28/07/2020
In attesa della prossima uscita del "Progresso", vi riproponiamo l'articolo inaugurale della nostra nuova rubrica "Libera", pubblicato sullo scorso numero.
"Settanta anni fa Giulio Pastore diventava il primo Segretario Generale della CISL. Sarà poi Ministro, mentre era già stato deputato, sindacalista e attaccafili in un’industria tessile del vercellese.
Operaio, proveniente da una famiglia di operai, si ritrovò a seguito del suo impegno sindacale e prima di approdare ad incarichi di rappresentanza, a dirigere anche un giornale:Il Cittadino.
La sua di cittadinanza, dato lo straordinario impegno profuso nella cura del sociale, era di quel tipo che oggi sarebbe definita “attiva”, come l’avrebbe definita Giulio Pastore e che cosa scriverebbe su di un ipotetico “Cittadino” oggi?
La domanda non è retorica, soprattutto non lo è per noi che oggi inauguriamo questa nuova rubrica, che chiamiamo e vogliamo “Libera”, proprio come è stata chiamata e voluta la CISL dai suoi fondatori il 30 aprile del 1950.
Cittadini, oggi come allora, non solo si nasce, ma lo si diventa anche e in questo caso, il percorso che porta ad una seconda cittadinanza è spesso strettamente legato a diritti e doveri che dipendono dalla propria situazione lavorativa. Per questo a noi interessa doppiamente, perché interrogarsi sul nesso che collega queste due entità, oggi forse più di ieri, è il modo giusto di interpretare il nostro ruolo.
È importante ribadire, anche se può sembrare scontato, che come cittadini italiani all’estero abbiamo dei diritti, ed essi non dipendono dal paese che ci ospita ma dalla cittadinanza di cui siamo in possesso. Il nostro ruolo sociale primario che, come INAS, siamo orgogliosi di continuare a garantire, è che quei diritti rimangano tali e non diventino mai solo servizi, perché quando ciò accade, può succedere che possono accedervi solo coloro che possono permetterselo.
Noi non abbiamo clienti, ma solo concittadini che siamo pronti e felici di assistere, oggi come settanta anni fa.
La nuova sfida, è comunicare a tutti il nostro rinnovato impegno, a chi già ci conosce e a chi ci conoscerà, alla parte più strutturata della comunità italiana all'estero, e ai protagonisti della nuova mobilità che ci hanno raggiunto negli ultimi anni e che continueranno a raggiungerci. Questo è quello che crediamo farebbe Pastore oggi, e per continuare a realizzarlo, non si può prescindere da una chiara comunicazione di quanto già fatto e di quanto si farà.
La nuova rubrica che lanciamo oggi si propone di fare proprio questo, una rubrica che vogliamo e chiamiamo Libera."