01/09/2026
Tra pochi giorni migliaia di studenti torneranno sui banchi. Ma lo faranno in un Paese sempre più caldo e, troppo spesso, dentro edifici scolastici che non sono stati progettati per affrontare temperature estreme e ondate di calore. Lo abbiamo già vissuto durante gli esami di maturità.
Il cambiamento climatico sta cambiando le nostre città, il nostro lavoro, la nostra salute. E cambia anche il modo in cui dobbiamo pensare la .
Non possiamo più considerare normale che studenti, insegnanti e personale scolastico trascorrano ore in aule roventi, dove diventa difficile studiare, concentrarsi e lavorare.
È vero: la responsabilità dell'edilizia scolastica ricade in larga parte sugli enti locali, Comuni, Province e Città metropolitane. Ma è altrettanto vero che troppo spesso questi enti non dispongono delle risorse necessarie per realizzare interventi strutturali adeguati.
E allora il Governo non può semplicemente scaricare il problema sui territori.
Serve un Piano nazionale per la sicurezza climatica nelle scuole, con risorse dedicate, programmazione pluriennale e criteri chiari.
Un grande programma per rendere gli edifici scolastici resilienti al nuovo clima: isolamento e schermature solari, ventilazione e sistemi efficienti di raffrescamento dove necessari, tetti e pareti verdi, alberature e ombreggiamento dei cortili, deimpermeabilizzazione e soluzioni basate sulla natura.
Nella mia proposta di legge depositata ha il programma “Scuole spugna”, al quale viene riservato almeno il 25% delle risorse annuali del Fondo: cortili scolastici meno asfaltati, più alberi, aree verdi e ombreggiate, orti didattici, giardini della pioggia e superfici drenanti, con l'obiettivo anche di migliorare il comfort climatico degli studenti.
Lo stesso Piano nazionale di adattamento (se solo il Governo lo applicasse) riconosce che l'aumento delle temperature e le ondate di calore richiedono interventi strutturali e una governance nazionale dell'adattamento.
Lo abbiamo proposto attraverso i nostri atti che ci vengono sistematicamente bocciati!
La crisi climatica non è qualcosa che accadrà tra trent'anni. È ora. E la scuola deve essere uno dei primi luoghi che mettiamo in sicurezza.
E di queste cose non ci si deve occupare a giugno, ma tutto l'anno...ma il governo ha un'altra soluzione: non occuparsene proprio!