06/09/2026
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"Nel 1940 eravamo otto ragazzi agropolesi di 18 anni. Io, Vittorio Blasi, Vincenzo Colamarco, Nicola Di Fiore, Salvatore Della Monica, Pierino Di Grado, Vincenzo Laganร , Vincenzo Mazzillo. Il 10 giugno lโItalia era entrata nella seconda guerra mondiale, ma da giorni era nellโaria la notizia dellโimminente ingresso nel conflitto.
Il giorno dopo, la mattina dellโ11 giugno, insieme ai sette miei coetanei siamo partiti arruolandoci volontari e anticipando cosรฌ di tre anni la chiamata obbligatoria alla leva, allora fissata a 21 anni. Eravamo i โragazzi del โ22โ, e ci avviavamo entusiasti a prendere parte attiva a quella che sarebbe poi stata la piรน tragica e luttuosa guerra della storia.
Ci attendeva la โMarcia della Giovinezzaโ, alla quale presero parte decine di migliaia di giovani diciottenni volontari della classe 1922 provenienti da tutte le province italiane,
divisi in due raggruppamenti: il primo costituito dai volontari delle province a nord del Poโ e il secondo da quelle a sud.
Dopo esserci riuniti a Salerno con gli altri coetanei della provincia, in treno tutti insieme partimmo per Rossignone (Genova), da dove era programmata la partenza della marcia
con destinazione finale Padova, al ritmo di 25 km. al giorno.
Il nostro 2ยฐ raggruppamento marciava a sud del Poโ e il 1ยฐ a nord. Io ero il portabandiera dei volontari salernitani.
Ricordo lungo il percorso ali di folla entusiasta e ovunque accoglienze festose; la notte sostavamo ospiti dei vari comuni in scuole, cinema e teatri appositamente allestiti e predisposti per lโaccoglienza. Una volta giunti a Padova, il 10 ottobre i due raggruppamenti si riunirono a piazza delle Erbe dove ascoltammo il discorso di saluto e di augurio di Mussolini, per poi sfilare per le vie della cittร e lโindomani ricevere le nostre destinazioni.
Quel giorno finรฌ la nostra giovinezza, annientata dagli orrori della guerra a cui a migliaia, con inconsapevole entusiasmo, non vedevamo lโora di partecipare per servire la Patria, allora il valore piรน grande della gioventรน europea".
(Testo tratto dal libro "Agropoli 1919 - 1945. Dalla nascita del Fascismo allo sbarco degli Americani" di Ernesto Apicella).