08/08/2026
Si può pensare ciò che si vuole di Giuseppe Conte oggi. Si possono apprezzare le sue politiche oppure no, si può votare per il MoVimento 5 Stelle oppure no.
Però una cosa è certa: nel momento più buio per il nostro Paese, quando ci trovammo ad affrontare un nemico silenzioso e fatale, senza un libretto per le istruzioni; quando la paura ci attraversava e spezzava le nostre relazioni più intime, nell'incertezza di cosa sarebbe stato domani, Giuseppe Conte è stato punto di riferimento per moltissimi italiani e italiane, ben oltre le appartenenze politiche.
La sua figura di un uomo colto, avveduto, responsabile, che non mancava di mostrare anche la propria umanità, seppe tenere accesa la speranza, nel cuore degli italiani, che saremmo riusciti a superare quel momento.
Giuseppe Conte seppe parlare al cuore degli italiani, mentre agiva con razionale ponderazione. Questo gli italiani lo percepivano chiaramente.
Il Paese rimase unito, gli italiani si fidarono, uscimmo dal buio.
Lo fecero cadere le perfide gelosie e gli appetiti più bassi: non solo aveva tenuto unito il Paese, ma aveva ottenuto un impensabile risultato in Europa: il Next Generation EU. Un tesoro di oltre 200 miliardi.
Era troppo per chi fa della politica un gioco di sfacciato opportunismo. Farlo cadere non era sufficiente.
Bisognava distruggere quell'immagine rassicurante cui gli italiani avevano guardato con fiducia e ammirazione.
Il fango iniziò subito, sotto Draghi, per opera soprattutto di Enrico Letta.
Oggi l'operazione continua con vile accanimento con la baracconata della commissione Covid. Un plotone di esecuzione messo su con l'unico scopo di demolire quel che resta di quell'immagine che gli italiani amavano, e potrebbero tornare ad amare allo stesso modo.
Troppo pericoloso. Un professore universitario e affermato avvocato, per giunta incensurato, prestato alla politica. Bisogna sporcare, calunniare, gettare nel fango. Non possono permettersi un antagonista di tale levatura.
Avete presente i Lillipuziani che gettano in terra Gulliver perché è l'unico modo che hanno per renderlo inoffensivo? Ecco, ora pensate ai vari lisei e bignami, pilotati da una meloni qualunque.
Ma la differenza di statura resta: Conte rispetto a voi è e resta un gigante. Non importa la quantità di fango che gettate. Poveri omunculi e presidentine del Consiglio di Lilliput.
Conte resta un gigante. Voi patetici nani. Alessandra Maiorino