Area Liberale Alfonsine

Area Liberale Alfonsine Coordinamento alfonsinese del movimento Area Liberale.

04/09/2026

Questo è l’articolo di AREA LIBERALE ALFONSINE pubblicato sul Notiziario del Comune di Alfonsine in distribuzione in questi giorni.
DISAGIO
Mentre ci accingiamo a scrivere questo articolo, siamo pervasi da un sentimento di disagio per la moltitudine di cose che non funzionano nel nostro Comune.
Proviamo disagio per i continui aumenti della TARI, arrivati mentre Hera annuncia utili importanti. Aumenti applicati a fronte di un servizio inefficiente, nel quale il cittadino svolge gran parte del lavoro attraverso la raccolta differenziata, contribuendo a ridurne i costi. E proviamo disagio quando, ascoltiamo interventi da parte di chi ci amministra orientati a difendere il gestore anziché gli interessi dei cittadini.
Proviamo disagio nel percorrere strade dissestate, con marciapiedi e aree verdi trascurati, e nel vedere gli alvei dei fiumi privi della manutenzione necessaria e più volte promessa. Proviamo disagio di fronte a opere discutibili, come la rotonda di via Samaritani, e nel constatare il continuo aumento dei costi di interventi quali Corso Matteotti - Piazza Gramsci, il nuovo asilo e il Mercato Riscoperto, sintomo di una programmazione che avrebbe richiesto maggiore attenzione.
Proviamo disagio di fronte al crescente degrado sociale e al senso di insicurezza percepito dai cittadini: giovani lasciati troppo spesso senza adeguati punti di riferimento, episodi di vandalismo, spaccio e disturbo della quiete pubblica che si ripetono, un locale presidio del territorio insufficiente e la continua difesa dell'Unione dei Comuni nonostante le criticità che da tempo ne caratterizzano il funzionamento. Così come proviamo disagio nel vedere il nostro cimitero in condizioni di incuria.
Proviamo disagio per quanto accaduto negli appartamenti delle case popolari di via Reale, dichiarati inagibili e occupati abusivamente da extracomunitari. È doveroso affrontare con urgenza il problema perché il rispetto della legalità e la tutela della sicurezza riguardano tutti. Sollevare questi temi non significa alimentare divisioni o discriminazioni, ma chiedere che le istituzioni affrontino con responsabilità situazioni che non possono più essere ignorate.
Ciò che sconcerta di più, infine, è l’approvazione di chi accetta questo stato di cose. Le belle parole non bastano più a coprire un fallimento evidente, anche se il consenso elettorale premia ancora chi governa. Noi, invece, continueremo a denunciare ciò che non funziona e a dare voce ai cittadini che chiedono un Comune migliore.
I nostri recapiti, dove contattarci. [email protected] - WhatsApp- 3355277112
Area Liberale Alfonsine Coraggio e Coerenza.

20/08/2026

Vi dobbiamo ancora un resoconto del 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟯𝟬 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲. Eccolo.

Dal 1° gennaio 2026 gli asset del Servizio Idrico Integrato di TE.AM. sono stati conferiti a Romagna Acque S.p.A. Avevamo già espresso le nostre perplessità su questa operazione e in Consiglio siamo tornati sull’argomento con un’interrogazione, per capire soprattutto quale sarà la destinazione delle risorse accumulate da TE.AM. attraverso la remunerazione (una parte delle somme incassate attraverso le bollette dell’acqua).

Dalla risposta ricevuta emerge una situazione che, semplificando, presenta un evidente paradosso.

TE.AM. dispone infatti di una liquidità che, al netto dei crediti, sfiora oggi i 5 milioni di euro. Si tratta di risorse generate anche attraverso il sistema tariffario del servizio idrico, ma che TE.AM. non può utilizzare liberamente per finanziare nuovi investimenti sulla rete. Per questo motivo, la liquidità non destinabile agli investimenti dovrà essere restituita, pro quota, ai Comuni soci.

