Resistenza Popolare - Verona e "Terre Basse" del Veneto

Resistenza Popolare - Verona e "Terre Basse" del Veneto Resistenza Popolare di Verona, Rovigo e della zona delle "Terre Basse" del Veneto.

Resistenza Popolare è un’organizzazione marxista-leninista che, assieme a Patria Socialista, Movimento per la Rinascita Comunista e Costituente Comunista è impegnata nel progetto Prospettiva Unitaria. Lavoriamo per superare la frammentazione esistente e rispondere alla profonda crisi sociale, economica, culturale e politica del nostro tempo rilanciando l’avanguardia rivoluzionaria capace di rappre

sentare adeguatamente la classe lavoratrice e le masse popolari del nostro Paese. Questo è il nostro obiettivo: unire gli oppressi e ricostruire il Partito Comunista che serve al nostro Paese ed al Mondo intero.

50 ANNI FA: STORIE DI MILITANZE VISSUTE NEL VERONESE.Un punto rosso nel bianco del Veneto. Quelli di DP (del Baldo-Garda...
03/09/2026

50 ANNI FA: STORIE DI MILITANZE VISSUTE NEL VERONESE.
Un punto rosso nel bianco del Veneto.
Quelli di DP (del Baldo-Garda - Verona) negli anni 1970-1980.
Una "rimpatriata" tra militanti di allora del 2017.

Un vecchio cartello elettorale recitava “Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare”. Sotto i Blues brothers e ancor più sotto l’invito all’adesione a Democrazia Proletaria.
A 26 anni (1991, siamo nel 2017 - n.d.r.) dal suo scioglimento il gioco – nella politica e nella società italiana – si è fatto ancora più duro, e del “piccolo partito dalle grandi ragioni” qualcuno sente la mancanza.
Un clima di nostalgia e di amarcord si avverte tra un gruppo di vecchi militanti di Democrazia Proletaria del Veronese.
Alcuni di loro hanno abbandonato la politica del tutto, qualcun altro milita nelle formazioni dell’attuale sinistra (Rifondazione e S.I.), qualcuno dà il suo contributo alla società in qualche altro modo.
Altri ricordano qualche vecchio compagno non con considerazioni positive:
«Lo sai che adesso sta con Renzi quello?» – dicono di un ex consigliere regionale –
«L’ho sempre detto fosse destro» commenta amaramente qualche altro. Storia

Provincia di Verona, zona tra il lago di Garda e il monte Baldo. Come gran parte del Veneto questo era un territorio bianco, in cui la Democrazia Cristiana faceva il bello e il cattivo tempo.
Nella seconda Repubblica il bianco si è tinto di verde, e a dominare le istituzioni in maniera quasi incontrastata la Lega Nord che oggi si trova a competere – nelle elezioni locali – con Flavio Tosi divenuto ormai un rivale che nel veronese conserva ancora un certo seguito.
Un territorio da sempre difficile per chi si oppone, ancor di più per chi si oppone in maniera tosta.

«Credevamo moltissimo in ciò che facevamo» ci dice Leo mentre inizia a raccontarci la storia di Democrazia Proletaria in quei territori.
Nel 1972 un gruppo di ragazzi mette in piedi un circolo culturale dedicato alla memoria dell’anarchico Franco Serantini: Baffo, Jack, Bresaola, Gianky e altri si ritrovano per discussioni, momenti ricreativi e culturali trovando come riferimento la nuova sinistra e come compagni di strada un gruppo di scout cattolici con passione internazionalista. In quel periodo esisteva un conflitto nelle fabbriche e i giovanotti non ne erano esenti.

