Giovani Comunisti Vittoria

Giovani Comunisti Vittoria Il profilo sociale dei Giovani Comunisti di Vittoria (Rg), circolo Peppino Impastato

Il governo nazionale aveva promesso di ridurre il ricorso ai medici e agli infermieri a gettone e di riportare nel Servi...
25/06/2026

Il governo nazionale aveva promesso di ridurre il ricorso ai medici e agli infermieri a gettone e di riportare nel Servizio sanitario nazionale attività e personale esternalizzati. I numeri raccontano il contrario. Nel biennio 2024-2025 la domanda del SSN per i gettonisti ha superato il miliardo di euro e nel 2025 è addirittura aumentata rispetto all’anno precedente. Quello che doveva essere uno strumento eccezionale è diventato una componente stabile del sistema.

Eppure il decreto-legge 34 del 2023 aveva fissato limiti precisi, consentendo il ricorso ai gettonisti solo in casi di necessità e urgenza, una sola volta, senza proroghe e per un massimo di dodici mesi, imponendo anche l’avvio del reclutamento stabile per reinternalizzare i servizi. Nonostante questo impianto normativo, il mercato dei gettonisti non si è affatto sgonfiato.

In questo quadro, la Sicilia merita un capitolo a parte. Il report ANAC indica che nell’isola, nel biennio 2024-2025, la domanda pubblica per gettonisti vale 14,66 milioni di euro, di cui 11,30 milioni nel 2024 e 3,36 milioni nel 2025. Ancora più significativo è il dato relativo ai codici specifici per personale medico e infermieristico: la Sicilia assorbe 13,71 milioni e questa somma è concentrata interamente sui medici a gettone. L’ANAC segnala inoltre che, tra Sud e Isole, è proprio la Sicilia a emergere maggiormente per risorse destinate ai gettonisti. Sono soldi pubblici che non sono andati a rafforzare organici stabili, concorsi e attrattività del lavoro pubblico, ma all’esternalizzazione.

Va detto con precisione che i dati ANAC misurano gli importi a base di gara, quindi la domanda pubblica e la previsione di spesa, non necessariamente la somma finale liquidata. Ma questo non attenua il problema. Quei 14,66 milioni rappresentano comunque la scelta del sistema sanitario siciliano di programmare risorse fuori dal reclutamento stabile. E in Sicilia, dove i pronto soccorso e i presidi periferici soffrono in modo cronico la mancanza di personale, il ricorso ai gettonisti appare ancora più strutturale che altrove.

Il punto poi non è soltanto quanto si spende, ma come si spende. A livello nazionale, l’ANAC rileva che le forme più usate per gli affidamenti sono quelle dirette e questo significa che, mentre la legge pretendeva eccezionalità, rigore e ritorno all’ordinario, il sistema ha continuato a privilegiare le scorciatoie più rapide e meno trasparenti.

Ed è proprio qui che la gestione della regione siciliana mostra il suo lato più spregiudicato. Dopo il 31 luglio 2025, data dello stop ai nuovi contratti con i gettonisti delle cooperative, l’assessorato regionale alla Salute ha inviato ad Asp, ospedali e policlinici un atto di indirizzo che, in nome della continuità assistenziale, invita a usare “ogni misura idonea” di reclutamento, comprese varie tipologie contrattuali, gli incarichi libero-professionali e i rapporti di cooperazione tra aziende. Formalmente non è lo stesso meccanismo dei gettonisti. Sostanzialmente, però, appare come un modo per salvare il modello cambiandogli nome. Non una vera uscita dall’esternalizzazione, ma la sua prosecuzione con altre etichette.

È per questo che la responsabilità politica della Regione Siciliana è così evidente. Una cosa è gestire una fase di transizione in presenza di carenze reali. Un’altra è aggirare lo spirito della norma nazionale ricorrendo a incarichi libero-professionali, cooperazioni interaziendali e soluzioni temporanee che di fatto riproducono lo stesso schema. Così non si supera il modello dei gettonisti, lo si ricicla. Non si investe davvero sul lavoro pubblico, non si risanano gli organici, si continua soltanto a tamponare, spendendo di più e rinviando ogni scelta strutturale.

Del resto, lo stesso presidente dell’ANAC Giuseppe Busia ha parlato di “contratti onerosi per la pubblica amministrazione”, di “prestazioni inadeguate” e perfino di “rischi per i pazienti”.

In Sicilia, intanto, almeno 14,66 milioni di euro di domanda pubblica del SSN nel biennio 2024-2025 sono stati assorbiti da questo modello, con 13,71 milioni concentrati sui medici a gettone. Sono risorse sottratte al rafforzamento stabile della sanità pubblica e deviate verso un sistema costoso, fragile e politicamente comodo, perché nell’emergenza e nella discrezionalità degli incarichi il clientelismo dilaga. Totò Cuffaro docet.

