Area Liberale Alfonsine

Area Liberale Alfonsine Coordinamento alfonsinese del movimento Area Liberale.

PRESENTATE LE NOSTRE OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI VARIANTE AL PAI- PO. Come Area Liberale Alfonsine, abbiamo scelto fin d...
30/05/2026

PRESENTATE LE NOSTRE OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI VARIANTE AL PAI- PO.
Come Area Liberale Alfonsine, abbiamo scelto fin da subito di affrontare il tema della sicurezza idraulica con serietà e responsabilità.
Già nei mesi scorsi avevamo espresso forti perplessità sulla variante PAI Po, evidenziando come gli interventi previsti non fossero sufficienti a garantire una reale tutela del territorio e delle nostre comunità.
Oggi quelle preoccupazioni si trasformano in un lavoro concreto: abbiamo depositato ufficialmente le nostre osservazioni all’Autorità di Bacino, contribuendo in modo attivo sulle criticità dei fiumi Santerno, Senio e Lamone.
Continueremo a seguire ogni passaggio di questo percorso con attenzione e massimo impegno.

27/05/2026

Nel Consiglio comunale di aprile di Alfonsine abbiamo trovato all’ordine del giorno una mozione sul PAI Po che chiedeva confronto istituzionale e approfondimenti tecnici, presentata dal gruppo di maggioranza.

La sorpresa nasce dal fatto che, fino a quel momento, le risposte ricevute dalle amministrazioni comunali e dell’Unione non erano apparse particolarmente orientate a mettere in discussione l’impostazione del Piano rispetto alle criticità da noi evidenziate.

In Consiglio era presente anche David Minguzzi, vicecomandante della Polizia Locale e coordinatore della Protezione Civile, senza che la sua partecipazione fosse stata preannunciata, rendendo difficile preparare domande adeguate.

La mozione impegnava Sindaco e Giunta a promuovere un confronto:
• sugli interventi nelle aree montane e collinari;
• sulle aree in fascia B, sulle modalità di gestione delle tracimazioni controllate e sulle eventuali delocalizzazioni.

Invitava inoltre a favorire una collaborazione istituzionale per individuare soluzioni condivise a tutela del territorio.

Abbiamo votato a favore, come facciamo sempre quando riteniamo valida una proposta.

Di fronte al nostro stupore per questa diversa impostazione rispetto alle precedenti risposte ricevute, il Sindaco Graziani ha sostenuto che non esiste alcuna cesura tra quanto affermato in precedenza e la nuova mozione. Ha inoltre dichiarato che la nostra interrogazione sembrava voler attribuire ai Sindaci il ruolo di “difensori d’ufficio” del PAI.

Non abbiamo potuto replicare durante il Consiglio, ma ribadiamo che la nostra interrogazione poneva semplicemente alcune domande: quale fosse la posizione delle amministrazioni, se condividessero determinate scelte e se intendessero presentare osservazioni. Non abbiamo mai attribuito responsabilità dirette ai Sindaci o alle amministrazioni locali.

Resta però il fatto che, quando la variante al PAI Po è stata pubblicata a fine dicembre 2025, nessuna amministrazione aveva espresso pubblicamente valutazioni o osservazioni su un documento così rilevante per il futuro del territorio. È stato anche per questo motivo che abbiamo deciso di approfondire il Piano e presentare l’interrogazione.

Prendiamo quindi positivamente atto del fatto che oggi amministrazioni e Unione riconoscano almeno alcune delle criticità che avevamo evidenziato fin dall’inizio. Anche la Vice Sindaca ha parlato di un “percorso” maturato in questi mesi, elemento che conferma come una riflessione sul tema si sia progressivamente sviluppata.

Condividiamo il richiamo al bene comune e l’intenzione politica espressa dalla mozione. Riteniamo però che, conoscendo già la nostra posizione favorevole rispetto ai temi affrontati, si sarebbe potuto lavorare a un documento condiviso, rafforzando ulteriormente il messaggio di unità e l’efficacia politica dell’iniziativa.

Il PAI non è un documento tecnico qualunque: riguarda direttamente la sicurezza, le case, le attività e il futuro del nostro territorio. Dopo ogni alluvione tutti chiedono risposte e interventi; poi, con il passare del tempo, il rischio è quello di dimenticare troppo in fretta ciò che è accaduto, soprattutto nelle urne.