C’è però un’eccezione a questo meccanismo. Per alcuni beni, una parte delle somme provenienti dalle bollette può essere utilizzata per finanziare interventi sulla rete idrica. Le risorse vengono messe a disposizione dal proprietario delle reti — fino al 2025 TE.AM. e dal 2026 Romagna Acque — mentre spetta poi al gestore Hera realizzare concretamente gli interventi.

Ed è proprio qui che si inserisce la seconda questione posta con la nostra interrogazione: questi investimenti vengono effettivamente realizzati nei tempi e nei modi programmati?

Per Alfonsine ci risultavano infatti circa 𝟯,𝟭 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮 𝗔𝗧𝗘𝗥𝗦𝗜𝗥 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗲𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗶. Abbiamo quindi chiesto se Hera stia rispettando il piano previsto. Dalla risposta apprendiamo che questi interventi risultano programmati per il 𝟮𝟬𝟮𝟵. Chi vivrà, vedrà.

Nella risposta fornita viene sottolineato che, considerando complessivamente gli investimenti realizzati da Hera, l’importo totale corrisponde a quanto richiesto. Viene però confermato quanto avevamo evidenziato: pur essendo stata rispettata la somma complessiva, non è stata rispettata la ripartizione prevista tra micro-interventi e interventi specifici.

Sempre su nostra richiesta ci viene spiegato che, purtroppo, non sono previste penali per il mancato rispetto di questa ripartizione. Questa, a nostro giudizio, è una grave mancanza che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti.

Un altro punto riguarda i cosiddetti beni “ex affitto”, cioè infrastrutture del servizio idrico realizzate prima del 2003 e oggi di proprietà di Romagna Acque. Per l’utilizzo di questi beni nei confronti di Hera matura un credito che, al 31 dicembre 2025, ammontava complessivamente a circa 𝟮𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼.

Abbiamo quindi chiesto che cosa accadrà a queste risorse. Dalla risposta apprendiamo che, alla conclusione del contratto nel 2028, saranno riconosciute a Romagna Acque e successivamente destinate a nuovi investimenti attraverso Hera, nella misura di 𝟭,𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝟮𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶, come previsto dalla convenzione.

Ed è proprio qui che nasce la nostra perplessità: se si dispone di una cifra così importante, perché limitarne l’utilizzo a 1,2 milioni all’anno, anziché valutare la possibilità di concentrare maggiori risorse su interventi importanti e risolutivi?

In sintesi, la risposta è stata quella che ci aspettavamo e che ci viene sempre fornita: tutto sarebbe in linea con le regole e con il cronoprogramma. Vedremo come verranno impiegati questi fondi e ci auguriamo che non restino promesse sulla carta, come purtroppo è già accaduto in passato con gli interventi annunciati per la manutenzione del nostro fiume, che attendono, almeno in parte, di essere realizzati.

A fine seduta è intervenuta la vicesindaca Vardigli per fare il punto sui gravi episodi nei quali sono coinvolti alcuni cittadini extracomunitari. Nel suo intervento ha collegato questi fatti al programma dell’Estate in Piazza, affermando che il Comune non si farà intimidire e continuerà a proporre eventi e momenti di aggregazione.

Su questo siamo naturalmente d’accordo: la vita della comunità non deve fermarsi. Tuttavia, ci permettiamo di osservare che oggi l’impeccabile organizzazione di questi eventi non basta più.

Se da un lato feste e iniziative hanno un importante valore sociale, dall’altro i cittadini chiedono soprattutto risposte concrete sui temi della sicurezza, del rispetto delle regole e della qualità della vita, che può essere migliorata da una presenza costante sul territorio delle forze dell’ordine locali.

Siamo consapevoli che argomenti così tecnici possano risultare di difficile lettura. Ma è proprio dietro questi tecnicismi che spesso si nasconde il nodo di molti problemi dei nostri Comuni: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗶 𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶.

Il caso che abbiamo raccontato ne è un esempio. Se certe criticità fossero state affrontate e contestate per tempo nelle sedi opportune, oggi avremmo maggiori risorse da destinare a ciò che non funziona.

𝗕𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗲 𝗮 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲. 𝗖𝗲𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲. 𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲, 𝗽𝗲𝗿𝗼̀, 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮𝗿𝗲, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗲, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲, 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 e il coraggio 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻i.

