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Il tavolo sull’acqua di ieri, organizzato dagli amici di “Questa è la mia terra”, rappresenta uno sforzo politico e soci...
20/08/2026

Il tavolo sull’acqua di ieri, organizzato dagli amici di “Questa è la mia terra”, rappresenta uno sforzo politico e sociale che, come AVS, apprezziamo. Sappiamo che la scelta di affrontare il tema dell'acqua ad Agrigento sia stato difficile da seguire per tanti ragazzi e ragazze accorsi fuori dalla nostra provincia. Si tratta di un rischio che valeva la pena correre per creare un momento di confronto pubblico su un tema così urgente.

Il tavolo ha avuto il merito di mettere assieme l’assessore del Comune di Agrigento Peppe Riccobene, Danila Nobile di AICA e Luigi Pasotti di SAIS.

In premessa, l’intervento del dott. Pagliaro è stato particolarmente illuminante: niente privatizzazioni, rifacimento delle reti e una seria politica di risparmio e di corretta gestione della risorsa idrica. È stato evidenziato anche un dato che dovrebbe far riflettere: in Sicilia consumiamo acqua in maniera sproporzionata, sia per gli usi agricoli sia per quelli civili. È un elemento che deve essere tenuto in considerazione se vogliamo avviare una seria politica di razionalizzazione e di migliore utilizzo della risorsa.

Chiaramente, non possiamo condividere l’impostazione di chi, come Danila Nobile, si rifiuta di parlare del passato più recente. Se vogliamo essere credibili, dobbiamo avere il coraggio di guardare indietro, anche alla precedente gestione di Girgenti Acque, le cui inefficienze e le cui condizioni della rete hanno lasciato un’eredità pesantissima.

E proprio sul tema delle reti c’è un capitolo che non può essere rimosso dal dibattito: l’inchiesta giudiziaria che ha interessato e rallentato i lavori di rifacimento della rete idrica dell’Agrigentino. Non si può chiedere oggi ai cittadini di sopportare turni di erogazione intollerabili senza interrogarsi su come siano stati programmati, finanziati e realizzati gli interventi che avrebbero dovuto ridurre le perdite e rendere più efficiente il sistema.

Ma c’è un altro capitolo poco dibattuto: Siciliacque.

Non si può parlare di crisi dell’acqua, delle difficoltà di AICA e di futuro del servizio pubblico senza approfondire anche il rapporto con il gestore del sovrambito. Lo abbiamo denunciato anche recentemente: è inaccettabile che le vicende finanziarie fra AICA e Sicilia acque (anche se ieri la Presidente del consiglio di amministrazione non ne ha parlato!) possa tradursi nella riduzione dei flussi idrici verso un’intera provincia, mettendo ulteriormente in difficoltà cittadini e territori. Abbiamo chiesto che l'acqua non può essere trasformata in uno strumento di pressione finanziaria o politica.

Allo stesso modo, non si può parlare delle difficoltà di AICA senza denunciare il comportamento di quei Comuni, governati guarda caso dal centrodestra, che non hanno ancora adempiuto agli impegni finanziari assunti nei confronti della consortile alimentando il rischio di indebolire proprio quel modello di gestione pubblica che tutti, a parole, dichiarano di voler difendere. Fra questi spiccano città importanti come Licata e Canicattì.

Se davvero vogliamo salvare l’acqua pubblica, bisogna essere coerenti: nessun boicottaggio politico, nessuna privatizzazione ventilata e nessun Comune, compresi quelli che dispongono delle risorse, può pensare di tirarsi fuori dal problema.

L’acqua è un bene comune e non può essere trattata come una proprietà privata del singolo Comune. Immaginiamo per assurdo che Agrigento decidesse di impedire ai non residenti di frequentare le proprie spiagge. Sarebbe una follia, perché il mare, come l’acqua, è un bene che appartiene alla collettività e che deve essere governato nell’interesse generale.

E poi c’è il capitolo del dissalatore di Porto Empedocle: un’opera costosa ed energivora che, alla prova dei fatti, non è stata utile. Come AVS lo abbiamo detto in tempi non sospetti: servivano e servono soprattutto interventi strutturali sulle reti, sugli invasi e sulle infrastrutture esistenti.

Il tavolo di ieri, dunque, è un’iniziativa positiva perché ha riaperto il confronto e ha messo intorno a un tavolo soggetti diversi.

Noi continueremo a incalzare tutti i livelli istituzionali: sulla rete idrica, su AICA, su Siciliacque, sugli invasi e sulle responsabilità politiche e amministrative di questa crisi.

L’acqua è un bene comune. E su questo, come AVS, non abbasseremo la guardia.

