23/07/2026
Il primo agosto, mentre la Svizzera festeggia, in Ticino c’è una ferita che pochi menzionano: la povertà di chi lavora. Oggi in Ticino, una persona su quattro è a rischio povertà, e i working-poor sono il doppio rispetto alla media svizzera.
Conosco direttamente diversi professionisti, famiglie, donne e giovani che in questo momento vivono una situazione di precarietà nel nostro cantone. Persone che dopo i 50 anni si sentono già escluse dal mercato del lavoro. Giovani che guardano al futuro con più incertezza che speranza. Avere un lavoro non dovrebbe significare scegliere tra pagare l’affitto e mettere qualcosa nel piatto.
Servono salari che permettano di vivere, non solo di sopravvivere. Dobbiamo smettere di considerare gli over 50 un problema e iniziare a vederli come una risorsa, con incentivi pratici per le assunzioni, formazione e mentoring. Per i giovani che ho incontrato e che lottano per avere un percorso stabile, ci vuole uno supporto reale ai costi di formazione e contratti che offrano prospettive invece di precarietà.
Occorre anche ascoltare, sul serio, chi spesso resta escluso dal dibattito pubblico: i frontalieri, le famiglie monoparentali, le donne che devono affrontare lavoro precario e responsabilità familiari, le minoranze.
Leggi l'articolo completo al seguente link: https://verditicino.ch/lopinione/poverta-lavorativa-in-ticino-la-sfida-silenziosa/