Agrigento Possibile

Agrigento Possibile Prima pagina Agrigentina di Possibile, approvata e condivisa da militanti e tesserati di Possibile.

L’associazione Possibile nasce in occasione del PolitiCamp 2014 a Livorno, come evoluzione dell’associazione People che al PolitiCamp 2013 di Reggio Emilia nacque a sostegno della candidatura di Pippo Civati a segretario del Pd. Di quell’esperienza mantiene lo spirito, i valori di fondo e la spinta ideale originaria. Possibile è uno spazio aperto, che ospita il dialogo interno alla sinistra italia

na, ai partiti, ai movimenti e tra i singoli cittadini che desiderano un luogo in cui discutere e impegnarsi. Per saperne di più:
http://www.epossibile.org/
http://www.epossibile.org/chi-siamo/

Un contributo trasparente e volontario è possibile:
http://www.epossibile.org/sostieni/

01/09/2026
01/09/2026

A fine agosto, al Sud, le partenze hanno il loro spazio, le stazioni si riempiono, le case tornano più vuote, gli amici ricominciano a contare chi se ne va e chi rimane. Finisce l’estate e una parte di chi era tornato riparte verso le città in cui studia, lavora, costruisce relazioni, prova a immaginare il proprio futuro. Ogni anno raccontiamo questa scena con la nostalgia. Abbiamo costruito persino un vocabolario rassicurante intorno a ciò succede in questo periodo; la restanza, il ritorno, la vita lenta, i paesi da riscoprire, tutte parole che raccontano anche cose bellissime, finché non diventano il modo per rendere poetica una disuguaglianza.

Noi al Sud non siamo lenti, sono lenti i treni, sono lenti i collegamenti, sono lente le risposte della pubblica amministrazione, quando arrivano. È lento raggiungere un aeroporto, un ospedale, un’università. È lenta la costruzione dei servizi che altrove costituiscono semplicemente la normalità.

La lentezza, purtroppo, è una disuguaglianza territoriale, quando non è una scelta e sicuramente non è una filosofia dell’abitare.
Per questo parlare di diritto a restare e diritto a partire richiede qualcosa oltre la retorica. Una scelta esiste soltanto quando esistono alternative reali, diffuse e accessibili, altrimenti partire diventa necessità e restare una possibilità concessa soprattutto a chi possiede già le condizioni economiche e familiari per farlo.

Costruire una possibilità è entrare nella materialità delle vite, garantire ai fuorisede di votare per il proprio territorio di residenza dal luogo in cui vivono temporaneamente, senza trasferire la loro rappresentanza politica altrove, garantire mobilità, sanità, cultura, formazione, lavoro dignitoso, connessioni e spazi pubblici, garantire il diritto ad abitare la città contemporanea anche a Reggio Calabria, a Cosenza, a Catanzaro, a Palermo, a Taranto, a Napoli, senza dover necessariamente cambiare latitudine per accedere alla contemporaneità del nostro tempo.

Vuol dire tornare a parlare seriamente di diritto alla famiglia, con affitti che assorbono una parte enorme degli stipendi, lavoro precario, asili insufficienti e reti familiari distanti centinaia di chilometri, continuare a chiedere alla nostra generazione di fare figli, restare, tornare, investire, aprire un’impresa e contemporaneamente arrangiarsi è un esercizio di deresponsabilizzazione politica. Abbiamo già chiesto abbastanza sacrifici a chi sta sostenendo sulla propria vita il costo delle disuguaglianze del Paese.

Chi rimane non è un eroe, chi parte non è un traditore e le startup non ci salveranno dallo spopolamento. Nessuna somma di storie individuali virtuose può sostituire una politica industriale, un sistema di welfare, infrastrutture, servizi, università, ricerca, salari e diritto alla casa. Per troppo tempo il Mezzogiorno è stato trattato come una questione particolare dentro la questione italiana; un territorio da recuperare, assistere, incentivare, raccontare attraverso bandi, bonus, eccezioni e progetti pilota. Bisognerebbe rovesciare completamente questa prospettiva, perché la politica italiana deve partire obbligatoriamente dal Mezzogiorno. Un Paese che procede a due velocità, alla fine, rimane fermo. Non possiamo più permetterci un’Italia nella quale il luogo in cui nasci determina quanto tempo impiegherai per raggiungere un ospedale, quali università potrai frequentare, quali lavori troverai, quanto ti costerà spostarti, se potrai costruire una famiglia e perfino quanto sarà complicato esercitare il tuo diritto di voto. Il Mezzogiorno rende visibili prima e con maggiore violenza le grandi questioni che riguardano l’intero Paese: inverno demografico, crisi della natalità, diritto alla casa, salari, mobilità, accesso ai servizi, disuguaglianze territoriali, fuga delle competenze. Affrontarle dal Sud sarebbe creare un modello capace di funzionare ovunque.
La questione meridionale, a mio avviso riguarda il modello di Paese che vogliamo diventare. Settembre ce lo ricorda ogni anno, mentre qualcuno chiude una valigia e riparte. Possiamo continuare a trasformare quella valigia in una fotografia malinconica della fine dell’estate, oppure domandarci quanta libertà possa contenere quella valigia: la libertà di restare, la libertà di partire, la libertà di tornare. La libertà di scegliere di avere una possibilità.

