29/08/2026
𝐂𝐀𝐑𝐋 𝐒𝐂𝐇𝐌𝐈𝐓𝐓 𝐓𝐎𝐑𝐍𝐀 𝐀𝐃 𝐀𝐋𝐁𝐄𝐑𝐎𝐁𝐄𝐋𝐋𝐎
𝐿𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑢𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒: (𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒) 𝑚𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜
Poco più di un anno fa avevamo parlato della vicenda della delibera con cui la maggioranza De Carlo bocciava una richiesta di permesso di costruire in deroga una “Casa Famiglia”. A quei tempi avevamo parlato della sospensione della delibera da parte del TAR.
La questione ha avuto nuovi sviluppi, infatti pochi giorni fa è arrivata la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, che scrive nero su bianco l’illegittimità del voto negativo da parte della maggioranza a quell’atto.
È bene ricordare quali requisiti deve avere un immobile per avvalersi dello strumento della deroga che attestano l’interesse pubblico: la rigenerazione urbana, il recupero sociale e urbano dell’insediamento e il contenimento del consumo di suolo.
La richiesta li rispettava tutti, ma probabilmente non ne soddisfaceva uno, quello non scritto: il potere discrezionale.
In quel famoso Consiglio Comunale ci furono interventi tecnici e non politici, come tenne a precisare in merito al suo intervento l’assessore ai Servizi Sociali, Liuzzi, che affermava che una struttura del genere, in quel punto della città, non era adeguata.
Ma il TAR ha ritenuto non persuasive quelle ragioni, giudicando illegittimo il diniego.
Quindi la ragione di quella decisione non è etica, né tecnica, né tanto meno morale, ma politica o, probabilmente, personale. Non si capisce infatti come mai non ci si sia costituiti parte civile in un processo che vede imputato un ex dipendente del Comune, mentre in questo caso, nonostante il TAR avesse già sospeso la delibera, si è deciso di andare avanti comunque.
Ma ormai è prassi: bisogna trovare il nemico e punirlo, perché quando si pensa che il potere sia assoluto, si agisce in questo modo.
E infatti, qualche giorno fa, in merito ad un altro argomento di cui ci occuperemo, abbiamo letto un commento del sindaco, nel quale invita il proprietario di una pagina locale a cancellare i post anonimi dal tenore critico.
Ma perché questo?
Perché non concentrarsi sul contenuto di un testo – se scritto con modi consoni e rispettosi – invece che su chi lo scrive?
Bisogna trasformare il libero pensiero in nemico?
Bisogna usare la paura come strumento di governo e persuasione?
Bisogna dividere i cittadini in buoni o cattivi e poi usare la discrezionalità?
Il problema, però, è che il potere discrezionale ha un costo che spesso ricade sui cittadini.
La vendita dell’immobile, non andata a buon fine, era stabilita per un valore di circa mezzo milione di euro e, se in sede giudiziaria venisse stabilito un risarcimento a favore del richiedente, quella somma ricadrebbe sulle tasche di tutti i cittadini. Solo dopo – e a determinate condizioni – si potrà aprire un nuovo procedimento davanti alla Corte dei Conti per richiedere a chi bocciò quella richiesta di risarcire il Comune.
Ma questo richiederà anni e chissà cos’altro accadrà… L’unica certezza è che, se il proprietario dell’immobile dovesse essere risarcito, in prima battuta lo faremo noi cittadini.
E mentre tutto questo accade, il sindaco, per non parlare della sentenza del TAR, pubblica un video sulla TARI, come se una “I” potesse distrarci dal rischio che corriamo.
Noi, ancora una volta, ci appelliamo alle opposizioni – quelle che hanno votato in modo legittimo – affinché presentino una nuova mozione di sfiducia al sindaco. Va posta una cesura a questo modo di governare e pretendere che chi prende decisioni illegittime si assuma le responsabilità politiche, morali e, eventualmente, economiche.
Vanno costruiti argini possenti per non farsi trascinare dalla forza del fiume in piena del malgoverno. E gli alberobellesi sono gente operosa che sa costruire argini indistruttibili. Speriamo lo siano anche le opposizioni.