15/07/2026
Il Senato ha dato il suo via libera al DDL Caccia (il ddl 1552), un provvedimento ideologico e violento che tenta di smantellare trent’anni di tutele ambientali e della fauna selvatica.
Non è una “riforma”: è una deregolamentazione spietata che risponde alle lobby più retrograde, ignorando la comunità scientifica e la maggioranza dei cittadini.
Cosa prevede questa “legge sparatutto”?
• Scienza calpestata: Il parere dell’ISPRA non sarà più vincolante ma solo consultivo. Le Regioni potranno decidere i calendari venatori ignorando i dati scientifici.
• Nessun confine alla violenza: Si rischia l’estensione della caccia in tempi di migrazione e nidificazione, e persino l’apertura a contesti fragili come parchi e aree protette.
• Deregolamentazione ecologica: Specie finora protette finiscono nel mirino, in aperta violazione delle direttive europee Habitat e Uccelli, esponendoci all’ennesima procedura d’infrazione.
Nelle Marche, una regione cerniera tra l’Appennino e la costa, fatta di equilibri complessi e di una biodiversità straordinaria, questo schiaffo alla natura è estremamente doloroso.
La fauna selvatica è un patrimonio indisponibile dello Stato, cioè è qualcosa che appartiene a tutte e a tutti noi.
Appartiene alla collettività, alla terra, al futuro.
Non può essere sacrificata sull’altare del consenso elettorale e del divertimento di pochi.
Difendere la natura significa praticare un’ecologia profonda e intersezionale: significa riconoscere che la logica del dominio e della sopraffazione sui corpi dei viventi e sui territori è la stessa che genera diseguaglianze e ingiustizie sociali.
La Terra non è un poligono di tiro.
La vita selvatica ha diritto al proprio spazio, alla propria dignità, al proprio silenzio.
Ora la battaglia si sposta alla Camera e noi non faremo un passo indietro.
Insieme alle associazioni ambientaliste, ai territori e a chiunque creda nel rispetto della vita, faremo risuonare la nostra voce.
L’armonia non si caccia. Si custodisce.