09/05/2026
Oggi, più che cerimonie e parole di circostanza, servirebbe un gesto concreto: la nostra amministrazione potrebbe distribuire il Manifesto di Ventotene alle ragazze e ai ragazzi delle nostre scuole.
Sarebbe il modo più autentico per celebrare la Festa dell’Europa.
Perché in quelle pagine c’è una delle idee più rivoluzionarie nate dalle macerie del fascismo, della guerra e dei nazionalismi: costruire un’Europa fondata sulla pace, sulla democrazia e sulla libertà.
Quel Manifesto fu scritto al confino da uomini perseguitati dal regime, privati della libertà, segnati dalla violenza della dittatura. Eppure, proprio da quella sofferenza, nacque una visione capace di guardare lontano: superare gli egoismi nazionali e costruire un’Europa unita, perché il nostro continente non precipitasse mai più nell’odio e nella guerra.
Non era un sogno astratto. Era una necessità storica.
Anche la nostra Costituzione nasce da quella stessa radice morale e democratica: mette al centro la persona, la dignità, i diritti, il ripudio della guerra.
Oggi quei valori non possono essere dati per scontati. Le spinte nazionaliste, le divisioni, le tentazioni di indebolire l’Europa tornano a farsi sentire proprio mentre guerre, crisi e tensioni internazionali ci ricordano quanto sia indispensabile un’Europa più forte, più unita, più democratica.
Per questo il Manifesto di Ventotene non appartiene al passato. Parla ancora a noi. Parla di libertà, di pace, del futuro dell’Europa.