Ancona Democratica

Ancona Democratica Ancona Libera e Democratica una voce dal panorama riformista attenta ai problemi sociali, economici e sanitari.

Matteo Renzi «Gazebo inevitabili. Dobbiamo riempirli di proposte concrete. Se saremo uniti non ci sarà partita»di Maria ...
02/09/2026

Matteo Renzi
«Gazebo inevitabili. Dobbiamo riempirli di proposte concrete. Se saremo uniti non ci sarà partita»
di Maria Teresa Meli

ROMA Matteo Renzi, Fratelli d’Italia vorrebbe il ballottaggio. Paura di Vannacci?
«Sì. E paura dei sondaggi. Parliamoci chiaro: cambiare la legge elettorale sei mesi prima del voto è indice di debolezza. Meloni è terrorizzata, rinchiusa a Palazzo Chigi a fare conti ogni giorno con la crescita di Vannacci e il crollo di Salvini. Fuori dal Palazzo intanto il caro vita si fa sentire: le bollette, i mutui, il carrello della spesa, il pieno dal benzinaio mostrano che questo governo è durato molto e ha fatto poco».
Ma questa riforma vedrà mai la luce? Perché gli alleati di Meloni non è che siano così granitici… Anche sul ballottaggio.
«Se si ferma ora Giorgia perde la faccia, non se lo può permettere. Ma il punto è il solito: loro litigano sulla legge elettorale mentre il mondo discute di guerra, spazio, innovazione, tecnologia. Questo è il melonismo: l'Italia ripiegata sulle piccole cose mentre fuori dai nostri confini si giocano partite cruciali senza di noi. E il cittadino paga questa assenza tutte le volte che va a fare il pieno o che va al supermercato».
Se la riforma non si fa non c'è bisogno di fare le primarie...
«E a maggior ragione allora la maggioranza farà approvare la legge. La destra sta scommettendo sulle divisioni della sinistra: del resto se hanno governato per quattro anni è perché nel...»
2022 noi eravamo divisi. Se ci mettiamo insieme stavolta non c'è partita. Dobbiamo vivere le inevitabili primarie come una festa di popolo e riempirle di contenuti. Noi porteremo proposte concrete su ceto medio, innovazione, Europa, cultura, sanità. E la Leopolda di inizio ottobre sarà un'esplosione di idee utili a questo dibattito».

Ma chi è che vuole le primarie davvero?
Mezzo Pd sembra contrario anche perché una parte non vuole Schlein.
«Non seguo i retroscena. Schlein è la segretaria del Pd da molto tempo e avendo fatto anche io quel lavoro mi congratulo con lei per la sua resistenza, innanzitutto contro il fuoco amico. Evito di intervenire nel dibattito interno di un partito che non è il mio. E suggerisco di parlare di argomenti concreti: siamo a settembre, riparte la scuola e il caro libri è devastante. Andiamo all'attacco sulla sicurezza: ieri un uomo è stato arrestato e subito rilasciato dopo aver violentato una tredicenne. Non capisco perché continuiamo a riempire le galere di persone che non hanno pericolosità sociale e lasciamo liberi gli stupratori. Parliamo alla gente, non al nostro ombelico per favore».
Più volte però lei ha detto che se scendesse in campo Salis avrebbe il suo voto.
«Sì. Silvia Salis — e non Ilaria — avrebbe il mio voto. Ma la sindaca di Genova ha detto che non intende correre e io non voglio tirarla per la giacchetta. Vedremo chi saranno i candidati. E spero che ci siano delle regole per evitare degli eccessi di ego che si mettono in mostra senza alcuna possibilità di incidere nel dibattito».
Non siete comunque in ritardo su tutto? Non dovreste accelerare il passo?
«Accelerare il passo fa sempre bene. È anche vero che non sappiamo nemmeno quando si vota e come si vota e dunque non credo che siamo così in ritardo. Non mi stupirei, infatti, se Meloni, sempre più impaurita, decidesse di non votare a primavera come aveva detto ma provasse a slittare a ottobre 2027. Noi come Italia viva-Casa riformista stiamo preparando le nostre proposte sul programma con le primarie delle idee e alla Leopolda del 2, 3, 4 ottobre ci faremo sentire».
Ma il centro deve ancora organizzarsi.
«Vedo molti movimenti nello schieramento riformista, mi compiaccio. Serve una cultura garantista, a favore della crescita, capace di valorizzare i sindaci: per questo Casa riformista mi pare il contenitore più adeguato e l'unico che ha già le firme pronte. Attendiamo di conoscere l'esito del congresso di +Europa, se ci sarà, per lavorare insieme come accaduto in passato. E apriremo le liste — grazie alle preferenze — a molti sindaci e consiglieri regionali. Saremo una vera sorpresa».
In queste settimane lei è stato ospite di numerose feste dell'Unità. È emozionato al pensiero che venerdì 11 tornerà alla festa nazionale dopo quasi dieci anni?
«Sono molto felice non solo per l'invito ma soprattutto perché sarò sul palco con il mio amico Dario Franceschini. Le sue parole sul Parkinson consegnate a Fabrizio Roncone sul Corriere sono un manifesto di umanità e di tenacia che allarga il cuore».
Mario Calabresi potrebbe annunciare la sua candidatura a sindaco di Milano...
«La trovo una fantastica notizia, segno che il centrosinistra attrae anche straordinarie professionalità esterne al mondo della politica politicante. Ovviamente saranno la coalizione milanese e presumibilmente le primarie a decidere ma io non posso che rallegrarmi della scelta di Mario, che aspettiamo alla Leopolda a ottobre».