Proprio per questo discutere oggi del PAI con attenzione e serietà è fondamentale: perché la memoria delle alluvioni non emergere solo alla prossima emergenza.

A breve presenteremo ufficialmente le nostre osservazioni tecniche alla variante PAI Po direttamente all’Autorità di Bacino. Le pubblicheremo integralmente qui sui social.

Ci aspettiamo che anche l’amministrazione comunale faccia lo stesso, con la massima trasparenza.

05/05/2026

Il 28 aprile scorso al Consiglio del Comune di Alfonsine è stato approvato il Rendiconto 2025.

Nella nostra dichiarazione di voto abbiamo esaminato due aspetti: da una parte abbiamo cercato di dare un giudizio alla gestione finanziaria del Comune e dall’altra abbiamo dato un giudizio alle scelte politiche.

Il rendiconto 2025 si chiude con un avanzo di competenza di 2,606 milioni di euro e un risultato di amministrazione di 10,351 milioni. Buone notizie per i cittadini? Cerchiamo di capire.

L’avanzo di competenza ci dice che nel 2025 le entrate accertate sono state superiori di 2,606 milioni di euro rispetto alle spese impegnate e quindi sono ampiamente superate le esigenze minime di pareggio del bilancio annuale.

Il risultato amministrativo pari a 10,351 milioni di euro ci dice quali sono le risorse complessivamente disponibili alla fine dell’esercizio 2025 ed è composto da 1,884 milioni di risorse vincolate e/o destinate ad investimenti, da 6,860 milioni di risorse accantonate di cui 6,737 milioni sono costituti da crediti di difficile esigibilità, aumentati rispetto ai 6,311 milioni del 2024 e da 1,606 milioni di avanzo libero.

La composizione del risultato amministrativo segnala due cose la prima è che c’è una crescente difficoltà ad incassare i crediti.
I 4,2 milioni di mancati incassi di IMU/ICI e TARI e i 2,4 milioni di mancati incassi di sanzioni oltre ai 4,8 milioni di crediti stralciati rappresentano risorse sottratte al soddisfacimento di bisogni dei cittadini e offendono gli sforzi dei cittadini onesti che le imposte e le sanzioni dovute le pagano integralmente.

La seconda è che l’avanzo libero di 1,6 milioni rappresenta un segnale di grande cautela da parte dell’amministrazione nell’affrontare le spese.
L’avanzo, se contenuto entro certi limiti, rappresenta la corretta tutela da tenere per fronteggiare eventuali spese improvvise, ma nel nostro caso esso è del tutto sproporzionato all’entità delle spese e costituisce quindi un eccesivo e comodo cuscinetto che permette grande tranquillità agli amministratori a scapito della soddisfazione dei bisogni dei cittadini.
Le risorse restano nel cassetto, gli amministratoridormono sonni tranquilli e i cittadini possono aspettare.

Per quanto riguarda le scelte politiche relative agli investimenti abbiamo ribadito la critica più volte espressa circa gli investimenti in corso.

Non siamo d’accordo con l’investimento nella ristrutturazione del Mercato Coperto che, data l’ampia e insoddisfatta offerta di locali commerciali ad Alfonsine, avrà difficoltà a trovare un ritorno economico e abbiamo sottolineato la resa incondizionata all’unico soggetto interessato, (la farmacia) al quale non
solo non viene adeguato il canone in modo appropriato ai nuovi ambienti ma per il quale ci si sobbarca di spese, non previste inizialmente, per adeguare gli ambienti alle nuove esigenze dello stesso sempre senza modifica di canone.

Non siamo d’accordo con la costruzione della scuola d’infanzia per l’ubicazione, per le scelte tecniche e per il prezzo che nel 2025 è lievitato di ulteriori 700.000 euro.
E non siamo nemmeno d’accordo nel dire che questa scuola non pesa sul Comune di Alfonsine perché i fondi PNRR per il 63% dovranno essere restituiti e producono interessi crescenti fin dal momento della loro erogazione.
Non pesano direttamente come voce sul bilancio del Comune ma pesando sul debito pubblico italiano e quindi pesano eccome sulla capacità di spesa del paese e quindi anche degli enti locali.
Pesano su tutti noi e sul futuro dei nostri figli ed è una precisa responsabilità di chi amministra fare in modo che vengano spesi al meglio.