Giovedì 5 febbraio alle ore 18.00, nella Sala Avis di Vittoria, si terrà l’iniziativa pubblica “L’accordo U.E.–Mercosur:...
04/02/2026

Giovedì 5 febbraio alle ore 18.00, nella Sala Avis di Vittoria, si terrà l’iniziativa pubblica “L’accordo U.E.–Mercosur: agricoltura in svendita?”, promossa da Giovani Comunisti/e, Rifondazione Comunista Siracusa–Ragusa e dal Movimento Lost Youth con gli interventi di Giorgio Stracquadanio e Tano Malannino e la moderazione di Aurora Modica, un appuntamento che giunge mentre il governo italiano e il PD continuano a sostenere un accordo che rischia di colpire al cuore l’agricoltura italiana e in particolare quella siciliana, già provata da anni di crisi, concorrenza sleale e politiche europee penalizzanti, motivo per cui anche la Sinistra Europea ha espresso in sede parlamentare un voto contrario netto al trattato denunciandone gli effetti distorsivi e il pericolo per le produzioni locali. In Sicilia, territorio più esposto all’impatto delle importazioni dal Mercosur, i comparti agrumicolo, orticolo, cerealicolo e vitivinicolo rischiano di essere travolti dall’ingresso di merci prodotte con costi del lavoro irrisori, standard ambientali e sanitari inferiori e l’impiego di sostanze vietate in Europa, una combinazione che trascinerebbe verso il basso i prezzi, il reddito agricolo e la sopravvivenza stessa delle aziende familiari, aprendo la strada alla desertificazione produttiva e all’abbandono delle campagne. In questo quadro appare evidente l’ipocrisia di chi celebra la cucina italiana come patrimonio UNESCO mentre favorisce l’arrivo di prodotti agricoli a basso costo che mettono in ginocchio le nostre filiere, senza portare alcun reale beneficio nemmeno agli agricoltori sudamericani, schiacciati dal potere dei grandi latifondi orientati all’esportazione. Per questo il 5 febbraio discuteremo insieme ad agricoltori e cittadini per difendere un’agricoltura di qualità e sostenibile, per difendere la nostra terra, il lavoro e il futuro delle comunità; per questo diciamo no al trattato UE-Mercosur e sì alla sicurezza alimentare, a una PAC equa, a un prezzo giusto per chi produce e per chi consuma, e rilanciamo un appello alla solidarietà tra agricoltori siciliani e sudamericani e ai consumatori affinché questa battaglia diventi la difesa collettiva della dignità, della sovranità alimentare e di un modello agricolo sano e giusto, capace di resistere alla logica liberista che sacrifica territori e persone sull’altare del profitto.

23/01/2026

105 anni fa nasceva a Livorno il
Partito Comunista d'Italia.
Celebriamo questa ricorrenza con il massimo rispetto ed ammirazione verso coloro i quali provarono a realizzare in Italia il tentativo di rivoluzione che aveva permesso al proletariato di emanciparsi finalmente in Unione Sovietica.
Ripercorrere la storia del PCd'I e del PCI non è cosa semplice ed un post non è il luogo adatto, ma il ricordo e l'esempio ci guida ancora oggi nella nostra azione e militanza quotidiana.
I comunisti ed il Partito Comunista Italiano hanno rappresentato la parte migliore di questo paese, la parte che vedeva nella possibilità di cambiare il presente ed il nostro paese una possibilità concreta.

Giovani Comunisti Vittoria

18/01/2026

PARTECIPEREMO A VITTORIA ALLA MOBILITAZIONE  DEL 16 GENNAIO CONTRO IL MERCOSUR: UN ACCORDO PERICOLOSO PER AGRICOLTORI E ...
15/01/2026

PARTECIPEREMO A VITTORIA ALLA MOBILITAZIONE DEL 16 GENNAIO CONTRO IL MERCOSUR: UN ACCORDO PERICOLOSO PER AGRICOLTORI E CITTADINI

Esprimiamo la nostra ferma contrarietà alla firma dell’accordo UE-Mercosur, un’intesa che rappresenta un pericolo concreto per l’agricoltura italiana e, in modo ancora più drammatico, per le produzioni del Sud e della Sicilia.

Mentre il governo celebra il riconoscimento UNESCO della cucina italiana, spalanca le porte a prodotti agricoli sudamericani a basso costo e con standard produttivi inferiori, infliggendo un colpo mortale alle nostre filiere locali.

È un atto di ipocrisia politica che tradisce gli agricoltori, i lavoratori e le comunità che vivono di agricoltura di qualità. Non sarà un vantaggio nemmeno per gli agricoltori sudamericani, stritolati dalle logiche di esportazione e profitto dei grandi latifondi.

Il Mezzogiorno e la Sicilia, con aziende medio-piccole e produzioni di eccellenza, saranno i territori più penalizzati. L’arrivo massiccio di merci provenienti da sistemi agricoli basati su grandi estensioni, costi del lavoro irrisori e sostanze vietate in Europa produrrà effetti devastanti: crollo dei prezzi, perdita di reddito, concorrenza sleale, indebolimento delle filiere locali e rischio di desertificazione produttiva.

La Sicilia, con i suoi comparti agrumicolo, orticolo, cerealicolo e vitivinicolo, rischia di essere travolta da prodotti a basso costo che nessuna clausola di salvaguardia potrà contenere.

Per questo il 16 gennaio 2026 alle ore 9:00 a Vittoria (RG), nei pressi del Mercato Ortofrutticolo in Via Salvatore Incardona, saremo in presidio con i trattori insieme agli agricoltori e ai cittadini.

Questa mobilitazione è la continuità della piazza di Milano: non ci fermiamo. Difendere l’agricoltura significa difendere la nostra terra, il lavoro e il futuro di tutti. Diciamo NO al trattato UE-Mercosur, SÌ alla sicurezza alimentare e alla salute, SÌ a una PAC equa, SÌ a un prezzo giusto per chi produce e per chi mangia.

Lanciamo un appello alla solidarietà tra agricoltori siciliani e sudamericani e ai consumatori: la battaglia contro il Mercosur è una battaglia per la dignità, per la sovranità alimentare e per un’agricoltura sana e giusta. Uniti possiamo fermare questa logica liberista che sacrifica territori e persone sull’altare del profitto.

Peppe Puccia, segretario federazione Siracusa/Ragusa
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

08/01/2026

07/01/2026

Servizio di sulla cosiddeta riforma dei porti del con un breve mio intervento finale. ✊🏼🚩

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