29/05/2026
La cosiddetta «Iniziativa per la sostenibilità» sta facendo molto discutere. In una newsletter speciale, il segretario generale del PLR Svizzera, Jonas Projer, ha intervistato la consigliera federale Karin Keller-Sutter sulle conseguenze dell’iniziativa dell’UDC.
Jonas Projer: Cara Karin, il Consiglio federale respinge l’iniziativa e mette in guardia da gravi conseguenze. I sondaggi mostrano però che il testo ha reali possibilità di essere accettato. Perché?
Karin Keller-Sutter: Capisco che il tema della migrazione preoccupi molto la popolazione. Molti sono soprattutto infastiditi dalla migrazione illegale nel settore dell’asilo. Anch’io. Ma se si osserva più attentamente l’iniziativa, si nota che il testo riguarda principalmente le persone che vengono in Svizzera per lavorare. La Svizzera dipende dalla manodopera straniera. A causa dell’invecchiamento demografico, anche in futuro avremo bisogno di persone che lavorino nel nostro Paese. Il volume di immigrazione necessario a questo scopo, se sarà necessario, dipenderà in ultima analisi dall’andamento dell’economia. Introdurre un tetto fisso priverebbe il nostro Paese e le nostre imprese di ogni flessibilità.
Jonas Projer: Nel libretto di voto il Consiglio federale scrive che l’iniziativa comporterebbe costi elevati per Confederazione e Cantoni. Non è un approccio allarmistico?
Karin Keller-Sutter: È compito del Consiglio federale esporre in modo trasparente le conseguenze di ogni oggetto in votazione. Le nostre analisi mostrano che le conseguenze sarebbero negative. Mi preoccupa che, in un periodo di grande incertezza, si mettano in discussione gli accordi bilaterali che hanno dimostrato la loro validità. Non è il momento di assumersi ulteriori rischi. E questi rischi esistono: se alla nostra economia manca forza lavoro e l’accesso al mercato interno europeo diventa più difficile, ci saranno conseguenze. Per le cittadine e i cittadini, per le assicurazioni sociali e per le finanze della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni.
Jonas Projer: Sta parlando la ministra delle Finanze.
Karin Keller-Sutter: Quando l’economia rallenta, le conseguenze si vedono anche nelle casse pubbliche. Esiste il rischio che cittadine e cittadini se ne accorgano attraverso imposte e tasse. Inoltre, grazie alla mia precedente esperienza come direttrice della giustizia del Cantone di San Gallo e poi come ministra della Giustizia, so quanto sia importante la cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità. Se l’accordo di Schengen venisse rimesso in discussione, la nostra polizia rischierebbe di perdere un importante strumento investigativo. Lo stesso vale per l’accordo di Dublino nel settore dell’asilo: se venisse meno, esiste il rischio che un numero nettamente maggiore di richiedenti l’asilo venga in Svizzera.
Jonas Projer: Se l’iniziativa venisse accettata, come la attuerebbe il Consiglio federale?
Karin Keller-Sutter: Il Consiglio federale si prepara sempre a tutti gli scenari. Il popolo non è obbligato a seguire le raccomandazioni del Consiglio federale: è proprio questo uno degli aspetti meravigliosi del nostro sistema. Ma ogni decisione ha delle conseguenze e il Consiglio federale può fare ben poco per cambiarle. Personalmente ho ancora conosciuto l’epoca dei contingenti. Sono cresciuta in un’azienda della ristorazione. Le piccole imprese non avevano priorità nell’assegnazione della manodopera qualificata.
Jonas Projer: Grazie mille per il tuo prezioso tempo e tanti auguri per il prosieguo del lavoro!