Per queste ragioni abbiamo espresso un voto convintamente contrario all’operato di questa amministrazione rappresentato nel rendiconto 2025.
Area Liberale Alfonsine Coraggio e Coerenza.

06/03/2026

Martedì 3 marzo si è tenuto il Consiglio comunale, gli ordini del giorno su cui intendiamo soffermarci oggi sono due.

Il primo riguarda la concessione in gestione dell’impianto sportivo “Brigata Cremona”. L’amministrazione procederà all’assegnazione della struttura tramite affidamento in concessione, previa procedura di evidenza pubblica, con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

Le linee guida per la stipula dell’affidamento sono principalmente due: la durata di sette anni e il corrispettivo annuo che il Comune dovrà riconoscere al gestore, pari a 35.223,47 euro. Come gruppo consiliare di minoranza abbiamo espresso voto favorevole alla delibera.

Abbiamo accolto con soddisfazione, nella relazione esposta in Consiglio dall’assessore allo sport, l’impegno al rifacimento dell’impianto di illuminazione del campo principale, oggi completamente fuori uso. Si tratta di una richiesta che avevamo sollecitato al sindaco e recentemente anche in sede di riunione dei capigruppo.

Abbiamo inoltre chiesto che nel capitolato delle condizioni di affidamento sia prevista una formula chiara e impegnativa per gli aggiudicatari, per l’uso della struttura sportiva che, per come è realizzata, è una struttura polivalente e pertanto deve poter essere utilizzata anche da altre società agonistiche o del tempo libero del nostro comune, nel rispetto delle normative di legge e di sicurezza di atleti e fruitori.

Infine abbiamo sollecitato l’amministrazione ad attivarsi per la ristrutturazione della pista di atletica dell’impianto sportivo, che oggi versa in cattive condizioni.

Le discipline sportive svolgono un ruolo fondamentale nella crescita fisica e psicologica dell’individuo, rafforzano la coesione sociale e il senso di appartenenza alla comunità e rappresentano uno strumento concreto di prevenzione del disagio giovanile. Per questo riteniamo che la spesa sostenuta dalla nostra comunità a favore dei futuri gestori dello stadio sia non solo giusta, ma dovuta. Allo stesso modo riteniamo congrua la durata settennale dell’affidamento, un tempo adeguato a programmare e attuare progetti sportivi rivolti sia al settore giovanile sia alla prima squadra.

Nella risposta che il sindaco ha dato al nostro intervento abbiamo riscontrato un concreto impegno nel risolvere le problematiche che noi del gruppo di Area Liberale abbiamo evidenziato e ci auguriamo che gli impegni vengano mantenuti.

Il secondo ordine del giorno riguarda invece il parere sulla modifica dell’articolo 5 dello statuto dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, che prevede una variazione delle quote obbligatorie di partecipazione.

Il Comune di Alfonsine partecipa con una quota pari all’1,1% e l’importo annuo 2026 che dovrà versare all’Ente Parco sarà di 3.683,83 euro, rispetto ai 3.100 euro stanziati prima della modifica.
Anche in questo caso abbiamo espresso voto favorevole.

Si tratta, sostanzialmente, di un aumento destinato a consentire l’assunzione di nuovo personale: un investimento non fine a sé stesso, ma finalizzato a rafforzare la struttura e l’efficacia gestionale dell’ente.

Crediamo fermamente che il nostro territorio possa aspirare a una vocazione turistica molto più marcata. Il turismo naturalistico è una risorsa che possediamo e che potrebbe rappresentare una leva concreta per orientare e sostenere lo sviluppo economico locale.

Per questo non possiamo tirarci indietro di fronte a piccoli adeguamenti economici come questo. Si tratta di contributi contenuti ma strategici: investire nella tutela, nella gestione e nella valorizzazione del nostro patrimonio ambientale significa investire nel futuro del territorio.

In conclusione, desideriamo ribadire un principio che per noi consiglieri di Area Liberale rappresenta un indirizzo fondamentale: la valutazione pragmatica e concreta di ogni proposta dell’Amministrazione. Essere consiglieri comunali di una comunità significa, innanzitutto, assumersi la responsabilità di affrontare e risolvere i problemi dei cittadini, al di là di ogni logica di schieramento.

Anche dai banchi dell’opposizione, il nostro impegno resta esclusivamente rivolto al bene della comunità. Il ruolo di minoranza non si traduce per noi in un ostruzionismo fine a sé stesso, ma in un’attività costante di controllo, proposta e — quando siamo convinti della validità delle scelte, come nei casi delle delibere discusse in questo consiglio — di contributo costruttivo.

