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Oggi Marco Travaglio fa un editoriale per dire che si parla troppo di me. Per dire “non bisogna parlare di Renzi” dedica...
16/10/2026

Oggi Marco Travaglio fa un editoriale per dire che si parla troppo di me. Per dire “non bisogna parlare di Renzi” dedica un altro articolo a… Renzi. Fantastico, no? Travaglio si occupa di me e della mia famiglia da 15 anni, quasi tutti i giorni. Gli unici giorni in cui non ha parlato di noi sono stati i giorni delle assoluzioni dei miei. La cosa divertente è che Travaglio non ha ancora capito come funziona la legge elettorale: continua a dire che io voglio essere riportato in Parlamento da Cinque Stelle e Pd. Poveraccio, proprio non ci arriva. Agevolo lo spiegone: io non entrerò nel listone del premio di maggioranza, per mia scelta. Questo cosa comporta? Che se entro in Parlamento, entro coi miei voti. Non coi voti di Conte o di Schlein. È chiaro? La verità è che Travaglio mi attacca tutti i giorni perché sogna un Parlamento senza garantisti. Lui vorrebbe un Senato fatto solo di giustizialisti come lui. E proprio non sopporta chi come noi ha sempre fatto battaglia a viso aperto in nome del garantismo. Torneremo in Parlamento grazie ai voti di Italia Viva. E forse anche grazie agli insulti di Travaglio, che ha una certa professionalità nell'aiutare leader in crisi a risollevarsi. Ricordate come riuscì a resuscitare Berlusconi durante un celebre duello da Santoro? Più Travaglio parla dei suoi avversari, più li aiuta. Del resto è uno che ha un grande CV: disse che Draghi non avrebbe mai fatto il Premier dopo Conte e disse che Putin non avrebbe mai invaso l'Ucraina. Se volete scommettere sul futuro è utile ascoltare Travaglio e poi sapere che accadrà esattamente il contrario. Grazie direttore!

Matteo Renzi

Mah, poveri elettori libdem pensavano al grande centro attirati dalla Sirena Calenda e dalla Maga Picerno, si ritrovano ...
16/10/2026

Mah, poveri elettori libdem pensavano al grande centro attirati dalla Sirena Calenda e dalla Maga Picerno, si ritrovano ora tra le braccia di Meloni .

Prima sventolava la bandiera del "Grande Centro", autonomo e alternativo a tutti.
Oggi ammicca al centrodestra e strizza l'occhio alla maggioranza di governo.
​Ma Luigi Marattin ha un'idea chiara di dove vuole andare o si sposta semplicemente dove tira il vento? 🧭
​Chi pensava che rappresentasse un progetto serio e coerente oggi si ritrova davanti all'ennesima piruetta politica: un giorno alfiere del riformismo puro e intransigente, il giorno dopo pronto a sedersi al tavolo con la destra.
​Politicamente parlando: né carne né pesce.
​Quando si passa il tempo a predicare l'autonomia per poi finire rincorsi dalle "sirene" di coalizione, perde di credibilità non solo la persona, ma tutto il progetto. I cittadini non hanno bisogno di un centro "elastico" che si allunga a destra o a sinistra a seconda della convenienza, ma di idee chiare e coerenza.

Lo sappiamo bene: ignorare gli attacchi strumentali è spesso molto più incisivo e devastante che mettersi a controba***r...
16/10/2026

Lo sappiamo bene: ignorare gli attacchi strumentali è spesso molto più incisivo e devastante che mettersi a controba***re punto su punto. Non abbiamo alcuna intenzione di alimentare polemiche sterili né di dare visibilità a chi cerca solo lo scontro.
​Tuttavia, riteniamo doveroso rivolgerci direttamente ai nostri militanti, simpatizzanti e supporter per fare chiarezza, con trasparenza e serenità, sull’accordo per il campo largo e sulla posizione di Matteo Renzi.
​Nessuna retromarcia. Nessuna capitolazione.

Ecco il quadro dettagliato dei punti per articolare la spiegazione:

La firma di Italia Viva insieme al resto del campo largo non riguarda il sostegno all'Ucraina o alla difesa, bensì la contrarietà a un ulteriore scostamento di bilancio da 29 miliardi di euro a debito proposto dal governo. Per un partito riformista e di cultura finanziaria responsabile, fare ulteriore debito pubblico sulle spalle delle future generazioni è inaccettabile.

