03/06/2026
➡️ Sul Politeama continuo a leggere dichiarazioni semplici su una questione che semplice non è. Per questo invito tutti a leggere gli atti, che sono pubblici.
Le relazioni tecniche e gli studi commissionati sul futuro dell'immobile parlano chiaro: il recupero del Politeama richiederebbe un investimento iniziale nell'ordine di circa 12 milioni di euro. Non qualche intervento di manutenzione. Dodici milioni di euro di soldi pubblici.
Ma c'è un altro passaggio che troppo spesso viene ignorato. Le valutazioni tecniche riportano chiaramente che la ristrutturazione dell'edificio risulta antieconomica. È scritto nelle relazioni. Non è un'opinione politica, non è uno slogan elettorale.
E dopo i 12 milioni iniziali non finirebbe lì. Lo stesso studio prevede la necessità di un contributo pubblico annuale di circa 400 mila euro per mantenere in piedi una programmazione culturale e teatrale di medio/basso livello.
Io credo che la cultura meriti rispetto. Così come meritano rispetto i soldi dei cittadini. Perché le risorse pubbliche non appartengono ai politici di turno. Sono il frutto del lavoro, dei sacrifici e delle tasse pagate dai cittadini. E proprio per questo devono essere investite con responsabilità, valutando costi, benefici e sostenibilità.
Anch'io vorrei vedere il Politeama tornare a vivere. Penso che ogni viareggino lo vorrebbe. Ma amministrare significa usare la testa prima del cuore quando si tratta di spendere i soldi dei cittadini. E sono convinta che la politica debba avere il coraggio della verità. Sempre.
Lo dico con chiarezza: riaprire quel teatro, nelle condizioni in cui si trova oggi, rischia di trasformarsi in un enorme spreco di denaro pubblico. Non lo dico io. Lo dicono gli studi e le relazioni tecniche.
Dodici milioni di euro non sono un dettaglio. Sono risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a scuole, strade, quartieri, impianti sportivi, servizi sociali e sicurezza.
Per questo serve serietà. Le promesse sono facili. Molto più difficile è tutelare davvero l'interesse della città.
Nel frattempo continueremo a investire e valorizzare i teatri che la città già possiede, rendendoli sempre più funzionali, accessibili e capaci di ospitare una programmazione culturale di qualità che possa essere di richiamo ad un pubblico internazionale.
Viareggio ha già conosciuto una stagione in cui i soldi pubblici venivano spesi senza guardare abbastanza ai conti. Quella stagione è costata cara alla città e i cittadini ne hanno pagato il prezzo per anni.
Oggi abbiamo il dovere di guardare avanti, senza ripetere gli errori del passato: investire dove serve davvero, scegliere ciò che è sostenibile e costruire un futuro solido per le prossime generazioni.
Sul Politeama continuo a leggere dichiarazioni semplici su una questione che semplice non è. Per questo invito tutti a leggere gli atti, che sono pubblici.
Le relazioni tecniche e gli studi commissionati sul futuro dell'immobile parlano chiaro: il recupero del Politeama richiederebbe un investimento iniziale nell'ordine di circa 12 milioni di euro. Non qualche intervento di manutenzione. Dodici milioni di euro di soldi pubblici.
Ma c'è un altro passaggio che troppo spesso viene ignorato. Le valutazioni tecniche riportano chiaramente che la ristrutturazione dell'edificio risulta antieconomica. È scritto nelle relazioni. Non è un'opinione politica, non è uno slogan elettorale.
E dopo i 12 milioni iniziali non finirebbe lì. Lo stesso studio prevede la necessità di un contributo pubblico annuale di circa 400 mila euro per mantenere in piedi una programmazione culturale e teatrale di medio/basso livello.
Io credo che la cultura meriti rispetto. Così come meritano rispetto i soldi dei cittadini. Perché le risorse pubbliche non appartengono ai politici di turno. Sono il frutto del lavoro, dei sacrifici e delle tasse pagate dai cittadini. E proprio per questo devono essere investite con responsabilità, valutando costi, benefici e sostenibilità.
Anch'io vorrei vedere il Politeama tornare a vivere. Penso che ogni viareggino lo vorrebbe. Ma amministrare significa usare la testa prima del cuore quando si tratta di spendere i soldi dei cittadini. E sono convinta che la politica debba avere il coraggio della verità. Sempre.
Lo dico con chiarezza: riaprire quel teatro, nelle condizioni in cui si trova oggi, rischia di trasformarsi in un enorme spreco di denaro pubblico. Non lo dico io. Lo dicono gli studi e le relazioni tecniche.
Dodici milioni di euro non sono un dettaglio. Sono risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a scuole, strade, quartieri, impianti sportivi, servizi sociali e sicurezza.
Per questo serve serietà. Le promesse sono facili. Molto più difficile è tutelare davvero l'interesse della città.
Nel frattempo continueremo a investire e valorizzare i teatri che la città già possiede, rendendoli sempre più funzionali, accessibili e capaci di ospitare una programmazione culturale di qualità che possa essere di richiamo ad un pubblico internazionale.
Viareggio ha già conosciuto una stagione in cui i soldi pubblici venivano spesi senza guardare abbastanza ai conti. Quella stagione è costata cara alla città e i cittadini ne hanno pagato il prezzo per anni.
Oggi abbiamo il dovere di guardare avanti, senza ripetere gli errori del passato: investire dove serve davvero, scegliere ciò che è sostenibile e costruire un futuro solido per le prossime generazioni.