Mirko, uno dei più giovani dell’allora D.P. ci accompagna davanti ad un fabbricato dismesso: è quel che resta della “Cometti”, una vecchia fabbrica di Caprino Veronese che produceva interruttori elettrici e che ha impiegato fino a 350 dipendenti:
«Alcuni di noi lavoravano lì dentro».
Appena dopo è visibile l’ospedale, oggi chiuso.
«Tutto iniziò con lo spostamento delle sale parto in una struttura privata convenzionata» ci racconta Giuseppe che amichevolmente chiamano “El Bepo”.
«Lo dicevamo che era l’inizio dello smantellamento della sanità pubblica di questo territorio, trent’anni dopo ci hanno dato ragione».
Ci si ride sopra, ma tutti paiono riconoscere che le proprie tesi vengono sempre confermate a posteriori.
Il “trent’anni dopo” pare essere un leitmotiv di giornata.
Poco distante vi è una fabbrica tessile che all’epoca venne occupata.
Vecchie foto in bianco e nero, immagini di cortei e di picchetti.
In una foto una ragazza tiene in mano un cartello: “Abbasso i krumiri”.

E’ nel periodo in cui si incontrarono le vertenze operaie che quelli del “Segantini” divennero più compiutamente una realtà riconosciuta nel territorio.
L’attivismo era intensissimo: corsi per aiutare a prendere il diploma di terza media a chi non aveva potuto studiare, sportello di consulenza agli inquilini: oggi lo chiamerebbero “partito sociale”.
Anna mi fa vedere un giornalino scritto a mano e ciclostilato da Gigliola che chiamavano “L’angelo del ciclostile”:
«E’il numero speciale in cui parlammo del lavoro della commissione salute sulle presenze di collanti e altre sostanze inquinanti», mi dice mentre ricorda l’ennesima vertenza sindacale.
Uno scatolone pieno di giornalini, volantini e altre carte ingiallite testimonia l’enorme mole di lavoro che in quegli anni era stata messa in piedi.
«Avevamo provato anche a mettere su una radio» ricorda Mirko.
«C’eravamo divisi per capire fin dove si sentiva, ma le frequenze non arrivavano neppure alle frazioni del paese» sottolinea con rammarico.
«Potevamo insistere» dice qualcuno,
«Si potrebbe ancora fare, il palo di cemento c’è ancora?» scherza qualcun altro.

Man mano che raccolgo le testimonianze, la curiosità di raccontarsi fa spazio all’orgoglio di ciò che si è fatto.
Leo, che per D.P. fu consigliere comunale d’opposizione a Caprino Veronese, mi porge un calendario, anche questo fatto a mano, roba da far impallidire i grafici di oggi.
Per ogni mese un consigliere comunale democristiano di Caprino Veronese veniva satiricamente preso in giro e ritratto con gli abiti da giullare.
E poi foto sbiadite di manifestazioni contro il nucleare, per la pace e contro i missili.
E ancora un numero speciale de “L’arcobaleno” sul progetto di discarica da realizzarsi nella frazione di Ruina, una battaglia vinta:
«No, non l’hanno più fatta» dice ancora Leo, con la soddisfazione che almeno in quel caso non si sono attesi trent’anni per dar loro ragione.
Tante battaglie per l’ambiente.
Raffaello, ex consigliere comunale demoproletario nel piccolo comune di Affi oggi è attivo in Legambiente e ha la passione per la fotografia:
«Ci eravamo battuti perché venisse istituita un’area naturale protetta nella zona del monte Baldo».
Su questo, complici le lobby dei cacciatori e del cemento, trent’anni dopo non li hanno ancora dato ragione.
A Caprino la piccola D.P. sfiorava il 10%:
«Eleggevamo un consigliere comunale e mezzo» scherza ancora Leo, che ricorda che il secondo consigliere comunale in due occasioni non era scattato per pochi voti.

