04/08/2026
🎙️ LA NOSTRA INTERVISTA INTEGRALE DI PER GIORNALE TABLÒ.
1) Come giudicate l’amministrazione degli ultimi dieci anni?
Acerra è stata governata male e senza una direzione. Si sono moltiplicati annunci, inaugurazioni e interventi di facciata, ma la città è rimasta ferma. Commercio, agricoltura, cultura: tutto ciò che dovrebbe generare valore è stato lasciato arrancare. Il risultato è una città dalle potenzialità enormi che vive una depressione economica evidente e che oggi è rappresentata in Consiglio comunale dalla peggiore classe dirigente della storia di Acerra. Fratelli d’Italia, insieme al centrodestra, è alternativa perché non vende favole: siamo ambiziosi e siamo in campo per portare valore, non per raccontare un paese dei balocchi che non esiste.
2) Che giudizio sull’ordinanza delle “Domeniche Green”?
Acerra è maglia nera per qualità dell’aria: questo dovrebbe bastare per capire che servono politiche serie, non trovate estive. Fare le “Domeniche Green” ad Agosto e Settembre, quando la città è vuota, è un modo goffo per dire: “Come sempre non sappiamo cosa fare, ma qualcosa dobbiamo pur pubblicare”. Peraltro la misura non è stata nemmeno applicata questa prima Domenica, segno di un evidente cortocircuito amministrativo. L’ambiente non è un contenuto social: riguarda la salute dei cittadini.
3) Cosa pensate degli ultimi concorsi comunali?
I concorsi devono rafforzare la macchina amministrativa, non il consenso di chi governa. È un principio elementare che va ribadito. Acerra ha bisogno di competenze vere, perché solo da lì può partire una rinascita. E la trasparenza non è un optional: è la base per ricostruire fiducia.
4) Qualità dell’aria: quali interventi concreti proponete?
La qualità dell’aria si affronta con una strategia di fondo, non con iniziative goffe. Serve una rete di monitoraggio indipendente, con dati pubblici e aggiornati ogni giorno. Servono controlli ambientali strutturali coordinati da una cabina di regia comunale; un piano traffico credibile; più verde pubblico; tutela dei suoli agricoli e bonifiche accelerate nelle aree critiche. Acerra deve smettere di inseguire la comunicazione e iniziare a inseguire i risultati. L’aria non si pulisce con un hashtag.
5) Aumento dei furti di auto: quali misure proponete?
La sicurezza è il tema più ignorato da chi ci malgoverna. I furti non sono aumentati: sono esplosi. Non esiste un piano di controllo del territorio e i vigili, pur essendo numerosi, sono organizzati male. La nostra proposta è chiara: lotta al degrado e mappatura degli immobili occupati abusivamente; vigile di quartiere nelle principali piazze; presenza costante nelle strade; videosorveglianza funzionante e integrata; pattugliamenti mirati nelle fasce critiche; mappatura delle zone a rischio; tavolo permanente con Prefettura e Polizia Locale. Questo sindaco, o la sua controfigura, non batte i pugni sui tavoli e non si assume responsabilità: la sicurezza non è un optional.
6) Desertificazione commerciale e abbandono del centro storico: cosa fareste?
Il commercio locale è il cuore vivo di Acerra, ma sta morendo tra i finti sorrisi di un Presidente del Consiglio Comunale attento a tagliare pochi nastri ma cieco davanti a mille serrande chiuse. Stiamo perdendo movimento, servizi, cura urbana e attrattività. Non esiste un’idea di marketing territoriale, nessun tavolo di confronto con i commercianti, degrado diffuso, servizi scarsi. Con la tassazione comunale che è tra le più alte possibili. Serve un piano urbano del commercio, incentivi per chi apre e per chi resiste, una programmazione culturale stabile che ruoti intorno un vero assessorato al Marketing territoriale che sappia alimentare una narrativa di bellezza, mobilità e sicurezza che riportino persone nelle strade.
In chiusura?
Acerra ha un potenziale enorme, ma oggi non viene messo a valore. Stiamo lavorando al miglior programma elettorale possibile, da raccontare con competenza ed energia. Serietà, responsabilità e concretezza: è questo che serve davvero. Acerra non è il brutto anatroccolo a cui ci hanno abituati.