La linea di Italia Viva sostiene da sempre che la difesa dell'Europa vada fatta ottimizzando le risorse a livello comunitario (Difesa Comune UE), ed evitando che i singoli Paesi aumentino il proprio deficit con spesa militare frammentata. Dire no al debito nazionale non significa dire no alla difesa europea.

Nel dibattito parlamentare e politico, Italia Viva ribadisce costantemente il diritto dell'Ucraina a difendersi dall'aggressione russa e la necessità della solidarietà euro-atlantica.
Italia Viva non ha mai condiviso le tesi di chi vorrebbe interrompere gli aiuti a Kiev o uscire dall'alleanza atlantica. Come confermano i dibattiti parlamentari, le divergenze con M5S o AVS sulla politica estera rimangono aperte ed esplicite, dimostrando che nessuno ha "imposto" una marcia indietro a Italia Viva.

Il documento di sintesi del campo largo si concentra su priorità condivise da tutto il centrosinistra, come la tutela del potere d'acquisto, gli investimenti in sanità pubblica, l'energia, le imprese e la riduzione degli oneri burocratici.
​ Firmare intese su punti economici comuni non significa annullare le proprie identità, ma dimostrare senso di responsabilità e maturità politica per offrire un'alternativa di governo unita al centrodestra.

16/10/2026
Poverta’, Raffaella Paita  (Iv): Paese sta soffrendo, Governo vada a casaRoma, 15 ott – “Mi aspetto che il governo sia i...
16/10/2026

Poverta’, Raffaella Paita (Iv): Paese sta soffrendo, Governo vada a casa

Roma, 15 ott – “Mi aspetto che il governo sia in grado di essere anche un po’ più incisivo con l’Unione europea, perché per ora i risultati portati a casa sono pochi”. Lo ha detto la senatrice di Italia Viva Raffaella Paita, a margine della conferenza stampa di presentazione del Forum del Commercio internazionale, in programma il 23 ottobre a Milano, riferendosi agli effetti del sistema europeo di scambio delle emissioni Ets sulle imprese. “Dobbiamo lavorare certamente per difendere l’ambiente, ma anche per evitare che le nostre aziende paghino un prezzo per un eccesso di burocrazia”, ha aggiunto. Paita ha criticato anche l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. “ma siamo d’accordo sul fatto che l’Ets oggettivamente sta creando dei problemi di disequilibrio in ambito europeo. Dalle questioni europee a quelle interne, Paita ha poi commentato i dati sulla povertà assoluta richiamati nella domanda dei giornalisti. “Il bilancio è quello che ieri Renzi ha raccontato in Aula, il bilancio di un Paese che sta soffrendo, con un ceto medio che sta crollando, con una sanità che non regge più, con una quantità di persone povere che sono aumentate in questi cinque anni”, ha dichiarato. La senatrice ha quindi attaccato l’esecutivo in vista della conclusione della legislatura: “Prima vanno a casa, meglio è”. E ha concluso: “Ci vuole un governo di gente competente che sappia fare qualcosa di concreto per gli italiani”.

Renzi replica a Padellaro: "Non mi interessa fare il ministro. Non voglio Salvini al Viminale e la destra al Quirinale"M...
14/10/2026

Renzi replica a Padellaro: "Non mi interessa fare il ministro. Non voglio Salvini al Viminale e la destra al Quirinale"

Matteo Renzi chiarisce le sue priorità politiche rispondendo ad Antonio Padellaro nel corso del confronto televisivo. Al centro della replica, il ruolo che potrebbe avere nella costruzione di un'alternativa al centrodestra e le prospettive di un eventuale accordo tra le forze di opposizione.

«Sul Fatto Quotidiano ho letto che Conte avrebbe detto: “Renzi sì, ma non deve fare il ministro”. A me di fare il ministro non frega niente», afferma il leader di Italia Viva, ridimensionando l'ipotesi di una sua ambizione personale a entrare nel governo.



