Amelia Partito Democratico

Amelia Partito Democratico Il Partito Democratico è una forza popolare, intorno alla quale si raccolgono le tradizioni culturali e politiche riformatrici del Paese.

Abbiamo il compito di mobilitare, riunire energie e valori del nostro popolo per rimettere questo Paese in cammino.

Oggi, più che cerimonie e parole di circostanza, servirebbe un gesto concreto: la nostra amministrazione potrebbe distri...
09/05/2026

Oggi, più che cerimonie e parole di circostanza, servirebbe un gesto concreto: la nostra amministrazione potrebbe distribuire il Manifesto di Ventotene alle ragazze e ai ragazzi delle nostre scuole.

Sarebbe il modo più autentico per celebrare la Festa dell’Europa.

Perché in quelle pagine c’è una delle idee più rivoluzionarie nate dalle macerie del fascismo, della guerra e dei nazionalismi: costruire un’Europa fondata sulla pace, sulla democrazia e sulla libertà.

Quel Manifesto fu scritto al confino da uomini perseguitati dal regime, privati della libertà, segnati dalla violenza della dittatura. Eppure, proprio da quella sofferenza, nacque una visione capace di guardare lontano: superare gli egoismi nazionali e costruire un’Europa unita, perché il nostro continente non precipitasse mai più nell’odio e nella guerra.

Non era un sogno astratto. Era una necessità storica.

Anche la nostra Costituzione nasce da quella stessa radice morale e democratica: mette al centro la persona, la dignità, i diritti, il ripudio della guerra.

Oggi quei valori non possono essere dati per scontati. Le spinte nazionaliste, le divisioni, le tentazioni di indebolire l’Europa tornano a farsi sentire proprio mentre guerre, crisi e tensioni internazionali ci ricordano quanto sia indispensabile un’Europa più forte, più unita, più democratica.

Per questo il Manifesto di Ventotene non appartiene al passato. Parla ancora a noi. Parla di libertà, di pace, del futuro dell’Europa.

08/05/2026

Sulla sanità e sull'ospedale di Narni-Amelia non servono rumore, propaganda o scorciatoie. Servono serietà, responsabilità e rispetto per una comunità che da troppo tempo attende risposte.

Come Partito Democratico continueremo a presidiare le sedi politiche e istituzionali, con equilibrio e determinazione, perché Amelia e il suo comprensorio non possono essere lasciati indietro.

Se la politica vuole ritrovare una sua dignità, deve dimostrarsi utile a cambiare in meglio la vita delle persone.

L’Italia è una Repubblica democratica “fondata sul lavoro”. Per i Costituenti il lavoro era il valore capace di unire il...
01/05/2026

L’Italia è una Repubblica democratica “fondata sul lavoro”. Per i Costituenti il lavoro era il valore capace di unire il Paese, di dare cittadinanza, dignità, possibilità di realizzarsi.

Oggi il lavoro è cambiato. Sono cambiate le forme, i tempi, le richieste. E davanti a un lavoro sempre più indefinito, intrusivo, spesso totalizzante, molte ragazze e molti ragazzi non accettano più che sia il lavoro a misurare il loro valore. Non è disimpegno. È consapevolezza.

Non tutti inseguono il “lavoro dei sogni”. Non tutti possono farlo. Ma nessuno deve sentirsi meno cittadino, meno realizzato, meno persona per questo.

Il lavoro può essere un problema quando manca. Ma anche quando c’è, se non garantisce dignità, tempi di vita, diritti, una retribuzione giusta ed equa.

Per questo serve una politica capace di leggere bisogni nuovi e dare risposte contemporanee.

C’è una generazione disillusa dalle promesse e una nuova generazione che aspetta spazio, ascolto, futuro. Buon 1 Maggio soprattutto a loro.


La straordinaria mobilitazione costituzionale che si è creata intorno al referendum dello scorso marzo fa riflettere.In ...
25/04/2026

La straordinaria mobilitazione costituzionale che si è creata intorno al referendum dello scorso marzo fa riflettere.

In particolare fa riflettere l’impegno delle fasce più giovani della popolazione, che dopo aver riportato nelle piazze i propri corpi a occupare lo spazio pubblico per rivendicare pace e giustizia, con il referendum hanno confermato quanto siano disposte a lottare perché si realizzino i valori fondanti della nostra Costituzione: diritti sociali ed economici, legalità, cittadinanza, diritto internazionale.

Gli stessi valori che abbiamo ricevuto in eredità dalla lotta partigiana e poi dalla Costituente.

La Resistenza è stata vissuta anche da ragazzi e ragazze, che per la prima volta hanno dovuto scegliere da che parte stare, spesso accettando anche la necessità della violenza contro altri loro coetanei. C’è un dato drammatico che non possiamo ignorare nel raccontare quella stagione.

