26/06/2026
𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗼𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝘃𝗮𝗹𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮: 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗰𝗮𝗹𝗶 𝗣𝗮𝗱𝗼𝘃𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼𝗻𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗺
In questi giorni Padova sta affrontando temperature che sfiorano e superano i 40 gradi percepiti. Mentre la città osserva l'avanzamento dei grandi cantieri del tram, c'è una domanda che riteniamo doveroso porre: quali condizioni di lavoro sono garantite agli operai che, per ore, lavorano all'aperto su asfalto, cemento e superfici esposte al sole?
Non si tratta di essere favorevoli o contrari all'opera. Non si tratta di rallentare i lavori. Si tratta di ricordare che ogni infrastruttura pubblica viene realizzata da persone in carne e ossa, la cui salute e sicurezza devono essere tutelate concretamente. Le norme, peraltro, esistono già. Il Decreto Legislativo 81/2008 impone ai datori di lavoro di valutare e prevenire tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli derivanti dall'esposizione a condizioni climatiche estreme. A ciò si aggiungono le recenti disposizioni della Regione Veneto (Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 58 del 16 giugno 2026) per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature, che prevedono specifiche limitazioni alle attività all'aperto nelle giornate caratterizzate da elevato rischio da calore.
Prendiamo atto delle iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, e delle misure adottate per rimodulare gli orari di lavoro nei cantieri. Riteniamo tuttavia che l'anticipazione dell'inizio delle attività, pur rappresentando un passo nella giusta direzione, non possa essere considerata da sola una risposta sufficiente a un fenomeno climatico che ogni anno assume caratteri sempre più estremi. Sono numerose le segnalazioni che giungono anche a mezzo social da parte dei cittadini e delle cittadibe padovane, che documentano come la sospensione tra le 12:30 e le 16 prevista dall'Ordinanza non sembri essere rispettata. La questione, dunque, non è se occorrano nuove regole, ma se quelle esistenti vengano applicate, monitorate e controllate con il rigore che meritano.
Come Radicali Padova chiediamo che il Comune, le imprese appaltatrici e tutti i soggetti coinvolti rendano note le misure adottate per proteggere i lavoratori durante le giornate a maggiore rischio: disponibilità di acqua, aree ombreggiate, pause adeguate, rimodulazione degli orari, dispositivi di protezione e ogni altra misura necessaria a prevenire malori e infortuni. Chiediamo inoltre agli organi di vigilanza competenti di intensificare, ove necessario, le attività di verifica e controllo previste dalla normativa vigente. Non si tratta di ostacolare i lavori né di alimentare polemiche, ma di garantire che la tutela della salute dei lavoratori sia effettiva e verificabile.
Nessun cronoprogramma, nessuna scadenza amministrativa e nessuna opera pubblica possono valere più della salute e della vita di chi la sta costruendo. I diritti dei lavoratori non si misurano soltanto nelle dichiarazioni di principio o nelle commemorazioni delle tragedie sul lavoro. Si misurano soprattutto nei giorni ordinari, quando un operaio continua a lavorare sotto il sole cocente perché un'opera pubblica possa essere completata. Chi costruisce la città non può diventare invisibile. La dignità del lavoro passa anche e soprattutto da qui.
Vincenzo Giacomo Vozza, segreterio
Radicali Padova - Associazione radicale transpartitica e nonviolenta