Nel piccolo comune confinante di San Zeno di Montagna (poco più di 1000 abitanti) invece Democrazia Proletaria aveva il sindaco e alle regionali del 1985 era arrivata anche al 30%.
A testimoniare l’esperienza è Giuseppe Campagnari, primo cittadino per dieci anni del piccolo comune.
«Ero stato eletto quasi per caso» scherza oggi.
«Tornai per un permesso dal servizio di leva e mi chiesero di candidarmi» ricorda Campagnari. «Io, che mi davo parecchio da fare nell’opposizione alla D.C., accettai e mi ritrovai capolista di una civica».
San Zeno è un piccolo comune a 700 metri di altitudine che si affaccia sul Garda.
Una località tranquilla e frequentata durante le ferie estive dove prima dell’amministrazione Campagnari la gestione dell’urbanistica era a dir poco allegra:
«L’amministrazione stava mettendo in atto una speculazione edilizia autorizzando a costruire seconde case a tutto spiano» ricorda Campagnari.
Su questo, sulla gratuità del trasporto scolastico, sulla battaglia dei coltivatori condotta nel ’73 per il mantenimento della sede locale della cooperativa sociale, la sua lista vinse.
E Giuseppe Campagnari si ritrovò sindaco:
«Annullai le autorizzazioni a 140mila metri cubi di seconde case, facemmo abbattere le case abusive e istituimmo un piano per l’edilizia popolare» ricorda il vecchio sindaco che oggi risiede a Verona e che vive ancora la politica odierna con lo stesso ardore.
E ancora le fognature, l’istituzione del primo consultorio familiare di tutto il Veneto, il sostegno agli agricoltori:
«Democrazia Proletaria in questi comuni dimostrava che non eravamo solo teoria e discussioni, facevamo gli amministratori, facevamo la politica vera e ci confrontavamo con le vite reali».

Una esperienza significativa, ma non figlia del niente.
Perché questi furono paesi in cui c’era una certa tradizione socialista, con partigiani che diedero tributi importanti nella guerra di liberazione dai nazifascisti.
«Due nostri compaesani negli anni ’30 andarono anche a combattere la guerra civile sp****la nel fronte repubblicano antifranchista» ricorda ancora Mirko che oggi è attivo anche nell’Anpi.

Tra volantini e foto compare di tutto: la squadra di calcio femminile e quella maschile, il corso di ginnastica, i corsi di storia e i cineforum.
Ogni sera c’era un buon motivo per uscire di casa e riunirsi, in maniera impegnata, ma anche per il gusto di uscire.
In estate, a luglio, c’era anche l’appuntamento fisso con la festa di D.P. al parchetto:
«Ci venivano anche i democristiani» ricordano trionfanti gli organizzatori dell’epoca.
Gli avversari giurati parevano concedere ai demoproletari una sorta di onore delle armi facendo visita alle feste messe in piedi dai giovanotti di D.P.
Forse perché quell’aria allegra e speranzosa faceva bene a tutti, anche a quelli della “balena bianca”: almeno in questo diedero loro ragione senza aspettare i proverbiali trent’anni.

Storie di Dp nel veronese. Giovani, operai, studenti che contrastavano il malgoverno della Dc. E a volte vincevano. Trent'anni dopo si sono rivisti. E c'era l'inviato di Popoff [Enrico Baldin]

·https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19437📌 Sanità integrativa: entra nei contratti pubblici, ed entrano anche i s...
03/09/2026

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https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19437

📌 Sanità integrativa: entra nei contratti pubblici, ed entrano anche i sindacati nel mercato assicurativo.

Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo della scuola pubblica include ora una copertura sanitaria integrativa volontaria, finanziata con 65 milioni di euro l'anno (2026-2029) da fondi pubblici per l'istruzione.
Nello stesso periodo, CGIL-CISL-UIL e Confindustria hanno siglato un accordo interconfederale con il fondo FASIOPEN per estendere la sanità integrativa aziendale a tutte le categorie contrattuali.

Il documento analizza la deriva e la collega alla vicenda della "superintramoenia" in Lombardia e alle preintese sull'autonomia differenziata.
👉 Leggi l'analisi completa: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19437
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📌 Sanità integrativa: entra nei contratti pubblici, ed entrano anche i sindacati nel mercato assicurativo.

Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo della scuola pubblica include ora una copertura sanitaria integrativa volontaria, finanziata con 65 milioni di euro l'anno (2026-2029) da fondi pubblici per l'istruzione. Nello stesso periodo, CGIL-CISL-UIL e Confindustria hanno siglato un accordo interconfederale con il fondo FASIOPEN per estendere la sanità integrativa aziendale a tutte le categorie contrattuali.

Il documento analizza la deriva e la collega alla vicenda della "superintramoenia" in Lombardia e alle preintese sull'autonomia differenziata.

