18/10/2026
𝐃𝐄𝐂𝐀𝐑𝐋𝐎𝐂𝐑𝐀𝐙𝐈𝐀
𝐺𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎𝑟𝑒, 𝑎𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒, 𝑟𝑖𝑓𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑒
Il potere ha molte sfaccettature, alcune visibili, altre occulte. Il nostro lavoro è mostrare come pensa, come agisce e come si dispiega nelle sue tattiche invisibili. Non sempre ogni azione o non-azione ha un doppio fine, ma spesso è vero il contrario. E nelle forme che non si dichiarano, molte volte, emerge il contenuto più evidente.
Il Presidente del Consiglio comunale, Carmine Tinelli, ha convocato il Consiglio per lunedì 19 ottobre alle ore 10:30, con pochissimi giorni di anticipo: quattro e non i canonici cinque.
Convocare l’adunanza per il lunedì mattina, in pieno orario lavorativo, crea disagi sia ai cittadini che vorrebbero assistere al Consiglio comunale in diretta, sia ai consiglieri che si trovano in una posizione di difficoltà a causa degli impegni lavorativi.
Inoltre, una convocazione con così poco margine di anticipo impedisce loro di prepararsi al meglio sui punti all’ordine del giorno, limitando di fatto la democrazia.
Questa tattica politica ha il fine di mostrare le opposizioni disinteressate e riluttanti a tenere fede all’impegno politico-amministrativo preso con i cittadini.
Anche questa è campagna elettorale.
Ma ostacolare il ruolo delle opposizioni produce un effetto più profondo che ricade sui cittadini, poiché viene meno la garanzia di controllo delle opposizioni sulla maggioranza.
Insomma, viene meno tout court la democrazia, mentre avanza la Decarlocrazia.
Ed è per questo che le opposizioni hanno inviato una comunicazione al Presidente del Consiglio comunale, nella quale preannunciano la loro assenza all’adunanza di domani, assicurando però la loro partecipazione per mercoledì 21 alle 16:30.
Ma immaginate cosa sarebbe successo se quella proposta di delibera, fatta dalla maggioranza, di modificare il Regolamento del Consiglio comunale abbassando il quorum per la validità delle adunanze fosse passata. I Consigli si sarebbero svolti solo con la maggioranza e le opposizioni sarebbero state sostanzialmente abolite.
Noi per primi denunciammo il desiderio della maggioranza di mettere in atto un processo di involuzione democratica, riuscendo a farli desistere.
Tant’è che il Presidente, nel Consiglio successivo, fece delle dichiarazioni in cui “invitava” a non anticipare nessun atto prima che fosse approdato in Consiglio. È chiaro che questo serviva a far passare i loro obiettivi solo con la prepotenza dei numeri.
E no, Presidente! Noi continueremo ad anticipare ogni degenerazione autoritaria.
Ad Alberobello non ci sarà mai posto per la Decarlocrazia.