31/05/2026
GIUSEPPE CONTE INTERVISTA A “IL MESSAGGERO”
❓ Presidente, le sue perplessità sull’ingresso dell’Ucraina in Ue riguardano solo il fatto che sia un Paese ancora in guerra e che la sua adesione creerebbe squilibri economici?
«Oltre ai motivi detti, l’Ucraina è un Paese che richiede un complesso adeguamento della legislazione, perché, come dice Freedom House, ha un livello di democrazia molto basso e, come attesta Transparency International, un livello di corruzione molto alto. Creandole un corridoio privilegiato per l’accesso andremmo a destabilizzare i Balcani occidentali che attendono da anni. Il rischio è di acuire un sentimento antieuropeista e nazionalista in questi ultimi Paesi e mettere in difficoltà i loro gruppi dirigenti che hanno sempre lavorato per l’ingresso nell’Ue».
❓ Si potrebbe, invece, indicarla come “membro associato”, come chiede il cancelliere tedesco Merz?
«Parlare di “Paesi associati” significa poco o nulla. Piuttosto che continuare a ipotizzare percorsi che paralizzerebbero ancor più l’Europa, farei un’ampia riflessione per rivedere le regole del suo funzionamento, a partire dall’unanimità. Si potrebbe proporre, però, uno status di partner privilegiato dell’Unione europea per tutte quelle nazioni coinvolte nel processo di allargamento. Questo fin quando non riusciremo a creare un assetto in Ue più funzionale rispetto alle sfide globali e internazionali che dobbiamo affrontare».
❓ Il governo prepara il tredicesimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Voterete no anche se Kiev rischia di subire il disimpegno americano?
«Ho la netta impressione che a Bruxelles, dopo aver scommesso sulla vittoria militare sulla Russia e averla persa, non si voglia ammettere il fallimento e non ci si rassegni a una svolta negoziale. Lo dimostra il fatto che, nonostante Putin abbia dichiarato ufficialmente la disponibilità al negoziato, dal lato europeo ci sia ancora un balbettio imbarazzato. Addirittura non si è ancora trovato il negoziatore che dovrebbe sedersi a quel tavolo. E inizio anche a pensare un’altra cosa».
❓ Prego.
«Non vorrei che anche l’idea di far entrare in Europa l’Ucraina nasconda la difficoltà di continuare a finanziare questa guerra. Io dico: smettiamola con queste ipocrisie e sposiamo con decisione la svolta negoziale, cercando di ottenere condizioni di massimo favore per gli ucraini. È inutile illuderli rispetto a un implausibile ingresso immediato in Ue per coprire la realtà, cioè che ormai anche presso le nostre opinioni pubbliche non c’è più disponibilità a inviare armi e soldi senza nessuna strategia di soluzione del conflitto e con un’emergenza economica alle costole».
❓ Quindi continuerete a votare no?
«Certo, è un no chiarissimo e coerente con quanto abbiamo già più volte votato sia in Parlamento che a livello europeo».
❓ Raffaele Fitto ha aperto all’uso dei fondi di coesione per l’energia. Se lei fosse al posto di Giorgia Meloni li prenderebbe?
«Non si azzardino a deviarli dalla loro destinazione. Io li userei per infrastrutture, scuole e istruzione. Si tratta di fondi che ci vengono dall’Europa per colmare le disuguaglianze economiche e sociali dei nostri territori più in difficoltà. Fitto ha proposto una beffa».
❓ Quindi che consiglia alla premier?
«L’unica cosa seria che può fare Meloni, dopo aver detto che il Patto di stabilità era un buon compromesso e che avrebbe liberato 35 miliardi di cui non abbiamo visto neppure l’ombra, è ammettere che quella firma è stata un grande errore, fare mea culpa e rivedere almeno il f***e programma di spese militari per recuperare risorse».
❓ È tra quelli che credono che si andrà a elezioni anticipate?
«È ovvio che l’obiettivo del centrodestra, visto il calo progressivo dei consensi, sia cercare di rimanere nei palazzi per fare qualche affaruccio e piazzare gli ultimi sodali privi di occupazione. Ovviamente, non è da escludere che possano implodere da un momento all’altro visto che litigano su tutto. Se così fosse ci faremo trovare preparati».
❓ Visti i risultati in chiaroscuro delle Comunali, non sarebbe il caso di provare a fare uno sprint sul programma?
«Se dovessimo fare uno sprint, come fanno i politici tradizionali, potremmo riunirci un fine settimana tra segreterie di partito e tirar fuori cento pagine di bei propositi. Noi stiamo facendo un percorso diverso: lo stiamo scrivendo con i cittadini e stiamo elaborando le centinaia di soluzioni che i cittadini che hanno partecipato a Nova ci hanno proposto. L’importante è essere pronti al momento giusto. Serve un programma condiviso e solido, che possa cambiare veramente questa società senza garantire benefici ai soliti poteri forti».
❓ L’idea di primarie online può essere un altro modo per allargare?
«Di primarie ho parlato sin troppo».
❓ Ma qui si parla di metodo…
«C’è un tempo per il programma e c’è un tempo per scegliere il candidato. Ci porremo la questione dell’online quando arriverà il tempo delle primarie. Questo è il tempo del programma».
❓ Sulla legge elettorale avete messo in chiaro che non esistono margini di trattativa. Non presenterete emendamenti?
«Questa legge è mal impostata e andando a modificare singoli aspetti non cambia il risultato finale. Certo, se ci fosse stato un impianto diverso, ci saremmo precipitati a proporre le preferenze».
❓ Teme che la discesa in campo di Alessandro Di Battista toglierebbe consensi al M5S?
«Io non temo le iniziative che fervono nel campo progressista, perché non ho una visione esclusivista o settaria della politica. Benissimo se ci sono iniziative che assumono consistenza e sono convintamente di marca progressista».
❓ Quando è andato a Chigi la prima misura è stata il decreto Dignità. Se tornasse al governo, quale sarebbe il primo provvedimento che varerebbe?
«Sarebbe un pacchetto di misure per i giovani, considerato che sei milioni di loro sono inattivi, quindi non studiano né lavorano, e due su tre si dicono molto preoccupati per il futuro. Li dobbiamo pagare di più e meglio, facendo tornare quelli che sono dovuti emigrare all’estero».
❓ Come si fa?
«Innanzitutto salario minimo e stop agli stage gratuiti. Per far rientrare in Italia i nostri giovani dobbiamo costruire un meccanismo di forti incentivi fiscali, di durata quinquennale, che non agevoli solo i singoli ma pure le imprese che li assumono. Dobbiamo anche offrire loro il congedo paritario, una serie di agevolazioni sui mutui per la prima casa e sugli affitti, e un welfare che consenta loro di poter guardare al futuro con speranza, in modo da contrastare il declino demografico».
❓ Nel suo libro “Una nuova primavera” definisce il suo modo di giocare a calcio come quello del “falso nueve”, un «attaccante che indietreggia», una sorta di «regista» che sa far segnare gli altri. Si sente così anche in politica, o in questo campo è un attaccante spregiudicato?
«Io sto lavorando per un progetto collettivo duraturo, non solo per l’interesse del M5S. La vocazione a offrire una prospettiva di cambiamento della società che vada al di là dell’interesse personale o partitico, posso dire con grande umiltà, ce l’ho nel sangue. Anche quando sono stato a Palazzo Chigi, tanti amministratori locali possono testimoniarlo, le misure varate non hanno mai guardato al colore politico delle giunte, ma ai bisogni dei territori».
❓ Quindi è un “falso nueve” anche in politica?
«Eh già»