👉 Leggi l'analisi completa: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19437

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Per la prima volta in Cina, la capacità installata del fotovoltaico ha superato quella del carbone. ☀️A fine Luglio 2026...
02/09/2026

Per la prima volta in Cina, la capacità installata del fotovoltaico ha superato quella del carbone. ☀️

A fine Luglio 2026:
☀️ Fotovoltaico: 1286 GW
🏭 Carbone: 1285 GW

Un passaggio significativo nella trasformazione energetica della Cina.

Per la prima volta in Cina, la capacità installata del fotovoltaico ha superato quella del carbone. ☀️
A fine luglio 2026:
☀️ Fotovoltaico: 1286 GW
🏭 Carbone: 1285 GW

Un passaggio significativo nella trasformazione energetica della Cina.

QUANDO TRA I COSIDDETTI "ISLAMICI FONDAMENTALISTI" CHE NON CONSIDERANO LA DONNA AL PARI DELL'UOMO CI STAVAMO ANCHE NOI: ...
02/09/2026

QUANDO TRA I COSIDDETTI "ISLAMICI FONDAMENTALISTI" CHE NON CONSIDERANO LA DONNA AL PARI DELL'UOMO CI STAVAMO ANCHE NOI: FINO AL 5 AGOSTO 1981.

🎬 Fino al 5 Agosto 1981 il Codice Penale Italiano prevedeva una norma che oggi sembra impensabile: il delitto d'onore.
Chi uccideva il coniuge, la figlia o la sorella sostenendo di aver agito per difendere il proprio "onore" poteva ottenere una forte riduzione della pena.
Non è la trama di un film.
È stata una legge dello Stato italiano.

🎥 È proprio questa realtà a ispirare "Divorzio all'italiana".
Nel film il barone Fefè Cefalù è sposato ma innamorato della giovane cugina Angela.
Oggi potrebbe chiedere il divorzio.
Negli anni Sessanta, invece, il divorzio non era ancora previsto dalla legge.
Così escogita un piano: far ritrovare la moglie Rosalia con un altro uomo, sorprenderli insieme e sfruttare il delitto d'onore per liberarsi di lei con una pena molto più lieve.

⚖️ Il vero paradosso non era il film, ma la legge.
La satira di "Divorzio all'italiana" colpiva nel segno perché raccontava una norma realmente esistente nel Codice Penale italiano, che attribuiva più valore al presunto onore familiare che alla libertà e alla vita delle donne.

👩🏻 Non era il solo problema di quegli anni.
Nel 1966 Franca Viola rifiutò il matrimonio riparatore dopo essere stata rapita e víolentata.
Con quella scelta sfidò una cultura che pretendeva di cancellare la violenza imponendo un matrimonio tra vittima e aggressore.

📅 Il 5 Agosto 1981 l'Italia abolì il delitto d'onore e il matrimonio riparatore.
Fu una svolta storica per i diritti delle donne e per il diritto italiano.
Da quel momento anche la legge riconobbe un principio fondamentale: l'onore non può mai valere più della libertà, della dignità e della vita di una persona.

Conti bloccati ai medici cubani, Sanitari per Gaza Arezzo: "Discriminazione inaccettabile"La denuncia dell’associazione ...
02/09/2026

Conti bloccati ai medici cubani, Sanitari per Gaza Arezzo: "Discriminazione inaccettabile"
La denuncia dell’associazione aretina: "Colpiti professionisti regolarmente residenti e al lavoro in Italia. Non si può impedire l’accesso agli stipendi e ai risparmi per ragioni legate alla nazionalità"

Conti correnti bloccati, congelati o con operatività limitata. È quanto sarebbe accaduto, secondo la denuncia di Sanitari per Gaza Arezzo, a medici e professionisti della salute cubani regolarmente residenti e impegnati professionalmente in Italia.

L’associazione aretina parla di una situazione «ingiustificata» e punta il dito contro alcuni istituti bancari italiani, sostenendo che le restrizioni sarebbero riconducibili all'applicazione delle sanzioni statunitensi nei confronti di Cuba.

