimare l’ultimo lotto.
Poi in ottobre è sceso in campo l’attuale Governo mentre il ciclo era già in movimento con una slide di quattro successivi acronimi snocciolati il un cronoprogramma di fine ciclo quinquennale.
Da pedante burocrate sabaudo come sono stato per 40 anni non posso nascondermi e ve li elencherò tutti, uno per uno, però vi avverto prima che è “aria fritta”.
Il progetto (R-PFTE) dell’ANAS è scaduto come lo yogurt il 30 giugno 2025 alla ricerca di una “fattibilità” da definire tra le quattro successive soluzioni esplorate: A, B, C, D e finalmente ha trovato provvisoriamente la quinta, B-D e l’esplorazione ha richiesto tre anni di frittura.
È però a Roma, al Ministero delle Infrastrutture a Porta Pia che l’olio bollente frigge l’aria in una padella chiamata “Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici” che mette e toglie svincoli, cambia i viadotti, allunga e accorcia gallerie e legge i brani del Vangelo.
Dopo di che l’acronimo (R-PD) ritorna in via Monzambano all’ANAS dove deve friggere il progetto definitivo che avvia le procedure di affidamento con il (PE) progetto esecutivo da validare entro il 31 dicembre 2026 e infine passare al (GA) procedure di gara d'appalto.

Manca meno di un anno e siamo oramai ai titoli di coda, all’interessamento sta subentrando la stanchezza e resistono soltanto più gli addetti ai lavori elettorali che preparano pirotecnie per sopravvivere in Parlamento e nel sotto-Governo nel ciclo prossimo.
La mentalità sabauda e l’esperienza ligure mi aiutano a uscire dalla giostra perché non sono
un criceto e a impostare seriamente il problema dell’ultimo lotto dell’Aurelia bis, cioè prendendolo dalla coda, a rovescio.
Tra svincoli che appaiono e che subito dopo spariscono e tra le tante altre magie tecniche escogitate per concludere indenni il ciclo politico la prossima primavera c’è di sicura un’unica cosa, anzi due, la lunghezza dell’“ultimo miglio” che tra Borgo e Pian di Poma che è di 2.075 metri e che a Cava Cangiotti invece diventa di 4.072 metri a causa dell’incremento di 1537 metri in più in galleria e di 225 metri dei quattro viadotti di svincolo, senza i quali si scenderebbe a 3.847 metri dei quali 565 metri su viadotti e 3282 metri in galleria.
Tra Autostrada dei Fiori in galleria e lo spostamento a monte e sotto terra della linea ferroviaria e della strada nazionale n. 1 Aurelia ho un master su scavi e su discariche dello “smarino”, il materiale (terre/rocce minerali) perforato in banco dalla TBM (Tunnel Boring Machine) e che esce sciolto dalla bocca di cava
I conti sono presto fatti partendo dalla galleria naturale a foro cieco nella quale una strada come l’Aurelia bis, cioè extraurbana secondaria tipo C/ a carreggiata unica bidirezionale con due corsie da 3,75 metri e banchine su una piattaforma circa 10,50 metri quadrati comporta un determinato volume “X” di “smarino” calcolato con precisione chirurgica.
Ci sono Circolari ANAS sulle caratteristiche geometriche delle gallerie stradali e prendo il valore medio di categoria C o analoghe che si aggira intorno ai 90-110 m² tenendo conto in partenza dei ~130 m² di sagoma con base ≥ 4,80 metri di altezza libera e aggiungendo impianti, rivestimenti, archi rovesci, nicchie/piazzole e tolleranze di scavo.
Moltiplico la sagoma per i 3282 metri di lunghezza della galleria e ottengo i 362.020 m³ in banco che sciolti aumentano del 50-60 % del volume tenendo conto delle proporzioni tra roccia dura massiva e media fratturata e delle argille e si arriva a un totale di 579.232 m³.
E qui “casca l’asino”, anzi lo sciame di asini che hanno imperversato nei quattro quinti del ciclo di Governo e che nell’ultimo quinto raglieranno sempre più forte.
Dove mettiamo gli 800.000 m³ di “smarino”?