Post lungo ma necessario per esplicitare una posizione chiara e in linea con la storia della Sinistra. Partiamo da una p...
13/08/2026

Post lungo ma necessario per esplicitare una posizione chiara e in linea con la storia della Sinistra.

Partiamo da una premessa.
La storia della Valle dei Templi dimostra che la tutela della Zona A nasce da una scelta precisa: sottrarre un patrimonio archeologico e paesaggistico di valore universale alla pressione della speculazione edilizia. Dal decreto Gui-Mancini del 1968 alla legge istitutiva del Parco del 2000, i diversi provvedimenti hanno sostanzialmente confermato una perimetrazione fondata su criteri archeologici e scientifici.
Le successive edificazioni abusive non possono quindi diventare il criterio attraverso cui ridefinire i confini della tutela. Il principio deve essere l’opposto: è la tutela del patrimonio a dover orientare le scelte urbanistiche, non l’urbanistica a dover adattare la tutela all’abusivismo esistente.
La vicenda di Maddalusa rende oggi evidente la necessità di affrontare il problema con una strategia nuova, rigorosa ma anche capace di dare risposte concrete alle persone e al territorio.

Per Alleanza Verdi e Sinistra la Valle dei Templi non è un vincolo da aggirare, ma una straordinaria infrastruttura culturale, ambientale ed economica sulla quale costruire il futuro di Agrigento.
Il patrimonio archeologico, il paesaggio e l’ambiente sono beni comuni: appartengono alla comunità agrigentina, ma anche, attraverso il riconoscimento UNESCO, all’intera comunità internazionale. La loro tutela non è dunque un limite allo sviluppo: è una delle principali condizioni per uno sviluppo diverso, duraturo e di qualità.
La Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale riconosce infatti non soltanto l’importanza dei monumenti, ma anche il valore dell’insieme costituito dal patrimonio archeologico e dal paesaggio storico. Difendere l’integrità di questo sistema significa difendere uno degli asset strategici più importanti dell’economia e dell’identità di Agrigento.

Difendere il vincolo non significa proporre una soluzione indiscriminata e immediata per tutte le abitazioni esistenti.
Serve invece un piano pubblico pluriennale per il superamento progressivo dell'abusivismo nella Zona A, fondato su legalità, gradualità, proporzionalità e tutela delle persone.
Il piano dovrebbe prevedere:
il censimento e la classificazione di tutti gli immobili presenti nella Zona A;
la definizione della situazione urbanistica, edilizia, catastale e patrimoniale di ciascun edificio;
la priorità per scheletri, edifici abbandonati, immobili degradati e seconde e terze case;
l'acquisizione al patrimonio pubblico e la successiva demolizione degli immobili per i quali ricorrano i presupposti di legge;
il recupero ambientale e archeologico delle aree liberate;
un percorso specifico per le prime abitazioni effettivamente utilizzate come casa, evitando automatismi e affrontando le situazioni socialmente più delicate attraverso tempi programmati e strumenti pubblici.
L'obiettivo non deve essere semplicemente demolire: deve essere restituire progressivamente alla Valle dei Templi e alla città territorio, paesaggio e valore pubblico.
Bisogna innescare un processo di rigenerazione e rinaturalizzazione volta alla valorizzazione archeologica e fruizione pubblica.
Maddalusa, in particolare, può diventare il laboratorio di questa nuova politica: un'area oggi segnata dalla pressione edilizia può essere trasformata progressivamente in un sistema integrato tra archeologia, costa, dune, foce dell'Akragas, paesaggio e mobilità lenta.
L'obiettivo di lungo periodo è costruire una continuità territoriale tra la Valle dei Templi, il fiume, la costa e le aree archeologiche, attraverso:
recupero del paesaggio;
tutela delle dune e degli ecosistemi costieri;
valorizzazione dei siti archeologici;
percorsi pedonali e ciclabili;
accessibilità pubblica e sostenibile;
servizi culturali e turistici compatibili con la fragilità dei luoghi;
nuove opportunità occupazionali legate alla cultura, alla manutenzione del territorio e al turismo sostenibile.