Renzi sposta quindi l'attenzione sugli obiettivi politici che considera prioritari: «Io non voglio che Salvini torni al Viminale e che la destra prenda il Quirinale».

Una prova unitaria di "Campo Largo "A MontecitorioItalia viva firma con il campo largo una risoluzione per il "no" all'a...
14/10/2026

Una prova unitaria di "Campo Largo "
A Montecitorio
Italia viva firma con il campo largo una risoluzione per il "no" all'aumento delle spese militari. E Conte esulta: "Passa la nostra linea"
Ma la risoluzione del campo largo non viene votata in quanto preclusa. Il testo unitario trovato dopo una "lunga lunga trattativa" che ha inserito un passaggio (nelle premesse) che favorisce la costruzione di un esercito comune europeo. La senatrice Raffaella Paita di Iv: "Testo non ottimo, ma una base di partenza". Il capo del M5s festeggia. Guerini: "Per oggi va bene", ma domani, con Meloni in Aula, il centrosinistra torna a dividersi

diNicolò Zambelli

Il campo largo, larghissimo, trova una quadra. Almeno sull'economia. In mattinata la Camera e il Senato hanno approvato il Documento programmatico di finanza pubblica e lo scostamento di bilancio. Dopo l'audizione Giancarlo Giorgetti (in un'aula deserta, circa nove deputati ad ascoltarlo, motivo di imbarazzo per il ministro dell'Economia), gli onorevoli hanno discusso le risoluzioni presentate. Il centrodestra ne ha presentate due (Dpfp e scostamento) unitarie. E anche il centrosinistra, oggi, è riuscito a restare compatto, con una sorpresa: i partiti hanno presentato una risoluzione che oltre alle sottoscrizioni di Pd, M5s e Avs, aveva anche quelle di Italia Viva e di +Europa.
Tutto normale, d’altronde stanno lavorando s**o per costruire l’alleanza, giusto? Giusto. Se non fosse che tra le altre cose, nel testo è sottolineato un sonoro "no" all'aumento della spesa militare, impegno preso dal nostro paese in sede Nato. Una posizione che appartiene più ad Avs e Movimento 5 stelle che a Matteo Renzi e Riccardo Magi.

