Rise Up 4 Climate Justice

Rise Up 4 Climate Justice 💥 Spazio politico autonomo per la giustizia climatica. Il capitalismo va fermato ora. È tempo di

🇫🇷SOLIDARIETÀ A LES SOULÈVEMENTS DE LA TERRE La violenza della polizia è guerra per le risorse!Oggi come Rise Up 4 Clima...
31/03/2023

🇫🇷SOLIDARIETÀ A LES SOULÈVEMENTS DE LA TERRE

La violenza della polizia è guerra per le risorse!

Oggi come Rise Up 4 Climate Justice dei Centri Sociali del Nord Est abbiamo raccolto l'appello lanciato dalle diverse realtà che, insieme a Soulevements de la terre e Bassinesnonmerci, hanno animato l'assalto ai bacini idrici di Saint Soline.
La concomitante brutalità con cui lo Stato risponde ad ogni sciopero generalizzato e alla mobilitazione di Sainte-Soline sta segnando la storia della Francia come un ferro rovente: di fronte alla violenza di uno governo sempre più simile a uno stato di polizia, abbiamo scelto di schierarci ancora una volta al fianco delle lotte che stanno animando la Francia.
Abbiamo partecipato anche noi lo scorso fine settimana a due giorni di lotta che hanno visto la partecipazione di 35mila persone: giovani da tutta Europa, comitati ambientali, sindacati, reti di agricoltori. Migliaia di persone che hanno circondato uno dei numerosi invasi sorti sul territorio d'oltralpe, utili solamente a estrarre l'acqua comune per renderla un bene privato, utilizzabile solo dalla grande agroindustria. Distruggere ecosistemi nella crisi climatica, sottrarre un bene comune e prezioso come l'acqua nel pieno di un periodo di siccità sono atti criminali. Così come è stata criminale e omicida la risposta data dalle istituzioni e dalla gendarmerie nella giornata del 25 Marzo: 250 feriti, decine di persone in pronto soccorso, due persone che lottano tra la vita e la morte.
Il messaggio è chiaro: le risorse non si toccano, a costo di scaturire una guerra, con tutte le sue conseguenze in termini di vite segnate per sempre e forse spezzate. Quella andata in scena a Saint Soline è stata infatti una vera e propria guerra, in cui le forze dell'ordine hanno utilizzato migliaia di munizioni tra lacrimogeni, granate stordenti ed esplosive, proiettili di gomma. Una repressione e una violenza assassina che condanniamo e combattiamo, consapevoli che se il tentativo è quello di frammentare o indebolire le lotte, il risultato sarà solo quello di infiammarle e unirle ancora una volta.

Avec amour et rage, al fianco delle vittime della violenza poliziesca.

🔥PAS UNE BASSINE DE PLUS🔥Anche noi come Rise up 4 Climate Justice dei Centri Sociali del nord est abbiamo  preso parte c...
27/03/2023

🔥PAS UNE BASSINE DE PLUS🔥

Anche noi come Rise up 4 Climate Justice dei Centri Sociali del nord est abbiamo preso parte con una nutrita delegazione alle tre giorni di lotta per la difesa dell'acqua nella Francia Nord-Occidentale.

Circa 30mila persone hanno partecipato alle azioni lanciate dal movimento francese Les Soulèvements de la Terre contro la costruzione di megabacini nella regione della città di Poitiers. Il territorio, una volta ricco di laghi, è ora una grandissima distesa di campi messi a profitto per l'agroindustria. I progetti prevedono la costruzione di ulteriori megabacini che andranno a prelevare acqua dalle falde acquifere, a discapito dei piccoli e medi agricoltori. Soprattutto, parliamo di progetti presentati come soluzione alla siccità che sta colpendo anche la Francia, ovvero dell'ennesima soluzione ingegneristica ai disastri ecologici e ambientali provocati dal modello di sviluppo capitalista.

Leggi l’articolo completo nel link in bio o su globlaproject.info

THIS IS WHAT DEMOCRACY LOOKS LIKE! LÜTZERATH NON SI TOCCA!  La nostra delegazione è arrivata da poco a Lützerath per por...
13/01/2023

THIS IS WHAT DEMOCRACY LOOKS LIKE! LÜTZERATH NON SI TOCCA!

La nostra delegazione è arrivata da poco a Lützerath per portare appoggio e solidarietà a chi sta resistendo contro lo sgombero del villaggio.

Perché? Siamo a fianco di chi lotta contro l’azione violenta e militarizzata di sgombero da parte del governo tedesco per continuare l’espansione della miniera di carbone della RWE.

Investire sui fossili, ignorare la crisi climatica, questo è il modello di produzione capitalista a cui ci opponiamo come comunità resistenti, dal Sud al Nord globale.

Solidarietà ai chi a Lützerath in queste ore sta resistendo alla distruzione dei territori e all’estrazione dei fossili.

🔴 LÜTZERATH: UPDATES!La resistenza allo sgombero militarizzato da parte del governo tedesco a Lützerath prosegue da gior...
12/01/2023

🔴 LÜTZERATH: UPDATES!

La resistenza allo sgombero militarizzato da parte del governo tedesco a Lützerath prosegue da giorni.

🔥 La polizia ha circondato il Paula a Lützerath. Il progetto della casa queerfemminista, che è stato uno spazio sicuro per tante persone e che ha compiuto un anno solo quattro giorni fa.

❗Alcune persone si sono infilate in un tunnel nel bosco Lützi per impedire che i mezzi potessero passare. Stanno ostacolando l'estrazione del carbone.

🚨 Sgomberata la strada di accesso tra i magazzini Strabag e Lützi. Le persone sono state portate via in manette. La polizia ha anche colpito le persone alla testa.

🖊️ Ancora una volta la libertà di stampa viene limitata: i poliziotti negano l'accesso a Lützi a tutti i giornalisti e ritirano l'accredito senza motivo.

‼️ La polizia stanno cercando di creare il caos: finestre delle capanne distrutte, alberi abbattuti nel boschetto proprio accanto alle casette sugli alberi, persone in stato di fermo.



Processo in direttissima per ULTIMA GENERAZIONE dopo l'azione al Processo in direttissima per le attiviste che ieri hann...
03/01/2023

Processo in direttissima per ULTIMA GENERAZIONE dopo l'azione al

Processo in direttissima per le attiviste che ieri hanno imbrattato le mura esterne del Senato in protesta contro i crimini climatici del Governo. 

Le attiviste sono state trattenute con accusa di reato di danneggiamento, due sono state rilasciate ieri sera, per altre tre processo per direttissima in mattinata.

🔴Il presidio previsto oggi è stato annullato. La polizia questa mattina ha atteso un'attivista di UG sotto l'albergo che doveva essere intervistata per la . È stata prelevata e portata via.

Ci chiediamo se chi invoca delle pene esemplari per un imbrattamento con della vernice lavabile abbia anche il coraggio di denunciare i finanziamenti fossili, le garanzie assicurative, le facilitatazioni legislative di cui si sta macchiando questo Governo.

La quasi totalità dei parlamentari di è detta indignata rispetto al gesto, ma la differenza è che la vernice si lava via, il cambiamento climatico no.

Ancora una volta “lo stolto” indica i muri imbrattati del senato, simbolo istituzionale che continua a fregarsene del collasso che ci troviamo davanti, ne sono un esempio il caldo torrido dell’ultima estate che continua imperterrito, l’alluvione di Ancona, le frane di Ischia giusto per citare qualche esempio.

Ancora una volta si rende evidente quanto la classe politica tutta (e parte dell’opinione pubblica) abbia un problema con l’accettazione del dissenso e della protesta.
Ancora una volta ci si concentra sulle modalità di azione e non sul merito della vicenda.

Di fronte alla crisi climatica in atto, continuiamo a rimanere il sesto Paese al mondo per finanziamenti fossili. 
Stiamo trasformando l'Italia nel hub europeo del gas, investendo pesantemente nella rigassificazione di gas liquefatto, finanziando progetti di estrazione nel Sud Globale. Riapriamo le centrali a carbone.

Quando i responsabili della nostra rovina verranno processati? Quando si reputerà criminale questa condotta anziché il dissenso politico? 

Solidali con le attiviste di in questo momento a processo.

>>MOZAMBICO CALLING:SUBVERT THE MESSAGE!In queste settimane abbiamo attaccato le nostre città con i manifesti di "pubbli...
02/01/2023

>>MOZAMBICO CALLING:
SUBVERT THE MESSAGE!

In queste settimane abbiamo attaccato le nostre città con i manifesti di "pubblicità rovesciata" creati con la campagna "Say No to Gas! Mozambique" contro il mega progetto di estrazione di gas Rovuma LNG a Cabo Delgado.
Firenze, Pavia, Brescia, Padova, Venezia, Marghera, Milano, Belluno, Treviso sono le città che hanno risposto alla chiamata.

>>KNOW YOUR ENEMY🔥

Sace, Eni, Unicredit. Questi sono i target scelti per la campagna di subvertising. Cosa hanno in comune tra loro? Il greenwashing promozionale e la devastazione reale.
Queste sono le istituzioni pubbliche e gli interessi privati che stanno sgomberando villaggi, trivellando, permettendo la morte di migliaia di persone.

STOP ALLE FONTI FOSSILI, ORA.

La grande passione tra istituti di credito e multinazionali del fossile deve finire.
Abbiamo la responsabilità di sme****re chi sta portando avanti questo progetto. Nè in Mozambico nè altrove.

La crisi climatica non sta aspettando.

Siamo solidali con Simone e chi sta subendo misure repressive ingiustificate. Simone è un attivista di Ultima Generazion...
29/12/2022

Siamo solidali con Simone e chi sta subendo misure repressive ingiustificate.
 
Simone è un attivista di Ultima Generazione che rischia di vedersi approvata la sorveglianza speciale, una misura preventiva riservata a soggetti considerati pericolosi per la società. Simone è un attivista climatico che, come moltə altrə, in questi mesi ha portato avanti varie azioni di disobbedienza civile per sensibilizzare la popolazione e i media rispetto alla crisi climatica. 

Tattiche e strategie dei movimenti per la giustizia climatica posso differire, ciò che li accomuna è la richiesta impellente di un cambio di rotta immediato a fronte di ciò che sta accadendo. La crisi climatica l'abbiamo sotto agli occhi, tanto quanto è lampante l'inazione di governi e istituzioni internazionali. 

Il dissenso, la protesta, le azioni di disobbedienza sono l'unico strumento in possesso dellə inascoltatə per cambiare le cose. Per questo ciò che sta accadendo a Simone è grave e inaccettabile, perché mira a zittire e reprimere qualsiasi tipo di dissenso e crea un pericoloso precedente per chiunque si batta per la giustizia climatica e sociale.

La misura della "pericolosità sociale" risale al codice Rocco, un codice di età fascista, ed è stata riesumata pochi anni fa in occasione di un processo contro chi, dopo aver combattuto l'Isis in Rojava, era rientratə in Italia. In seguito al processo, Eddi Marcucci è stata ritenuta "socialmente pericolosa" e costretta a sottostare ad assurde privazioni della libertà. Dopo la sua "condanna", il provvedimento è stato invocato altre volte contro chi è impegnatə nella difesa dei diritti di chi lavora e della giustizia sociale. Questa è la prima volta in cui viene richiesto per un attivista climatico.

Pericolosə non è chi si batte per la sopravvivenza della nostra vita sul Pianeta, pericoloso è chi finanzia la devastazione dei territori mentre condanna a morte il pianeta. Criminale è la complicità dei governi con le multinazionali del fossile!

A NATALE PUOI... ATTACCARE IL CAPITALISMO FOSSILE Call to action (18-24 dic)   Quale modo migliore per avvicinarsi al Na...
20/12/2022

A NATALE PUOI... ATTACCARE IL CAPITALISMO FOSSILE

Call to action (18-24 dic)


Quale modo migliore per avvicinarsi al Natale se non rovinare le feste a chi sta pianificando la distruzione del Pianeta? 🤩

Subvert the messagge!!
Abbiamo preparato dei manifesti da attaccare in tutte le nostre città per
denunciare il greeenwashing di tre maggiori responsabili dell'inazione climatica.

Unicredit, Sace, Eni vanno bloccati nella prosecuzione del progetto criminale di Coral South LNG a largo delle coste del Mozambico.

Stop al neocolonialismo italiano in Africa e nel Sud Globale!
Stop all'estrattivismo. Nè qui nè altrove!

DESCRESCITA E MARXISMO NELLA CRISI CLIMATICA Dopo le giornate di convegno "Decrescita, se non ora quando?" e il Venice C...
14/11/2022

DESCRESCITA E MARXISMO NELLA CRISI CLIMATICA

Dopo le giornate di convegno "Decrescita, se non ora quando?" e il Venice Climate Camp, l'Associazione per la decrescita, Rise Up 4 Climate Justice, il Gruppo pensionati critici di Mestre, AERES e MDF Venezia promuovono un incontro per capire come unire i movimenti ecologisti e sociali.
L'incontro si terrà presso il Centro Sociale Rivolta, in via Fratelli Bandiera 45 (Marghera), dalle 18:00 alle 20:00.

Una civiltà ecologica non comparirà per caso. Essa presuppone un movimento che agisca deliberatamente per il cambiamento; un movimento che lotti per ottenere ogni possibile cambiamento mentre domina il capitalismo e che consapevolmente ponga le fondamenta per il suo superamento. Ian Angus, Anthropocene

Una settimana fa eravamo a Bologna assieme a tanti movimenti, realtà, collettive, sindacati e chi semplicemente non può ...
31/10/2022

Una settimana fa eravamo a Bologna assieme a tanti movimenti, realtà, collettive, sindacati e chi semplicemente non può fare altro che ribellarsi.

La nostra azione contro Eni ha aperto una nuova strada dentro la campagna "Say no to Gas! Mozambique" per bloccare i megaprogetti delle multinazionali del fossile a Cabo Delgado, mobilitiamoci per porre fine al neocolonialismo che ammazza, devasta e impoverisce. Nè qui nè altrove!

Convergiamo per insorgere 🔥

Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze Bologna for Climate Justice
Fridays For Future - Bologna Italia

📸 Sherwood Foto grazie

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Lützerath

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Manifesto di Intenti

Il Venice Climate Camp - nella sua seconda edizione - ha rappresentato una perfetta metafora: se l'anno scorso ci trovavamo al Lido di Venezia, al margine fisico di una città unica, ma devastata dal Mose e dall’acqua granda, "eventi" che ci parlano immediatamente dell'urgenza di invertire la rotta del cambiamento climatico; quest'anno invece ci siamo ritrovati al margine industriale di Porto Marghera, una realtà che ha pagato con un prezzo altissimo – anche in termine di vite umane – il cambiamento climatico e le politiche industriali nocive che si sono susseguite negli anni.

È popolando il margine di una città che lo si rende conflittuale, lo si fa uscire per dialogare con il resto d’Italia, l'Europa e il mondo. Al Meeting, che ha concluso questa edizione del Camp, è emerso tutto questo: confrontarsi, approfondire, organizzarsi collettivamente, proprio a partire dallo sguardo internazionale che guarda a prossime scadenze, come quella lanciata da Ende Gelände - in Germania - proprio in questi giorni (25-29 settembre). Una proiezione che va oltre i confini, ma non solo; infatti nei diversi interventi sono emersi altri appuntamenti chiave, come lo sciopero globale per il clima del 9 ottobre di Fridays For Future, il 24 ottobre a Carrara per il corteo nazionale contro le cave, e ancora verso la primavera, a maggio, quando a Roma si terrà il vertice Eni, momento cruciale di questo percorso che si sta aprendo.

Uno sguardo che vuole andare ancora più in profondità, se pensiamo agli effetti prodotti dal neocolonialismo in America Latina come in Africa. Con colonialismo intendiamo non soltanto le disuguaglianze di potere che pervadono ancora le interazioni sociali, culturali, economiche ed ambientali a livello globale, ma anche le attitudini mentali e relazionali di dominio e sfruttamento che formano il nostro rapporto con noi stessi, i nostri simili, e gli altri essere viventi: tutti concetti ampiamente espressi nei diversi interventi.

Malcolm Ferdinand - che ha mandato un video-contributo in uno dei panel di approfondimento - contrappone il termine “Negrocene” all’“Antropocene” per esprimere l'idea che l'uomo bianco abbia sfruttato l'ambiente, la terra e le sue risorse esattamente come ha ridotto in schiavitù i neri deportandoli dall'Africa, così come se guardiamo alla crisi climatica possiamo constatare con mano quanto si sia contribuito a ciò.