23/10/2026
Un terremoto nel terremoto.
Un'indagine articolata, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia, che riguarda i cantieri del terremoto e un sistema di appalti post sisma che coinvolge, tra gli altri, anche l'avvocato Fabio Pistarelli, personaggio di spicco della destra marchigiana.
L'ex capo di gabinetto del Presidente Acquaroli, suo spin doctor nella scorsa campagna elettorale, già esponente di Alleanza Nazionale e oggi in Fratelli d'Italia, è stato arrestato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.
Un'inchiesta che entra in uno dei temi cruciali di questa Regione, quello della ricostruzione post sisma, quello per cui il governo Meloni ha nominato Guido Castelli come commissario straordinario, quello che riguarda la vita in carne e ossa delle persone che hanno perso tutto e che ancora aspettano risposte.
Tra l'altro, la CGIL e la categoria edile Fillea avevano segnalato, già nel 2017 (a partire dagli accertamenti sui cantieri delle SAE - Soluzioni Abitative di Emergenza a Ussita e nei comuni del cratere), la necessità di verificare la regolarità degli appalti per la ricostruzione, in materia di rispetto delle procedure e dei diritti.
La magistratura faccia naturalmente il suo corso, ma oggi le marchigiane e i marchigiani non possono accontentarsi dell'invocazione di un presunto tradimento: il governo regionale e la destra marchigiana hanno il dovere di assumersi una evidente responsabilità politica in questa gravissima vicenda e risparmiarci ulteriori passerelle e strumentalizzazioni istituzionali nei territori terremotati.
La destra, quella del modello Marche, quella del Presidente Acquaroli, ma anche quella che governa il Paese, tutta ordine e disciplina, che pensa che aumentare le pene per le persone minorenni sia la soluzione, che legifera a colpi di decreti sicurezza e sbandiera l'aumento di pene e reati per la legalità, cosa ha da dire?