14/07/2026
C'è una generazione che in Italia aspetta da anni: aspetta un contratto che non sia a termine, aspetta un salario che le permetta di uscire di casa, aspetta un lavoro che non la costringa a partire.
Oltre il 40% dei contratti under 30 nel nostro Paese è precario. Più di 90.000 giovani italiani se ne sono andati all'estero solo nel 2024. E chi resta, spesso resta fermo: l'Italia è stabilmente il secondo Paese in Europa per numero di NEET, giovani che non studiano, non lavorano, non si formano.
Dentro questo quadro c'è anche un altro numero: quasi cinque milioni di italiani, in gran parte giovani, in gran parte del Sud, non possono votare senza tornare fisicamente nel proprio comune di residenza.
È una battaglia che il senatore Marco Meloni porta in Parlamento da oltre dieci anni: prima come deputato, ora come senatore, primo firmatario di emendamenti su emendamenti che si sono arenati un anno dopo l'altro tra Camera e Senato.
Nelle ultime settimane, dentro la contestata riforma della legge elettorale, qualcosa si è finalmente mosso: un'intesa tra maggioranza e opposizioni sul voto fuori sede, con una finestra di iscrizione però stretta, chiusa al 31 dicembre dell'anno prima del voto.
Un passo avanti, ma non risolutivo: rischia di lasciare fuori proprio chi si trasferisce a ridosso delle elezioni, cioè tantissimi fuori sede.
Ma il voto fuori sede è solo il tassello (forse il più simbolico, perché riguarda la possibilità stessa di contare qualcosa) di un mosaico più ampio fatto di lavoro instabile, case irraggiungibili e futuro rimandato. Una generazione tenuta in sospeso da troppo tempo.
Ne parliamo stasera con chi questa battaglia la combatte da anni su fronti diversi: Marco Meloni, Senatore PD,
Jacopo Buffolo, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Verona,
Yari Russo, Campaigner di The Good Lobby, l'organizzazione che porta avanti la causa del voto fuori sede insieme a migliaia di cittadini in tutta Italia.
Coordina Mattia Mosconi, Giovani Democratici Verona.
Generazione in sospeso. Voto fuori sede, precarietà, futuro: la questione giovanile.
Martedì 14 luglio, ore 20.30
Festa de l'Unità Verona, Via Bresciani, Quinzano.