17/07/2026
🟣 : femminicidio, ancora una volta!
Oggi piangiamo Tania Sperindio, uccisa nella sua casa a Mulazzano: secondo le ricostruzioni l’autore sarebbe l’ex marito, Mario Bonifazi, che avrebbe confessato il delitto e ora è in carcere; il corpo della donna presenta una ferita alla testa compatibile con un colpo inferto con un martello.
Questo orrore non è un fatto isolato ma il risultato di una cultura che normalizza il possesso e il controllo sulle donne.
Come ricordano le operatrici di Rompi il Silenzio, il non è semplicemente “una donna uccisa”: ci dice perché è stata uccisa — perché si è autodeterminata, perché ha scelto per sé, perché ha rotto il controllo.
Serve un cambiamento culturale profondo: educazione affettiva nelle scuole, prevenzione costante, e una definizione chiara dell’amore come rispetto, non come possesso.
Non bastano solo leggi più severe: servono politiche pubbliche, servizi di supporto efficaci e comunità che non chiudano gli occhi. Alle istituzioni e a ciascuno di noi, dobbiamo trasformare il dolore in responsabilità collettiva: basta silenzi, basta giustificazioni, basta indifferenza.
Le vittime meritano verità, giustizia e prevenzione concreta.