Unione Democratica per Dro

Unione Democratica per Dro Dal 2005 proposta politica per il Comune di Dro. Co-fondatrice della coalizione di Centrosinistra civica ed autonomista.

Lista civica alternativa per le elezioni del 4 maggio 2025

15/01/2026
Il pasticcio della Variante 16 del PRGUrbanistica a Dro: Variante 16 nel limbo burocratico. Comune e Provincia si "dimen...
27/11/2025

Il pasticcio della Variante 16 del PRG

Urbanistica a Dro: Variante 16 nel limbo burocratico. Comune e Provincia si "dimenticano" il cambio dei consiglieri comunali dopo le elezioni.

La recente adozione definitiva della Variante generale n. 16 al Piano Regolatore Generale, avvenuta il 17 settembre 2025 per mano del Commissario ad Acta, rischia di trasformarsi in un pericoloso pasticcio amministrativo.
Come consiglieri di minoranza sentiamo il dovere di lanciare un allarme non per fare polemica sterile, ma per salvaguardare l’iter del piano e, soprattutto, le legittime aspettative dei privati cittadini che attendono risposte da anni.
La situazione è paradossale.

Il Commissario ad Acta, Arch. Aldo Marzoli, ha firmato la delibera di adozione definitiva basandosi su una nomina della Giunta Provinciale risalente all'agosto 2024. Tale nomina era scaturita dall'impossibilità del precedente Consiglio Comunale di votare la Variante per le incompatibilità dichiarate dalla maggioranza dei consiglieri comunali. Tuttavia, tra la prima adozione e questa seconda adozione definitiva (settembre 2025), si sono tenute le elezioni comunali.

Qui risiede il cortocircuito istituzionale di cui nessuno né in Comune né in Provincia si è accorto. Con l'insediamento del nuovo Consiglio Comunale, il mandato del Commissario legato alla precedente consiliatura è tecnicamente decaduto o necessitava quantomeno di una verifica prima che firmasse la seconda adozione. Non si può dare per scontato che i nuovi consiglieri eletti siano incompatibili senza averglielo chiesto formalmente.

La Provincia assente e il rischio paralisi
È grave che gli uffici provinciali preposti non abbiano segnalato al Comune di Dro che l'atto firmato il 17 settembre non ha valore. Abbiamo un documento ufficiale che cita ancora le astensioni del vecchio consiglio comunale come presupposto per agire oggi, nel 2025, ignorando totalmente l'avvenuto rinnovo dell'aula.

Il risultato?
Ora il Comune è costretto a verificare le compatibilità dei nuovi eletti, con la Variante 16 ferma in un cassetto. Se questo passaggio non verrà sanato, ogni previsione urbanistica – dalle "modifiche di destinazione d'uso" alle "aree prima casa" – sarà esposta a facili ricorsi al TAR, con il rischio di annullare tutto e dover ricominciare da capo.

Tutelare i cittadini e le imprese
Il nostro obiettivo non è affossare la Variante. Al contrario, vogliamo che le 191 proposte non vincolanti e le 58 osservazioni pervenute trovino una risposta certa e inattaccabile. I cittadini di Dro, che hanno investito tempo e risorse presentando istanze per la casa o per le attività produttive, non possono pagare il prezzo della svista di Provincia e Comune.

Chiediamo quindi che la PAT si assuma le proprie responsabilità, chiarendo la validità degli atti firmati dal Commissario post-elezioni e fornendo il supporto legale necessario per sanare la procedura.
Non possiamo permettere che la burocrazia provinciale vanifichi mesi di lavoro e lasci il nostro territorio nell'incertezza.

I Consiglieri comunali Marco Santoni e Max Bortolameotti

DEGRADO POLITICO: UNA MAGGIORANZA OSTILE CHE NON VUOLE ASCOLTARE NIENTE E NESSUNOA pochi mesi dalle elezioni, i rapporti...
08/10/2025

DEGRADO POLITICO: UNA MAGGIORANZA OSTILE CHE NON VUOLE ASCOLTARE NIENTE E NESSUNO

A pochi mesi dalle elezioni, i rapporti tra maggioranza e minoranza in Consiglio Comunale a Dro appaiono già ai minimi termini — e non certo per responsabilità della minoranza, che sta esercitando con serietà il proprio ruolo di proposta e di controllo sull’operato della Giunta e della maggioranza.

Dispiace constatare un atteggiamento sempre più ostile e poco rispettoso nei confronti delle istanze presentate dai consiglieri di minoranza: proposte spesso anche condivise nel merito da parte della maggioranza, ma poi puntualmente non sostenute al momento del voto in Consiglio Comunale.