(Didascalia della foto: Leader Matteo Renzi, 51 anni, Iv)

MarcheItalia Viva Marche, 'su taglio straordinari c'è incapacità di programmare'"Paradossale che nonostante la propagand...
02/09/2026

Marche
Italia Viva Marche, 'su taglio straordinari c'è incapacità di programmare'
"Paradossale che nonostante la propaganda si blocchi operatività della tomoterapia"





(ANSA) - ANCONA, 02 SET - "È paradossale che, mentre la destra al governo della Regione propaganda continui slogan sull'abbattimento delle liste d'attesa, nel principale presidio pubblico marchigiano si tagli di fatto l'operatività dell'unico macchinario salvavita di tomoterapia presente nel territorio".
Così in una nota Italia Viva Marche, in merito al taglio degli straordinari previsti da venerdì all'ospedale di Torrette di Ancona.
"Non ci troviamo di fronte a un imprevisto, ma a un'incapacità gestionale e programmatoria che si ripete da anni.
- aggiungono - Chi governa la Regione conosce benissimo i fabbisogni della struttura: finire i budget destinati al personale prima del tempo significa non saper amministrare. Le conseguenze della sospensione dei turni del mattino ricadono direttamente sulle spalle dei malati, compresi quelli pediatrici, e delle loro famiglie: sono costretti a subire il posticipo dei trattamenti al pomeriggio, enormi disagi negli spostamenti da fuori provincia e il rischio concreto di dover cercare percorsi di cura fuori regione
Medici, tecnici e infermieri svolgono ogni giorno un lavoro straordinario per umanità e competenza, ma la politica regionale li lascia soli a tamponare le falle di bilancio. Chiediamo all’Assessore alla Sanità e alla giunta Acquaroli di smetterla con i proclami e di sbloccare immediatamente le risorse necessarie. La salute dei pazienti oncologici non può essere sottomessa alla superficialità con cui viene gestita la sanità pubblica nelle Marche».

IL TEOREMA DELL’AUTOGRILL: SE IL GIORNALISMO DI SCORTA SOSTITUISCE LA POLITICAC’era una volta il giornalismo d’inchiesta...
01/09/2026