Secondo Sanitari per Gaza Arezzo, queste misure non avrebbero una base nella normativa italiana ed europea e costituirebbero di fatto un'applicazione in Italia del cosiddetto “bloqueo”, il sistema di restrizioni economiche, commerciali e finanziarie imposto dagli Stati Uniti a Cuba.

L'associazione richiama in particolare il Regolamento europeo 2271/96, il cosiddetto “Statuto di blocco”, che disciplina gli effetti extraterritoriali di determinate sanzioni adottate da Paesi terzi e ne limita l'applicazione all'interno dell'Unione Europea.

Al di là degli aspetti giuridici, Sanitari per Gaza Arezzo mette al centro soprattutto le conseguenze concrete per le persone coinvolte. “Come operatori sanitari, impegnati quotidianamente nella difesa dei diritti umani e del diritto universale alla salute – sostiene l’associazione – consideriamo inaccettabile che colleghi medici vengano privati della possibilità di accedere ai propri stipendi regolarmente guadagnati in Italia”.

Il problema, sottolineano dall'associazione, non riguarderebbe soltanto la disponibilità dei propri risparmi, ma anche la possibilità di affrontare le normali spese quotidiane, dal pagamento dell'affitto all'acquisto di beni essenziali.

Per Sanitari per Gaza Arezzo c'è inoltre una questione di discriminazione legata alla nazionalità. «Limitare l'accesso ai servizi bancari sulla sola base della cittadinanza – afferma l'associazione – rappresenta una condotta discriminatoria inaccettabile».

La vicenda assume, secondo i promotori della denuncia, un significato ancora più ampio perché coinvolge professionisti sanitari. I medici cubani sono infatti da tempo impegnati in missioni di cooperazione internazionale e interventi sanitari in diversi Paesi e contesti di emergenza. “Colpire i medici cubani – sostiene Sanitari per Gaza Arezzo – significa colpire chi mette la propria scienza medica al servizio della vita”.

L'associazione chiede quindi agli istituti di credito di verificare le restrizioni adottate e di ripristinare l'operatività dei conti che, secondo la denuncia, sarebbero stati limitati senza un adeguato fondamento nella normativa italiana ed europea.

“La salute e l'assistenza medica non possono essere ostaggio di giochi geopolitici o di filtri di compliance bancaria dettati da Stati terzi”, è la posizione espressa da Sanitari per Gaza Arezzo.

L'associazione annuncia infine che, qualora la situazione non dovesse essere risolta, è pronta a sostenere i professionisti coinvolti anche attraverso iniziative nelle sedi istituzionali e con forme di protesta pubblica.

La richiesta è dunque quella di fare chiarezza sulle ragioni dei blocchi e, soprattutto, di garantire ai professionisti coinvolti la piena possibilità di utilizzare il denaro regolarmente percepito per il proprio lavoro in Italia.
https://www.arezzonotizie.it/attualita/conti-bloccati-medici-cubani.html
© ArezzoNotizie
https://italiacuba.it/2026/09/01/conti-bloccati-ai-medici-cubani-discriminazione-inaccettabile/

Conti bloccati ai medici cubani, Sanitari per Gaza Arezzo: “Discriminazione inaccettabile”. La denuncia dell’associazione aretina: “Colpiti professionisti regolarmente residenti e al lavoro in Italia. Non si può impedire l’accesso agli stipendi e ai risparmi...

DICHIARAZIONE DEL COLLETTIVO A/I SULLE SANZIONI DISPOSTE DAL GOVERNO USA NEI SUOI CONFRONTI Oggi abbiamo appreso che il ...
02/09/2026

DICHIARAZIONE DEL COLLETTIVO A/I SULLE SANZIONI DISPOSTE DAL GOVERNO USA NEI SUOI CONFRONTI

Oggi abbiamo appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni, come si può leggere nelle dichiarazioni del Dipartimento del Tesoro, in quelle del Dipartimento di Stato e nel relativo Ordine Esecutivo emesso.

Noi respingiamo al mittente tutte le accuse presentate in tali dichiarazioni e allo stesso tempo riaffermiamo con forza il nostro impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivisti/e, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente.

Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra.

L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo.
Protestare non è terrorismo.
E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità.

Collettivo Autistici / Inventati — “Socializzare saperi senza fondare poteri”
Stay human
https://cavallette.noblogs.org/
https://www.inventati.org/

il blog di autistici.org

GLI USA VOGLIONO DOMINARE IL MONDOFACCIAMOLI SMETTEREIl Ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha applicato sanzioni ad ...
02/09/2026

GLI USA VOGLIONO DOMINARE IL MONDO
FACCIAMOLI SMETTERE

Il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha applicato sanzioni ad alcune organizzazioni di estrema sinistra, tra queste c’è il "Collettivo italiano Autistici/Inventati".

Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni che si trovano negli USA, (non dovrebbe essere un problema), la perdita dell’accesso a servizi digitali forniti da imprese con sede negli USA, aziende come Google, Apple, Microsoft o GitHub potrebbero rimuovere software, applicazioni o repository associati al collettivo dalle proprie piattaforme.

Anche per i server situati in Europa diventa difficile il pagamento delle donazioni qualora i provider utilizzino sistemi di pagamento statunitensi (Visa, Mastercard etc) che bloccano automaticamente le transazioni verso i soggetti sanzionati.

Gli USA, in virtù della loro forza economica, ritengono lecito imporre a chiunque la propria volontà, anche senza usare portaerei e bombardieri.
Sia che si tratti di sanzionare un piccolo collettivo italiano, o una voce forte e indipendente come Francesca Albanese o che si tratti di stringere il criminale assedio economico a Cuba.

È ora di cominciare a come colpire l’imperialismo anche economicamente.
L’esempio del BDS, organizzazione internazionale che organizza il boicottaggio dei prodotti israeliani che provengono dai territori occupati, è indicativa.
L’entità sionista spende ingenti somme di denaro per cercare di mitigare gli effetti del boicottaggio che colpisce la sua economia.

Sappiamo che non può essere la soluzione, ma riteniamo il momento di pensare a forme di boicottaggio dei prodotti USA, cominciando da quelli che hanno un impatto pesante sull’immaginario collettivo delle persone o da quelli che danneggiano l’economia italiana, partendo dai marchi storici come Apple, Microsoft, McDonald, Coca Cola, Tesla, Ford, Nike, Starbucks, Netflix oppure Amazon per l’effetto deleterio che ha sul commercio al dettaglio nel nostro Paese, ovviamente nei limiti del possibile.

Nel frattempo, esprimiamo massima solidarietà al Collettivo Autistici/Inventati e organizziamoci perché se non lo facciamo ci faranno fuori uno ad uno.

GLI USA VOGLIONO DOMINARE IL MONDO
FACCIAMOLI SMETTERE

Il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha applicato sanzioni ad alcune organizzazioni di estrema sinistra, tra queste c’è il collettivo italiano Autistici/Inventati.
Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni che si trovano negli USA, (non dovrebbe essere un problema), la perdita dell’accesso a servizi digitali forniti da imprese con sede negli USA, aziende come Google, Apple, Microsoft o GitHub potrebbero rimuovere software, applicazioni o repository associati al collettivo dalle proprie piattaforme.
Anche per i server situati in Europa diventa difficile il pagamento delle donazioni qualora i provider utilizzino sistemi di pagamento statunitensi (Visa, Mastercard etc) che bloccano automaticamente le transazioni verso i soggetti sanzionati.

Gli USA, in virtù della loro forza economica, ritengono lecito imporre a chiunque la propria volontà, anche senza usare portaerei e bombardieri. Sia che si tratti di sanzionare un piccolo collettivo italiano, o una voce forte e indipendente come Francesca Albanese o che si tratti di stringere il criminale assedio economico a Cuba.

È ora di cominciare a come colpire l’imperialismo anche economicamente. L’esempio del BDS, organizzazione internazionale che organizza il boicottaggio dei prodotti israeliani che provengono dai territori occupati, è indicativa. L’entità sionista spende ingenti somme di denaro per cercare di mitigare gli effetti del boicottaggio che colpisce la sua economia.