È la “coda comunale” che a Sanremo, a Palazzo Bellevue, dovrebbe essere la “testa comunale” politica, amministrativa e soprattutto tecnica del problema dell’ultimo lotto dell’Aurelia bis.
Sanremo non è solo terra di ecomostri “artificiali” tipo quello di Portosole ma anche di ecomostri “naturali” come in Città le due enormi discariche quella dell’Autostrada dei Fiori di Pian di Poma e Cogefar-FF.SS. del rio Cascine in valle Armea e nei due Comuni vicini quelle ferroviarie di Baia Verde a Ospedaletti e del depuratore di Riva Ligure.
Gli asini non conoscono i numeri, specialmente le proporzioni cioè, stando all’esempio FF.SS., l’uguaglianza tra il rapporto di due grandezze, quella del tunnel ferroviario lungo 7.221 metri da valle Armea e Villa delle Rose a Ospedaletti e quella di 3282 metri in galleria dal Borgo a Cava Cangiotti, e lasciando fuori i 148.956 metri per ciascuna direzione delle 28 gallerie autostradali di Sanremo.
E non conoscono la storia della discarica di 10 milioni di metri cubi sotto una superficie di 100 ettari a Pian di Poma che ha stravolto il litorale e il golfo, 792.453 metri cubi ammassati dalla COGEFAR in valle Armea, il milione a Ospedaletti e il triplo a Riva Ligure in regione “Prati”.
Nessuno degli Enti pubblici e/o misti concedenti e loro appaltatori/concessionari di opera pubblica ha ottenuto uno straccio di permesso di realizzare un rilevato artificiale con quello “smarino”, nessuno studio geologico e nessun progetto, tutto si è fatto con procedura di assoluta urgenza per non perdere i finanziamenti sulla pelle di Sanremo e dintorni.
Tutti a discutere sugli svincoli, ecco perché ho sognato un ex-generale che pubblicava un capitolo del mondo a rovescio dedicato all’ultimo lotto dell’Aurelia bis a Sanremo e a dove aprire una discarica grande come la Trasca in valle Armea o come quella di Ospedaletti o un terzo di quella di Riva Ligure o un decimo di quella di Pian di Poma.
Un problema sul quale, a loro insaputa, sta cascando un plotone di asini a Sanremo.

Un anno ad oggi, era il 22 agosto 2025, e Bruno Giri pubblicava “qualcosa” sulla pagina “Bruno Giri che scrive cose” del...
27/08/2026

Un anno ad oggi, era il 22 agosto 2025, e Bruno Giri pubblicava “qualcosa” sulla pagina “Bruno Giri che scrive cose” del suo Gruppo di Facebook con qualche centinaio di membri e quel “qualcosa” è finito sotto gli occhi distratti di una decina di loro e ha avuto due soli commenti, uno a favore e uno contro.
Dopo 4 anni e 6 mesi di guerra la fiaba di Ursula e dei 27 nani che nelle 2 oblast ucraine russofone del Donbass aggredisce e avvelena l’Ucraina con la mela di Putin prosegue come se niente fosse, dal Quirinale a Palazzo Chigi, dalla Farnesina
Alle prove generali sul set di “Ferragosto 2025 in Alaska” interpretato da Putin e Trump ricorderete che con 36 ore di anticipo vi ho svelato il I° Segreto di Fatima.
Vi avevo fatto sapere che i due attori avrebbero scoperto le carte, tolto l’“Assedio” al Cremlino e firmato la pace di “Nulandistan”, la guerra di Obama e di Biden combattuta per 25 anni sotto sei presidenti e dieci segretari di Stato in Europa dal vicesegretario di Stato Victoria Nuland alla testa dei pretoriani della CIA e della NATO sotto la bandiera della "democrazia in stile occidentale", [leggere: “dottrina globalista”].
Quella mia prima “profezia” è in corso di realizzazione, l’altro giorno abbiamo visto sfilare sul set della Casa Bianca le masse, i figuranti e le comparse, adesso la retorica EU russofoba è intercalata nel copione da giaculatorie pacifiste per una soluzione finale “giusta e duratura” e l’atmosfera è rassegnata e cupa alla Hemingway, si direbbe il remake di “Addio alle armi” di Vidor girato in tutta Europa e non più solo in Italia.