IL TEOREMA DELL’AUTOGRILL: SE IL GIORNALISMO DI SCORTA SOSTITUISCE LA POLITICA

C’era una volta il giornalismo d’inchiesta, quello capace di illuminare le zone d’ombra del potere nell’interesse dei cittadini. Poi è arrivata la stagione dei teoremi a tesi preordinata, dove il racconto del reale lascia il posto a montaggi suggestivi, musiche d’atmosfera e velate allusione trasformate in sentenze d'intenzione.
Il caso dell’incontro all'Autogrill tra l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il dirigente dei servizi segreti Marco Mancini è l'emblema di questa deriva. Un episodio trasformato per mesi in una sorta di spy story da rotocalco televisivo, orchestrato da Sigfrido Ranucci e dalla redazione di Report, in cui l'obiettivo principale appare ormai evidente: costruire una narrazione colpevolizzante a prescindere dai fatti reale, stendendo un velo di sospetto sull'operato di una delle figure più dinamiche ed europeiste della politica italiana recente.
Renzi, la politica senza paura delle "barbe finte"
Mentre la macchina mediatica cercava la scorciatoia della demonizzazione, la figura di Matteo Renzi emerge sotto una luce del tutto opposta: quella di un leader politico libero, da sempre avverso ai doppi giochi di palazzo e distante dalle dinamiche oscure dei servizi di sicurezza.
Nel pieno esercizio del suo mandato e delle sue prerogative istituzionali — e da uomo pubblico abituato al confronto aperto —, Renzi non si è mai sottratto ai dialoghi di Stato, mantenendo un comportamento trasparente di fronte a vertici e funzionari. Laddove un certo giustizialismo d'accatto ha voluto intravedere cospirazioni e trame segrete, la realtà descrive semplicemente l'attività di chi fa politica alla luce del sole, respingendo l'uso politico delle strutture d'intelligence e pretendendo chiarezza sulle guerre interne agli apparati. Non è un caso che la stessa rimozione del segreto di Stato sugli spostamenti della scorta stia gradualmente disvelando l'inconsistenza di certe accuse, isolando chi pensava di aver trovato il "colpaccio" dell'anno.
La regia di Ranucci e l'uso spregiudicato della TV pubblica
Dall'altro lato della barricata, la posizione di Sigfrido Ranucci e del suo metodo d'indagine si mostra in tutta la sua fragilità oggettiva. Lo schema appare quello del manipolatore di suggestioni: si parte da uno scatto fortuito o indirizzato, ci si poggia sulle lotte intestine e sulle soffiate degli apparati deviatari per poi confezionare un prodotto televisivo tarato su misura per condannare a mezzo video.
Le rivelazioni sull'intreccio di fotografie, avvistamenti sospetti di "uomini misteriosi" attorno alle auto e scambi di informazioni riservate mostrano come il programma televisivo rischiasse di essere non uno spettatore neutrale, ma il braccio mediatico di regolamenti di conti interni all'intelligence. Più che un'opera di verità e trasparenza, l'inchiesta sull'Autogrill ha assunto i contorni di una costruzione ad arte, tesa a destabilizzare l'immagine pubblica dell'ex Premier attraverso il consueto meccanismo del "non poteva non sapere" e del sospetto perennemente alimentato.
Ridare priorità ai fatti
Ancona e le Marche conoscono bene il valore del riformismo concreto e dell'istituzione forte, che risponde ai problemi reali del Paese e dei territori. Non possiamo accettare che il dibattito pubblico venga sottomesso alla giustizia spettacolo e al giustizialismo a reti unificate.
Matteo Renzi ha dimostrato, carte alla mano, la linearità della sua condotta. Chi ha cercato di incastrarlo nel fango dell'ennesima macchina del fango oggi deve fare i conti con la realtà: il giornalismo di sospetto perde colpi, mentre la politica autonoma e garantista resta l'unico vero baluardo a tutela della democrazia.

Per riprendersi dalla pausa estiva e partire caricati ,tutti assieme i vivaci marchigiani si incontrano per ripartire al...
01/09/2026

Per riprendersi dalla pausa estiva e partire caricati ,tutti assieme i vivaci marchigiani si incontrano per ripartire alla GRANDE con il massimo entusiasmo .
Siete tutti invitati
Adesioni entro giovedi mattina

31/08/2026
31/08/2026
Applausi per Matteo Renzi  alla festa dem: «Primarie? Basta parlarsi all’ombelico. E Calenda alla fine verrà con noi»​Bo...
31/08/2026

Applausi per Matteo Renzi alla festa dem: «Primarie? Basta parlarsi all’ombelico. E Calenda alla fine verrà con noi»
​Bologna, il leader di Italia viva: ora pensiamo a ba***re Meloni
​BOLOGNA «Matteo! Matteo!». La sala Francesco Guccini della Festa dell'Unità di Bologna è gremita e acclama Matteo Renzi come se non fosse passato un giorno dal settembre 2014, quando l'allora premier salì sul palco della kermesse dem al Parco Nord di fronte a oltre diecimila persone, insieme al primo ministro francese, Manuel Valls, e al segretario del Psoe spagnolo, Pedro Sánchez. Tutti in camicia bianca e maniche arrotolate. Ma dodici anni sono passati, il mondo è cambiato: la Festa bolognese ha traslocato e si è ristretta, in platea ci saranno trecento persone, Renzi guida un partito alleato che veleggia attorno al 3% e l'Italia è in mano a Giorgia Meloni.