06/08/2026

Il 27 luglio si è svolto il Consiglio comunale.

Nel corso della seduta è stato approvato l'aggiornamento del Programma triennale dei lavori pubblici 2026, sul quale abbiamo espresso un voto di astensione. Pur essendo presenti interventi che valutiamo positivamente, come la realizzazione di un attraversamento pedonale semaforizzato in via Reale, di fronte al Bar Sport, per migliorare la sicurezza di chi proviene a piedi dal viale della Stazione, il provvedimento contiene anche una serie di variazioni con incrementi di spesa.

Tra queste, la più rilevante riguarda la riqualificazione dei marciapiedi di corso Matteotti e di piazza Gramsci. Il maggior costo è stato attribuito a un imprevisto che, secondo quanto riferito, non era stato rilevato in nessuno dei carotaggi effettuati. Il nostro voto di astensione esprime quindi una forte perplessità per i sempre più frequenti aumenti dei costi delle opere pubbliche.

Successivamente il Consiglio ha esaminato il provvedimento relativo all'aumento delle tariffe TARI, approvato dalla maggioranza con il voto contrario dei nostri consiglieri.

Prima del Consiglio abbiamo letto le numerose dichiarazioni pubbliche con cui amministratori del Partito Democratico hanno manifestato il proprio malcontento nei confronti di ATERSIR per la decisione di aumentare le tariffe della TARI. Lo stesso orientamento è emerso anche nel corso del dibattito in Consiglio. Al di là delle parole, però, i fatti parlano chiaro: anche nel nostro Comune la maggioranza ha votato a favore dell'aumento delle tariffe e, a favore dell'aumento della TARI, hanno votato anche tutti i sindaci della Bassa Romagna nel Consiglio Locale di ATERSIR.

Gli amministratori hanno inoltre rivendicato di aver limitato l'aumento della TARI destinando 100.000 euro delle casse comunali. Una narrazione che riteniamo fuorviante, perché quelle risorse non appartengono agli amministratori, ma ai cittadini. Cambia soltanto la destinazione delle risorse che, in questo caso, vanno a coprire una parte dell'aumento del costo del servizio: a pagare sono sempre i contribuenti. Per questo motivo, l'aumento complessivo del costo del servizio è superiore a quello che ricade direttamente sulle bollette dei cittadini, poiché una parte viene coperta con risorse comunali che appartengono comunque alla collettività.

Riteniamo quindi che, prima di approvare le nuove tariffe, il tema avrebbe meritato un confronto più approfondito nelle sedi istituzionali. Troppo spesso il dibattito si concentra esclusivamente sui maggiori costi indicati dal gestore, mentre passa in secondo piano l'analisi delle entrate derivanti dalla valorizzazione dei rifiuti raccolti in modo differenziato e degli altri ricavi del servizio. Solo una valutazione complessiva di costi e ricavi può consentire ai cittadini di comprendere se gli aumenti richiesti siano realmente giustificati.

Ci auguriamo che i cittadini sappiano valutare la differenza tra le parole e i fatti. Esprimere malcontento e poi votare in senso opposto nelle sedi istituzionali significa confidare che nessuno si accorga della contraddizione. Noi crediamo invece che i cittadini meritino rispetto, trasparenza e coerenza.

Crediamo anche che i cittadini abbiano diritto a un dibattito serio e autentico all'interno del Consiglio comunale. Troppo spesso le decisioni arrivano in aula già definite altrove, in sedi dove il confronto politico lascia poco spazio alla discussione e molto agli equilibri di potere.

A questo si aggiunge un regolamento che non favorisce un confronto equilibrato. Le possibilità di replica della minoranza sono estremamente limitate, con il risultato che la Giunta finisce per avere sempre l'ultima parola.

Per questo presenteremo una proposta di modifica del Regolamento del Consiglio comunale, con l'obiettivo di rendere il dibattito più semplice, più equilibrato e realmente rispettoso del ruolo di tutti i consiglieri.