E infatti il presidente del M5s Giuseppe Conte nel pomeriggio non ci ha messo molto a esultare: "Siamo veramente orgogliosi di aver compattato le opposizioni sul nostro no al riarmo. Con le armi gli italiani non mangiano, non si curano”, ha detto. “La ricetta è presto chiara, dobbiamo recuperare i soldi dal riarmo, dagli extraprofitti di banche e colossi energetici per investire nella sanità, nell'istruzione per abbassare i salari reali, ve**re incontro a famiglie e imprese che sono in difficoltà per il caro vita e il caro bollette”. Il riarmo è stato messo in gioco mentre si trovava a una manifestazione “congiunta” degli studenti in tenda di Udu e degli agricoltori, davanti a Montecitorio.
La presa di posizione di Italia viva sorprende, soprattutto perché il riarmo è uno di quei temi che ha creato ampio dibattito e sui quali alcuni – come Chiara Appendino – pongono veti a Renzi dentro l’alleanza. Per cui non sorprenderà vedere che domani, in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo, proprio sul tema il centrosinistra tornerà, salvo incredibili sorprese, a dividersi.
In questo caso infatti, le risoluzioni saranno separate, come hanno confermato diverse fonti parlamentari al Foglio. Oggi almeno si voleva mostrare unità. A maggior ragione se, poi, il voto sulla risoluzione non è stato possibile esprimerlo: Montecitorio ha approvato solo quelle del centrodestra (oltre che il Dpfp con 219 sì), le altre (anche quelle di Azione) – per regolamento – sono state escluse, in quanto presentate sullo stesso argomento sul quale l'Aula si era già espressa.
"Oggi abbiamo trovato una cornice unitaria che mette insieme critiche al modello economico del governo Meloni, ponendo delle soluzioni", ha detto al Foglio la senatrice di Italia viva Raffaella Paita. E d'altronde il documento, come raccontano al Foglio diverse fonti parlamentari, è stato il frutto di una "trattativa lunga, molto lunga, che si è sbloccata stanotte". Chi conosce da vicino Riccardo Magi, anch’egli firmatario del documento, racconta che è servita una telefonata tra lui e la segretaria del Pd Elly Schlein per arrivare a fondo della questione e chiedere garanzie.
Soprattutto sul impegno più dirimente, il secondo. Leggetelo: "La Camera impegna il governo a riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato e scongiurare ulteriori aumenti delle spese per i sistemi di armamento che insistono sul bilancio dello stato".
Dalle parti di Alleanza verdi e sinistra hanno preso la sottoscrizione di Italia viva con stupore e come un buonissimo segnale. C'è la volontà di farsi accreditare come buoni alleati dell'alternativa. Ma Paita spiega sempre al nostro giornale che in realtà nel testo c'è la posizione propria Italia viva: "Nelle premesse c'è un passaggio sulla necessità di rafforzare la difesa europea e di creare un esercito comune, concetto che noi sosteniamo da sempre". E infatti si legge:
"Risulta necessario attivarsi per superare il piano di riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento puntando, viceversa, alla costruzione di una vera difesa comune europea e a perseguire una strategia che punti alla sovranità e indipendenza energetica e che metta gli Stati membri al riparo dagli effetti destabilizzanti indotti dalle guerre"
"È chiaro che il testo non è quello che noi consideriamo l'ottimo, ma si tratta di un range di cose sulle quali siamo sempre stati d'accordo e che rappresentano una base sulla quale costruire l'alternativa", dice la senatrice di Iv. Chi ha lavorato alle trattative racconta che questo passaggio è stato inserito proprio per “controbilanciare” la presa di posizione sulle armi. “Poi per il resto ognuno ha inserto i propri cavalli di battaglia”.
Paita continua: “Ma guardate al centrodestra, leggete la risoluzione". Perché? "Sono divisi su tutto, ma lei legge di alcune divisioni nel testo? Dobbiamo fare così anche noi, non far emergere le divisioni. Con la differenza che noi portiamo contenuti, loro invece nelle risoluzioni non scrivono praticamente nulla". C'è soddisfazione anche tra gli altri partiti dell'alleanza progressista. "Sono molto contenta", dice Vittoria Baldino del Movimento 5 stelle: "Dobbiamo vincere le elezioni". Una parola. "È un passo avanti", ha commentato Lorenzo Guerini, pur ammettendo che "c'erano alcuni passaggi ambigui. Ma per oggi va bene così".
Per oggi, infatti. Domani è un altro giorno, e ognun penserà per sé. Quando la premier Meloni sarà in Aula sia alla Camera che al Senato, le opposizioni correranno tutte divise, con testi separati. "Non c'è tempo per trovare una quadra per domani", dicono altri esponenti. Il tema che divide, spiegano, è sempre quello: l'Ucraina. E domani, a differenza di oggi, le risoluzioni non saranno precluse, ma saranno votate separatamente.

Fateci caso: dopo che la Leopolda14 è stata un successo bellissimo, contro di noi è ripartita una girandola di attacchi....
13/10/2026

Fateci caso: dopo che la Leopolda14 è stata un successo bellissimo, contro di noi è ripartita una girandola di attacchi. Interni ed esterni. Anziché preoccuparsi del costo della vita e dell’impatto dell’intelligenza artificiale, anziché bloccare il disegno di Giorgia Meloni, gli specialisti della polemica mi attaccano tutti i giorni, come nota da par suo oggi Massimo Gramellini sul Corriere. Sembrano ossessionati! Pazienza: io preferisco occuparmi di come creare un’alternativa a questo Governo incapace. Oggi parlo in Senato con Giorgetti, domani con Meloni. Del resto ci vorrà pur qualcuno che faccia opposizione alla destra mentre altri si divertono (male) col fuoco amico. Buona giornata amici

Matteo Renzi

Un articolo su Repubblica intervista a Maria Elena Boschi.L'INTERVISTAdi Gabriella CeramiBoschi: “Per ba***re le destre ...
12/10/2026

Un articolo su Repubblica intervista a Maria Elena Boschi.