Serve una casa riformista o altrimenti non vince. Mettiamo insieme i nostri voti senza veti
​L'unica cosa che non è cambiata è il piglio dell'ex Rottamatore: «La partita è quella delle secondarie, non delle primarie. Se vincono loro — avverte Renzi — hanno altri cinque anni di Palazzo Chigi e sette anni di Quirinale. In tutto: sette anni di Giorgia Meloni, dopo quattordici di Sergio Mattarella, anche no».
​C'è buona parte dello stato maggiore di Italia viva, nazionale e locale, ad accogliere il ritorno di Renzi alla Festa di Bologna: da Luciano Nobili a Francesco Bonifazi, fino al presidente regionale, Stefano Mazzetti. Abbondano camicie bianche e maniche arrotolate, Renzi ha optato per una t-shirt (sempre bianca). Nel giro delle cucine, scortato dal segretario dem di Bologna Enrico Di Stasi, un volontario lo provoca: «Mi raccomando Matteo, questo campo teniamolo largo». Lui tira su la maglietta e mostra la pancia: «Io mi sto allargando il più possibile». Renzi firma foto, scatta selfie, stringe mani. Parla di strategie politiche tra i volontari che spadellano: «C'è il problema di cosa vuol fare Conte, dobbiamo gestirla... ma dobbiamo vincere ed evitare Meloni al Quirinale».
​Il centrosinistra intanto, chiarisce però il leader di Iv, non deve rimanere ingarbugliato nel dibattito sul gazebo. «Di primarie ne ho fatte tante, qualcuna l'ho vinta e qualcuna persa. Il Pd sa come si organizzano le primarie, una soluzione si trova. Smettiamo di parlarsi all'ombelico. Il problema — sottolinea — è se siamo consapevoli che questa è una sfida enorme che non possiamo perdere». Una prospettiva che anche Azione vorrà evitare. «Scommetto che alla fine, quando capirà che vinciamo, Carlo Calenda verrà con noi». Perché senza riformisti, sostiene Renzi, non si vince. Che archivia la nostalgia del Pd che fu. «L'ho vissuto con grande sofferenza l'abbandono al Pd. Altri, come Elly, sono tornati. Ma penso sia difficile tornare a quel momento lì», confessa l'ex segretario dem, ormai non più teorico del partito pigliatutto: «Al centrosinistra serve una casa riformista, senza — dice al popolo dem — non si vince». E se qualcuno farà saltare il tavolo del Campo largo, avverte il leader di Iv, ne pagherà le conseguenze: «Chi sarà complice della vittoria di Meloni sarà inseguito con i forconi dal popolo del centrosinistra. Basta veti, mettiamo insieme i voti. Mandarli a casa è un dovere civile».
​Francesco Rosano
​Didascalia della foto:
Sul palco Renzi ieri alla Festa dell'Unità con Enrico Di Stasi (segretario del Pd bolognese), il sindaco Matteo Lepore e il deputato Virginio Merola.

Pd, che Festa per Matteo Renzi : "Pieno sostegno a Lepore. Azione? Tornerà con noi"Il leader di Italia Viva a Borgo Pani...
31/08/2026

Pd, che Festa per Matteo Renzi : "Pieno sostegno a Lepore. Azione? Tornerà con noi"

Il leader di Italia Viva a Borgo Panigale, con Merola, parla delle primarie: "Dimostrano che la coalizione si rafforza. E il tram migliorerà la città".

"Io sostengo Matteo Lepore affinché sia rieletto sindaco. L’ho detto un mese fa, in un momento non facile, e lo ripeto oggi". Matteo Renzi arriva alla Festa dell’Unità in maglietta bianca, senza nascondere il tipico filo di abbronzatura. Come "uno di casa". E a chi chiede se si senta davvero uno di casa, risponde: "Mi sento impegnato in una battaglia per sconfiggere Giorgia Meloni". Stringe mani, scatta selfie, scambia soprattutto battute, com’è nel suo stile. Gira tutti gli stand al parco Cevenini di Borgo Panigale, dove sono venuti a centinaia: saluta i volontari e i militanti uno per uno, si ferma davanti a una bandiera de Il Manifesto con sopra scritto: "La rivoluzione non russa". Sembra quasi custodisca ancora gelosamente la tessera Pd in tasca: "Ho vissuto con grande sofferenza l’addio al partito", dice.

Poi si concentra su uno dei grandi nodi attuali del centrosinistra nazionale: le primarie. "Io ne ho fatte tante: qualcuna l’ho vinta, qualcuna l’ho persa – dice il presidente di Italia Viva –. Se il nostro problema sono le primarie, siamo messi bene: vuol dire che siamo un passo in là. Guardo il bicchiere mezzo pieno, significa che c’è la convinzione di voler fare una coalizione e che siamo d’accordo su una cornice programmatica. Il Pd sa come si organizzano le primarie: se ne discuterà e si vedrà. Il problema semmai sono le secondarie: non possiamo perdere".