Risulta inoltre difficile comprendere la posizione assunta dalla maggioranza, rappresentata dal cons. Fia, che nell’ultimo Consiglio ha dichiarato l’astensione su tutte le mozioni presentate dai gruppi di minoranza, anche su temi già inseriti nel programma di mandato della stessa maggioranza.

Evitare il confronto, chiudersi a scatola chiusa di fronte a ogni proposta altrui e rinunciare a cogliere le buone idee — o anche solo parti di esse — significa forse lavorare nell’interesse dei cittadini? Noi crediamo di no.

Vogliamo portare all’attenzione della cittadinanza alcune modalità di gestione che riteniamo non rispettose del confronto democratico e del ruolo di tutti i consiglieri:

• Durante l’ultimo Consiglio Comunale, la discussione sui punti all’ordine del giorno relativi al bilancio consolidato è stata resa impossibile da un continuo e ingiustificato rifiuto, da parte dell’assessore competente, di rispondere ai quesiti posti.
Si tratta di un comportamento grave, che denota scarso rispetto per l’istituzione e una preoccupante inadeguatezza rispetto al ruolo ricoperto.
In questa situazione, la Sindaca non è intervenuta per ristabilire un corretto confronto, lasciando alla minoranza la difficile decisione di non partecipare alla votazione, non disponendo delle informazioni necessarie per esprimere un voto consapevole.

• Gravi segnali di inerzia politica si riscontrano anche al di fuori del Consiglio Comunale. Sono ormai trascorsi oltre quindici giorni dall’adozione definitiva della Variante generale n. 16 al Piano Regolatore Generale, ma dalla maggioranza — Sindaca compresa — non è arrivato alcun segnale di attenzione o di indirizzo politico.
Una “variante orfana”, senza padre né madre, che sembra non trovare chi se ne voglia assumere la responsabilità.
Eppure, la Variante n. 16 era stata presentata nella scorsa legislatura come uno dei risultati più importanti e qualificanti: oggi invece pare mancare la volontà di rivendicarla e di spiegarla ai cittadini.

A nostro avviso, di fronte a un Consiglio Comunale rinnovato, sarebbe doveroso prevedere una relazione pubblica da parte del progettista e del commissario incaricato, per illustrare nel dettaglio le scelte compiute e consentire alla cittadinanza di conoscerne contenuti e implicazioni.

Le minoranze continueranno a esercitare con serietà e trasparenza il proprio ruolo di controllo e proposta, nella convinzione che la buona amministrazione si fonda sul confronto, sulla trasparenza e sul rispetto reciproco, non sul silenzio o sull’arroganza del potere.

Prima mozione presentata!Il Consiglio Comunale di Dro la fa propria e si approva all'unanimità!!Il gruppo consigliare Un...
30/09/2025

Prima mozione presentata!
Il Consiglio Comunale di Dro la fa propria e si approva all'unanimità!!

Il gruppo consigliare Unione Democratica per l’Autogoverno ha presentato al Consiglio Comunale di Dro una mozione per "l'installazione di pannelli a messaggio variabile” per avvisare gli automobilisti di lunghe attese per incidenti.

Tutti i Consiglieri hanno ritenuto che sia un tema importante da proporre al Servizio Provinciale e hanno deciso di condividerla.
Quindi il messaggio sarà portato in Provincia forte del parere di tutto il Consiglio Comunale, grazie all'impegno di Unione Democratica per l'Autogoverno.

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I PRIMI 100 GIORNI SENZA IL “MINIMARKET” DI CENIGASono passati 100 giorni dalla chiusura del negozio Multiservizi in via...
28/09/2025

I PRIMI 100 GIORNI SENZA IL “MINIMARKET” DI CENIGA

Sono passati 100 giorni dalla chiusura del negozio Multiservizi in via Rosmini lo scorso giovedì 19 giugno e nessuno ha presentato proposte di gestione al bando per l’affidamento scaduto lo scorso 18 luglio.

Come Unione Democratica per l’Autogoverno lo avevamo detto 3 mesi fa di fare un bando che risultasse più interessante per i privati, ma la Giunta ha voluto lo stesso fare un bando simile al precedente, con pochissime novità, che non ha attratto alcuna proposta di gestione.