Il nostro obiettivo non è la ricerca di un facile consenso elettorale o la rivendicazione di una ragione ideologica, ma il progresso del nostro paese. Siamo convinti che l’onestà intellettuale e l’assenza di preclusioni siano gli strumenti più efficaci per generare valore reale per tutti i nostri concittadini.
Area Liberale Alfonsine “coraggio e coerenza”

Riportiamo di seguito l’evidenza data dalla stampa al lavoro comune che ha portato all’interrogazione avente ad oggetto:...
14/02/2026

Riportiamo di seguito l’evidenza data dalla stampa al lavoro comune che ha portato all’interrogazione avente ad oggetto: “Dissesto idrogeologico e variante al Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI)” presentata in modo compatto da TUTTE LE FORZE DI OPPOSIZIONE, partiti e liste civiche nei Consigli Comunali di TUTTI i Comuni della Bassa Romagna dove governa la sinistra e nel Consiglio dell’Unione dei Comuni.

30/01/2026

Nei Consigli Comunali di tutti i Comuni della Bassa Romagna dove governa la sinistra e nel Consiglio dell’Unione dei Comuni, TUTTE LE FORZE DI OPPOSIZIONE, PARTITI E LISTE CIVICHE INSIEME, hanno presentato un’interrogazione avente ad oggetto:

“Dissesto idrogeologico e variante al Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI)”.

L’interrogazione nasce dall’analisi dei contenuti della recente variante al Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI), elaborata dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Po, dei quali si chiede conto alle Giunte che governano la Bassa Romagna, e rappresenta un’importante attestazione di unità di tutte le opposizioni civiche e di partito, che hanno tutte molto a cuore la sicurezza idrogeologica del territorio in cui viviamo.
Il PAI è stato pubblicato il 30/12/2025 e i Comuni possono, entro 90 giorni, presentare le osservazioni.
Di seguito riportiamo il testo presentato al Consiglio Comunale del Comune di Alfonsine.

Al Sig. Sindaco del Comune di Alfonsine

I gruppi di minoranza di questo Consiglio Comunale, Area Liberale Alfonsine e FUTURO per ALFONSINE, presentano congiuntamente la seguente
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Oggetto: Dissesto Idrogeologico e variante al Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI)

PREMESSO CHE

Tre sono gli eventi, tra loro correlati e accaduti nell’ultimo scorcio del 2025, che impongono la richiesta di chiarimenti a chi ci amministra:
1. la relazione dei tre esperti incaricati dalla Procura per far luce sulle alluvioni nel nostro territorio;
2. le piogge di Natale, con la conseguente allerta rossa;
3. la pubblicazione della variante del Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI), elaborata dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Po in collaborazione con le Università di Bologna, Parma, Brescia e i Politecnici di Milano e Torino.

Tutti questi eventi confermano che il nostro territorio è tutt’altro che in sicurezza.

Gli esperti del Politecnico di Milano incaricati dalla Procura affermano che gli interventi realizzati sia prima dell’alluvione del 2024 sia quelli in corso non sono idonei a evitare o mitigare il rischio idraulico nel nostro territorio, arrivando a segnalare anche rischi di crollo delle arginature.

La stessa situazione di insicurezza è emersa la notte di Natale, quando piogge che non possono definirsi estreme hanno portato all’evacuazione di una parte della popolazione.

Ma ciò che è ancora più grave è che la variante al PAI, pubblicata il 30/12/2025, non solo conferma una situazione di pericolo diffuso anche per eventi ormai ordinari, ma evidenzia come nemmeno con gli interventi programmati la sicurezza del territorio venga assicurata.

Prova ne è la seguente tabella riferita al fiume Senio, riportata nella relativa monografia, dalla quale si evince che il beneficio degli interventi ipotizzati modificherà la portata solo in alcuni (pochi) punti. La stessa situazione si riscontra anche negli altri fiumi della Bassa Romagna.

