04/07/2026
🔴 Coalizione di Centrosinistra 🔴
Vignola Cambia e Smeraldi: critiche agli altri, nessuna autocritica
Hanno sbagliato tutti, tranne lui. Come sempre, il coordinatore di Vignola Cambia Mauro Smeraldi si arroga il diritto di dare pagelle agli altri, senza mettere mai in discussione il suo agire. Della sconfitta non si sente per nulla corresponsabile, lui che, dopo essere stato con Vignola Cambia in maggioranza per tutta la passata legislatura e lui stesso assessore per tre anni con delega, tra le altre, al bilancio, ha scelto di spaccare il fronte e di correre da solo alle elezioni, pur consapevole che la divisione avrebbe inevitabilmente favorito il campo avverso. Ancora una volta proclama che Vignola Cambia non ha nulla da condividere con le forze di centrodestra, ma ancora una volta (dopo aver già in passato governato con l’allora leghista Simone Pelloni), “apre” alla cosiddetta “destra moderata”, facendo finta di ignorare che la maggioranza che ha portato il sindaco Pasini alla guida del Comune è una maggioranza a trazione Fratelli d’Italia. Invoca un’analisi del voto per gli altri, ma si guarda bene dal fare considerazioni sul risultato elettorale della sua lista che, nella passata legislatura, poteva contare su di un assessore che aveva le deleghe “care” alla lista - ovvero Partecipazione, Centro storico e Gemellaggi - e ora si trova con un unico consigliere di minoranza che non potrà certo incidere sui temi cavalcati in campagna elettorale. Quanto allo stare più o meno in mezzo alla gente dell’ex sindaca Muratori, Vignola Cambia deve fare pace con se stessa: se la si vedeva tra la gente veniva bollata come “presenzialista”, se era in ufficio a incontrare cittadini e imprese, o nelle sedi istituzionali a portare le istanza vignolesi, era “assente”. L’auspicio è che, passata la sbornia del voto, si possa di nuovo ragionare su come fare un’opposizione costruttiva, ma decisa, senza tabù preventivi, come appunto poter sollevare critiche su una Giunta che, nelle promesse, avrebbe dovuto essere dell'innovazione, del merito e delle competenze, ma che, invece, nei fatti, si limita a riprodurre fedelmente i passati equilibrismi partitici.