Silvia Giandoriggio
Possibile Calabria

01/09/2026

Foodinho (società italiana di Glovo) è in amministrazione giudiziaria da febbraio, a seguito di un'indagine legata a caporalato e sfruttamento di oltre 20.000 persone.

Secondo la Procura, le retribuzioni in alcuni casi erano inferiori del 90% rispetto ai minimi contrattuali.

A maggio, Foodinho ha presentato alla Procura il piano per uscire dal controllo giudiziario: retribuzione minima aumentata a 14 € all’ora e pagamento di 3€ a consegna. Questi miglioramenti, però, sono rimasti sulla carta.

La procura ha infatti esaminato i guadagni di 26mila rider nel mese di giugno e constatato che, a conti fatti, circa il 30% delle ore lavorate non venga retribuito.

Il nuovo sistema di calcolo dei compensi poggia infatti sul meccanismo del "tempo effettivo calmierato". Sentite puzza di fregatura? Fate bene.

In sostanza, il tempo di lavoro viene retribuito solamente entro un certo limite "statistico" determinato da Glovo. Se la consegna o l'attesa eccedono questo limite, si lavora gratis.

Come Possibile ribadiamo un concetto elementare: i fattorini non sono lavoratori autonomi. Hanno diritto a ferie, malattia, contributi e soprattutto a essere pagati per ogni minuto in cui sono al servizio delle piattaforme.

Non occorrono né tavoli di lavoro, né strumenti innovativi - il contratto c'è già ed è il CCNL della Logistica. Non si perda altro tempo.

31/08/2026

Programma elettorale, diritti, idee, candidature: costruiamo insieme la nuova politica siciliana.

Unisciti a possibile sicilia su
www.possibile.com/tessera.

Le attività stanno iniziando.

31/08/2026

Nell’ultima escalation della guerra di Trump contro la sinistra e il dissenso politico interno, il governo USA ha preso di mira un collettivo italiano fornitore di servizi web, dichiaratamente antifascista: Autistici/Inventati.

L’amministrazione Trump lo ha inserito tra i gruppi terrotistici internazionali, prevedendo dunque sanzioni e avendo come palese obiettivo quello di far chiudere non pochi siti web statunitensi che animano il dissenso nel paese nei confronti dell’amministrazione Trump.

Al momento alcuni dei servizi web forniti da A/I, come quelli di posta elettronica, risultano sospesi per migliaia di utenti.

Che un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani sia nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni la dice lunga sullo stato della “democrazia” in mano alle destre occidentali più retrive, arroganti, violente e prepotenti.

Come si legge nel comunicato di A/I, non solo si respinge l’accusa al mittente, ma si riafferma con forza il l’impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente.

“Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra.

L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità”.

Come Possibile esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro supporto al Collettivo A/I, continueremo a lottare dalla stessa parte.

31/08/2026

Oggi a Limena (PD), con la nostra segretaria nazionale Francesca Druetti, invitata alla Festa Nazionale del PRC.

Con lei Maurizio Acerbo (PRC),
Luana Zanella (AVS), Arturo Scotto (PD), Manuel Minervini (Sindaco di Molfetta), Gaetano Pedullà (M5S).

Non vogliamo un Meloni Bis.

30/08/2026

Agrigento Pride nelle foto di Peppe Cacocciola

30/08/2026

Dopo ore di apprensione, è un grande sollievo sapere che Alessandro Di Battista è vigile e cosciente. A lui, alla sua famiglia e a tutti i suoi cari va la vicinanza di tutta la nostra comunità.

Indirizzo

Agrigento
92100

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