Tab. 12 – Portata limite attuale e di progetto del tratto arginato del fiume Senio

ID | TRATTO | Q limite attuale (mc/s) | Q limite progetto (mc/s)
1 | Ponte Castello idrometro – Ponte Felisio | 120 | 210
2 | Ponte Felisio idrometro – Chiusaccia SP 62 | 210 | 210
3 | Chiusaccia SP 62 – Ponte Cotignola idrometro | 120 | 180
4 | Ponte Cotignola idrometro – Ponte Lugo SP 253 | 150 | 180
5 | Ponte Lugo SP 253 – Ponte Fusignano idrometro | 210 | 210
6 | Ponte Fusignano idrometro – Ponte Alfonsine | 180 | 180
7 | Ponte Alfonsine – idrometro Reno | 210 | 210

Da queste tabelle emerge chiaramente che non si riuscirà nemmeno lontanamente ad avvicinarsi allo standard di legge, che prevede il contenimento delle piene con tempo di ritorno di 200 anni, come fissato dalla normativa nazionale vigente.

Non vogliamo qui ricordare le mancanze e le responsabilità della gestione passata, evidenti nei fatti ogni volta che piove per più di mezza giornata.

Vogliamo invece occuparci del presente e del futuro e, pertanto, rispetto agli interventi realizzati, in corso o programmati nella variante al PAI, formuliamo la seguente

INTERROGAZIONE
1. Lungo le aste dei fiumi si è proceduto con il taglio della vegetazione ripariale da monte a valle anziché da valle a monte, e in alcune tratte la pulizia non è stata completata, riducendo gli effetti positivi. Permangono zone con moltissima vegetazione, spesso SIC/ZPS, che fungono da tappo in caso di piene importanti.
Dal 2025 la Regione Emilia-Romagna ha promosso una risoluzione per intensificare la manutenzione degli alvei; anche nelle zone SIC/ZPS il taglio è possibile per motivi di sicurezza idraulica.
Poiché queste zone non sono state interessate, esiste una scelta politica precisa? Questa Giunta è d’accordo con tale scelta?

2. Le piogge di Natale hanno evidenziato la necessità di rendere operative, in attesa dei nuovi interventi, opere progettate oltre vent’anni fa e avviate da un decennio: le casse di laminazione di Cuffiano e Tebano.
Qual è la scadenza prevista per il completamento definitivo dei lavori e il loro pieno funzionamento?

3. La messa in sicurezza della Bassa Romagna non può prescindere dal governo delle colline, che continuano a franare. Nella variante al PAI non si ravvisano interventi in questa direzione.
Questa Giunta è d’accordo con tale impostazione? Presenterà osservazioni alla variante?

4. Nella variante al PAI sono individuate zone di esondazione controllata senza indicazione dei volumi contenibili né delle modalità di svuotamento. Tali zone sembrano configurarsi come soluzioni permanenti.
Questa Giunta condivide questa scelta? Presenterà osservazioni?

5. Nonostante lo standard di legge faccia riferimento alle piene bicentenarie, anche dopo gli interventi previsti il sistema fluviale fatica a contenere le piene cinquantenarie.
Questa Giunta condivide una variante che non consente il raggiungimento degli standard di legge?

6. Per la redazione della variante al PAI sono stati effettuati nuovi rilievi post-alluvione o ci si è basati su dati pregressi?
Questa Giunta presenterà osservazioni su questo punto?

Attendiamo, fiduciosi, risposte puntuali a beneficio della chiarezza delle informazioni e delle posizioni su questo delicato argomento.

Area Liberale Alfonsine – Coraggio e Coerenza
FUTURO per ALFONSINE

08/01/2026

Ci concentriamo oggi sulla critica, espressa in Consiglio Comunale da Area Liberale, relativa alla compilazione del Documento Unico di Programmazione. Il DUP è un documento che guida, dal punto di vista strategico e operativo, l’attività comunale, permette la programmazione pluriennale ed è quindi il presupposto fondamentale per l’approvazione del bilancio, che traduce in numeri obiettivi e strategie.

Abbiamo purtroppo dovuto constatare che il documento presentato ripropone le stesse mancanze di quello dell’anno precedente e che i rilievi da noi sollevati lo scorso anno non sono serviti a redigere un testo più chiaro e comprensibile.

Ci è stato infatti sottoposto un documento che appare come una semplice fotocopia di quello dello scorso anno, comprensiva persino di errori già allora segnalati, come la duplicazione di parti del testo. Il fatto che tali errori siano stati riproposti dimostra che, anche quest’anno, il documento non è stato letto e verificato, né dagli assessori né dai consiglieri.

