13/08/2026
Post lungo ma necessario per esplicitare una posizione chiara e in linea con la storia della Sinistra.
Partiamo da una premessa.
La storia della Valle dei Templi dimostra che la tutela della Zona A nasce da una scelta precisa: sottrarre un patrimonio archeologico e paesaggistico di valore universale alla pressione della speculazione edilizia. Dal decreto Gui-Mancini del 1968 alla legge istitutiva del Parco del 2000, i diversi provvedimenti hanno sostanzialmente confermato una perimetrazione fondata su criteri archeologici e scientifici.
Le successive edificazioni abusive non possono quindi diventare il criterio attraverso cui ridefinire i confini della tutela. Il principio deve essere l’opposto: è la tutela del patrimonio a dover orientare le scelte urbanistiche, non l’urbanistica a dover adattare la tutela all’abusivismo esistente.
La vicenda di Maddalusa rende oggi evidente la necessità di affrontare il problema con una strategia nuova, rigorosa ma anche capace di dare risposte concrete alle persone e al territorio.
Per Alleanza Verdi e Sinistra la Valle dei Templi non è un vincolo da aggirare, ma una straordinaria infrastruttura culturale, ambientale ed economica sulla quale costruire il futuro di Agrigento.
Il patrimonio archeologico, il paesaggio e l’ambiente sono beni comuni: appartengono alla comunità agrigentina, ma anche, attraverso il riconoscimento UNESCO, all’intera comunità internazionale. La loro tutela non è dunque un limite allo sviluppo: è una delle principali condizioni per uno sviluppo diverso, duraturo e di qualità.
La Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale riconosce infatti non soltanto l’importanza dei monumenti, ma anche il valore dell’insieme costituito dal patrimonio archeologico e dal paesaggio storico. Difendere l’integrità di questo sistema significa difendere uno degli asset strategici più importanti dell’economia e dell’identità di Agrigento.
Difendere il vincolo non significa proporre una soluzione indiscriminata e immediata per tutte le abitazioni esistenti.
Serve invece un piano pubblico pluriennale per il superamento progressivo dell'abusivismo nella Zona A, fondato su legalità, gradualità, proporzionalità e tutela delle persone.
Il piano dovrebbe prevedere:
il censimento e la classificazione di tutti gli immobili presenti nella Zona A;
la definizione della situazione urbanistica, edilizia, catastale e patrimoniale di ciascun edificio;
la priorità per scheletri, edifici abbandonati, immobili degradati e seconde e terze case;
l'acquisizione al patrimonio pubblico e la successiva demolizione degli immobili per i quali ricorrano i presupposti di legge;
il recupero ambientale e archeologico delle aree liberate;
un percorso specifico per le prime abitazioni effettivamente utilizzate come casa, evitando automatismi e affrontando le situazioni socialmente più delicate attraverso tempi programmati e strumenti pubblici.
L'obiettivo non deve essere semplicemente demolire: deve essere restituire progressivamente alla Valle dei Templi e alla città territorio, paesaggio e valore pubblico.
Bisogna innescare un processo di rigenerazione e rinaturalizzazione volta alla valorizzazione archeologica e fruizione pubblica.
Maddalusa, in particolare, può diventare il laboratorio di questa nuova politica: un'area oggi segnata dalla pressione edilizia può essere trasformata progressivamente in un sistema integrato tra archeologia, costa, dune, foce dell'Akragas, paesaggio e mobilità lenta.
L'obiettivo di lungo periodo è costruire una continuità territoriale tra la Valle dei Templi, il fiume, la costa e le aree archeologiche, attraverso:
recupero del paesaggio;
tutela delle dune e degli ecosistemi costieri;
valorizzazione dei siti archeologici;
percorsi pedonali e ciclabili;
accessibilità pubblica e sostenibile;
servizi culturali e turistici compatibili con la fragilità dei luoghi;
nuove opportunità occupazionali legate alla cultura, alla manutenzione del territorio e al turismo sostenibile.
Proponiamo quindi di assumere alcuni impegni chiari:
Nessuna riduzione della Zona A e nessuna riperimetrazione determinata dalla presenza dell'abusivismo.
Un piano pluriennale per il superamento dell'edilizia abusiva, con priorità a immobili abbandonati, degradati, seconde e terze case.
Un programma pubblico di rigenerazione e rinaturalizzazione, sostenuto da risorse regionali e nazionali.
Un piano specifico per Maddalusa, che trasformi progressivamente l'area in un sistema archeologico, ambientale e paesaggistico di grande valore pubblico.
Una strategia per le prime abitazioni, capace di tutelare le situazioni socialmente più fragili senza trasformare la gestione transitoria in una sanatoria di fatto.
Un grande progetto di rigenerazione della Valle dei Templi e del territorio circostante, con mobilità sostenibile, fruizione pubblica, archeologia, paesaggio e turismo di qualità.
Una governance trasparente e coordinata tra Comune, Regione, Parco, Soprintendenza e Stato, affinché la tutela non sia soltanto un vincolo sulla carta ma una politica attiva di territorio.
Un piano di valorizzazione economica e occupazionale del patrimonio, perché la tutela deve produrre lavoro, servizi, cultura e nuove opportunità per la città.
La tutela della Zona A non può tradursi nell'abbandono delle persone che oggi vi abitano. La questione dell'acqua va quindi affrontata con serietà, distinguendo il diritto fondamentale ai servizi essenziali dal riconoscimento della legittimità urbanistica degli immobili.
Occorre individuare, insieme a Comune, Regione, Parco e AICA, una soluzione transitoria e rigorosamente condizionata che garantisca l'accesso all'acqua alle abitazioni effettivamente utilizzate come prima casa, nell'ambito di un piano pubblico con tempi, priorità e obiettivi definiti per il progressivo superamento dell'abusivismo.
Infine, riteniamo doveroso chiudere questa nota con un'amara constatazione.
Per troppo tempo il centrodestra agrigentino ha alimentato, nei confronti degli abusivi della Zona A, una vana aspettativa di sanatoria, lasciando intendere che prima o poi sarebbe stato possibile ridurre i vincoli, modificare la perimetrazione o trovare una soluzione capace di regolarizzare ciò che la legge considera insanabile.
È una politica che ha prodotto un risultato preciso: trasformare un problema urbanistico e sociale in una promessa elettorale permanente.
Quella promessa non ha mai avuto basi concrete, ma ha continuato ad alimentare l'illusione che bastasse attendere un nuovo provvedimento, una nuova amministrazione o una nuova perimetrazione. La politica deve smettere di promettere l'impossibile e iniziare a governare il problema.
Irene Fucà - Voci in Comune - Consigliere comunale AVS Agrigento 🟩🟥
Pasquale Cucchiara - Segretario provinciale SI - AVS 🟩🟥