01/09/2026
UNA RIVOLUZIONE EPOCALE CONTRO L’ABUSIVISMO IN CAMPANIA. ORA SERVONO I CONTROLLI.
Dopo anni di lavoro, la Campania si è finalmente dotata di una norma capace di tracciare un confine molto più netto tra il vero trasporto di cortesia e ciò che, nei fatti, è trasporto professionale di persone.
Per il nostro settore è una rivoluzione epocale.
E le rivoluzioni non nascono da sole. Dietro questo risultato ci sono anni di lavoro, spesso lontano dai riflettori. Il primo ringraziamento va ad Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania, e a tutti coloro che insieme a lui hanno studiato, insistito, incontrato le istituzioni e lavorato perché quella enorme zona grigia venisse finalmente affrontata.
Adesso, però, viene la parte decisiva: la legge deve vivere sulle strade.
Con la Legge regionale 4 agosto 2026, n. 7, che modifica la L.R. 10/2024, è stato introdotto il nuovo articolo 13-bis sui servizi di trasferimento accessori alle attività ricettive e ai pacchetti turistici, agenzie di viaggio e tour operator potranno includere un transfer nei propri pacchetti, ma il trasporto dovrà essere affidato a soggetti in possesso dei titoli e delle autorizzazioni previste dalla legge.
Le strutture alberghiere ed extralberghiere, invece, potranno effettuare gratuitamente il trasporto esclusivamente dei propri ospiti, e soltanto come servizio accessorio al soggiorno: da e verso porti, aeroporti, stazioni e altri punti di arrivo o partenza direttamente collegati alla permanenza nella struttura. Il servizio dovrà essere senza corrispettivo diretto o indiretto e non potrà assumere carattere autonomo, professionale o prevalente rispetto all’attività ricettiva.
Un nostro accesso agli atti presso il Comune di Napoli ci ha restituito una fotografia che consideriamo inaccettabile: tra il 1° maggio e il 1° luglio 2026 sono stati effettuati 680 controlli sui taxi e 342 sugli NCC, per un totale di 1.022 controlli sugli operatori regolari.
Nello stesso periodo, sull’intera area comprendente auto di cortesia, veicoli a uso proprio, operatori turistici e soggetti privi di autorizzazione taxi/NCC, i controlli sono stati appena 122.
Sono dati precedenti alla nuova norma, ma proprio per questo questi numeri rappresentano oggi il nostro punto zero.
Da adesso ci aspettiamo un deciso cambio di marcia nei controlli in tutta la Campania.
Perché il problema non riguarda soltanto Napoli.
La Costiera e molte altre aree a forte pressione turistica sono da tempo letteralmente invase da forme di trasporto irregolare dalle conseguenze però paradossali.
L’abusivismo contribuisce ad aumentare il numero dei veicoli sulle strade, genera traffico e ingorghi e, troppo spesso, le pubbliche amministrazioni rispondono a quelle criticità con ZTL, limitazioni, pagamenti esorbitanti, finestre di carico e ulteriori vincoli che finiscono per colpire proprio taxi, NCC e imprese regolarmente autorizzate.
In altre parole, invece di contrastare l’abusivismo, gli si regala un vantaggio competitivo rispetto a chi rispetta le regole, possiede i titoli necessari, sostiene i costi dell’attività regolare e viene continuamente sottoposto a controlli.
Il vantaggio sta proprio nell' utilizzo di un veicolo immatricolato ad uso privato e distorto al trasporto professionale di persone.
Questa battaglia, però, non si ferma ai confini della Campania.
Tra le sei proposte che Sistema Trasporti ha appena presentato al Ministero nell’ambito della revisione del Codice della Strada, una riguarda proprio l’uso di terzi e il trasporto di cortesia: vogliamo che ciò che viene svolto nell’ambito o in funzione di un’attività economica o commerciale venga ricondotto alle regole del trasporto professionale, indipendentemente dal fatto che la singola corsa venga fatturata separatamente.
Questa è una delle priorità di Sistema Trasporti: dare alle Forze dell’Ordine norme chiare e strumenti realmente efficaci per eliminare la piaga dell’abusivismo.
Ci auguriamo che Ministero e Parlamento facciano finalmente la loro parte.
Ma la Campania dimostra anche un’altra cosa importante: nell’ambito delle proprie competenze, le Regioni possono agire senza aspettare necessariamente Roma.
Per questo continueremo a sollecitare le altre Regioni affinché seguano questa strada.
La Campania ha dimostrato che si può fare.
Adesso servono controlli efficaci e capillari.
La legge c’è. Ora va fatta rispettare.