15/07/2026
YUGO musica
Dado Topic "Hej Sloveni" (1979)
Ehi, jugoslavi,
fratelli nati dalla stessa terra,
voi tutti che vivete all'estero,
ovunque vi abbia portato il destino.
Lontana è la vostra casa natale, lontani i vostri parenti,
lontane vostra moglie e i vostri figli,
lontana la vostra patria.
Avete già guadagnato abbastanza
per costruire almeno una casa fino al tetto?
Oppure per comprare un'auto, magari usata,
quando una nuova non ve la potete permettere?
Forse per alcuni va bene,
per quelli con un diploma che sono partiti.
Ma per chi non ha studiato,
mi si stringe il cuore solo a pensarci.
Lavorano di giorno, lavorano di notte,
la loro vita è miseria e sofferenza.
Manodopera di prima categoria,
ma cittadini di seconda classe.
Di loro si occupano le statistiche:
numeri, sesso e qualifiche,
per lo status di lavoratori emigrati,
mentre lavorano notte e giorno.
I cantieri pullulano di gente,
si sente il canto dei lavoratori.
Si costruiscono le città del Nord
con il sudore rosso degli uomini del Sud.
E per soldi guadagnati con tanta fatica
vendono auto ormai logore:
Ford, Mercedes, Opel e Volkswagen,
che non valgono nemmeno la metà del prezzo.
E quando partono per far visita ai loro cari,
felici che il cuore, rimasto tanto tempo solo, possa finalmente tornare,
premono l'acceleratore fino in fondo
e il motore si rompe a metà strada.
Quanti sono quelli che non arriveranno mai?
Guidavano troppo in fretta su quelle nere strade della speranza.
Sognavano una vita migliore, ricchezza e amore,
ma tutto si è infranto sull'asfalto e nell'erba ai suoi lati.
Ehi, jugoslavi, fratelli nati dalla stessa terra,
tornate a casa: c'è una sola Jugoslavia.
La felicità non sta nel denaro,
ma in un angolo tranquillo dove vivono i tuoi cari,
dove il cemento non ha ancora ricoperto la terra,
dove tua moglie allatta vostro figlio con il suo latte.
Il sole di un cielo straniero non scalda
come scalda quello della nostra terra.
Amaro è il pane
dove non c'è uno dei tuoi, dove non c'è un fratello.
Bella è questa terra, la più cara per me.
Da nessun'altra parte ci sono tante alghe
come nella baia della mia infanzia.
Ehi, ehi, jugoslavi.
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Hej, Jugosloveni
Braćo rođena
Svi vi u tuđini
Kud vas odvede vaša sudbina
Daleko vam rodna kuća, daleko rodbina
Daleko vam žena i djeca, daleko vam domovina
Jeste li već zaradili dosta
Da se kuća digne bar do krova
Ili da se kupe kola, neka stara
Kad ne mogu nova
Nekima možda je dobro
Onima s diplomom što odoše tamo
A onima što nemaju škole
Teško mi je kad pomislim samo
Rade danju, rade noću
Život im jad i bijeda
Radna snaga prve klase
A građani drugog reda
O njima brine statistika
O broju, spolu i znanju
Za status gastarbajtera
Dok rade noću i danju
Gradilišta vrve od ljudi
Čuje se pjesma težaka
Grade se gradovi sjevera
U crvenom znoju Južnjaka
I za teško zarađene pare
Prodaju um islužena kola
“Forda”, “Merdžu”, “Opel” i “Folksvagen”
A ne vrede ni cjene pola
I kad krenu svojima u goste
Sretni dok srce što usamljeno luta
Da stigne prije – nagazi do daske
A motor zariba na pola p**a
Koliko je onih što nikad stići neće
Vozili su prebrzo tim crnim tragovima sreće
Maštali su o životu, bogatstvu i ljubavi
A sve se raspalo na asfaltu i pored u travi
Hej, Jugosloveni, braćo rođena
Vratite se kući, samo jedna je Jugoslavija
Nije sreća u pustim parama
Već miran kutak tamo gdje su tvoji
Gdje beton još ne pokriva zemlju
Gdje žena sina tvog svojim mljekom doji
Sunce tuđeg neba ne grije k’o što naše grije
Grki su zalogaji hljeba
Gdje svoga nema, gdje brata nije
Lijepa je ova zemlja, meni najdraža
Nigdje toliko algi
K’o u uvali moga djetinjstva
Hej, hej, Jugosloveni
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