Nella mia seconda “profezia” paragonavo la riscoperta dell’“amor profano” tra russi e ucraini a una “bestemmia” perché la “fraternità slava” tra loro suona assurda e blasfema alle orecchie dei globalisti occidentali ed è il bersaglio preferito di “cancel culture” innescato da ignoranza e da una superstizione che risale a Caino russo e Abele ucraino e viceversa.
Il “Love Test” di Putin verso l’Ucraina risale a lunedì 12 luglio 2021 ed è rimasto impresso nella mia memoria per il titolo: "Sull'unità storica di russi e ucraini", per il contenuto lungo una ventina di pagine e per i tragici eventi che si lasciava alle spalle e per quelli cui sarebbe andato incontro già l’anno dopo.
Quel “vissuto” di Putin lo troviamo nei libri di storia ed è iniziato con la coppia “Bush-Baker” scesa in campo subito dopo l'Accordo di Belaveža dell’8 dicembre 1991 quando i tre Paesi fondatori dell’URSS, Russia, Bielorussia e Ucraina, ne dichiararono la dissoluzione che sarà formalizzata da Gorbačëv a Natale e al posto dell’unione delle 15 repubbliche sovietiche crearono una “Comunità degli Stati Indipendenti” tra i nove quindicesimi subito dopo dissolta come nebbia al sole.
Inizialmente la strategia USA per eliminare l’influenza della Russia post sovietica sulle ex repubbliche satelliti ha preso la forma di “rivoluzione colorata” per far entrare nella UE e nella NATO la Georgia “rosa” nel 2003 e l’Ucraina “arancione” nel 2004 ma ben presto la CIA e il Pentagono l’hanno convertita in una Guerra di quinta generazione (5GW) caratterizzata dal fervore fanatico e prolungato di ostilità inedite e diversificate.
Non è il caso di elencarle, sono il nostro pane quotidiano alla tavola della propaganda con strategie asimmetriche su un campo di battaglia senza confini con tattiche ibride che spaziano dalla finanza al commercio, dalla tecnologia alla salute fino ai domini inesplorati dell’IA, l’intelligenza artificiale.
Quanto al “futuro” Putin ovviamente non poteva ancora prevedere l’“Operazione Speciale” e un triennio di guerra convenzionale però in quel “Love Test” c’era un suo avvertimento inascoltato dall’EU sulla “Mela Avvelenata” dalla CIA, dal Pentagono e dalla NATO.
Era accompagnato da un pro memoria di tre parole “F**k the Eu” [Unione Europea va******lo, ndr] intercettato il 6 febbraio 2014 nella telefonata tra Victoria Nuland, neo ambasciatrice all'UE e l'ambasciatore americano in Ucraina, Geoff Pyatt.
Ecco l’avvertimento di Putin 7 anni dopo: “Innanzitutto, ci troviamo di fronte alla creazione di un clima di paura nella società ucraina, a una retorica aggressiva, all'indulgenza verso i neonazisti e alla militarizzazione del Paese. A ciò si aggiunge non solo la totale dipendenza, ma anche il controllo esterno diretto, che include la supervisione delle autorità ucraine, dei servizi di sicurezza e delle forze armate da parte di consulenti stranieri, lo "sviluppo" militare del territorio ucraino e il dispiegamento di infrastrutture NATO.”
Oggi Trump comunica ufficialmente che la “apple pie” non gli piace.
POST SCRIPTUM.
In una audizione del Congresso nel 2016 la Nuland ha descritto freddamente il veleno da lei iniettato nella mela nel corso della 5GW in Ucraina, ecco alcune dosi che hanno fatto scandalo e che elenco a caso:
A) 29 ottobre 2024 “Per la terza elezione presidenziale consecutiva, i propagandisti del Russiagate accusano la Russia di manipolare gli americani inducendoli a non votare per il loro candidato preferito [Clinton, Obama e Biden ma a favore di Trump, ndr]. Qui, Victoria Nuland lamenta il fatto che Twitter non collabori più con il Governo degli Stati Uniti per censurare le notizie.
