Liberiamoci

Liberiamoci Pagina del Comitato Popolare di Roma e Lazio che diedero vita alla manifestazione popolare del 12 Ottobre 2019.

01/09/2022

Sei mesi di assemblea permanente oggi.

Il 9 luglio picchiava il sole, oggi nevica nella maggioranza della provincia.
Eravamo tra le prime vittime dello sblocco dei licenziamenti per fine emergenza pandemica. E oggi, come beffa tra le beffe, siamo circondati ovunque da positivi.
Eppure, con tamponi e tracciamento a carico del presidio, andiamo avanti.

Continua l'assemblea permanente perché ancora nulla è stato firmato o concordato con noi. Abbiamo sconfitto i licenziamenti in tronco ma rischiamo di morire per lenta agonia.

In questi sei mesi, ne abbiamo scansate tante. Il pietismo, il disfattismo, il rischio di cedere per paura, di perdere la dignità.

E oggi, forse, siamo in un nuovo calcolo: raccontare al paese che noi abbiamo vinto, mentre il paese continua a colare a picco.
Non c'è fabbrica salva in un paese che non lo è.

Il nostro "Insorgiamo" in questi sei mesi è stato molto di più di quanto era lecito aspettarsi, molto meno di quanto sarebbe necessario per cambiare realmente i rapporti di forza.

Ma come allora noi non ragioniamo in termini di vittoria o sconfitta, ma solo di ciò che è giusto dire, di ciò che è giusto fare. Consapevoli che non dipende tutto da noi, ma dipende da noi tutti.

Per questo, come sei mesi fa, non sappiamo se questo nostro grido, vi arriverà: tenetevi liberi per marzo.

01/06/2022

Si riparte, come ci eravamo lasciati.
La promessa che nessuno sarebbe rimasto indietro, che questo era per tutte/i, che non ci saremmo rinchiusi nella nostra fabbrica o nell'intimità delle nostre case, che la nostra lotta era quella di tutti i lavoratori che non avevano intenzione di lasciare passare ancora altri abusi, angherie, licenziamenti.

Eccoci sui monti della nostra Toscana. Siamo a Marradi davanti allo stabilimento di Ortofrutticola Mugello minacciato di dismissione.
Una fabbrica che chiude vuole dire un territorio che si impoverisce.

Noi saremo sempre a fianco dei lavoratori, e per la difesa del nostro territorio.

Avanti insieme. Stringiamo i ranghi, allarghiamo il fronte di lotta!
L'anno è appena cominciato!

12/19/2021

SFRUTTAMENTO, RICATTO, PRECARIATO, ALIENAZIONE.
SCHIAVISMO DEL TERZO MILLENNIO. E oltre al danno, il disprezzo per i lavoratori, l'odio per i poveri e infine anche la beffa.

***
Otto ore, se ti va bene, ogni giorno di tutta la tua vita adulta. Otto ore con ogni clima, in ogni condizione, a qualsiasi condizione.
Ti dicono che è questa la tua vita adulta.
Otto, dieci, dodici ore ogni giorno, gli straordinari se ti va bene te li pagano, ma intanto sono otto dieci dodici ore della tua vita che se ne vanno così.

Esci al mattino che fa buio, torni la sera che fa buio, la giornata ormai è andata, ma tanto che c***o vuoi fare dopo, con la stanchezza che hai addosso, nel cervello, nelle braccia.

Magari te lo vengono a dire, che
vivi nel paese in cui i salari sono ridicoli, di certo lo sapevi già, ma tanto le voci più alte te lo dicono ogni giorno, che tanto è così, non si può cambiare, non cambierà mai, e tanto che c***o credi di fare per cambiare, dopo otto dieci dodici ore di lavoro è già tanto se riesci a conservare una parvenza umana.

Le voci più alte che si levano, quelle così forti che ti sembra siano le uniche, provano disprezzo per te.
Lo senti ma non pensi che sia una cosa imperdonabile, perché ti hanno detto che è così che funziona.
Sono voci padronali che ti dicono che non puoi pretendere più di tanto. Che c'è la crisi.
Ti sfottono in certi editoriali di m***a, pure, se lavori il giorno dello sciopero perché non potevi permetterti di perdere un solo giorno.
Ti disprezzano e te lo fanno sapere continuamente, finché non pensi che hanno ragione. Devono fare così perché loro lo sanno, che se un giorno ti metti a pensare bene a tutto questo, se ti metti a parlare con chi sta male come te, forse qualcosa potrebbe iniziare a cambiare.

Ma intanto non hai tempo, tanto non importa, perché devi tornare al lavoro.
Otto dieci dodici ore per due soldi.
E tutto questo per finire così.

(Paola Ronco)

12/18/2021

Nei giorni scorsi, l'emendamento 85.0.11 alla Legge di Bilancio è stato giudicato ammissibile alla discussione e a breve sarà dibattuto.

Il testo in questione altro non è che la legge anti delocalizzazioni scritta dagli operai della GKN con l'aiuto dei giuristi solidali e ha una portata che travalica i confini degli interessi di categoria per assurgere a tutela contro una prassi ormai consolidata, che pone in serio pericolo il posto di lavoro di svariate migliaia di persone, non solo appartenenti al settore dell'automotive.

Al proprio interno, il testo contiene l’obbligo per l’azienda, ove vi sia un progetto di dismissione, a dar comunicazione preventiva al Ministero per le Politiche Sociali, al Ministero per lo Sviluppo Economico, alla Regione interessata e alle rappresentanze sindacali aziendali e a presentare un piano per la salvaguardia occupazionale e produttiva, che dovrà esser vagliato e approvato anche dalle rsu aziendali o, in loro assenza, mediante votazione tra i lavoratori.

Degno di sottolineatura è il passaggio in cui si precisa che, nel caso in cui i lavoratori decidano di costituire una società cooperativa, questa dovrà avere il diritto di prelazione sulla cessione prevista dal piano.

Come clausola di salvaguardia, è previsto l'intervento diretto dello Stato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. In questo modo, lo Stato ottempera al proprio ruolo di strumento di salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi.

La lungimiranza del testo si esplica anche nel fatto che contempli e dia estremo rilievo anche al concetto di trasformazione ecologica del sito interessato.

Al fianco dei lavoratori in lotta e contro gli interessi del grande capitale, sosteniamo con forza l'emendamento anti delocalizzazioni.

(Immagine di Zerocalcare)

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ROMA – SABATO 12 OTTOBRE 2019 – MANIFESTAZIONE NAZIONALE

LIBERIAMO L’ITALIA

Usciamo dalla gabbia della UE! Riprendiamoci la sovranità monetaria! Riconquistiamo la democrazia! Applichiamo la Costituzione del 1948! Lavoro e dignità per tutti!

Alla manifestazione non saranno ammessi simboli di partito, ma solo il tricolore della Repubblica

L’Italia è a una svolta. O le pretese europee verranno respinte una volta per tutte, o il declino del Paese sarà inarrestabile.