Il Minimarket ha chiuso non perché il gestore, l’associazione Orainsieme, si era tirato indietro per qualche motivo. La chiusura è dovuta al fatto che solo le ditte iscritte alla Camera di Commercio possono beneficiale del contributo previsto dalla legge provinciale.
Senza il contributo provinciale, il “Minimarket” difficilmente può generare degli introiti tali da sostenersi. L’apertura dell’esercizio commerciale è quindi legata al contributo che possono richiedere le aziende e non le associazioni. Quindi nel dicembre 2024, saputo del mancato contributo, don Stefano Anzelini, legale rappresentante dell’ass. Orainsieme, aveva provveduto a rinunciare alla gestione.

Nessuno in quella Giunta nei primi mesi del 2025 ha pensato di proporre di fare un bando per assicurare la continuità.
Prontamente la nuova Giunta ha deliberato l’avvio di una nuova procedura per l’affidamento della gestione lo scorso 4 giugno e lo ha fatto “copia-incollando” quasi del tutto il bando del 2017, senza quindi analizzare l’andamento del Multiservizi in questi 8 anni.

Nel consiglio comunale del 25 giugno scorso, la Sindaca Santoni aveva segnalato che il bando “non era un taglia-incolla del precedente e il problema è nato dalla modifica dei criteri di assegnazione dei contributi che la Giunta Provinciale ha inserito nella legge dei Multiservizi nel dicembre 2024”
Sempre in quel consiglio comunale di fine giugno la sindaca ha dichiarato che “ci sono degli interessamenti di alcuni privati riguardo alla gestione del Minimarket di Ceniga, al di là del contributo provinciale previsto. Si potranno mettere in gioco anche collaborazioni con le associazioni del territorio”.

Sappiamo com’è andata a finire.
Al bando non ha partecipato nessuno e ora si cerca di affidare la gestione a qualche privato interessato.

Come avevamo detto, per l’individuazione del soggetto gestore serve capire come ha funzionato in questi anni il Multiservizi e serve inserire questa analisi nel nuovo bando.

Per rilanciarlo, serve assicurare anche delle attività per la popolazione di Ceniga (più di 800 anime) e pure al flusso turistico soprattutto di bikers e climbers che spesso cercano ristoro nel punto mescita.

Inoltre, le possibili attività del Multiservizi potrebbero attirare giovani sia al pomeriggio che alla sera se ragionate con le associazioni locali o i gruppi di residenti.

Le possibilità sono molteplici soprattutto capendo come è stato il servizio in questi anni. È sicuramente più facile, prendere e copiare la delibera provinciale senza aggiungere niente di più e sperare che arrivi un gestore “illuminato” che tenga aperto e faccia attività di rilancio del Minimarket multiservizi.

Però, piuttosto che sperare, si dovrebbe osare per creare di sicuro una cosa nuova, stando nei limiti della legge provinciale sui multiservizi.

E intanto il Minimarket rimane chiuso fino a data da destinarsi.

I Consiglieri Marco Santoni e Massimo Bortolameotti

UNA MAGGIORANZA INFASTIDITA E INDISPOSTA L’ultimo consiglio comunale di Dro del 18 settembre è stato caratterizzato dal ...
24/09/2025

UNA MAGGIORANZA INFASTIDITA E INDISPOSTA

L’ultimo consiglio comunale di Dro del 18 settembre è stato caratterizzato dal fastidio dimostrato dalla maggioranza nei confronti delle istanze della minoranza.

Davanti a mozioni e interrogazioni, i 6 consiglieri e la Giunta hanno ribadito a gran voce che sono stati eletti dalla maggioranza degli elettori e quindi sono stati investiti dell’obbligo di governare.
Fino a qui nulla di nuovo.

Ma la posizione della minoranza è stata quella di ricordare che anche gli altri 6 consiglieri sono stati eletti in Consiglio Comunale per dire la propria, portando istanze e dibattiti che molte volte in questi mesi la coalizione guidata dalla sindaca Santoni pare abbia perso per strada.

Sindaca e Assessori devono deliberare atti e non fare chiacchiere (o selfie) che non portano avanti le istanze della gente ma servono solo a fare confusione perché molte cose sono riportate in maniera errata o non precisa.

Il lavoro dei consiglieri di minoranza in questi mesi è stato di scoprire che la maggioranza li obbliga ad ingolfare gli uffici di richieste per accedere agli atti, invece che lasciare loro vederseli tranquillamente dal proprio account istituzionale (lasciando traccia quindi): questo permetterebbe di lasciar fare il lavoro di controllo della maggioranza tipico della minoranza.

E invece si è ridotti come negli anni ’90 ad andare negli uffici a chiedere copie cartacee di atti o altro, con il fatto che poi sindaca e assessori lamentano che gli uffici sono oberati di lavoro per colpa di chi richiede gli atti.