B) 9 settembre 2024 “L'ex portavoce del Dipartimento di Stato Victoria Nuland spiega inavvertitamente perché ci fu un colpo di Stato in Ucraina nel 2014: l'ex primo ministro Yulia Tymoshenko non voleva entrare nella NATO.”
C) 05 Marzo 2024: “Dimissioni del vicesegretario di Stato Usa Victoria Nuland annunciate stamani dal sottosegretario di Stato Anthony Blinken, con l’accusa di aver speso 10 mld di $ per il colpo di stato di Maidan e il rovesciamento di Yanukovich”
D) 15 Marzo 2016: audizione di Victoria Nuland al Congresso USA con dichiarazioni sensazionali tipo “Obama era dietro il colpo di stato del 2014 che ha portato alla guerra in Ucraina oggi...”; “consiglieri statunitensi piazzati in 12 ministeri ucraini, poliziotti addestrati dagli americani operanti in 18 città”, “il Tesoro statunitense che ha chiuso 60 banche ucraine proteggendo al contempo i beni dei depositanti e ben 266 milioni di dollari spesi per addestrare i soldati ucraini”, “Il presidente ucraino Viktor Yanukovych non voleva collaborare e si rifiutò di firmare un accordo con l'Unione Europea e un prestito dal Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Bruno Giri un anno fa a oggi 27 agosto 2025 ha pubblicato qualcosa sulla pagina del Gruppo Fb “Bruno Giri che scrive cos...
27/08/2026

Bruno Giri un anno fa a oggi 27 agosto 2025 ha pubblicato qualcosa sulla pagina del Gruppo Fb “Bruno Giri che scrive cose.”: “È il momento di riflettere.”
Venerdì 22 agosto sono tornato a parlare del II° Segreto di Fatima e del “Love Test” blasfemo di Putin che ama i suoi fratelli ucraini, però ho lasciato privi di spiegazione alcuni aspetti di questa autentica Verità di Fede.
La prima spiegazione riguarda l’amore non corrisposto dagli ucraini verso i russi i quali ne sono consapevoli però se ne fanno una ragione.
Gli studiosi hanno riempito biblioteche e adesso ingolfano cloud e hard memory nello sforzo di spiegare il mancato scambio di amorosi sensi tra di loro come se si trattasse, ogni volta, della rottura di un fidanzamento o della fine di una storia sentimentale.
Io vi offro una versione più alla buona, frutto di un ragionamento terra terra.
Parto dall’idea che mi sono fatto dell’Ucraina, come se fosse una mela divisa a metà dal Dnieper, una sponda destra occidentale e una sponda sinistra orientale e in mezzo su entrambe le sponde Kiev, il torsolo.
Il resto è come tra Roma e Lazio, alla fine per chi ha perso ha deciso l’arbitro, cioè il torsolo.
È dal 1994 in poi che in tutte le elezioni che si sono succedute i due opposti nazionalismi nella rispettiva metà campo hanno raggiunto picchi del 90 % che si sono algebricamente annullati e lo scudetto lo ha sempre conquistato il torsolo, con i soldi degli oligarchi ucraini, e spesso con trappole, congiure e finti moti popolari.
L’ultima volta nel 2013 l’arbitro ha fischiato un istante dopo che i separatisti della sponda sinistra e della costa nord del Mar Nero si sono ribellati agli oligarchi ucraini e il rigore è stato dato alla CIA, alla NATO e all’EU pronti a tirarlo “per delega” con armi, mercenari e soldi.
Sono seguiti otto anni di guerriglia “sporca” dentro la “metà mela” di sinistra che era già etnicamente, socialmente, culturalmente e storicamente russa e poi il 24 febbraio 2022 c’è stata l’invasione dei russi non contro gli ucraini ma in loro aiuto per cacciare i vermi globalisti che erano già proprietari dell’altra metà di destra della mela.
Risultato: tra la nazione ucraina e la nazione russa oggi è in atto una carneficina fratricida, mentre l’osso è in bocca a NATO e a UE che non sono nazioni ma il loro esatto opposto.