Sappiamo che non può essere la soluzione, ma riteniamo il momento di pensare a forme di boicottaggio dei prodotti USA, cominciando da quelli che hanno un impatto pesante sull’immaginario collettivo delle persone o da quelli che danneggiano l’economia italiana, partendo dai marchi storici come Apple, Microsoft, McDonald, Coca Cola, Tesla, Ford, Nike, Starbucks, Netflix oppure Amazon per l’effetto deleterio che ha sul commercio al dettaglio nel nostro Paese, ovviamente nei limiti del possibile.

Nel frattempo, esprimiamo massima solidarietà al collettivo autistici/inventati e organizziamoci perché se non lo facciamo ci faranno fuori uno ad uno.

87° ANNIVERSARIO DELL'INIZIO "UFFICIALE" DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE - INVASIONE DELLA POLONIA1 SETTEMBRE 1939 - L'INI...
01/09/2026

87° ANNIVERSARIO DELL'INIZIO "UFFICIALE" DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE - INVASIONE DELLA POLONIA

1 SETTEMBRE 1939 - L'INIZIO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE?
DAVVERO LO E' OPPURE...

"Attualmente, è in guerra un terzo della popolazione mondiale; guardate: l'Italia, poi il Giappone, l'Abissinia, poi la Spagna, poi la Cina. [...]
A chi toccherà ora?
Non c'è dubbio che seguirà la guerra di Hi**er contro le grandi potenze". (Mao Tse-tung, 1938)

"Sono già due anni che la nuova guerra imperialista è già scatenata su un territorio immenso, che va da Shanghai a Gibilterra, e coinvolge oltre 500 milioni di persone.
La carta dell'Europa, dell'Africa e dell'Asia viene rimaneggiata con mezzi violenti". (Stalin, 1939)

Con l'invasione della Polonia lanciata da Hi**er il 1° Settembre 1939, gli storici fanno iniziare convenzionalmente la Seconda Guerra Mondiale.
Noi rifiutiamo questa affermazione.
La guerra in Europa inizia il 17 luglio 1936, quando in Spagna si svolge il golpe militare orchestrato dal generale Franco contro il legittimo governo repubblicano guidato dal Fronte Popolare delle sinistre.
La guerra inizia in quell'occasione coinvolgendo fin da subito Germania, Italia e URSS, oltre che migliaia di volontari di tutto il mondo giunti in difesa della libertà combattendo nelle Brigate Internazionali.
In quell'occasione iniziano i giochini diplomatici di Francia e Gran Bretagna, che rifiutano di intervenire nel conflitto nella speranza di ridirigere il nazifascismo verso est, cioè verso il grande nemico sovietico.

Da queste manovre scaturiscono la necessità dentro l'URSS di eliminare ogni possibile "quinta colonna" collaborazionista dell'invasore nell'ottica di combattere il governo bolscevico guidato da Stalin.
Da qui le purghe, svoltesi tra il 1936-38, che vennero condotte in maniera anarchica e disorganizzata dall'NKVD: un'operazione giusta, ma penalizzata dal fatto che si fossero infiltrate nell'organizzazione, sia a livello centrale che locale, diversi provocatori (sabotatori, spie, nemici del popolo) e che anche il Partito era pieno di burocrati "carrieristi senza coscienza".
Quando Stalin e il PCUS scoprirono come si era svolta l'operazione emanarono un decreto che impediva alla polizia politica di attuare nuovi arresti e fecero immediatamente fucilare il capo dell'NKVD Ezhov, parte della congiura, che aveva fatto fucilare oltre mezzo milione di persone.
L'URSS aveva pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane per essere preparata alla guerra, ma questo fu uno dei fattori che le permise di resistere alla futura invasione tedesca che avvenne puntualmente nel 1941, dopo essere riusciti a guadagnare due anni preziosi grazie al Patto Molotov-Von Ribbentrop (23 Agosto 1939).

