01/10/2026
ACQUAROLI-BIS: UN ANNO DI MEDIOCRITÀ
L’intervista integrale al Resto del Carlino a Matteo Ricci
1. Matteo Ricci, a un anno dall'Acquaroli-bis, c'è qualcosa che, su tutte, è cambiata irrimediabilmente nelle Marche dal suo punto di vista di ex sfidante alle regionali?
È la solita e stanca mediocrità, non c’è nessuno slancio su nulla. Si sottovalutano le emergenze economiche e sociali. Dopo sei anni danno ancora la colpa agli altri. Siamo spariti dai radar e questo penalizza la nostra competitività.
2. Da europarlamentare dem, ritiene che la ricetta 'protezionistica' paventata da Acquaroli sia utile o serva una strategia UE diversa per il nostro distretto?
La famosa filiera che fine ha fatto? Urso aveva promesso di tutto su Electrolux e Beko e non è successo nulla. Anzi arrivano i licenziamenti e non c’è un piano di rilancio. Ora danno la colpa all’Europa dove il commissario europeo è loro (Fitto). In Parlamento Europeo ci stiamo battendo per un bilancio più forte e per un nuovo PNRR, senza il quale rischiamo la recessione, e stiamo adottando provvedimenti per incentivare l’acquisto del Made in EU.
3. Il governatore scarica le liste d'attesa sul passato e punta sulle Case di Comunità: lei come avrebbe abbattuto i tempi di risposta ai cittadini?
In sei anni le liste d’attesa nelle Marche sono aumentate come le persone che vanno a curarsi fuori regione. Tanti rinviano le cure perché non hanno i soldi per il privato. Manca il personale e c’è caos organizzativo. Tutti i presidenti si stanno battendo con il Governo per avere 20 miliardi in più per la sanità pubblica in grave difficoltà, tranne Acquaroli… per non fare un torto a Meloni.
4. Sullo smaltimento dei rifiuti, la Giunta conferma la volontà di realizzare un termovalorizzatore nelle Marche per raggiungere i target comunitari del 2035. Qual è la sua posizione?
Ci vorranno almeno 15 anni per il termovalorizzatore (se si farà) e non hanno scelto nemmeno il sito. E nel frattempo che si fa per ridurre i rifiuti? Per gli impianti di riciclo e riuso? Per le discariche esistenti e i rifiuti speciali? Per migliorare qualità e quantità della differenziata?
5. Da ex sindaco di Pesaro come giudica la legge sui centri storici, ribattezzata 'anti-kebab' per tutelare la sicurezza e l'identità delle piccole realtà locali?
Giusto tutelare i centri storici ma vanno messi i soldi per aiutare il commercio, non c’è un euro per il rilancio, solo propaganda sul Kebab.
Sulla sicurezza va fatto molto di più. Potremmo essere la regione più sicura d’Italia ma serve una politica vera: più forze di polizia, nuove tecnologie, monitoraggio del territorio, investimenti su salute mentale, lotta alle dipendenze e mai abbassare la guardia sulla criminalità organizzata.
6. Incentivi per chi assume under 36 per frenare l'esodo dei talenti: misura efficace o serve altro per il lavoro giovanile?
Speriamo funzioni, perché i giovani continuano a scappare. Acquaroli valuti le proposte che avevamo fatto. Il diritto a tornare: togliere tasse regionali per 5 anni a chi torna dall’estero. Il diritto a restare: dote di qualche migliaio di euro del fondo sociale europeo ai giovani laureati per costruirsi un futuro qui.
7. La Regione rivendica il rilancio su ZES e infrastrutture. Da europarlamentare esperto di fondi europei e dinamiche territoriali, qual è la sua valutazione sulla capacità di spesa della Regione?
A fine 2026 scade il PNRR. Chi governa l’ha osteggiato ma è con quei fondi che stanno concludendo molte opere e che si è retta una bassa crescita. Hanno però fatto sparire la ferrovia adriatica, perdendo 1.8 miliardi di euro che avevo portato con Draghi e senza mettere un euro per l’alta velocità. L’aeroporto galleggia e continuano i disagi autostradali nel sud delle Marche. Non c’è una strategia infrastrutturale. La Zes va allargata, mezza regione è tagliata fuori.
8. Parliamo di Brand Marche. Acquaroli rivendica l'immagine di una regione palcoscenico di grandi eventi. Cosa avrebbe fatto lei in più per il turismo?
Le Marche hanno potenzialità turistiche enormi. Potremmo vivere di cultura tutto l’anno ma siamo semi sconosciuti. I riconoscimenti Unesco sono importanti ma serve un progetto che non vedo. Ancona capitale italiana e Pesaro-Urbino capitale europea della cultura devono diventare progetti regionali di promozione internazionale. Il principale testimonial di una Regione è il suo Presidente, bisogna però esserne capaci. Rispetto i marchigiani che hanno scelto la continuità, ma ci vuole più ambizione e visibilità.
9. La Giunta valuta l'allargamento a otto assessori prima del 2027: scelta necessaria per governare o mossa della politica?
Il problema non è il numero ma ciò che fanno. Sui temi strategici non c’è un progetto. Sull’IA avevo proposto un hub con le università per aiutare le imprese manifatturiere. Sul cambiamento climatico: riempire le città di piante e ombra. Sull’acqua: iniziare dalla pulizia degli invasi. Le politiche per le aree interne sono sparite, non c’è una politica per i nidi e rimaniamo ultimi sul trasporto pubblico.
Invito il Presidente ad ascoltare le proposte che arrivano dai consiglieri di opposizione, un gruppo competente e responsabile. Continuerò a fare la mia parte dall’Europa.