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Sinistra Italiana - Agrigento Sinistra Italiana Agrigento si batte per la giustizia sociale � e ambientale �

Si è tenuto ieri pomeriggio, presso i locali di Scaro Cafè, il congresso fondativo di AVS – Sinistra Italiana  , che ha ...
02/10/2026

Si è tenuto ieri pomeriggio, presso i locali di Scaro Cafè, il congresso fondativo di AVS – Sinistra Italiana , che ha portato all’elezione della consigliera comunale Irene Fucà - Voci in Comune alla carica di segretaria cittadina.

I lavori sono stati coordinati dal segretario provinciale Pasquale Cucchiara che ha delineato il percorso di crescita del partito nel panorama politico provinciale, anche in relazione alle prossime sfide elettorali, e dal segretario regionale Pierpaolo Montalto che ha risposto alle sollecitazioni emerse nel corso dei diversi interventi, illustrando la posizione del partito su temi particolarmente rilevanti per il territorio, quali , , e .

All’iniziativa hanno partecipato delegazioni dei partiti del campo progressista e dei circoli territoriali di AVS dell’Agrigentino. Tra i presenti, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Favara Vincenzo Cassaro , il consigliere comunale di Ravanusa Calogero Avarello e il consigliere comunale di Siculiana Giuseppe Sinaguglia.

Le conclusioni dei lavori sono state affidate alla neo segretaria Irene Fucà, che ha illustrato alcune proposte finalizzate a rafforzare e implementare l’azione amministrativa guidata dal sindaco Michele Sodano .

Tra le proposte avanzate figurano l’introduzione di un salario minimo comunale, l’adozione di un regolamento per la co-gestione dei beni comuni, il regolamento per il funzionamento della Consulta giovanile e l’attivazione del prestito interbibliotecario.

Con questo congresso – ha sottolineato la neo segretaria Irene Fucà – avviamo una nuova fase di partecipazione e di impegno politico per la città di Agrigento. Vogliamo contribuire con proposte concrete a migliorare l’azione amministrativa e a costruire una comunità più inclusiva, attenta ai diritti, al lavoro, ai giovani e alla tutela dei beni comuni.

Nelle prossime settimane AVS Agrigento procederà alla costituzione del proprio gruppo dirigente, con l’obiettivo di affrontare con coraggio, determinazione e impegno le prossime sfide politiche e amministrative.

📢 Giovedì 1° ottobre, ore 18.00 – Piazza Ravanusella, Agrigento (Scaro Café)Congresso fondativo di Sinistra Italiana Agr...
17/09/2026

📢 Giovedì 1° ottobre, ore 18.00 – Piazza Ravanusella, Agrigento (Scaro Café)
Congresso fondativo di Sinistra Italiana Agrigento: il via ufficiale al nostro percorso politico in città.

Con noi Pierpaolo Montalto (segretario regionale SI) e Pasquale Cucchiara (segretario provinciale SI).

AVS – Sinistra Italiana è una forza politica di maggioranza che sostiene l'amministrazione guidata dal sindaco Michele Sodano e intende contribuire all'attività del Consiglio comunale con proposte concrete, tra cui l'introduzione del salario minimo comunale, il regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni, la consulta giovanile e altre iniziative volte a rafforzare i diritti, la partecipazione civica e la sostenibilità delle politiche pubbliche.

Pur mantenendo una chiara identità politica, fondata sui valori della giustizia sociale, della tutela dell'ambiente e della transizione ecologica, AVS – Sinistra Italiana ribadisce la volontà di tradurre tali principi in un'azione amministrativa seria, pragmatica e orientata al buon governo della città.

Saremo una forza politica radicata, coerente e determinata: dentro la maggioranza per sostenerne l'azione, ma con l'ambizione di alzare l'asticella su diritti, lavoro, ambiente e partecipazione. La buona politica non si limita ad amministrare l'esistente, ma costruisce il cambiamento.

