10/06/2019
C'è una spaccatura nel governo e non è quella strombazzata tra Salvini e Di Maio, che metaforicamente sono come i ladri di Pisa che fingono di litigare di giorno e poi di notte agiscono insieme. Il conflitto è tra il premier Conte e appunto i due vicepremier e azionisti della maggioranza gialloverde. Il nodo sono i conti economici, che poi è il vero redde rationem all'interno dell'esecutivo, come sostengo da mesi. Conte è più prudente, mentre Salvini e Di Maio giocano con il debito come se non ci fosse un domani e blaterano di minibot. In mezzo Tria, che si arrabatta con affanno.
Il problema è che questo è un conflitto a somma zero, lose to lose per il Paese. Comunque vada in queste condizioni si perde. Non va bene la prudenza stantia di Conte, premier contabile senza visione, ragioniere più che giurista. Non va bene ovviamente l'irresponsabilità dei due leader di Lega e 5 Stelle che vogliono buttare i pochi soldi che ci sono per le solite marchette elettorali di una campagna elettorale permanente e inarrestabile. Ha ragione il presidente di Confindustria Boccia e con lui tutte le categorie economiche: la flat tax non serve, è uno slogan, quello che è necessario è una riforma che abbatta il cuneo fiscale e faccia risparmiare le imprese e alzi il salario dei lavoratori. Il salario minimo di Di Maio è invece la solita formula assistenzialista e fuori contesto da venditore di pentole. Uno slogan buono a illudere ma completamente slegato dal sistema Paese. Mentre avrebbe ragione Salvini su autonomia e riforma della giustizia (in particolare quella civile, che oggi frena gli investimenti), ma avete fatto caso che ora non ne parla quasi più?
In tutto questo drammatico circo si abbatte il rischio di procedura d'infrazione, che sarebbe una mannaia per il Paese. E mentre c'è da trattare in Europa sulle cariche più importanti dell'Ue, l'Italia è completamente isolata. Servirebbe unirsi per ottenere un commissario Ue di peso, all'Industria, al Commercio o al Mercato interno, ma purtroppo i gialloverdi non hanno nessuna credibilità internazionale. Bravi a chiacchiere in tv, emarginati dove si fa politica.