In Alaska a Ferragosto Trump ha fatto una semplice domanda a Putin mentre erano soli nel SUV blindato: “Vuoi rubare anche tu l’osso agli ucraini?” e lui gli ha risposto con il II° Segreto di Fatima che io vi ho anticipato e questa è la seconda spiegazione.
Il seguito della storia è da rotocalco, iniziato con Zelenski attore della serie TV “Servitore del popolo” eletto presidente nel 2019 in piena guerra ibrida, asimmetrica e senza regole da lui alimentata nella mezza mela di sinistra da volontari provenienti da tutto il mondo, da mercenari e da nazionalisti ucraini di estrema destra e da neo nazisti inquadrati nell’esercito regolare, il tutto a spese USA, NATO e EU.
Dopo un anno i volontari e i mercenari sopravvissuti sono tornati a casa, gli oligarchi si sono arruolati nel battaglione “Costa Azzurra” con flottiglie di yacht e jet da sogno sulla Riviera francese e a Monaco e i caporioni ultranazionalisti si sono ritirati sotto le tende nei resort cinque stelle sul Bosforo lasciando le reclute in divisa a combattere tra le file dell’esercito regolare di leva.
In compenso si sono moltiplicati gli “istruttori” stranieri e si è impennata la loro morìa.
La conclusione è sotto i vostri occhi: vediamo i globalisti europei che non mollano l’osso e i russi che vogliono strapparglielo con le cattive per tornare indietro, tutte e tre le Nazioni: russa, ucraina e bielorussa, a quell'8 dicembre 1991 quando fu firmato il cosiddetto “Accordo di Belovezh”.
È quel giorno che le “Tre Nazioni” hanno conquistato la loro “indipendenza”, creato la “Comunità degli Stati Indipendenti” e dichiarato al mondo che "l'URSS come soggetto di diritto internazionale e realtà geopolitica non esisteva più".
Prima, il 24 agosto 1991 la Rada ucraina aveva proclamato anche lei l’indipendenza ma la storia del trentennio successivo ci dice che era in realtà il bando d’asta per il miglior offerente tra cordate di oligarchi, la CIA, il Pentagono, l’Unione Europea e la NATO.
Oggigiorno la guerra “etnica” tra russi e ucraini è una barzelletta “europea” che non fa ridere nessuno e che dopo l’Ucraina rischia di far piangere anche la Moldova.
Da parte di questo micro-Stato neutrale, non EU e non NATO è di questi giorni l’apertura di un canale clandestino di rifornimento aereo a bassa quota e a transponder spento che si aggiunge alle frequenti violazioni della sua zona “No Fly” e che lo inserisce di fatto nella logistica bellica EU e NATO tra hub polacchi e romeni e hub ucraini occidentali.
Domenica 28 settembre 2025 in Moldova si vota per il rinnovo del Parlamento e questa volta dietro le quinte a ti**re le file non c’è più Biden come nelle elezioni presidenziali dell’8 novembre 2024 ma non c’è neppure Trump che si è sfilato e che si fa pagare cash le forniture dalla NATO.
Putin ama anche i moldavi, non vuole annetterli, erano indipendenti già nella Costituzione sovietica del 1924 e tali sono sempre rimasti, il 94 % parla russo e i candidati di etnia russa registrano picchi che vanno dal 64 % della regione Transnistria al 94,30 % della Gagauzia.
Speriamo che la NATO e l’UE mollino elettoralmente e alla buona l’osso del trasbordo dei carichi militari USA/NATO/Bruxelles destinati all’aeroporto di Starokonstantinov in Ucraina in partenza dall’aeroporto moldavo di Marculesti.
Potrebbe essere un esempio di “garanzia di sicurezza” della NATO e dell’UE, cioè che mollino l’osso, se ne tornino a casa a litigare tra loro e imparino da Trump la lezione.
Post scriptum: il micro-Stato moldavo l’anno scorso il 28 settembre 2025 ha confermato l’orientamento occidentale, ma il contrappeso orientale è sempre troppo pesante per sbilanciarsi e scendere in campo.