Vi aspettiamo numerosi 🌹

Irene Fucà - Voci in Comune , consigliera comunale AVS Agrigento🟩🟥
Pasquale Cucchiara , segretario provinciale SI_🟩🟥

Gli Stati generali di   si stanno rivelando un notevole sforzo per saldare l'unità del campo largo, sia in Sicilia sia a...
06/09/2026

Gli Stati generali di si stanno rivelando un notevole sforzo per saldare l'unità del campo largo, sia in Sicilia sia a Roma.

, dalla nostra dirigenza nazionale, rappresentata da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (collegati da remoto), a Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone , intervenuti in presenza, continua a proiettarsi come una forza radicale ma, allo stesso tempo, profondamente unitaria, in vista delle sfide che ci attendono.

È chiaro: la scelta del leader, sia a Roma sia a Palermo, è un tema qualificante nell'epoca della personalizzazione politica. Tuttavia, il nostro primo pensiero va al programma, a partire dalla sanità, dai rifiuti, dall'acqua, dal lavoro e dai trasporti, in un'ottica di servizi pubblici.

Pasquale Cucchiara
Segretario provinciale AVS - SI Agrigento 🟩🟥

Il tavolo sull’acqua di ieri, organizzato dagli amici di “Questa è la mia terra”, rappresenta uno sforzo politico e soci...
20/08/2026

Il tavolo sull’acqua di ieri, organizzato dagli amici di “Questa è la mia terra”, rappresenta uno sforzo politico e sociale che, come AVS, apprezziamo. Sappiamo che la scelta di affrontare il tema dell'acqua ad Agrigento sia stato difficile da seguire per tanti ragazzi e ragazze accorsi fuori dalla nostra provincia. Si tratta di un rischio che valeva la pena correre per creare un momento di confronto pubblico su un tema così urgente.

Il tavolo ha avuto il merito di mettere assieme l’assessore del Comune di Agrigento Peppe Riccobene, Danila Nobile di AICA e Luigi Pasotti di SAIS.

In premessa, l’intervento del dott. Pagliaro è stato particolarmente illuminante: niente privatizzazioni, rifacimento delle reti e una seria politica di risparmio e di corretta gestione della risorsa idrica. È stato evidenziato anche un dato che dovrebbe far riflettere: in Sicilia consumiamo acqua in maniera sproporzionata, sia per gli usi agricoli sia per quelli civili. È un elemento che deve essere tenuto in considerazione se vogliamo avviare una seria politica di razionalizzazione e di migliore utilizzo della risorsa.

Chiaramente, non possiamo condividere l’impostazione di chi, come Danila Nobile, si rifiuta di parlare del passato più recente. Se vogliamo essere credibili, dobbiamo avere il coraggio di guardare indietro, anche alla precedente gestione di Girgenti Acque, le cui inefficienze e le cui condizioni della rete hanno lasciato un’eredità pesantissima.

E proprio sul tema delle reti c’è un capitolo che non può essere rimosso dal dibattito: l’inchiesta giudiziaria che ha interessato e rallentato i lavori di rifacimento della rete idrica dell’Agrigentino. Non si può chiedere oggi ai cittadini di sopportare turni di erogazione intollerabili senza interrogarsi su come siano stati programmati, finanziati e realizzati gli interventi che avrebbero dovuto ridurre le perdite e rendere più efficiente il sistema.

Ma c’è un altro capitolo poco dibattuto: Siciliacque.

Non si può parlare di crisi dell’acqua, delle difficoltà di AICA e di futuro del servizio pubblico senza approfondire anche il rapporto con il gestore del sovrambito. Lo abbiamo denunciato anche recentemente: è inaccettabile che le vicende finanziarie fra AICA e Sicilia acque (anche se ieri la Presidente del consiglio di amministrazione non ne ha parlato!) possa tradursi nella riduzione dei flussi idrici verso un’intera provincia, mettendo ulteriormente in difficoltà cittadini e territori. Abbiamo chiesto che l'acqua non può essere trasformata in uno strumento di pressione finanziaria o politica.