Da ricordare in eterno che Francia e Gran Bretagna decisero di impegnarsi contro la Germania nazista solo dopo tale patto, e che prima non avevano esitato a sacrificare Etiopia, Spagna, Austria, Albania, Cecoslovacchia all'avanzata di Hi**er e Mussolini, rifiutando costantemente le offerte di alleanza militare di Stalin.

Non possiamo dimenticare nemmeno che dall'altra parte del mondo si combatteva fin dal 1931: questo l'anno dell'invasione della Manciuria (Cina) da parte del Giappone.
La Seconda Guerra Mondiale come la conosciamo non è quindi altro che il prosieguo di un enorme conflitto di classe su scala internazionale che trova le sue origini nella volontà della borghesia mondiale di distruggere una volta per tutte il pericolo del socialismo palesatosi con la Rivoluzione d'Ottobre e la conseguente nascita dell'URSS e della Terza Internazionale.
Il 1° Settembre 1939 segna quindi solo il passaggio di tale conflitto da pura e cristallina guerra di classe ad un conflitto inter-imperialistico interno alle potenze capitaliste borghesi, con una trasformazione favorita dall'atteggiamento tatticamente ineccepibile del gruppo dirigente bolscevico, che in questa maniera ha potuto affrontare la Germania nazista non completamente da sola, guadagnando tempo prezioso per la propria riorganizzazione interna.

Rivendichiamo la necessità di una rilettura di quella stagione storica che risulta incomprensibile su molti eventi senza assumere l'assunto che la Seconda Guerra Mondiale, lungi dall'essere iniziata il 1° Settembre 1939, è in realtà un conflitto più esteso, diventato "caldo" dopo un periodo prolungato di "guerra fredda" tra le potenze capitaliste e l'URSS durato ininterrottamente dalla fine dell'invasione di 15 paesi stranieri capitalisti della Russia nel 1918-19, oltre che dall'invasione lanciata dalla Polonia nel 1920.

Gli anni '20 e l'inizio degli anni '30 hanno visto l'ascesa dei nazifascismi e di regimi autoritari in tutta Europa e in estremo oriente: è stata la risposta del grande Capitale alla minaccia posta dal Comintern di mettere fine al regno fondato sul privilegio e sull'asservimento dei popoli di tutto il mondo, attraverso il mantenimento degli imperi coloniali.
Questa è la vera storia della prima metà del '900.
[Scopri di più su:

La seconda guerra mondiale è stata senz'altro l'evento più drammatico del XX secolo. Per il gruppo dirigente bolscevico la percezione di una prossima guerra i

Ci associamo alle considerazioni qui sotto esposte e crediamo anche noi che la Pubblica Amministrazione dovrebbe farsi c...
01/09/2026

Ci associamo alle considerazioni qui sotto esposte e crediamo anche noi che la Pubblica Amministrazione dovrebbe farsi carico degli spazi per le associazioni politiche o sociali presenti attivamente sul territorio di competenza.

Altrimenti la poltica e le attvità sociali saranno in mano solo alle lobby della turbo finanza e di qualche eccentrico ricco signore.
Destinando così a morte certa le fondamenta della Democrazia stessa ed, in particolare, la possibilità di espressione propria delle masse popolari ed operaie.

Ma temiamo che a Verona questa Giunta comunale di cosiddetto "centro-sinistra" abbia tutt'altro in testa ed in direzione ostinatamente contraria a quanto sopra abbiamo espresso.
Come del resto le Amministrazioni del cosiddetto "centro destra".
Alla fine sono solo due espressioni geografiche con sfumature di bandiera differenziate della stessa centrale di comando NATO e del capitalismo a direzione Anglo Nord americana.

Verona rischia di perdere un altro dei pochi spazi di agibilità democratica per i cittadini interessati rimasto in città, e non solamente in centro.
Crediamo che la Pubblica Amministrazione dovrebbe farsi carico del reperimento di spazi per le associazioni politiche o sociali presenti attivamente sul territorio di competenza.
Altrimenti la possibilità di svolgere attività sul territorio sarà, anche questa, solo riservata alle lobby dei ricchi.
Destinando così a morte certa le fondamenta della Democrazia stessa.

Indirizzo

Verona

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