Sarà l'occasione per verificare se chi richiama spesso i valori della democrazia sia disposto anche a tradurli in regole che garantiscano un confronto autentico.

Abbiamo infine presentato un'interrogazione a risposta scritta con la quale abbiamo chiesto chiarimenti sullo stato manutentivo, sulla sicurezza strutturale e sulle modalità di gestione del compendio immobiliare che comprende la Casa Protetta Boari, il Centro Sociale Il Girasole, la struttura F. Verlicchi e la Residenza Zannoni.

Nel corso della seduta l'assessora Beltrami ha fornito una risposta orale. Restiamo ora in attesa della risposta scritta, che analizzeremo con attenzione e sulla quale torneremo a informare puntualmente i cittadini.

01/07/2026

DI SEGUITO L’ARTICOLO DI AREA LIBERALE ALFONSINE- PUBBLICATO SUL NOTIZIARIO DEL COMUNE DI ALFONSINE - inComune - DI QUESTO MESE.
Pettegolezzi
Nelle ultime settimane si è diffusa la voce secondo cui l’Amministrazione comunale avrebbe contribuito economicamente all’acquisto dell’immobile di Via Raspona, di proprietà del Centro Culturale Islamico Alfonsinese. L’edificio è oggi utilizzato dalla comunità islamica come centro culturale ma di fatto è un luogo di preghiera. Secondo questa tesi, anche l’opposizione sarebbe stata a conoscenza del presunto contributo e, d’accordo con la maggioranza, avrebbe scelto di tacere.
Area Liberale smentisce con forza questa ricostruzione. Abbiamo verificato i documenti di bilancio a nostra disposizione e non risulterebbero evidenti elementi che facciano pensare all’erogazione di fondi comunali per l’acquisto dell’immobile. Dalle verifiche emerge invece che il Centro Culturale Islamico Alfonsinese è costituito come Associazione di Promozione Sociale iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e, come tale, può partecipare a bandi pubblici destinati agli enti del Terzo Settore. Continueremo comunque ad approfondire la questione ma riteniamo opportuno che l’Amministrazione intervenga pubblicamente per fugare ogni dubbio.
Cogliamo l’occasione per esprimere alcune considerazioni di fondo. Nessuno mette in discussione il diritto di professare liberamente la propria fede. Tuttavia, riteniamo che il tema debba essere affrontato senza pregiudizi ma anche senza ipocrisie. Alcune interpretazioni dell’Islam sono considerate da molti occidentali, noi compresi, incompatibili con il principio di uguaglianza tra uomo e donna e con le conquiste civili maturate nel nostro Paese.
Esprimere preoccupazioni su questioni culturali, sociali o di integrazione non è razzismo. Accogliere significa rispettare le persone, ma anche pretendere il rispetto delle regole, delle leggi e dei valori del Paese ospitante. Chi accusa di razzismo chiunque ponga domande legittime alimenta divisioni e tensioni, danneggiando proprio gli stranieri che lavorano onestamente e che si vogliono integrare.
Le reazioni ideologiche che trasformano i problemi in scontri tra fazioni non aiutano nessuno. Lo dimostra il caso di Modena: dopo un grave attentato, l’Amministrazione ha promosso una manifestazione antirazzista prima ancora che fossero chiariti i fatti, dimenticandosi delle vittime e del loro dolore.
I nostri recapiti, dove contattarci.
[email protected] - WhatsApp- 3762179751
Area Liberale Alfonsine Coraggio e Coerenza.

PRESENTATE LE NOSTRE OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI VARIANTE AL PAI- PO. Come Area Liberale Alfonsine, abbiamo scelto fin d...
30/05/2026

PRESENTATE LE NOSTRE OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI VARIANTE AL PAI- PO.
Come Area Liberale Alfonsine, abbiamo scelto fin da subito di affrontare il tema della sicurezza idraulica con serietà e responsabilità.
Già nei mesi scorsi avevamo espresso forti perplessità sulla variante PAI Po, evidenziando come gli interventi previsti non fossero sufficienti a garantire una reale tutela del territorio e delle nostre comunità.
Oggi quelle preoccupazioni si trasformano in un lavoro concreto: abbiamo depositato ufficialmente le nostre osservazioni all’Autorità di Bacino, contribuendo in modo attivo sulle criticità dei fiumi Santerno, Senio e Lamone.
Continueremo a seguire ogni passaggio di questo percorso con attenzione e massimo impegno.

27/05/2026

Nel Consiglio comunale di aprile di Alfonsine abbiamo trovato all’ordine del giorno una mozione sul PAI Po che chiedeva confronto istituzionale e approfondimenti tecnici, presentata dal gruppo di maggioranza.

La sorpresa nasce dal fatto che, fino a quel momento, le risposte ricevute dalle amministrazioni comunali e dell’Unione non erano apparse particolarmente orientate a mettere in discussione l’impostazione del Piano rispetto alle criticità da noi evidenziate.

In Consiglio era presente anche David Minguzzi, vicecomandante della Polizia Locale e coordinatore della Protezione Civile, senza che la sua partecipazione fosse stata preannunciata, rendendo difficile preparare domande adeguate.

La mozione impegnava Sindaco e Giunta a promuovere un confronto:
• sugli interventi nelle aree montane e collinari;
• sulle aree in fascia B, sulle modalità di gestione delle tracimazioni controllate e sulle eventuali delocalizzazioni.

Invitava inoltre a favorire una collaborazione istituzionale per individuare soluzioni condivise a tutela del territorio.

Abbiamo votato a favore, come facciamo sempre quando riteniamo valida una proposta.

Di fronte al nostro stupore per questa diversa impostazione rispetto alle precedenti risposte ricevute, il Sindaco Graziani ha sostenuto che non esiste alcuna cesura tra quanto affermato in precedenza e la nuova mozione. Ha inoltre dichiarato che la nostra interrogazione sembrava voler attribuire ai Sindaci il ruolo di “difensori d’ufficio” del PAI.

Non abbiamo potuto replicare durante il Consiglio, ma ribadiamo che la nostra interrogazione poneva semplicemente alcune domande: quale fosse la posizione delle amministrazioni, se condividessero determinate scelte e se intendessero presentare osservazioni. Non abbiamo mai attribuito responsabilità dirette ai Sindaci o alle amministrazioni locali.

Resta però il fatto che, quando la variante al PAI Po è stata pubblicata a fine dicembre 2025, nessuna amministrazione aveva espresso pubblicamente valutazioni o osservazioni su un documento così rilevante per il futuro del territorio. È stato anche per questo motivo che abbiamo deciso di approfondire il Piano e presentare l’interrogazione.

Prendiamo quindi positivamente atto del fatto che oggi amministrazioni e Unione riconoscano almeno alcune delle criticità che avevamo evidenziato fin dall’inizio. Anche la Vice Sindaca ha parlato di un “percorso” maturato in questi mesi, elemento che conferma come una riflessione sul tema si sia progressivamente sviluppata.

Condividiamo il richiamo al bene comune e l’intenzione politica espressa dalla mozione. Riteniamo però che, conoscendo già la nostra posizione favorevole rispetto ai temi affrontati, si sarebbe potuto lavorare a un documento condiviso, rafforzando ulteriormente il messaggio di unità e l’efficacia politica dell’iniziativa.

Il PAI non è un documento tecnico qualunque: riguarda direttamente la sicurezza, le case, le attività e il futuro del nostro territorio. Dopo ogni alluvione tutti chiedono risposte e interventi; poi, con il passare del tempo, il rischio è quello di dimenticare troppo in fretta ciò che è accaduto, soprattutto nelle urne.

Proprio per questo discutere oggi del PAI con attenzione e serietà è fondamentale: perché la memoria delle alluvioni non emergere solo alla prossima emergenza.

A breve presenteremo ufficialmente le nostre osservazioni tecniche alla variante PAI Po direttamente all’Autorità di Bacino. Le pubblicheremo integralmente qui sui social.

Ci aspettiamo che anche l’amministrazione comunale faccia lo stesso, con la massima trasparenza.

05/05/2026

Il 28 aprile scorso al Consiglio del Comune di Alfonsine è stato approvato il Rendiconto 2025.

Nella nostra dichiarazione di voto abbiamo esaminato due aspetti: da una parte abbiamo cercato di dare un giudizio alla gestione finanziaria del Comune e dall’altra abbiamo dato un giudizio alle scelte politiche.

Il rendiconto 2025 si chiude con un avanzo di competenza di 2,606 milioni di euro e un risultato di amministrazione di 10,351 milioni. Buone notizie per i cittadini? Cerchiamo di capire.

L’avanzo di competenza ci dice che nel 2025 le entrate accertate sono state superiori di 2,606 milioni di euro rispetto alle spese impegnate e quindi sono ampiamente superate le esigenze minime di pareggio del bilancio annuale.

Il risultato amministrativo pari a 10,351 milioni di euro ci dice quali sono le risorse complessivamente disponibili alla fine dell’esercizio 2025 ed è composto da 1,884 milioni di risorse vincolate e/o destinate ad investimenti, da 6,860 milioni di risorse accantonate di cui 6,737 milioni sono costituti da crediti di difficile esigibilità, aumentati rispetto ai 6,311 milioni del 2024 e da 1,606 milioni di avanzo libero.

La composizione del risultato amministrativo segnala due cose la prima è che c’è una crescente difficoltà ad incassare i crediti.
I 4,2 milioni di mancati incassi di IMU/ICI e TARI e i 2,4 milioni di mancati incassi di sanzioni oltre ai 4,8 milioni di crediti stralciati rappresentano risorse sottratte al soddisfacimento di bisogni dei cittadini e offendono gli sforzi dei cittadini onesti che le imposte e le sanzioni dovute le pagano integralmente.

La seconda è che l’avanzo libero di 1,6 milioni rappresenta un segnale di grande cautela da parte dell’amministrazione nell’affrontare le spese.
L’avanzo, se contenuto entro certi limiti, rappresenta la corretta tutela da tenere per fronteggiare eventuali spese improvvise, ma nel nostro caso esso è del tutto sproporzionato all’entità delle spese e costituisce quindi un eccesivo e comodo cuscinetto che permette grande tranquillità agli amministratori a scapito della soddisfazione dei bisogni dei cittadini.
Le risorse restano nel cassetto, gli amministratoridormono sonni tranquilli e i cittadini possono aspettare.

Per quanto riguarda le scelte politiche relative agli investimenti abbiamo ribadito la critica più volte espressa circa gli investimenti in corso.

Non siamo d’accordo con l’investimento nella ristrutturazione del Mercato Coperto che, data l’ampia e insoddisfatta offerta di locali commerciali ad Alfonsine, avrà difficoltà a trovare un ritorno economico e abbiamo sottolineato la resa incondizionata all’unico soggetto interessato, (la farmacia) al quale non
solo non viene adeguato il canone in modo appropriato ai nuovi ambienti ma per il quale ci si sobbarca di spese, non previste inizialmente, per adeguare gli ambienti alle nuove esigenze dello stesso sempre senza modifica di canone.

Non siamo d’accordo con la costruzione della scuola d’infanzia per l’ubicazione, per le scelte tecniche e per il prezzo che nel 2025 è lievitato di ulteriori 700.000 euro.
E non siamo nemmeno d’accordo nel dire che questa scuola non pesa sul Comune di Alfonsine perché i fondi PNRR per il 63% dovranno essere restituiti e producono interessi crescenti fin dal momento della loro erogazione.
Non pesano direttamente come voce sul bilancio del Comune ma pesando sul debito pubblico italiano e quindi pesano eccome sulla capacità di spesa del paese e quindi anche degli enti locali.
Pesano su tutti noi e sul futuro dei nostri figli ed è una precisa responsabilità di chi amministra fare in modo che vengano spesi al meglio.

Per queste ragioni abbiamo espresso un voto convintamente contrario all’operato di questa amministrazione rappresentato nel rendiconto 2025.
Area Liberale Alfonsine Coraggio e Coerenza.

Indirizzo

Alfonsine

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Area Liberale Alfonsine pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi