23/04/2026
Il 1° aprile si è tenuto il primo Consiglio comunale del 2026. Ne parlo con un po’ di ritardo a causa di altri impegni, ma è doveroso fare alcune considerazioni.
Si è discusso della Casa protetta “Luigi Cervi”, e ritengo utile proporre un’analisi più approfondita rispetto a quella presentata dalla maggioranza sui social.
Riepiloghiamo brevemente la situazione.
La casa protetta è stata inaugurata nel 2016. La struttura è gestita dalla società “Albinea Casa Insieme” S.p.A., partecipata al 50% dal Comune di Albinea e al 50% dalla Parrocchia S. Gaetano. La gestione operativa è affidata invece alla cooperativa “Albinea Insieme Casa Cervi Luigi” S.C.S.I.S., in base a un contratto di affittanza con la S.p.A. Attualmente i posti disponibili sono 32/34.
Durante il Consiglio sono intervenuti il vicepresidente della S.p.A., dott. Giuliano Tagliavini, il presidente della cooperativa, Roberto Fornaciari, e la direttrice della stessa, dott.sa Monica Vaccari. I loro interventi, così come quelli dei consiglieri comunali che sono intervenuti, sono disponibili nella registrazione del Consiglio (link nel primo commento).
Ribadiamo il fatto che la struttura è necessaria per Albinea e che il lavoro degli operatori è professionale ed encomiabile: il livello del servizio offerto dalla struttura si pone fra i più elevati in provincia.
Tuttavia, il dato su cui è necessario riflettere è quello emerso chiaramente dalla relazione del dott. Tagliavini: una perdita stimata di 230.000 euro nel periodo 2023–2027. Si tratta di un dato preoccupante soprattutto se si tiene conto che la cooperativa ha onerato il pagamenti verso Casa Insieme grazie anche ad entrate straordinarie (lasciti per 101.859 euro) senza i quali, di riflesso, le perdite in capo alla spa sarebbero risultate maggiori.
Occorre inoltre considerare che essendo “Casa Insieme Luigi Cervi” S.p.A. una società partecipata pubblica, non può per legge registrare tre bilanci consecutivi in perdita, pena l’intervento della Corte dei Conti.
In sostanza, il vicepresidente dott. Tagliavini ha confermato quanto Viviamo Albinea aveva già evidenziato nei Consigli comunali del dicembre 2024 e del dicembre 2025: Casa Cervi, nelle condizioni attuali, non è economicamente sostenibile. Finora, solo lasciti testamentari e donazioni esterne hanno consentito di mantenere un equilibrio nei conti.
Abbiamo inoltre svolto una breve analisi comparativa con strutture simili presenti in provincia: secondo diversi operatori del settore, il numero minimo di posti letto per garantire la sostenibilità economica è di circa 60–65. Le altre due case protette dell’Unione Colline Matildiche (Quattro Castella e Vezzano) hanno circa 100 posti letto ciascuna.
Appare evidente che la nostra struttura è sottodimensionata.
La posizione di Viviamo Albinea su Casa Cervi è la seguente:
a modello di gestione invariato, è necessario predisporre in tempi brevi uno studio di fattibilità per l’aumento dei posti letto, valutando la costruzione di una nuova ala sul terreno già acquisito dalla precedente amministrazione comunale.
Se i risultati dello studio (fattibilità e business plan) saranno coerenti con gli obiettivi, occorrerà procedere velocemente con la realizzazione dell’intervento,che dovrà avere, in tutte le sedi, la massima priorità adottando tutte le azioni e delibere necessarie.
Nel frattempo, i due soci — Comune e Parrocchia, dovranno farsi carico delle perdite di bilancio, eventualmente con il supporto di donazioni da parte della comunità albinetana.
Parallelamente, è opportuno valutare una revisione della governance della struttura: la presenza di due soggetti (S.p.A. e cooperativa), con finalità talvolta divergenti, si è dimostrata poco efficiente.
Le perdite di esercizio e i tempi di intervento (studi di fattibilità e realizzazione) impongono di affrontare senza tergiversare questa situazione, assegnandole, se necessario, la massima priorità rispetto ad altri interventi attualmente in discussione. Per due motivi evidenti: da un lato, l’investimento su Casa Cervi, una volta a regime, potrà essere in tutto o in parte recuperato attraverso le rette degli ospiti; dall’altro, si eliminerebbero le perdite annuali che oggi gravano sul bilancio comunale e sul bilancio della parrocchia.
In questa situazione ci saremmo aspettati tuttavia una maggior determinazione e una maggior incisività nell' operato dell' amministrazione comunale. La sindaca ha detto che ci sono idee e progetti in merito. Noi non li abbiamo ancora visti: per ora registriamo soprattutto incertezze, titubanze e dilazionamenti. Viviamo Albinea, dal canto suo, farà tutto quanto è di sua competenza per agevolare l'operato della maggioranza nella gestione di questa spinosa situazione.