06/06/2026
✊🏻Resoconto sciopero al San Raffaele di Milano USI - CIT Milano
Lunedì 18 maggio, presso l’ospedale san Raffaele di Milano, si è tenuto lo sciopero aziendale promosso da USI-Sanità e CUB Sanità Italiana. Le restanti sigle presenti in RSU (CGIL, CISL, UIL, Nursind e FIALS) proseguono nelle trattative con la direzione.
Riassumo brevemente i fatti che hanno portato allo sciopero: l’anno scorso la RSU ha proclamato due scioperi aziendali, il primo non sostenuto solo da Nursind, mentre il secondo sostenuto da tutti. La situazione di rischio denunciata si è poi concretizzata nei fatti di inizio dicembre, che hanno avuto un considerevole risalto sulla stampa e che hanno portato alle dimissioni dell’amministratore unico e al ritorno, a tale incarico, di colui che lo aveva ricoperto fino al 30 aprile precedente.
A seguito di questo cambio c’è stato un incontro nel corso del quale l’amministrazione ha dichiarato di voler cambiare la politica sindacale e investire realmente sul personale. Così non è stato: con la contrarietà di USI-Sanità e CUB, è stato sottoscritto un accordo che riconosce un superminimo riassorbibile differenziato tra infermieri, oss e restante personale. Questo accordo è stato sottoposto a un referendum votato da 2300 lavoratori su 3400 aventi diritto. Hanno prevalso i voti favorevoli ma con uno scarto di 100 voti: il dato rilevante è che ben 1100 lavoratori lo hanno
respinto.
Lo sciopero è stato deciso a marzo, ma le limitazioni poste dalla legge e dalla commissione di garanzia hanno fatto sì che la prima data utile fosse il 18 maggio.
Nella giornata di sciopero i punti di raduno sono stati tre: la sede centrale, la sede di san Raffaele Turro e infine il piazzale antistante la stazione centrale. I primi due cortei, avvalendosi della metropolitana, si sono ricongiunti con coloro che si erano radunati davanti la stazione. Lì si sono susseguiti diversi interventi al microfono, non solo di lavoratori dell’ospedale ma anche di alcune
associazioni a tutela dell’utenza, e quindi ci si è diretti verso il palazzo della Regione dove ha sede l’assessorato al Welfare. Al corteo finale hanno preso parte alcune centinaia di persone, ad aprirlo uno striscione che riportava la scritta “basta malasanità al San Raffaele” seguito dal sempreverde “Rotelli la salute non è un affare di famiglia”. La polizia ha impedito il transito nell’atrio del palazzo per non farci raggiungere l’ingresso dell’assessorato e ciò ha causato un momento di tensione con un fronteggiamento fisico. Di conseguenza siamo ritornati su via Melchiorre Gioia – un’importante arteria cittadina- per dirigerci all’ingresso dell’assessorato costeggiando il caseggiato; non averci permesso di attraversare l’atrio ha fatto sì che il corteo percorresse per due volte via Gioia con pesanti ricadute sul traffico; va segnalato che gli autisti hanno solidarizzato con noi.
Infine, una delegazione è stata ricevuta dal direttore generale del Welfare, e gli ha rappresentato tutte le nostre denunce, sottolineando come nell’incontro del 31 ottobre fossero state espresse le stesse preoccupazioni che, evidentemente, sono state sottovalutate, mentre i fatti di dicembre hanno mostrato chiaramente che non si trattava di facili allarmismi.
Il direttore generale del Welfare si è impegnato a incontrarci nuovamente a inizio di giugno dopo aver incontrato l’amministrazione dell’ospedale.
Al momento non sono stati forniti i numeri esatti dell’adesione, ma verifiche fatte sui funzionamenti dei servizi ci fanno presumere che sia stata almeno pari a quella di ottobre (sciopero che, ricordo, aveva il sostegno della RSU di tutte le oo.ss.). Nel dopo sciopero abbiamo continuato con i volantinaggi e le azioni di disturbo e abbiamo deciso di proclamare altre due giornate di sciopero entro giugno (verosimilmente 18 e 19).
Intanto le altre oo.ss. hanno sottoscritto con l’amministrazione, nel tentativo di togliere sostegno alla nostra protesta, un accordo vergognoso: agli infermieri di reparto e di PS saranno riconosciuti
18 euro per turno notturno effettivamente svolto, agli infermieri che lavorano su due turni diurni sarà riconosciuto 1 euro per turno effettivamente svolto.