Dalla lettura emerge inoltre la sensazione che la gestione dell’anno passato sia stata del tutto ininfluente e che si riparta sostanzialmente da un punto zero. Pur considerando che le linee di mandato non sono cambiate, ci saremmo aspettati un aggiornamento coerente con la data di redazione del documento, che invece è l’esatta fotocopia di quello dello scorso anno. L’esatta fotocopia, compresi gli errori! La legge non chiede di fotocopiare il documento da un anno all’altro, ma chiede di riscriverlo ogni anno a partire dal lavoro già fatto. Questo non è avvenuto, o per negligenza o per convinzione, ma il risultato così “avvilente”, per non dire peggio, non cambia.

Poiché il bilancio traduce in numeri gli obiettivi contenuti nel DUP, abbiamo cercato di collegare i programmi del bilancio agli obiettivi del DUP, ma, come già accaduto lo scorso anno, questa operazione non è possibile per alcuni programmi di bilancio che purtroppo non sono contemplati nel DUP e che rappresentano un consistente valore di spesa pari a circa 2,8 milioni di euro. Avevamo chiesto di conoscere direttamente dalla voce degli assessori come verrà ripartita questa somma nella loro disponibilità, quali responsabilità politiche ne derivino e quali funzioni di gestione e controllo siano attribuite a ciascun assessore. Tuttavia, anche quest’anno, non viene fornita alcuna informazione in merito e nessuno degli assessori ha risposto a questo quesito.

Questa non è un’accusa rivolta ai funzionari che forse hanno materialmente redatto l’atto: gli errori, quando si lavora, possono capitare. La responsabilità politica ricade invece su chi detta la linea e ha il dovere di controllare ciò che viene scritto, controllo che non risulta essere stato esercitato. È lecito ritenere che anche i funzionari avrebbero potuto dedicare maggiore attenzione alla verifica e alla correzione del documento se non fosse stata loro affidata anche la redazione di un opuscolo informativo da distribuire ai cittadini durante le riunioni di presentazione del bilancio. Questo libretto non risponde alla funzione propria del bilancio, ma piuttosto risponde a finalità di propaganda: infatti non si limita a esplicitare il dettaglio degli investimenti futuri contenuti nel bilancio di previsione ma confonde investimenti già fatti con quelli da fare, in un carosello di numeri più da propaganda che da dettaglio al bilancio.

Non ci dilunghiamo ulteriormente sugli altri errori tecnici riscontrati, ma ribadiamo con forza che la corretta redazione del DUP, che poi deve essere riflesso nel bilancio, non è un esercizio solamente formale o teorico: essa incide direttamente sul funzionamento dell’ente e sulla qualità dell’azione amministrativa. Il DUP e il bilancio sono il manifesto di come verrà governato il territorio e noi rileviamo un’insufficiente trasparenza, oltre che, come già ribadito, una scarsissima capacità di mettere a frutto al meglio le risorse a disposizione. Risorse che, come cerchiamo sempre di ribadire, siano esse il risultato di imposte locali, centrali o di fondi europei, sono sempre frutto del lavoro dei cittadini.

07/01/2026

Il 23 dicembre si è tenuto il Consiglio comunale nel quale si è discusso il DUP, il Documento Unico di Programmazione del nostro Comune per il triennio 2026–2028, e il bilancio di previsione 2026–2028.

Area Liberale ha espresso un voto decisamente negativo perché ritiene questi documenti inadeguati, sia dal punto di vista della compilazione sia dei contenuti politici.

Sul piano politico abbiamo contestato, numeri alla mano, il progetto del Mercato Riscoperto. In corso d’opera sono state apportate modifiche, su richiesta di Ravenna Farmacie, che hanno comportato un aumento di spesa pari a 200 mila euro. La nostra contrarietà nasce anche dal fatto che tale incremento è totalmente a carico del Comune e quindi dei cittadini. Ci saremmo aspettati una contrattazione con Ravenna Farmacie affinché fosse la farmacia stessa a sostenere l’aumento o, quantomeno, un adeguamento del canone di locazione proporzionato all’entità dell’investimento pubblico, canone che invece rimane invariato rispetto a quello attualmente corrisposto.