L'INTERVISTA
di Gabriella Cerami

Boschi: “Per ba***re le destre non basta la radicalità di Pd e Avs, serve un ampio fronte moderato”
La sfida del centrosinistra «è far convivere le forze più radicali e quelle moderate-riformiste». Maria Elena Boschi, deputata e vicepresidente di Italia Viva, garantisce che il suo partito farà parte del campo largo e si sederà al tavolo di coalizione per stilare il programma anche perché «casomai dovremmo essere noi a chiedere garanzie a Conte».
Quando Elly Schlein parla di un candidato premier che non dovrà essere moderato, sta sbarrando la strada ai riformisti? «La segretaria del Pd ha fatto un ragionamento di autocandidatura, che è legittimo. Ha vinto le primarie dei dem e adesso si è detta disponibile a fare le primarie nel centrosinistra, ma questo non vuole dire che lei pensi che non ci sia bisogno dei moderati. Per noi i moderati servono, serve una forza politica più riformista, ma Schlein, candidandosi, propone il suo profilo, come è normale che sia».
Possono convivere le istanze più radicali con quelle più moderate? «Per vincere contro la destra e governare serve il contributo di forze più radicali, come possono essere Avs e il Pd a guida Schlein, e al tempo stesso vanno portate alcune istanze riformiste che parlino al ceto medio e alle professioni, come la quattordicesima per insegnanti, forze dell'ordine e infermieri, la cancellazione degli acconti per partite iva e start tax per i giovani».
Anche se la strada tracciata sembra quella che porta alle primarie, in molti sperano in un federatore. Italia viva come si pone? «Noi abbiamo tenuto una linea coerente in questo periodo. Abbiamo detto che il Pd è la forza maggiore della coalizione quindi è legittimo che siano loro a decidere. Noi siamo pronti a fare le primarie ma siamo anche d'accordo se si dovesse decidere che sarà il partito più forte ad esprimere il leader. L'idea del federatore non mi sembra sia sul tavolo».
Giuseppe Conte vi accetta al tavolo di coalizione solo se sarete sotto il controllo della garante Schlein. Non siete a disagio? «Faccio fatica a capire il linguaggio di Conte. Se le garanzie, secondo i criteri di Conte vanno date sulla base del passato, dovremmo essere noi a chiedere la garanzia che lui non firmi più i decreti sicurezza e non faccia un esecutivo con Matteo Salvini».
Secondo Conte, Italia viva fa perdere voti a M5s. «In questo modo, alla fine, nel 2022 hanno fatto vincere la destra. Eviterei di ripetere lo stesso errore. A noi interessa l'unità per non trovarsi Meloni al Quirinale e non la polemica quotidiana di alcuni dei cinque stelle. Conte sembra preoccupato di fare tutta la sua campagna contro Renzi, a Renzi invece interessa di farla contro Meloni. E infatti parlerà in Aula contro la premier e con Giorgetti».
Cioè il tavolo sul programma, che ancora non è stato convocato? «Sì, prima si comincia e meglio è. Dobbiamo tornare a parlare di quello che succede fuori, non solo di primarie. Quindi carovita, crisi del debito alle porte, bollette alle stelle e se ampliamo lo sguardo alle questioni internazionali il quadro peggiora con Trump che sembra mollare l'Ucraina e gli Houti che attaccano Riad. Di fronte a queste sfide penso che abbiamo la responsabilità di proporre una cornice di proposte condivise».
Lei è ancora convinta della necessità di una lista unica di centro? «Casa riformista di sicuro sarà candidata. Noi stiamo già raccogliendo la disponibilità delle candidature per fare le liste e abbiamo visto una grande partecipazione di giovani entusiasti alla Leopolda. Se ci fossero le condizioni per una lista unica sarebbe preferibile, ma non mi pare all'orizzonte».
Alessandro Onorato non ne vuole sapere. «Onorato sta lavorando per una sua lista ed è suo diritto. Noi però non possiamo stare in lista con Ingroia che con la sua attività ha provato a sporcare tutta l'esperienza politica del presidente Napolitano. È un esempio di quel giustizialismo con il quale non abbiamo nulla da condividere».
E invece con chi state dialogando? Con Benedetto Della Vedova, Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli? «Siamo aperti a tutti purché ci siano persone che oltre a presentare candidature portino voti».

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