Per questo oggi dobbiamo compiere un passo in più, oltre le commemorazioni e oltre le idealizzazioni: affrontare il racconto realistico della Resistenza senza smettere di alimentarne il fuoco, e insieme fare spazio alle giovani generazioni, perché sappiano, con i loro mezzi e la loro consapevolezza, realizzare e spingere avanti nel futuro la società libera e giusta sognata sulle montagne e poi scritta nella Carta costituzionale.

Questo 25 aprile è soprattutto per loro.

Un libro non è mai solo una storia: è uno sguardo in più sul mondo, il modo per vivere infinite vite, come ha detto qual...
23/04/2026

Un libro non è mai solo una storia: è uno sguardo in più sul mondo, il modo per vivere infinite vite, come ha detto qualcuno. E’ un’occasione per capire, per imparare a scegliere, per cambiare.

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.”
Nella Giornata del Libro ricordiamo il valore della lettura come strumento di libertà, crescita ed emancipazione.

La nostra Biblioteca è il luogo pubblico privilegiato dove sperimentare senza ostacoli la prossimità al libro e alla lettura. E’ dove la cultura si sostanzia e lo fa dal basso, nella semplicità del gesto di sfogliare il libro.
E’ un vero gioiello nel territorio ed un vanto e la rendono tale le persone che la curano, ma soprattutto le persone che ogni giorno la abitano e la rendono viva.
E’ un luogo da valorizzare a cui dare futuro progettando e pianificando: vigileremo con attenzione perché il servizio continui a mantenere sempre alto lo standard a cui ha abituato la cittadinanza.

Ogni investimento in cultura è un moltiplicatore: significa un investimento nelle persone e nel futuro delle comunità.

“Questa sorella protesta per il male che le provochiamo”: le parole della Laudato si’ ci richiamano a una responsabilità...
22/04/2026

“Questa sorella protesta per il male che le provochiamo”: le parole della Laudato si’ ci richiamano a una responsabilità che non è più possibile rimandare.
La cura della Terra non è un tema astratto: riguarda il modello di sviluppo che immaginiamo, ma anche la democrazia “ecologica”, il rapporto tra istituzioni umane e natura.

Crisi climatica, riscaldamento globale ed eventi atmosferici estremi non si possono più negare: allora quando si mette mano al paesaggio e all’ambiente ogni singola scelta richiede accortezza e capacità di previsione nell’individuazione delle necessarie forme di compensazione.
A livello globale l’urbanistica prova a riprogettare le città ispirandosi a come la natura funziona proprio per dire che non c’è contraddizione: c’è ancora tempo e modo per creare ecosistemi in cui tutto trova il suo posto e niente dev’essere negato.

Ad Amelia, nel piccolo, questi temi hanno preso forma concreta.
Il taglio degli alberi di Via Orvieto, ad esempio, dimostra quanto siano delicate le scelte che devono tenere in equilibrio la qualità della vita e la sicurezza delle persone con l’ambiente ed il paesaggio.
Non serve essere contro tutto per principio, né trasformare ogni confronto in uno scontro ideologico. Servirebbe invece una politica diversa, capace di pianificare, progettare e chiamare a raccolta competenze e cittadinanza sulle scelte.

Le scelte si rendono necessarie, ma hanno una qualità diversa se nascono anche dall’ascolto delle ragioni altrui. Ma soprattutto da un progetto chiaro e sostenibile in termini ambientali, sociali ma anche finanziari.
Perché la differenza non la fa la scelta finale, ma soprattutto il metodo con cui ci si arriva. E troppo spesso, invece, assistiamo a decisioni poco spiegate e poco concertate. O peggio, a progetti che non hanno sostanza finanziaria per vedere la luce e quindi lasciano scompensi sul paesaggio.

Prendersi cura della Terra è possibile anche nei nostri luoghi e significa aver cura delle persone, del paesaggio, dell’identità della comunità che in quel paesaggio si riconosce. Ed è da qui che Amelia potrebbe ricominciare a parlarsi.

L’incontro pubblico con Antonio Fresa, che apre una riflessione partendo dal libro “Sentieri Partigiani” di Paolo Malagu...
19/04/2026

L’incontro pubblico con Antonio Fresa, che apre una riflessione partendo dal libro “Sentieri Partigiani” di Paolo Malaguti, è per noi un appuntamento importante di partecipazione civile, col quale, oltre ad aspettare insieme il 25 aprile, si intende anche dare continuità al cammino condiviso nel Comitato per il NO al referendum.

Da quell’esperienza e da quella partecipazione è nato qualcosa di prezioso, che non vogliamo disperdere: un patrimonio umano e valoriale, legami, responsabilità.

In vista del 25 aprile, vogliamo tenere vivo così quel risvegliato patriottismo costituzionale, così ampio ed eterogeneo, che riconosce nella democrazia, nei suoi equilibri e nella Costituzione la nostra casa comune.

Un cammino che dobbiamo continuare, insieme.