Abbiamo inoltre espresso rilievi sul progetto esecutivo relativo al tratto di Corso Matteotti compreso tra via Martiri della Libertà e via dei Mille. Il progetto prevede una riduzione della carreggiata stradale e una perdita di posti auto. Durante la discussione l’assessore Laudini ha contestato tali affermazioni. Dalla visione del progetto risultano esserci 10 posti auto e un posto riservato ai disabili. Attualmente, nel tratto interessato dalla riqualificazione, possono parcheggiare 13/14 auto, oltre al posto per i disabili. Questa scelta creerà disagi ai residenti e, soprattutto, alle attività commerciali della zona, già ora in sofferenza. A fronte dell’affermazione dell’assessore secondo cui nessun parcheggio verrebbe eliminato, affermiamo di aver rilevato il contrario, progetto alla mano.
Per quanto riguarda il restringimento della carreggiata, l’assessore ha sostenuto che ciò contribuirà a ridurre la velocità delle auto, un problema molto sentito dai cittadini nel centro storico. Vedremo, una volta concluso l’intervento, se questa soluzione sarà realmente efficace o se finirà invece per congestionare il traffico.

Abbiamo espresso forte perplessità per la gestione del progetto della scuola dell’infanzia Bruco Samaritani, in particolare per l’aumento dei costi in corso d’opera, pari a 700 mila euro, per la mancanza di trasparenza nel rendiconto del DUP e per la scelta urbanistica di non costruire la scuola nell’area originaria di via Murri. L’assessore ha motivato questa decisione sostenendo che l’area non fosse idonea a ospitare una struttura progettata per accogliere 210 alunni. Tuttavia, ad oggi, la scuola ospita 146 alunni. Questo dato va letto alla luce dell’andamento demografico del nostro Comune: nell’ultimo decennio la popolazione è complessivamente diminuita in modo significativo e, sebbene negli ultimi due-tre anni si registri un lieve aumento dei residenti, non risulta un aumento significativo delle nascite che sono altalenanti e comunque stabili. I livelli degli abitanti del nostro Comune restano nettamente inferiori rispetto a quelli di dieci e, ancor più, di vent’anni fa.
È possibile che la scuola progettata per essere collocata in corso Matteotti non fosse compatibile, per dimensioni, con l’area di via Murri; tuttavia, una soluzione progettuale diversa, rispettando i criteri richiesti , avrebbe potuto esserlo. Ribadiamo che, se la scuola fosse stata collocata nell’area originaria, sarebbe sorta in una zona già dotata di altri istituti, creando un vero e proprio polo scolastico che avrebbe semplificato la vita delle famiglie, in particolare di quelle con figli di età diverse.

Come lo scorso anno, nel DUP non vi è alcun riferimento a una concreta volontà di riconsiderare il servizio di raccolta dei rifiuti, nonostante il consistente aumento della tassa e il diffuso malcontento dei cittadini. Non vi è traccia nemmeno di un miglioramento nel recupero delle insolvenze, che ammontano a 1,1 milioni di euro. In compenso, aumentano dell’1,5% le rette dei servizi sociali ed educativi e dei centri estivi per i ragazzi.

È un documento che non introduce alcuna novità per quanto riguarda gli investimenti e non accoglie minimamente le esigenze espresse dalla cittadinanza in tema di sicurezza urbana, decoro, pulizia e ordine dei parchi, assistenza sanitaria e manutenzione delle strade.

Dall’esame del bilancio emerge inoltre come non corrisponda al vero la narrazione secondo cui, a causa della spending review, i fondi statali sarebbero in calo. I contributi statali aumentano infatti leggermente ed è particolarmente significativo l’incremento dei contributi in conto capitale, che crescono di 1,7 milioni di euro, con una previsione complessiva di circa 4,4 milioni di euro. Gli investimenti previsti per il 2026 risultano infatti in gran parte finanziati da contributi statali e regionali, oltre a quelli del PNRR.

Un capitolo a parte merita infine la modalità di compilazione del DUP: di questo vi parleremo in un post dedicato.

Ieri sera abbiamo celebrato la tradizionale Cena degli Auguri di Area Liberale, un momento partecipato e ricco di entusi...
11/12/2025

Ieri sera abbiamo celebrato la tradizionale Cena degli Auguri di Area Liberale, un momento partecipato e ricco di entusiasmo che ha visto la presenza di tanti amici, sostenitori e rappresentanti dei partiti alleati.
Sono intervenuti Andrea Liverani, Cristina Alpi e Simone Camanzi per Area Liberale, insieme agli ospiti graditi di Fratelli d’Italia –Albeto Ferrero, Andrea Monti e Riccardo Vicari – e di Forza Italia con Vincenzo Minardi.
Un confronto costruttivo, che ha confermato l’importanza di un percorso condiviso e di una collaborazione solida e leale.
Tutti gli interventi hanno espresso il proprio apprezzamento alla candidatura a Sindaco di Gabriele Padovani, fondatore e presidente di Area Liberale, riconoscendone visione, impegno e radicamento nel territorio.
Una serata che ci incoraggia a proseguire uniti e determinati.

