01/07/2026
UN VOTO CHE SEGNA UNA PAGINA DI STORIA PER ALA
Ieri sera Consiglio comunale di Ala ha approvato all'unanimità la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e ad Antonio Salandra, entrambe conferite nel 1924.
La revoca della cittadinanza a Mussolini rappresenta un chiaro rifiuto di ogni forma di fascismo e totalitarismo. Non solo, come dichiarato dall'assessore alla Promozione alla Conoscenza dell'Autonomia Francesca Aprone nel suo intervento, la sua revoca non si limita solo a questo ma è anche "un affermazione della nostra identità istituzionale perché Autonomia significa responsabilità delle comunità, pluralismo, autogoverno e partecipazione. Tutto ciò che il fascismo, per sua natura, negava."
Ma il dato storico e politico che riteniamo altrettanto significativo è un altro.
Per la prima volta, a oltre centodieci anni dalla fine della Grande Guerra, Ala compie un passo che invita a rileggere criticamente anche quella narrazione irredentista che, per oltre un secolo, ha costituito il racconto pubblico quasi esclusivo della nostra storia.
Antonio Salandra fu insignito della cittadinanza onoraria per il ruolo che gli veniva attribuito nella vicenda che avrebbe portato all'annessione del Trentino all'Italia. Salandra infatti, da Presidente del Consiglio dei Ministri (1914-1916), fu il promotore del pasaggio dell'Italia in Guerra e firmò il Patto di Londra, con il quale le potenze dell'Intesa promisero all'Italia, in caso di vittoria, il Trentino e il Südtirol fino al Brennero. Revocare oggi quel riconoscimento non significa cancellare la Storia, ma riconoscere che anche le figure simbolo di quella stagione possono essere guardate con maggiore consapevolezza e complessità.
Le comunità mature non hanno paura della Storia. La studiano, la discutono e, quando necessario, hanno il coraggio di riconsiderare i propri simboli.
Per questo riteniamo che il voto unanime del Consiglio comunale rappresenti un passaggio importante nella costruzione di una memoria pubblica più consapevole, capace di andare oltre le semplificazioni e le contrapposizioni identitarie.
L'autonomia vive anche di questo: della libertà di interrogare la propria storia senza timore, senza retorica e senza dogmi. Solo una comunità consapevole del proprio passato può costruire il proprio futuro.
Siamo infine particolarmente orgogliosi che questo passaggio storico sia avvenuto durante un'amministrazione comunale a guida autonomista.