🗓 24 aprile, ore 18.00
📍 Sala del Chiostro di Sant’Agostino, Amelia


Mentre il Governo continua a non investire nella sanità pubblica e, per interventi spot sul costo dei carburanti e rispo...
07/04/2026

Mentre il Governo continua a non investire nella sanità pubblica e, per interventi spot sul costo dei carburanti e risposte ridicole alla crisi energetica, sottrae risorse a molti comparti, tra cui proprio la sanità, sui territori si prova a resistere.

Oggi, nella sanità pubblica e nella sua organizzazione, si registrano contraddizioni, disservizi e criticità. E il confronto con la situazione precedente al 2020, segnata dalla cesura della pandemia, resta impietoso.

È evidente il progressivo indebolimento del pubblico, mentre cresce il ricorso al privato. Nessuno vuole negare che tra pubblico e privato possa esserci un’integrazione utile a rispondere alla domanda di cura. Ma prendere atto della realtà non significa accettarla, né rinunciare alla battaglia per una sanità pubblica aperta, accessibile e davvero per tutti.

Gli ospedali e i servizi sanitari di prossimità sono presìdi fondamentali: la loro progressiva rarefazione rischia di non garantire pienamente a cittadine e cittadini un diritto costituzionale, il diritto alla salute.

Servono servizi domiciliari, anche riabilitativi, e tutte le professionalità necessarie. E se riteniamo ancora essenziali servizi come i Centri di Salute Mentale, la Neuropsichiatria infantile, i SerD e i Consultori, allora dobbiamo farli funzionare davvero. Altrimenti aumentano le solitudini, oppure chi può ricorre al privato, che può offrire una prestazione ma non sostituire la presa in carico, la prevenzione e il reinserimento sociale garantiti dal pubblico. Senza contare il supporto alle famiglie alle prese con patologie gravi e difficilmente gestibili.

L’invecchiamento della popolazione rende ancora più urgente investire nei servizi territoriali di cura, prevenzione e assistenza. Rafforzare il territorio significa anche alleggerire il carico sugli ospedali. Perché gli ospedali sono indispensabili, ma senza una rete territoriale forte nessuna struttura può reggere da sola. E significa anche alleggerire il carico sulle famiglie.

Il tema della salute e della sanità interseca molti altri servizi pubblici cruciali, come per esempio quello dei trasporti. Dove i servizi tendono a concentrarsi nei centri maggiori, non si può non affrontare anche il tema dell’accessibilità: senza collegamenti adeguati, soprattutto per le persone più fragili, non esistono pari condizioni di accesso ai servizi.

Mentre la Giornata Mondiale della Salute volge al termine, pensare al diritto significa prima di tutto difenderne l’esercizio con una sanità pubblica forte, territoriale, accessibile, capace di curare, prevenire e accompagnare. Non per pochi, ma per tutti.

E la difesa comincia sui territori.


In questo tempo la guerra è tornata a essere presentata dalle istituzioni più potenti del mondo come un fatto inevitabil...
04/04/2026

In questo tempo la guerra è tornata a essere presentata dalle istituzioni più potenti del mondo come un fatto inevitabile. Quasi normale. Quasi necessario.
Come se fosse una scelta obbligata, dentro nuovi equilibri di potere e nella relazione tra forze politiche ed economiche globali.

Anche il modo in cui la guerra viene raccontata ci mostra una mostruosa operazione comunicativa: la violenza viene resa normale, semplificata, digeribile. Le azioni belliche sono spesso narrate con il linguaggio immediato delle piattaforme di intrattenimento.

Ma di inevitabile ci sono solo le conseguenze, che sono sempre le stesse: vite spezzate, città distrutte, civili ridotti a numeri nel racconto geopolitico, popoli oppressi.

La Pasqua non è una ricorrenza rituale. È un monito da coltivare ogni giorno.
È il richiamo a non considerare mai normale la violenza.
A non accettare che la forza brutale degli interessi economici e politici sostituisca il diritto.
A non smettere di cercare soluzioni che mettano al centro le persone, i popoli, la loro dignità.

Difendere la pace oggi non è un gesto di semplice testimonianza. Significa rifiutare l’idea che la guerra sia una condizione permanente delle relazioni internazionali e possa diventare “legge”.

A tutti e tutte noi spetta il compito di agire, ogni giorno, per un risveglio dallo stordimento. Per non accettare il venir meno delle certezze di libertà e democrazia che abbiamo conosciuto fino a oggi.

Buona Pasqua di Pace.

La riapertura del Teatro Sociale è una bellissima notizia. Oggi, nella Giornata mondiale del teatro, questo momento ci r...
27/03/2026

La riapertura del Teatro Sociale è una bellissima notizia.

Oggi, nella Giornata mondiale del teatro, questo momento ci richiama a una responsabilità più grande: fare di questa riapertura non un punto di arrivo, ma l'occasione per dire con chiarezza quale politica culturale vogliamo costruire per Amelia.



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