Proponiamo quindi di assumere alcuni impegni chiari:
Nessuna riduzione della Zona A e nessuna riperimetrazione determinata dalla presenza dell'abusivismo.
Un piano pluriennale per il superamento dell'edilizia abusiva, con priorità a immobili abbandonati, degradati, seconde e terze case.
Un programma pubblico di rigenerazione e rinaturalizzazione, sostenuto da risorse regionali e nazionali.
Un piano specifico per Maddalusa, che trasformi progressivamente l'area in un sistema archeologico, ambientale e paesaggistico di grande valore pubblico.
Una strategia per le prime abitazioni, capace di tutelare le situazioni socialmente più fragili senza trasformare la gestione transitoria in una sanatoria di fatto.
Un grande progetto di rigenerazione della Valle dei Templi e del territorio circostante, con mobilità sostenibile, fruizione pubblica, archeologia, paesaggio e turismo di qualità.
Una governance trasparente e coordinata tra Comune, Regione, Parco, Soprintendenza e Stato, affinché la tutela non sia soltanto un vincolo sulla carta ma una politica attiva di territorio.
Un piano di valorizzazione economica e occupazionale del patrimonio, perché la tutela deve produrre lavoro, servizi, cultura e nuove opportunità per la città.

La tutela della Zona A non può tradursi nell'abbandono delle persone che oggi vi abitano. La questione dell'acqua va quindi affrontata con serietà, distinguendo il diritto fondamentale ai servizi essenziali dal riconoscimento della legittimità urbanistica degli immobili.

Occorre individuare, insieme a Comune, Regione, Parco e AICA, una soluzione transitoria e rigorosamente condizionata che garantisca l'accesso all'acqua alle abitazioni effettivamente utilizzate come prima casa, nell'ambito di un piano pubblico con tempi, priorità e obiettivi definiti per il progressivo superamento dell'abusivismo.

Infine, riteniamo doveroso chiudere questa nota con un'amara constatazione.

Per troppo tempo il centrodestra agrigentino ha alimentato, nei confronti degli abusivi della Zona A, una vana aspettativa di sanatoria, lasciando intendere che prima o poi sarebbe stato possibile ridurre i vincoli, modificare la perimetrazione o trovare una soluzione capace di regolarizzare ciò che la legge considera insanabile.
È una politica che ha prodotto un risultato preciso: trasformare un problema urbanistico e sociale in una promessa elettorale permanente.
Quella promessa non ha mai avuto basi concrete, ma ha continuato ad alimentare l'illusione che bastasse attendere un nuovo provvedimento, una nuova amministrazione o una nuova perimetrazione. La politica deve smettere di promettere l'impossibile e iniziare a governare il problema.

Irene Fucà - Voci in Comune - Consigliere comunale AVS Agrigento 🟩🟥

Pasquale Cucchiara - Segretario provinciale SI - AVS 🟩🟥

L’8 agosto del 1956, nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle, un incendio costò la vita a 262 minatori, 136 dei q...
08/08/2026

L’8 agosto del 1956, nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle, un incendio costò la vita a 262 minatori, 136 dei quali italiani. Erano arrivati in Belgio in seguito al cosiddetto accordo "uomo-carbone", che prevedeva il trasferimento di 50.000 minatori italiani in cambio della vendita all'Italia di almeno 2.500 tonnellate di carbone ogni 1.000 lavoratori inviati.

Marcinelle non fu una fatalità, ma il prezzo di una sicurezza sacrificata alla produzione. Settant'anni dopo, la battaglia per la sicurezza sul lavoro resta attuale: troppi lavoratori continuano a morire per la stessa logica che il profitto viene prima della vita.

Cercavano un futuro. Trovarono sfruttamento, condizioni di lavoro degradanti, morte.

Quella tragedia ci ricorda che la Sicilia ha alimentato, e continua ad alimentare, un flusso di lavoratori che cerca altrove condizioni migliori, oltre i confini, in ogni parte del mondo.

Ci parla, infine, del diritto di tutte e tutti di migrare: di lavorare e vivere in un altro paese senza subire discriminazioni ed emarginazione.

Oggi, a distanza di settant’anni, ricordare Marcinelle significa interrogarsi sul presente, e sul diritto di ogni generazione a costruire il proprio futuro senza essere costretta a partire.

Irene Fucà
Consigliere comunale Agrigento AVS

Il ragionamento si è concentrato su tre proposte di sostanza: il Patto per Restare, animato dall’amico e compagno Carmel...
05/08/2026

Il ragionamento si è concentrato su tre proposte di sostanza: il Patto per Restare, animato dall’amico e compagno Carmelo Traina; Equa 1%, presentata dallo storico dirigente del PRC di Palermo Antonio Marotta; e la presentazione di “Tre International” da parte di Massimiliano Giglia, per iniziare a proiettarci verso un’informazione di qualità sulle tematiche internazionali che incidono, direttamente e indirettamente, anche sulla qualità della nostra vita.

sostiene questi indirizzi politici e si propone come forza federatrice di una grande coalizione capace di ba***re nelle urne, a partire dalla nostra comunità, una destra rapace, scandalosa e aggressiva.
È il tempo della riscossa.

E un Pd, come quello di Favara, rappresenta un valore per tutta la sinistra e per l’intero campo progressista.