Questo è uscito in maniera prepotente allo scorso Consiglio Comunale nel quale a parole la maggioranza si è dimostrata d’accordo con le mozioni riguardo all’accesso al Centro Culturale o alla pericolosità della zona presso l’ex RSA di Dro oppure ancora di più alla mozione sulla pace o sul futuro urbanistico agricolo degli spazi all'ex CBS, ma senza volerle votare perché già presenti in fantomatici programmi futuri, non presenti agli atti perché forse ancora non formalizzati con determine o delibere oppure probabilmente mai redatti in alcun atto comunale.

Nel primo punto all’ordine del giorno, la sindaca Santoni ha ribadito le cose fatte in quest’estate che però, andando ad analizzare le scorse legislature, ha visto produrre meno atti dei precedenti primi cittadini nei loro primi 100 giorni, senza toccare però le prospettive future.
Nello stesso Consiglio Comunale, gli Assessori trattano temi con sufficienza e scarsa profondità nel rispondere alle richieste della minoranza rispetto ai temi precisi delle loro deleghe.

Il Consiglio Comunale dovrebbe essere il posto in cui chi governa ha la responsabilità di prepararsi a spiegare le proprie scelte con numeri, delibere o atti. Capiamo che questa operazione per molti assessori non è necessaria, forte del fatto che poi si vota e i numeri sono dalla parte di chi governa.

Manca quindi una visione, oppure c’è ma la maggioranza non vuole spiegarla a tutti in Consiglio Comunale, dove le forze di minoranza potrebbero intervenire per far capire eventuali sviste o errori.

Questo atteggiamento dimostrato nei confronti delle minoranze, ree di intralciare i lavori del governo, è la giustificazione della maggioranza di occupare tutte gli spazi nelle Commissioni (con la nomina sia del Presidente che del Vice-Presidente).

Capiamo quindi il motto “abbiamo vinto e governiamo noi” ma ci si chiede perché questa maggioranza si dimostri così stizzita verso voci diverse dai propri diktat, avendo appunto i numeri dalla propria e scarsa predisposizione all’ascolto delle istanze della minoranza, anche se magari ritenute interessanti.

La deriva a livello mondiale purtroppo sembra sia questa anche in Democrazie che si pensavano più “adulte”, ma noi di Unione Democratica per l'autogoverno non la condividiamo e continueremo a proporre una visione alternativa della realtà.

Per questo, Unione Democratica per l’Autogoverno insieme agli altri Consiglieri di minoranza abbiamo richiesto un incontro con la Presidente del Consiglio Comunale Valentina Benuzzi per concordare tempi di intervento in Consiglio Comunale che garantiscano un confronto politico-amministrativo efficace, libero accesso informatico agli atti comunali e l’uso gratuito delle sale comunali per fare attività politica con la gente.

Nei prossimi mesi si approfondirà il bilancio di previsione dei prossimi anni e si vuole arrivare preparati.

I Consiglieri Marco Santoni e Max Bortolameotti

Bus & Go: un’altra estate è passata senza il servizio di trasportoDopo la mozione della passata legislatura e dopo la ca...
19/09/2025

Bus & Go: un’altra estate è passata senza il servizio di trasporto

Dopo la mozione della passata legislatura e dopo la campagna elettorale nella quale tutti i candidati sindaco volevano il servizio di trasporto verso le località dell’Altogarda, un’altra estate è passata senza che il servizio di traporti sia arrivato anche nel Comune di Dro.

Nel consiglio comunale dello scorso luglio, la Sindaca Ginetta Santoni aveva dichiarato che “il servizio di trasporto adesso ha determinate caratteristiche, se viene ampliato acquisisce un altro tipo di movimentazione con linee diverse. Cambiando le amministrazioni di Arco e di Riva si sono modificate le scelte precedenti condivise con l'amministrazione di Arco, grazie all'intervento del consigliere (allora vicesindaco) Pedrini”.

Quindi gli accordi con le precedenti amministrazioni non valgono più anche e soprattutto perché erano solo verbali: non si trova niente di scritto negli Atti Comunali.

La Sindaca Santoni ha ribadito che se ne sta parlando in Comunità di Valle dove “cercheremo di trovare soluzioni congiunte che diano risposte all’intera Comunità dell’Altogarda e Ledro e non solo ai singoli Comuni perché insieme con più sinergie si arriva a risultati migliori”.