Allo stesso modo, non si può parlare delle difficoltà di AICA senza denunciare il comportamento di quei Comuni, governati guarda caso dal centrodestra, che non hanno ancora adempiuto agli impegni finanziari assunti nei confronti della consortile alimentando il rischio di indebolire proprio quel modello di gestione pubblica che tutti, a parole, dichiarano di voler difendere. Fra questi spiccano città importanti come Licata e Canicattì.

Se davvero vogliamo salvare l’acqua pubblica, bisogna essere coerenti: nessun boicottaggio politico, nessuna privatizzazione ventilata e nessun Comune, compresi quelli che dispongono delle risorse, può pensare di tirarsi fuori dal problema.

L’acqua è un bene comune e non può essere trattata come una proprietà privata del singolo Comune. Immaginiamo per assurdo che Agrigento decidesse di impedire ai non residenti di frequentare le proprie spiagge. Sarebbe una follia, perché il mare, come l’acqua, è un bene che appartiene alla collettività e che deve essere governato nell’interesse generale.

E poi c’è il capitolo del dissalatore di Porto Empedocle: un’opera costosa ed energivora che, alla prova dei fatti, non è stata utile. Come AVS lo abbiamo detto in tempi non sospetti: servivano e servono soprattutto interventi strutturali sulle reti, sugli invasi e sulle infrastrutture esistenti.

Il tavolo di ieri, dunque, è un’iniziativa positiva perché ha riaperto il confronto e ha messo intorno a un tavolo soggetti diversi.

Noi continueremo a incalzare tutti i livelli istituzionali: sulla rete idrica, su AICA, su Siciliacque, sugli invasi e sulle responsabilità politiche e amministrative di questa crisi.

L’acqua è un bene comune. E su questo, come AVS, non abbasseremo la guardia.

Post lungo ma necessario per esplicitare una posizione chiara e in linea con la storia della Sinistra. Partiamo da una p...
13/08/2026

Post lungo ma necessario per esplicitare una posizione chiara e in linea con la storia della Sinistra.

Partiamo da una premessa.
La storia della Valle dei Templi dimostra che la tutela della Zona A nasce da una scelta precisa: sottrarre un patrimonio archeologico e paesaggistico di valore universale alla pressione della speculazione edilizia. Dal decreto Gui-Mancini del 1968 alla legge istitutiva del Parco del 2000, i diversi provvedimenti hanno sostanzialmente confermato una perimetrazione fondata su criteri archeologici e scientifici.
Le successive edificazioni abusive non possono quindi diventare il criterio attraverso cui ridefinire i confini della tutela. Il principio deve essere l’opposto: è la tutela del patrimonio a dover orientare le scelte urbanistiche, non l’urbanistica a dover adattare la tutela all’abusivismo esistente.
La vicenda di Maddalusa rende oggi evidente la necessità di affrontare il problema con una strategia nuova, rigorosa ma anche capace di dare risposte concrete alle persone e al territorio.

Per Alleanza Verdi e Sinistra la Valle dei Templi non è un vincolo da aggirare, ma una straordinaria infrastruttura culturale, ambientale ed economica sulla quale costruire il futuro di Agrigento.
Il patrimonio archeologico, il paesaggio e l’ambiente sono beni comuni: appartengono alla comunità agrigentina, ma anche, attraverso il riconoscimento UNESCO, all’intera comunità internazionale. La loro tutela non è dunque un limite allo sviluppo: è una delle principali condizioni per uno sviluppo diverso, duraturo e di qualità.
La Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale riconosce infatti non soltanto l’importanza dei monumenti, ma anche il valore dell’insieme costituito dal patrimonio archeologico e dal paesaggio storico. Difendere l’integrità di questo sistema significa difendere uno degli asset strategici più importanti dell’economia e dell’identità di Agrigento.

