08/03/2026
𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚
𝟖 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
L’8 Marzo quest’anno ha un valore particolare: ottant’anni fa, con il primo voto alle donne, l’Italia compì un passo decisivo verso una democrazia più piena. Poco dopo, le Madri Costituenti portarono dentro la nostra Carta Costituzionale un principio che resta attualissimo: 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚.
Ricordare quella conquista non basta.
Bisogna essere all’altezza della sua eredità. E oggi esserlo significa difendere con coerenza i diritti delle donne nel lavoro, nella maternità, nella conciliazione dei tempi di vita, nella parità salariale e nella possibilità concreta di non dover scegliere tra occupazione e famiglia. 𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀, 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚.
Avvicinandoci all’8 marzo, sono arrivati anche segnali importanti dal territorio. L’Unione dei Comuni ha approvato le linee guida per il linguaggio di genere e delle differenze: un passo importante per promuovere una cultura del rispetto e della parità anche nelle parole.
Anche in Parlamento il tema dei diritti resta centrale. Si chiedono al Governo azioni concrete contro una forma sempre più diffusa di violenza di genere: quella digitale. Parliamo di revenge p**n, geolocalizzazione,body shaming, deepfake p**nografici. Spesso l’ambiente virtuale amplifica misoginia, odio e violenza. La sinistra chiede al Governo un impegno concreto contro la violenza di genere online, che non è meno reale solo perché avviene nello spazio digitale. Servono regole più chiare e responsabilità per le piattaforme, strumenti rapidi per rimuovere contenuti violenti e identificare chi commette reati, più risorse per proteggere le vittime e più prevenzione nelle scuole, educando al rispetto, al consenso e all’uso consapevole della rete.
Allo stesso tempo non si può tornare indietro su alcuni strumenti fondamentali di tutela. Il Governo dovrebbe ripensare all’eliminazione delle Consigliere di Parità regionali, figure che negli anni hanno rappresentato un presidio concreto contro le discriminazioni nel lavoro.
Così come serve più coraggio sul congedo parentale dei padri: gli attuali dieci giorni obbligatori sono ancora troppo pochi.
Anche per questo è prezioso, ad Alfonsine, l’impegno costante delle associazioni femminili che ogni giorno lavorano su inclusione, parità, integrazione e valorizzazione delle donne, valori fondamentali per la comunità. Non soltanto in occasione dell’8 marzo , ma durante tutto l’anno, con progetti che tengono insieme memoria, diritti e giustizia e che coinvolgono le scuole.
È da qui che bisogna ripartire: dai valori, dalle tutele, dalla qualità delle scelte. Perché 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐞, 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐞, 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐞.
𝐍𝐨𝐧 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞, 𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢.
𝙄𝙡 𝙂𝙧𝙪𝙥𝙥𝙤 𝘾𝙤𝙣𝙨𝙞𝙡𝙞𝙖𝙧𝙚 𝘼𝙡𝙛𝙤𝙣𝙨𝙞𝙣𝙚𝙎𝙞̀