Se prima, con le precedenti amministrazioni si andava verso la possibilità di integrare il servizio di Arco, Riva, Nago-Torbole con Dro, ora l'arrivo delle nuove amministrazioni ha determinato altre esigenze e scelte diverse.

Per la Sindaca, quindi, la colpa è dei nuovi amministratori dei Comuni dell’Altogarda e Ledro se neanche nell’estate 2025 il servizio Bus & Go è arrivato a Dro.

Bastava che la precedente amministrazione di Dro, della quale la Sindaca faceva parte, si impegnasse con atti o delibere per assicurarsi il servizio. Invece si sono fidati delle parole delle altre amministrazioni e a pagare la mancanza del servizio sono stati i cittadini.

Non ci resta che sperare nell’estate 2026.

MOZIONE SUL PUNTO VENDITA DELL’EX CBS: UN’OCCASIONE PERSA DALLA MAGGIORANZANel Consiglio Comunale del 30 luglio, i parti...
01/08/2025

MOZIONE SUL PUNTO VENDITA DELL’EX CBS: UN’OCCASIONE PERSA DALLA MAGGIORANZA

Nel Consiglio Comunale del 30 luglio, i partiti di maggioranza hanno presentato una mozione per ripristinare il punto vendita presso il compendio ex-CBS oggi La Trentina S.C.A. in via Zandonai a Dro.

La mozione si limitava a richiedere la riapertura del punto vendita e non a pensare allo sviluppo futuro di tutta l’area di quasi 3 Ettari che nell’attuale PRG ha il vincolo agricolo.

La maggioranza guidata dalla sindaca Ginetta Santoni ha ribadito che si impegna a mantenere quel vincolo urbanistico anche nel Piano Territoriale della Comunità Altogarda e Ledro, facendo in modo che il nuovo strumento urbanistico mantenga questo vincolo agricolo.

Due dei firmatari della mozione, il consigliere Mirko Pedrini e l’assessore Luigi Grossi, hanno ricordato che il vincolo agricolo è basilare per immaginare uno sviluppo di quell’area.

Ma nessuno dei consiglieri di maggioranza è stato disponibile ad inserire un passaggio nel testo della mozione che servisse a mantenere questo vincolo in futuro.

La minoranza ha proposto una sospensione per trovare un testo condiviso che tenesse conto dell’impegno espresso a voce in consiglio dalla sindaca e da alcuni esponenti della maggioranza, ma la richiesta non è stata votata dai consiglieri di maggioranza tranne che dalla Presidente del Consiglio Valentina Benuzzi, che, volendo risolvere l’empasse mettendo nero su bianco quello che veniva affermato a voce dalla maggioranza, ha voluto così distinguersi dai gruppi consigliari di maggioranza, ingessati sul diniego.

Una br**ta pagina per questa maggioranza che ha perso l’occasione di mostrarsi forte verso le possibili pressioni esterne che potrebbero in futuro richiedere una modifica del PRG passando per il Piano Territoriale di Comunità.
Se succederà questo, di fatto, l’attuale maggioranza verrebbe “commissariata” da un ente esterno e non potrà decidere dello sviluppo del proprio territorio.

La minoranza le ha provate tutte per cercare di far capire alla maggioranza che un testo condiviso sarebbe apparso politicamente più forte per il Comune di Dro e scrivere di mantenere quel vincolo, diventava un imperativo anche verso le discussioni sul Piano Territoriale in Comunità di Valle.

La maggioranza non ha voluto saperne e ha votato il testo che prevede incontri tra la Sindaca e La Trentina S.C.A. senza necessità di verbalizzare. Si dà quindi ampia fiducia alla Sindaca Santoni e di tutti questi incontri non rimarrà traccia negli Atti Comunali.
Nessuno quindi saprà niente, tranne quello che racconterà la Sindaca.
I partiti di maggioranza, quindi, hanno affidato con piena fiducia alla Sindaca, che ha anche la competenza sull’Urbanistica, di trattare con la proprietà lo sviluppo dell’area ex CBS e mantenere nel Piano Territoriale di Vallata il vincolo agricolo.

Unione Democratica per l’Autogoverno stigmatizza l’atteggiamento della sindaca e dell’intera maggioranza per non aver voluto neanche ragionare su un testo condiviso.
Si ringrazia comunque la presidente del Consiglio Comunale per aver dimostrato una grande maturità politica nel richiedere ai propri colleghi di maggioranza di provare a trovare un testo condiviso che tenesse conto di quanto affermato da tutti.

Rimaniamo in attesa degli sviluppi della vicenda
I Consiglieri Marco Santoni e Max Bortolameotti

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