15/10/2026
Il 13 ottobre si è svolto il Consiglio comunale, con numerosi argomenti che meritano di essere conosciuti dai cittadini e che approfondiremo in post dedicati.
Oggi parliamo della nostra mozione sulla Polizia locale, con cui abbiamo chiesto alla maggioranza di esprimersi con un voto sul ripristino di un presidio stabile e della polizia di prossimità ad Alfonsine.
Nel dibattito, la maggioranza ci ha accusato di propaganda, populismo e incompetenza, definendo utopistiche le nostre richieste. Accuse che non aiutano ad affrontare un’esigenza espressa dai cittadini e portata in Consiglio da Area Liberale.
Ci è stato detto che questi argomenti si affrontano «numeri alla mano». Ebbene, secondo i dati, il servizio conta oggi 74 persone ben al di sotto di quello che dovrebbe essere l’organico consentito dalla legge. Chiediamo di valutare come organizzare e impiegare questo personale per rafforzare i presidi comunali, tenendo conto delle mansioni, dei turni e delle effettive disponibilità operative.
Come abbiamo ricordato in Consiglio, il ritorno alla gestione comunale della Polizia locale ha già precedenti nella nostra regione: Mirandola, Gatteo e Forlì hanno riacquisito il servizio precedentemente affidato alle rispettive Unioni. Una scelta organizzativa può dunque essere rivista e merita una valutazione seria anche nella Bassa Romagna.
La maggioranza ha subordinato il proprio voto favorevole ad alcuni emendamenti, cioè modifiche alla mozione. Per questo abbiamo chiesto di rinviare la discussione al Consiglio successivo, per esaminarli con attenzione.
Dopo aver letto le modifiche presentate, riteniamo che si sia verificato proprio ciò che temevamo: gli emendamenti eliminano gli impegni principali richiesti dalla nostra mozione e li sostituiscono con dichiarazioni che privano la proposta del suo significato e della sua efficacia.
La maggioranza, con tali modifiche avrebbe così potuto dichiararsi favorevole alla mozione senza sostenerne gli obiettivi. Riteniamo l’operazione che si è tentato di ottenere una furbata indegna: ai cittadini sarebbe apparsa un sostegno alla nostra richiesta, mentre il testo modificato non avrebbe impegnato l’amministrazione a realizzarne l’obiettivo principale della mozione che è riportare nel nostro paese un presidio stabile di Polizia di prossimità.
Nel corso del dibattito è intervenuta anche la dottoressa Paola Neri, comandante del Corpo unico di Polizia locale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, che ha illustrato nel dettaglio l’organizzazione del servizio. Il suo intervento ci è apparso esclusivamente una difesa dell’attuale gestione dell’Unione, senza dare risposta alla nostra richiesta.
Alla comandante spettano le valutazioni tecniche e la gestione operativa; agli amministratori spettano le scelte politiche e la responsabilità di risponderne ai cittadini. Descrivere i punti di forza dell’organizzazione dell’ attuale comando di polizia non risolve il problema della presenza sul territorio, che rimane problematica e poco efficiente. Se la maggioranza non vuole rafforzarla, abbia il coraggio di dirlo apertamente, senza usare l’intervento della comandante come scudo politico.
Ogni volta che partecipiamo al Consiglio comunale ne usciamo scoraggiati: le proposte per migliorare le cose vengono raramente accolte e il confronto sembra incidere ben poco sulle decisioni. Ancora più scoraggiante è vedere chi ci amministra rinunciare al proprio ruolo di indirizzo e controllo, apparendo subalterno alle partecipate e agli enti che gestiscono i servizi. Il confronto sulla Polizia locale ha rafforzato questa convinzione.
Viene allora da chiedersi, provocatoriamente: se i Consigli comunali devono limitarsi a ratificare decisioni prese altrove tanto varrebbe abolirli ed eleggere soltanto quello dell’Unione. Avremmo comunque amministratori pronti a dire sempre sì a enti e cooperative, ma almeno ridurremmo i costi della politica e potremmo destinare quelle risorse ai servizi per i cittadini.
È un’iperbole, certo, ma pone una domanda seria: quale ruolo resta ai rappresentanti eletti se rinunciano a guidare le scelte e si limitano ad avallare quelle degli altri?
Da parte nostra resta incrollabile la volontà di rendere conto ai cittadini di quanto avviene nelle sedi del potere