Lo sguardo non va solo al Paese e alla politica estera, però, perché se Renzi ha accolto l’invito ed è arrivato puntualissimo, ieri sera, alla Festa di Borgo Panigale, lo stesso non si può dire di Carlo Calenda (leader di Azione), neppure invitato dai dem. "Calenda cambia idea una volta alla settimana, dipende da come lo prendi, sono abituato – prosegue l’ex premier –. Io scommetto che alla fine Calenda verrà con noi, con il campo largo, che farà di tutto per correre con il centrosinistra. Quando capirà che vinceremo le elezioni, l’ultimo giorno, verrà con noi. E a quel punto arriverà anche a Bologna. Bisognerebbe chiedere a Lepore, poi, se lo vorrà o meno. Lepore deve vincere: ha governato bene e vincerà, così come il centrosinistra, se metterà al centro i problemi degli italiani" Uno di questi è la sicurezza, che Renzi ripete essere "un tema di sinistra": "Qui in stazione è stato ucciso un capotreno da un cittadino croato fermato già quattro volte e si p cercato di far passare il messaggio che la colpa fosse del sindaco".

Lepore è seduto in prima fila, accanto al segretario provinciale del Pd Enrico Di Stasi e a Franco Grillini, mentre sul palco con Renzi c’è l’ex sindaco Virginio Merola. "Le primarie non sono un dramma – continua Merola –: penso siano una bellissima cosa per decidere quale sia il candidato migliore e un modo per unire ancora di più la coalizione". Anche lo sguardo di Merola è rivolto, ovviamente, alle Comunali oltre che alle Politiche: "Italia Viva è un’alleata dell’amministrazione di Bologna – insiste Merola –. Con l’elezione di Lepore, rispetto al mio precedente mandato, è cambiato molto: il sindaco ha il sostegno di Italia Viva, di Coalizione civica". E ancora, il capitolo tram: "Il sindaco ha messo su un po’ di capelli bianchi, ma i cantieri finiranno e si vedrà che ne è valsa la pena, perché la tramvia cambierà il volto della città. La destra non ha neppure il coraggio di candidare qualcuno: si parla di improbabili civici, gli stessi da anni". Infine un’ultima benedizione, sempre da Renzi, per il tram: "A Firenze ci sono quattro linee e funziona. Lepore tocchi ferrò, ma sarà così anche a Bologna".

Francesco Moroni

Italia Viva Ancona su Portonovo: «La Zac ha fallito. Le nostre richieste rimaste inascoltate»La costola locale del parti...
27/08/2026

Italia Viva Ancona su Portonovo: «La Zac ha fallito.

Le nostre richieste rimaste inascoltate»
La costola locale del partito di Matteo Renzi, attraverso la presidente Elisabetta Iobbi, ricorda la propria contrarietà alla soppressione della linea dei borghi per raggiungere la

ANCONA – Chiara e netta è la posizione di Italia Viva - Casa Riformista di Ancona sulla questione della soppressione della navetta per Portonovo. «Avevamo avanzato già il 6 luglio scorso – ricorda la presidente locale Elisabetta Iobbi - una proposta concreta per evitare la soppressione della navetta dei borghi: bastava semplicemente rimodulare il servizio». E invece «la nostra richiesta non è stata ascoltata. La navetta dei borghi non era un lusso, ma un servizio pubblico che permetteva ai residenti dei quartieri periferici e delle frazioni di raggiungere Portonovo senza dover utilizzare necessariamente l’auto, contribuendo a ridurre il traffico e la pressione sulla baia».



Iv Ancona prosegue nella critica: «C’è anche una questione sociale che non può essere ignorata. Non tutti possono permettersi una vacanza, specialmente in questo momento di crisi e per molte famiglie, per gli anziani e per moltissimi cittadini, poter raggiungere Portonovo, con questo servizio pubblico, rappresentava la possibilità concreta di trascorrere una giornata al mare senza sostenere le spese di un viaggio o di una vacanza». Insomma «non si può aspettare fine stagione per accorgersi che qualcosa non ha funzionato». Per tutti questi motivi «Italia Viva - Casa Riformista Ancona, riprendendo quanto chiesto giorni fa dal sindaco Silvetti, non ha bisogno di essere ‘invitata’ ad amare Ancona. Noi ad Ancona vogliamo bene. Soprattutto agli anconetani. Ed è proprio per questo – Elisabetta Iobbi conclude così il suo intervento - che continueremo a fare opposizione, a segnalare ciò che non funziona e a chiedere all’Amministrazione di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Perché ‘collaborare’ per il bene della città non significa stare in silenzio, significa anche saper dire No quando pensiamo che una decisione danneggia la città e i suoi cittadini».

Una splendida veduta di Portonovo

24/08/2026

Una bandiera ucraina lunga 15 metri, aperta nel cuore di Ancona come un grande cielo blu e giallo.

Indirizzo

Ancona
60131

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Ancona Democratica pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi