18/10/2026
Non ci voltiamo dall'altra parte. Non possiamo permettercelo.
Dobbiamo essere al fianco degli autotrasportatori e degli agricoltori che stanno protestando nel sud Italia, degli studenti che in modo pacifico portano avanti le proprie rivendicazioni e condannare fermamente chi usa e ha usato la violenza infiltrandosi in manifestazioni pacifiche col solo scopo di farci distogliere l’attenzione dai veri motivi delle manifestazioni: cittadini esasperati che non arrivano a fine mese totalmente abbandonati dal Governo.
Un camionista che spegne il motore sa che ogni giorno fermo è un giorno senza reddito. Lo fa lo stesso. Perché ha capito che lavorando così non vivrebbe comunque. Un agricoltore lascia il campo mentre il raccolto aspetta. Lo fa lo stesso. Sono persone che non hanno mai protestato e oggi lo fanno con una dignità che dovrebbe far vergognare chi governa.
Accanto a loro, nelle piazze, ci sono i ragazzi. E questo è il fatto politico più importante di questi giorni: adulti e studenti, uniti da una rabbia e da una disperazione che hanno la stessa radice. Un presente che non basta e un futuro che in questo Paese non si sta facendo strada.
Di contro, l’immobilismo e l’indifferenza di un governo che non dà nessuna risposta in merito da mesi, che convoca queste persone che sono ferme da domenica scorsa per il 27 ottobre, tra 10 giorni! Quasi a volergli dire che loro non sono importanti.
Poi ci sono gli organi di informazione. Cosa deve accadere perchè venga dato spazio a una protesta preoccupante che sta fermando il sud del paese? Troppo poco spazio, troppo spesso solo per parlare degli scontri, mentre il Sud si ferma. Ed è una scelta anche questa. Quella di ignorare chi chiede aiuto.
Non dobbiamo avere dubbi nel decidere da che parte stare: dalla parte di chi lavora, di chi produce, di chi studia, di chi chiede soltanto di poter vivere dignitosamente. Servono scelte coraggiose e subito: sul costo di carburanti ed energia, a tutela del lavoro, e un investimento vero sulla scuola e sui giovani.
Io non guardo altrove.