08/04/2022
Il testo che segue non è mio ma, parafrasando Guccini (che parla di "Luci a san Siro" di Vecchioni), vorrei averlo scritto io.
PERCHE' PUOI ESSERE PACIFISTA E APPOGGIARE LA LOTTA DEGLI UCRAINI
(senza per questo cadere in contraddizione)
Mi sembra chiaro che ci sia un acceso dibattito fra chi appoggia la lotta dell'ucraina, e chi invece, in nome di un ideologico e puro pacifismo, è contrario ad ogni supporto.
Perché le armi sono brutte e la guerra è br**ta.
Per quanto sia d'accordo in linea di principio con queste affermazioni, ritenendomi io stesso un pacifista, trovo che le motivazioni siano, se non sbagliate, quantomeno pretestuose e semplicistiche.
Le armi sono brutte e la guerra è br**ta. Siamo d'accordo.
Ma qui non stiamo parlando di due nazioni che si fanno la guerra.
Stiamo parlando di un dittatore pazzo e sanguinario che ha invaso un paese sovrano, e di un popolo che sta provando a difendersi.
Semplice.
Eppure per qualcuno non è così. E a loro chiedo, perché non dovremmo aiutare l'aggredito? Non è un suo diritto difendersi?
E' vero che fornendo armi agli Ucraini, alimentiamo e allunghiamo la durata del conflitto, contribuendo anche ad un suo inasprimento.
Ma invocare il pacifismo in una circostanza del genere lo trovo proprio una cosa da privilegiati.
Perché tanto non siamo noi a cui sparano nella tromba delle scale mentre tentiamo di scappare ancora in pigiama, a cui cascano i missili in cucina, o che dobbiamo abbandonare la casa e il paese dove viviamo, magari lasciandoci dietro qualche persona cara sottoforma di ca****re lasciato per strada.
NO.
Noi stiamo al calduccio, nelle nostre case, davanti al pc, a sindacare su quello che dovrebbero fare gli altri.
Magari ci cachiamo sotto che il pazzo possa schiacciare il bottone rosso. Non so voi, a me è una cosa che fa effettivamente paura. Magari è proprio per questo che vorremmo che gli Ucraini si arrendessero.
Così almeno il pazzo è contento, non schiaccia il pulsante, e ci lascia in pace.
FORSE (cit. Luca Bizzarri & Paolo Kessisoglu ).
E però lasciatemi dire che a me questo atteggiamento fa proprio schifo.
Perché se mentre passeggiate per strada una sera, assistete a un tentativo di stupro, voi non vi girate dall'altra parte. Nè tantomeno chiedete alla vittima di lasciar fare lo stupratore, cosicchè possa finire prima. E nemmeno che per favore, abbassi la voce, che eviti di urlare, ché ci sono i bambini a letto e domani c'è chi si alza per andare a lavorare.
O almeno così vorrei sperare.
Vorrei sperare che in quel caso, vogliate intervenire a favore della vittima, anche solo chiamando le forze dell'ordine.
Sono sempre stato un pacifista.
Per me pacifista ha sempre voluto dire risolvere le questioni con le parole e la testa. Così mi è stato insegnato.
Le volte che mi sono trovato in situazioni critiche, ho sempre provato a discutere, a mediare, anche a trovare compromessi, pur di evitare di alzare le mani.
E' così banale quanto vero, che alzare le mani è l'ultimo rimedio di chi non ha le parole per dar voce ai suoi pensieri.
Non ho mai alzato le mani su nessuno.
Ma potete star certi, che se qualcuno le alzava su di me, e in qualche rara occasione è successo, io ho risposto.
Anche in quei casi magari puntando a immobilizzare l'aggressore, più che a fargli male, magari semplicemente aspettando che qualcun altro intervenisse prima che qualcuno si facesse male.
Ma ho risposto.
Perché esser pacifisti vuol dire imparare a usare la testa al posto della violenza.
Ma mai ha voluto dire non potersi difendere.