Difendere il vincolo non significa proporre una soluzione indiscriminata e immediata per tutte le abitazioni esistenti.
Serve invece un piano pubblico pluriennale per il superamento progressivo dell'abusivismo nella Zona A, fondato su legalità, gradualità, proporzionalità e tutela delle persone.
Il piano dovrebbe prevedere:
il censimento e la classificazione di tutti gli immobili presenti nella Zona A;
la definizione della situazione urbanistica, edilizia, catastale e patrimoniale di ciascun edificio;
la priorità per scheletri, edifici abbandonati, immobili degradati e seconde e terze case;
l'acquisizione al patrimonio pubblico e la successiva demolizione degli immobili per i quali ricorrano i presupposti di legge;
il recupero ambientale e archeologico delle aree liberate;
un percorso specifico per le prime abitazioni effettivamente utilizzate come casa, evitando automatismi e affrontando le situazioni socialmente più delicate attraverso tempi programmati e strumenti pubblici.
L'obiettivo non deve essere semplicemente demolire: deve essere restituire progressivamente alla Valle dei Templi e alla città territorio, paesaggio e valore pubblico.
Bisogna innescare un processo di rigenerazione e rinaturalizzazione volta alla valorizzazione archeologica e fruizione pubblica.
Maddalusa, in particolare, può diventare il laboratorio di questa nuova politica: un'area oggi segnata dalla pressione edilizia può essere trasformata progressivamente in un sistema integrato tra archeologia, costa, dune, foce dell'Akragas, paesaggio e mobilità lenta.
L'obiettivo di lungo periodo è costruire una continuità territoriale tra la Valle dei Templi, il fiume, la costa e le aree archeologiche, attraverso:
recupero del paesaggio;
tutela delle dune e degli ecosistemi costieri;
valorizzazione dei siti archeologici;
percorsi pedonali e ciclabili;
accessibilità pubblica e sostenibile;
servizi culturali e turistici compatibili con la fragilità dei luoghi;
nuove opportunità occupazionali legate alla cultura, alla manutenzione del territorio e al turismo sostenibile.

Proponiamo quindi di assumere alcuni impegni chiari:
Nessuna riduzione della Zona A e nessuna riperimetrazione determinata dalla presenza dell'abusivismo.
Un piano pluriennale per il superamento dell'edilizia abusiva, con priorità a immobili abbandonati, degradati, seconde e terze case.
Un programma pubblico di rigenerazione e rinaturalizzazione, sostenuto da risorse regionali e nazionali.
Un piano specifico per Maddalusa, che trasformi progressivamente l'area in un sistema archeologico, ambientale e paesaggistico di grande valore pubblico.
Una strategia per le prime abitazioni, capace di tutelare le situazioni socialmente più fragili senza trasformare la gestione transitoria in una sanatoria di fatto.
Un grande progetto di rigenerazione della Valle dei Templi e del territorio circostante, con mobilità sostenibile, fruizione pubblica, archeologia, paesaggio e turismo di qualità.
Una governance trasparente e coordinata tra Comune, Regione, Parco, Soprintendenza e Stato, affinché la tutela non sia soltanto un vincolo sulla carta ma una politica attiva di territorio.
Un piano di valorizzazione economica e occupazionale del patrimonio, perché la tutela deve produrre lavoro, servizi, cultura e nuove opportunità per la città.

La tutela della Zona A non può tradursi nell'abbandono delle persone che oggi vi abitano. La questione dell'acqua va quindi affrontata con serietà, distinguendo il diritto fondamentale ai servizi essenziali dal riconoscimento della legittimità urbanistica degli immobili.

Occorre individuare, insieme a Comune, Regione, Parco e AICA, una soluzione transitoria e rigorosamente condizionata che garantisca l'accesso all'acqua alle abitazioni effettivamente utilizzate come prima casa, nell'ambito di un piano pubblico con tempi, priorità e obiettivi definiti per il progressivo superamento dell'abusivismo.

