13/01/2026
𝟕𝟎𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐧𝐜𝐨𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐞𝐥𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐟𝐢𝐝𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐎𝐚𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐩𝐚 𝐁𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚
Quattro progetti di riqualificazione ecologica per due aree di cui è soggetto gestore la Provincia di Ancona: i due siti, che rientrano nella rete Natura 2000, sono “Fiume Esino in località Ripa Bianca” a Jesi e la “Selva di Castelfidardo”.
L'opera di riqualificazione, che prevede la redazione di molteplici interventi con l’obiettivo di ridurre la perdita di biodiversità rientra nel bando per lo “Sviluppo delle infrastrutture verdi in ambito non urbano”, approvato dalla Regione Marche ed inserito nel contesto del programma Regionale del Fondo Europeo.
I progetti sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato oltre al Presidente della Provincia Daniele Carnevali anche il Sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Jesi Alessandro Tesei, i tecnici della Provincia, l’Arch. Sergio Bugatti, dirigente Settore Ambiente e Governo del Territorio e l’Arch. Marco Mancini, funzionario Area Pianificazione e Programmazione territoriale.
Ammonta a circa 700mila euro la somma che la Provincia ha ricevuto attraverso il Bando in questione. Per le due aree si prevedono pertanto un’ampia serie di iniziative che hanno lo scopo di tutelare e mantenere l’ecosistema naturale.
“L’obiettivo dei progetti è il completo recupero ecologico della flora e della fauna all’interno dei siti individuati, azioni dall’importanza cruciale per la tutela del patrimonio naturale del territorio. Saranno dunque disposti interventi volti a valorizzare e recuperare quelle aree dei siti di Jesi e Castelfidardo che necessitano di un’ampia opera di manutenzione degli ambienti boschivi, agricoli e umidi”, ha spiegato il Presidente della Provincia di Ancona Daniele Carnevali.
Nella zona di Ripa Bianca, i progetti mirano alla conservazione e al ripristino delle funzionalità ecologiche del sito, con particolare riguardo alle specie ed habitat tipici degli ambienti agricoli, fluviali ed umidi, intendendo favorire la riqualificazione dell’area posta in prossimità dell’ingresso alla Riserva Naturale, mediante azioni di ripristino ecologico con siepi, piccoli boschi, prati e stagni. Tale progetto propone poi la creazione di microhabitat, funzionali alla connessione ecologica fra le aree agricole e quelle forestali, alla conservazione e all’incremento dell'avifauna agricola. Lo scopo definito è migliorare lo stato di conservazione di alcune specie di interesse quali l'Ortolano, l'Averla piccola, il Cavaliere d'Italia, il tarabusino, la nitticora ed il rospo smeraldino.
Gli altri progetti riguardano la Selva di Castelfidardo, caratterizzata dalla presenza di un bosco residuo unico per biodiversità. In questo caso ci si propone di generare un bosco irregolare sia sul piano orizzontale che su quello verticale, alternando aree a maggiore copertura arborea, con altre più aperte, dove siano migliori le condizioni per l’insediamento e lo sviluppo delle specie eliofile, in particolare querce (cerro, roverella, farnia), specie che caratterizzano gli habitat della Selva.
L’intervento mira anche a ridurre la carica batterica presente in bosco, eliminando le piante soggette al cancro carbonioso e alla realizzazione di due piccoli invasi allo scopo di accogliere fauna ittica e anfibi, con focus sulla reintroduzione del rarissimo tritone crestato italico.