19/10/2026
Ad agosto sono misteriosamente “scomparsi” gli arredi di piazza del Linificio, cuore della movida cittadina. L’intento appariva chiarissimo: via le panchine, via i frequentatori e problema della quiete pubblica risolto!
Per chiedere spiegazioni abbiamo subito presentato un’interrogazione consiliare. Risultato? Prima ancora di ricevere risposta, gli arredi sono magicamente riapparsi (succede spesso: fai un'interrogazione e il problema sparisce prima della risposta).
In attesa di scoprire quali acrobazie abbiano riportato le panchine al loro posto — ci diranno sicuramente che *era tutto programmato* —, la vicenda accende i riflettori sul rischio legato a certe operazioni urbanistiche, come quella dell'ex Bassetti.
Spesso i privati realizzano opere pubbliche a scomputo dei contributi dovuti al Comune. È così che nasce una piazza pubblica: un beneficio per la collettività in cambio dei soldi dovuti dai costruttori. Chi compra casa lì dovrebbe saperlo. Il corto circuito avviene quando, dopo aver cancellato i versamenti in denaro, si tenta la furbata di privatizzare di fatto quegli spazi con la scusa del disturbo alla quiete pubblica. Risultato? La comunità perde sia i soldi che il beneficio promesso.
Un film già visto con l’Amministrazione Cereda, che ha già rinunciato al diritto di passo a Villa Sottocasa senza chiedere nulla in cambio. Contributo al pubblico da parte di un’operazione privata svanito nel nulla senza niente in cambio. Vi invitiamo a vigilare con noi affinché le compensazioni pubbliche non rimangano favole utili solo a far digerire i disagi delle grandi operazioni urbanistiche.