I “volonterosi” scalpitavano e sono rimasti delusi e la NATO e l’UE hanno festeggiato lo scampato pericolo mentre sul campo la partita è ai tempi supplementari.

Eloquenza muta dei numeri: 5 anni (1984/1989) da assessore all’urbanistica a Sanremo, 2 anni per fare 4/5 di Aurelia bis...
21/08/2026

Eloquenza muta dei numeri: 5 anni (1984/1989) da assessore all’urbanistica a Sanremo, 2 anni per fare 4/5 di Aurelia bis e 25 anni sempre in attesa di finirla.
2 tentativi: 1 flop e 1 Ok.
I numeri del flop:
1. progettazione generale di massima della complanare Taggia - Bordighera predisposta dal C.O.A.L.P.A. (Consorzio Alpina Progettazioni Autostradali) con sede a Genova e trasmessa all’A.N.A.S. l’8 settembre 1986 e da questa approvata il 12 marzo 1987
2. progettazione di massima, sempre da parte del COALPA, dello stralcio relativo alla “Variante alla strada statale Aurelia nel comune di Sanremo” trasmessa dall’Autofiori s.p.a. il 28 settembre 1987 al Comune di Sanremo per un parere preventivo in vista del procedimento di intesa “Stato-Regione Liguria” ex-art. 81 D.P.R. n. 616/77
3. Consiglio di Amministrazione A.N.A.S. 18 ottobre 1988 di accoglimento con voto n. 5 dell’istanza 10 luglio 1987 presentata dall’Autofiori per la concessione di costruzione ed esercizio dell’Aurelia bis tra Taggia ed Ospedaletti e di approvazione dello schema di Convenzione aggiuntiva e del relativo Piano Economico e Finanziario oltre alla nuova Concessione aggiuntiva con proroga della scadenza
4. parere contrario del Comune di Sanremo sulla base della relazione 17 giugno 1988 di una Commissione tecnica costituita il 17 dicembre 1987, presieduta dall’ing. Emilio Maiga
5. rielaborazione da parte del COALPA del progetto di massima che recepisce i rilievi della Commissione Maiga e sua trasmissione al Comune di Sanremo che finalmente esprime parere favorevole al progetto con deliberazione del Consiglio Comunale n. 172 dell’11 luglio 1988
6. approvazione da parte del Consiglio Comunale di Sanremo con delibera n. 42 del 14 febbraio 1989 del progetto di massima relativo al secondo lotto funzionale San Martino - Ospedaletti
7. inoltro all’A.N.A.S. da parte dell’Autofiori del progetto rielaborato e sua approvazione l’11 maggio 1989 con voto n. 543 del Consiglio di Amministrazione dell’A.N.A.S. con finanziamento per il 65 % del costo dell’opera pari a 206 miliardi sui 308 miliardi complessivi (di cui 251 miliardi per lavori) e finanziamento del residuo 35 % pari a 102 miliardi a carico dell’Autofiori senza alcun aggravio dei pedaggi.
Il flop è stato consensuale perché si prospettavano condizioni migliori con un’altra formula.
I numeri dell’Ok:
1. progettazione esecutiva COALPA del primo stralcio funzionale Taggia - Sanremo San Martino di 4310 metri e sua trasmissione il 28 aprile 1989 all’A.N.A.S. per essere sottoposta alla speciale procedura della “Conferenza dei Servizi” introdotta dall’art. 2 del D.L. 1° aprile 1989 n. 121 come convertito in maggio 1989 n. 205 sui Campionati Mondiali di Calcio 1990 ed estesa dall’art. 1, comma quinto, anche alle opere relative alle Celebrazioni Colombiane
2. domanda in data 28 aprile 1989 dell’Amministratore Delegato dell’Autostrada dei Fiori dott. D’Alessandro al Presidente del Consiglio dei Ministri di convocazione della “Conferenza dei Servizi” di cui all’art. 2 del D.L. 1° aprile 1989 n. 121 per l’opera: “Tronco n. 1 Arma di Taggia - Sanremo San Martino di Km. 4,6” quale tronco prioritario e funzionale della variante di Sanremo della S.S. n. 1 Aurelia tra Arma di Taggia e Ospedaletti”.
