13/04/2026
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Il festival non vuole essere il solito insieme di opere autonome, ma si configura come un unico oggetto collettivo multimediale che respira ed esplora le caratteristiche deliranti del mondo di oggi.
Il linguaggio artistico, con un occhio alla tecnica e lโaltro alla sperimentazione, rappresentato da figure di confine nel panorama contemporaneo albese, รจ un serpente audiovisivo che si snoda attraverso le tematiche del conflitto, della tecnologia, della confusione, della continua umiliazione dei deboli attraverso lโodio e la propaganda.
Lโarco narrativo abbraccia i simboli dellโinnocenza, del gioco e dellโinfanzia contrapposti a elementi di violenza e distruzione, evidenziando le tensioni e i conflitti che caratterizzano tanto le politiche internazionali quanto le vite dei cittadini.
Siamo operai, operiamo per creare ulteriori operazioni.
Cosโรจ il mondo se non una giustapposizione di cose a caso? Una sinfonia di simultaneitร percettive e conseguenti intuizioni, una pioggia di vettori, una trama che si dispone di volta in volta nei percorsi di fruizione e riscrittura dellโesperienza.
Ricucite in mostra le cicatrici e le croste di un senso che รจ non senso. Veritร contraddittorie, ferite e germinazioni, conflitti e relazioni condivise, le derive degli anni giร trascorsi, si intrecciano e riattivano, determinando il presente e agendo il futuro, affinchรฉ idee e progetti prossimi si aggreghino e consolidino in nuove alleanze creative.