01/05/2026
Felice primo maggio, lavoratrici e lavoratori!
Deleghiamo a "Furore" di John Steibeck di raccontare fatti che ci sembrano lontani e che parlano della grande depressione del '29. Forse le persone non sono più le stesse, ma i concetti sono validi ancora oggi. Buon primo maggio a tutte e tutti, lavoratori e non. A chi fa fatica, a chi è in ansia per il futuro, a chi è sfiduciato. Le vibrazioni delle persone possono smuovere le montagne, la ribellione a un sistema iniquo è un dovere. la lotta per condizioni dignitose un imperativo:
“Le strade pullulavano di gente assetata di lavoro, pronta a tutto per il lavoro. E le imprese e le banche stavano scavandosi la fossa con le loro stesse mani, ma non se ne rendevano conto. I campi erano fecondi, e i contadini vagavano affamati sulle strade. I granai erano pieni, e i figli dei poveri crescevano rachitici, con il corpo cosparso di pustole di pellagra. Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. E i soldi che potevano servire per le paghe servivano per fucili e gas, per spie e liste nere, per addestrare e reprimere. Sulle grandi arterie gli uomini sciamavano come formiche, in cerca di lavoro, in cerca di cibo. E la rabbia cominciò a fermentare.”