3. prima “Conferenza dei Servizi” a Roma il 23 maggio 1989 con la partecipazione per il Comune di Sanremo dell’assessore Revelli e del Capo ripartizione territorio ing. Alberto Locatelli per l’esame del progetto esecutivo di cui sopra
4. rielaborazione COALPA del progetto esecutivo per adeguarlo alle prescrizioni della “Conferenza dei Servizi” e del Comune di Sanremo e sua trasmissione all’ANAS per le determinazioni definitive in merito
5. approvazione da parte dell’ANAS del progetto rielaborato (Consiglio di Amministrazione del 1° giugno 1989 voto n. 583)
6. emanazione da parte del Ministro dei Lavori Pubblici del Decreto 21 agosto 1989 n. 1731 di approvazione e finanziamento parziale del primo stralcio funzionale
7. consegna dei lavori all’appaltatore C.I.L.T. da parte dell’Autofiori s.p.a. (14 settembre 1989)
8. notifica del Decreto da parte dell’Autofiori s.p.a. al Comune di Sanremo (21 settembre 1989)
9. presa d’atto del Decreto e delle tavole allegate da parte della Giunta Municipale di Sanremo (parere 27 ottobre 1989 n. 83) ed esame di una relazione tecnica che propone modifiche al tracciato
10. consegna al Comune di Sanremo da parte del C.I.L.T. ( a partire dal 18 dicembre 1989) degli elenchi catastali delle ditte da espropriare e dei decreti del Prefetto di Imperia che autorizzano l’occupazione di urgenza, per l’affissione all’Albo Pretorio e la notifica agli interessati
11. seconda “Conferenza dei Servizi” a Roma l’11 dicembre 1990 con la partecipazione per il Comune di Sanremo dell’assessore Conti per l’esame delle proposte di modifica del tracciato fatte dal Comune stesso e del progetto di prolungamento del tracciato fino allo svincolo sul rio San Lazzaro
12. Consiglio di Amministrazione ANAS in data 13 dicembre 1990 di approvazione della Perizia tecnica di variante e suppletiva relativa, tra l’altro, allo sviluppo del progetto esecutivo fino allo svincolo di Sanremo Centro ed all’ampliamento delle opere su una sola carreggiata fino allo svincolo di San Lazzaro;
13. Decreto 3 giugno 1991 n. 672 a firma del Ministro dei Lavori Pubblici di approvazione della Perizia e di assunzione a carico dell’ANAS del finanziamento di 100 miliardi sui 124 miliardi richiesti dalla Perizia e di affidamento a trattativa privata al CILT con ulteriore ribasso portato dal 10 al 15 %.
14. terza “Conferenza dei Servizi” a Roma il 3 dicembre 1991 con la partecipazione per il Comune di Sanremo dell’assessore Lanteri Antonio per l’esame di ulteriori modifiche proposte dal Comune e per l’approvazione in linea tecnica del prolungamento del tracciato fino al Borgo.
Il flop sarà di 17 anni per il maxi-processo provocato dal PCI di Sanremo per lo spostamento di 10 tombe nel cimitero dell’Armea e durato 10 anni con assoluzione generale (meno il direttore Ing. Borchi condannato per aver sostituito una tavola del progetto sul cimitero) e gli altri 7 anni sono stati necessari con la ordinaria procedura dell’intesa “Stato-Regione” di cui all’art. 81 del D.P.R. n. 616/77 perché il processo penale ha provocato la scadenza del periodo di efficacia delle due leggi speciali sui Campionati del Mondo di calcio 1990 e delle Celebrazioni Colombiane e della “Conferenza dei Servizi” prevista.
L’A.N.A.S. ha quindi provveduto al finanziamento del lotto San Lazzaro – Borgo per 41.280.000,00 euro, all’appalto dei lavori, affidati all’Impresa Provera & Carrassi di Roma, ed alla loro consegna avvenuta il 19 marzo 2007 con termine finale di 26 mesi.

Altri 17 anni di attesa sono trascorsi e l’eloquenza dei numeri parla e le parole, credetemi! sono insulti.

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