Infine, riteniamo doveroso chiudere questa nota con un'amara constatazione.

Per troppo tempo il centrodestra agrigentino ha alimentato, nei confronti degli abusivi della Zona A, una vana aspettativa di sanatoria, lasciando intendere che prima o poi sarebbe stato possibile ridurre i vincoli, modificare la perimetrazione o trovare una soluzione capace di regolarizzare ciò che la legge considera insanabile.
È una politica che ha prodotto un risultato preciso: trasformare un problema urbanistico e sociale in una promessa elettorale permanente.
Quella promessa non ha mai avuto basi concrete, ma ha continuato ad alimentare l'illusione che bastasse attendere un nuovo provvedimento, una nuova amministrazione o una nuova perimetrazione. La politica deve smettere di promettere l'impossibile e iniziare a governare il problema.

Irene Fucà - Voci in Comune - Consigliere comunale AVS Agrigento 🟩🟥

Pasquale Cucchiara - Segretario provinciale SI - AVS 🟩🟥

L’8 agosto del 1956, nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle, un incendio costò la vita a 262 minatori, 136 dei q...
08/08/2026

L’8 agosto del 1956, nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle, un incendio costò la vita a 262 minatori, 136 dei quali italiani. Erano arrivati in Belgio in seguito al cosiddetto accordo "uomo-carbone", che prevedeva il trasferimento di 50.000 minatori italiani in cambio della vendita all'Italia di almeno 2.500 tonnellate di carbone ogni 1.000 lavoratori inviati.

Marcinelle non fu una fatalità, ma il prezzo di una sicurezza sacrificata alla produzione. Settant'anni dopo, la battaglia per la sicurezza sul lavoro resta attuale: troppi lavoratori continuano a morire per la stessa logica che il profitto viene prima della vita.

Cercavano un futuro. Trovarono sfruttamento, condizioni di lavoro degradanti, morte.

Quella tragedia ci ricorda che la Sicilia ha alimentato, e continua ad alimentare, un flusso di lavoratori che cerca altrove condizioni migliori, oltre i confini, in ogni parte del mondo.

Ci parla, infine, del diritto di tutte e tutti di migrare: di lavorare e vivere in un altro paese senza subire discriminazioni ed emarginazione.

Oggi, a distanza di settant’anni, ricordare Marcinelle significa interrogarsi sul presente, e sul diritto di ogni generazione a costruire il proprio futuro senza essere costretta a partire.

Irene Fucà
Consigliere comunale Agrigento AVS

Il ragionamento si è concentrato su tre proposte di sostanza: il Patto per Restare, animato dall’amico e compagno Carmel...
05/08/2026

Il ragionamento si è concentrato su tre proposte di sostanza: il Patto per Restare, animato dall’amico e compagno Carmelo Traina; Equa 1%, presentata dallo storico dirigente del PRC di Palermo Antonio Marotta; e la presentazione di “Tre International” da parte di Massimiliano Giglia, per iniziare a proiettarci verso un’informazione di qualità sulle tematiche internazionali che incidono, direttamente e indirettamente, anche sulla qualità della nostra vita.

sostiene questi indirizzi politici e si propone come forza federatrice di una grande coalizione capace di ba***re nelle urne, a partire dalla nostra comunità, una destra rapace, scandalosa e aggressiva.
È il tempo della riscossa.

E un Pd, come quello di Favara, rappresenta un valore per tutta la sinistra e per l’intero campo progressista.

Pasquale Cucchiara segretario provinciale Si - AVS

05/08/2026

Continuano le critiche nei confronti della gestione del servizio idrico dopo gli ennesimi rinvii dei turni di distribuzione dell’acqua che stanno interessando Favara e numerosi altri comuni dell’Agrigentino. A prendere posizione sono il segretario del Circolo di Sinistra Italiana “Salvatore Bo...

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