06/05/2026
Il 4 maggio 2026, scadevano i termini per presentare osservazioni sulla procedura di V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) relativa alle cosiddette aree di accelerazione.
Queste ultime sono zone individuate nei nostri territori attraverso le quali la normativa italiana, condivisa con questa procedura anche dalla Regione Sardegna, intenderebbe agevolare e velocizzare l’installazione di nuovi impianti di energia alternativa, aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti, questi ultimi peraltro ampiamente sufficienti a coprire l'interezza dei nostri consumi elettrici.
Ve lo abbiamo detto in tutti i modi che abbiamo già dato, che non vogliamo altri impianti nei nostri territori!
Certo non ci “consola” che nel territorio italiano stiano spuntando incredibilmente aree deputate ad accogliere questo tipo di impianti, con procedure semplificate anche nel nord Italia, il quale pareva essere escluso dallo stravolgimento distopico del territorio e del paesaggio chiamato " Transizione Energetica ", che finora è toccato quasi interamente ai vari meridioni d'Italia, Isole comprese.
Da Sardi resta senz’altro l'amaro in bocca nel vedere la solerzia e l'impegno della Giunta in questa procedura deleteria, che rischia di implementare aree di sacrificio in zone di pregio dell’Isola, per produrre energia elettrica da esportare verso altre Regioni.
Solerzia e impegno mancati:
• nel tendere la mano ai 211.000 Sardi firmatari della proposta di legge Pratobello24 (con la quale abbiamo affermato solennemente in quanto Popolo la contrarietà a questo modello di diffusione);
• nel redigere un piano energetico con dei fabbisogni rispondenti alla realtà dell'Isola (è ancora senza risposta la nostra annosa domanda a chi governa: di quanta energia necessita la Sardegna nei prossimi anni?);
• nel ricorrere in Corte costituzionale contro una legge che " mantiene nel Far West" normativo diverse centinaia di progetti (Art. 2, D.L. 21 novembre 2025 n. 175, convertito con modificazioni dalla Legge 15 gennaio 2026 n. 4);
• nel bloccare cantieri in corso pur avendone motivi e strumenti (ignorate finora le nostre denunce, espresse peraltro anche in sede di audizione, di chiare deficienze normative e regolamentari);
Abbiamo presentato le nostre osservazioni, ma chiederemo anche l'annullamento di tutta la procedura per la mancanza di chiarezza e certezza della documentazione e delle mappe messe a disposizione dei cittadini.
Vorreste fare le cose "a sa sola" e senza disturbi da parte di nessuno, ma anche stavolta vi andrà male.
Non Vi molliamo di un centimetro!
Sia Voi, Giunta forse machiavellicamente confusionaria, ne gli sciacalli che governano a Roma.
Il Comitato Sarcidano Difesa Territoriale