Pasquale Cucchiara segretario provinciale Si - AVS

05/08/2026

Continuano le critiche nei confronti della gestione del servizio idrico dopo gli ennesimi rinvii dei turni di distribuzione dell’acqua che stanno interessando Favara e numerosi altri comuni dell’Agrigentino. A prendere posizione sono il segretario del Circolo di Sinistra Italiana “Salvatore Bo...

Sono immagini drammatiche.Prima   con   e  ,   e ieri sera anche  . Ettari di terreno e boschi rasi al suolo da incendi,...
21/07/2026

Sono immagini drammatiche.

Prima con e , e ieri sera anche . Ettari di terreno e boschi rasi al suolo da incendi, favoriti dal vento e dalle alte temperature frutto dei cambiamenti climatici.

Perché si, queste temperature non sono normali. Quando si capirà che l'ambiente deve essere salvaguardato e protetto e non distrutto?

Un ringraziamento agli operatori forestali, alla protezione civile, alle forze dell'ordine, ai vigili del fuoco e ai cittadini e cittadine che in ogni modo hanno cercato di difendere le proprie aziende, le proprie case.

La nostra vicinanza ai paesi colpiti e speriamo che i piromani vengano assicurati alla giustizia.

Circolo AVS Sicani

Partiamo dalle cose fondamentali: a nostra memoria, nessun sindaco di   – storicamente di centrodestra – si era mai conf...
18/07/2026

Partiamo dalle cose fondamentali: a nostra memoria, nessun sindaco di – storicamente di centrodestra – si era mai confrontato direttamente con gli abitanti di .

Il sindaco Michele Sodano, invece, come fa sempre, ci ha messo la faccia. Insieme al segretario provinciale di AVS/SI Pasquale Cucchiara e all'assessore del Comune di Vincenzo Cassaro, abbiamo incontrato l'associazione di quartiere, gli imprenditori, i commercianti e i residenti, assumendo impegni chiari e concreti.

Si parte già da questo lunedì mattina, con la bonifica della discarica abusiva davanti al Giardino di Abid.

Ma non ci fermiamo qui: insieme all'associazione abbiamo già ipotizzato un accordo quadro per istituzionalizzare la gestione del "campetto" da parte della società civile, mentre l'amministrazione si impegnerà a installare nuovi cestini grazie al nuovo contratto d'appalto.

La nostra consigliera comunale Irene Fucà - Voci in Comune seguirà questa causa.

Il dato più bello? Abbiamo raccolto l'entusiasmo e la disponibilità di tecnici e imprenditori locali pronti a progettare la Cannatello del futuro.

Ora, però, serve l'aiuto di tutti. Chiediamo ai cittadini di essere i primi custodi dei loro luoghi del cuore: costruiamo un vero patto di comunità per rilanciare, insieme, la vocazione turistica del nostro territorio!

AVS – Alleanza Verdi e Sinistra e Sinistra Italiana non vanno in vacanza. 🌹✊🟩🟥Anche in estate, noi continuiamo a costrui...
15/07/2026

AVS – Alleanza Verdi e Sinistra e Sinistra Italiana non vanno in vacanza. 🌹✊🟩🟥

Anche in estate, noi continuiamo a costruire partecipazione, idee e futuro.

📍 Martedi 28 luglio, alle ore 19.00, ci ritroviamo allo Cafè, in Piazza Ravanusella ad Agrigento, per il Congresso Fondativo di Sinistra Italiana Agrigento.

Un momento importante per rafforzare il nostro impegno sul territorio, confrontarci e dare voce a chi crede in una Sicilia più giusta, sostenibile e solidale.

Interverranno:
🔴 Paolo Montalto, Segretario regionale Sinistra Italiana
🔴 Pasquale Cucchiara, Segretario provinciale Sinistra Italiana
🔴 Irene Fucà - Voci in Comune , Consigliera comunale AVS Agrigento

Il cambiamento si costruisce insieme, ogni giorno.

Vi aspettiamo! 🟩🟥✊

Altra domenica impegnata per AVS. Abbiamo delineato la strategia politica della nostra organizzazione in relazione alle ...
13/07/2026

Altra domenica impegnata per AVS.

Abbiamo delineato la strategia politica della nostra organizzazione in relazione alle sfide che ci attendono.

Stiamo saldamente nel campo largo e continueremo proporci come elementi di congiunzione.

Le prossime tappe saranno la costituzione del circolo ad Agrigento e Siculiana. Da settembre metteremo in campo la nostra proposta politica tipizzando le difficoltà che affliggono i territori.

Prime tappe saranno Licata, Monti Sicani, Sciacca e Favara.

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