27/11/2025

Nel Consiglio comunale di martedì 25 novembre si è votato per approvare il progetto che prevede il conferimento in “Romagna Acque – Società delle Fonti S.p.A.” degli asset del Sistema Idrico Integrato posseduti da T.E.AM. srl e da altre società che operano nel settore idrico nel territorio romagnolo (AMIR, Ravenna Holding, SIS e Unica Reti).

Romagna Acque è la società pubblica che gestisce la produzione dell’acqua potabile, mentre T.E.AM. è una società partecipata dei Comuni dell’Unione che possiede, amministra e gestisce le reti e gli impianti del nostro servizio idrico integrato, oltre a gestire il canile comunale e l’infermeria felina.

Abbiamo chiarito fin da subito di essere favorevoli all’idea di unificare in un unico soggetto pubblico, per il territorio romagnolo, le attività legate a questi servizi essenziali.
Tuttavia, esprimiamo forti perplessità sulle condizioni con cui si intende procedere.

Secondo il progetto, le società romagnole , sulla base del patrimonio conferito , verrebbero a detenere il 48,56% del nuovo capitale complessivo attraverso l’assegnazione di azioni speciali.
Possiamo quindi affermare che questa quota rappresenta il patrimonio dei cittadini dei Comuni romagnoli conferenti, riferito ai beni costituenti il Sistema Idrico, compreso il nostro.

Dall’analisi delle condizioni proposte emergono alcuni punti molto critici:
• le azioni speciali non avranno diritto di voto nell’assemblea generale della futura società;
• non è previsto alcun trattamento economico più favorevole rispetto alle azioni ordinarie, nonostante la rinuncia al diritto di voto;
• l’assemblea degli azionisti titolari di azioni speciali potrà bloccare solo delibere che procurano danno ai diritti delle azioni speciali, come ad esempio aumenti di capitale non proporzionale, riduzione di dividendi ecc.;
• il dividendo, calcolato solo sulla base della redditività degli asset conferiti, verrà distribuito solo se Romagna Acque chiuderà con un utile;
• essendo prive di voto, le azioni speciali non potranno esprimere alcun rappresentante negli organi decisionali e quindi non potranno incidere sulle scelte strategiche della società.

Per questi motivi , che qui abbiamo sintetizzato per una lettura più agevole, ma che possono essere approfonditi nel verbale del Consiglio, abbiamo espresso voto contrario.

Pur essendo favorevoli alla razionalizzazione del sistema idrico, riteniamo che la cessione di un patrimonio così rilevante debba avvenire garantendo ai Comuni il pieno rispetto dei diritti societari dei conferenti.
Risulta invece evidente che questo nuovo assetto societario è stato appositamente concepito per non modificare in alcun modo gli attuali equilibri di Romagna Acque, come peraltro dichiarato pubblicamente dai massimi vertici di questa società, anche nel Consiglio del 25 novembre al quale hanno partecipato.
Purtroppo, questo avverrà in danno ai diritti di T.E.AM. e delle altre società conferenti e quindi in danno dei cittadini romagnoli.

Concludiamo sottolineando che abbiamo realmente cercato elementi che potessero consentirci di esprimere un voto favorevole all’operazione.
Tuttavia, dopo un’attenta analisi della documentazione, abbiamo ritenuto più giusto esprimere un voto contrario.
Lo abbiamo fatto anche per ribadire ai cittadini che contratti di questa portata devono essere letti e studiati con rigore dai nostri amministratori, tenendo al centro i diritti, e quindi le risorse , dei cittadini, e non gli equilibri di potere.

Equilibri che, ad onor del vero, non vengono soltanto mantenuti ma ampliati, avendo l’assemblea generale potere di veto sulle delibere dell’assemblea dei soci speciali in materia di gestione degli asset conferiti.

Area Liberale Alfonsine-coraggio e coerenza.

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