26/06/2026
Dal Giornale di Treviglio - 26 Giugno 2026
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🚔🚨 Estorsioni e sfruttamento nella Bassa bergamasca: arrestato 30enne bengalese.
Arrivavano in Italia con la promessa di un’occupazione regolare e la speranza di costruirsi un futuro migliore. Ma, una volta inseriti nel tessuto produttivo della Bassa bergamasca, si sarebbero ritrovati intrappolati in un sistema di sfruttamento fatto di minacce, controllo dei documenti e richieste di denaro mensili.
Una vera e propria rete di estorsione che avrebbe colpito decine di lavoratori di origine bengalese impiegati in aziende manifatturiere del territorio.
A ricostruire il presunto meccanismo illecito sono stati i militari della Guardia di Finanza di Treviglio, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo.
L’indagine ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal Gip del Tribunale di Bergamo, nei confronti di un cittadino bengalese di 30 anni residente ad Antegnate, in Italia dal 2011.
Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe stato il centro di un sistema che gli investigatori definiscono di «intermediazione forzata» della manodopera. I connazionali, tutti regolarmente presenti sul territorio nazionale, venivano inizialmente reclutati con la promessa di un impiego e di un inserimento stabile nelle aziende della zona.
Una volta arrivati, però, sarebbero stati costretti a consegnare i passaporti e i documenti personali, diventando di fatto dipendenti non solo dal datore di lavoro ma anche dal presunto mediatore.
Il sistema prevedeva, secondo l’accusa, il pagamento di somme comprese tra i 10 e i 15 mila euro per l’ingresso in Italia e l’avvio delle pratiche lavorative. Successivamente, una volta ottenuto il posto di lavoro, ai lavoratori veniva imposto un ulteriore “prelievo” mensile sullo stipendio, quantificato tra i 500 e i 600 euro, pari a circa un terzo della retribuzione. Chi non rispettava le richieste sarebbe stato sottoposto a pressioni, minacce e, in alcuni casi, violenze.
Nel corso delle perquisizioni effettuate presso l’abitazione dell’indagato ad Antegnate, i finanzieri hanno rinvenuto decine di copie di passaporti e contratti di lavoro. Materiale che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato utilizzato come strumento di controllo e ricatto nei confronti delle vittime, impedendo loro di sottrarsi al meccanismo estorsivo o di cambiare datore di lavoro.
Le persone coinvolte risultano impiegate in diverse aziende manifatturiere della Bassa orientale bergamasca, dove il sistema avrebbe garantito all’indagato un flusso costante di denaro nel corso degli anni. Un meccanismo che, sempre secondo quanto ricostruito, si reggeva su una rete di dipendenza economica e psicologica, alimentata dalla paura di perdere il lavoro o di subire ritorsioni.
Le indagini proseguono ora per chiarire l’ampiezza del fenomeno e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti, sia nell’organizzazione dell’ingresso dei lavoratori in Italia sia nella gestione dei rapporti con le aziende. Gli investigatori stanno inoltre analizzando la documentazione sequestrata per ricostruire nel dettaglio il flusso dei pagamenti e l’effettiva estensione della rete di sfruttamento.
👮♂️ Droga, rapine in villa e prostituzione: arrestato a Manchester il capo di un’organizzazione italo-albanese.
I fatti risalgono al maggio del 2025 quando i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo, avevano dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal gip del Tribunale di Bergamo, volta a colpire un gruppo criminale composto da soggetti italiani e albanesi, stabilmente radicata in provincia di Bergamo, con operatività in diverse regioni italiane, tra cui Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Calabria, responsabili di reati in materia di stupefacenti, furti e rapine in villa, sfruttamento della prostituzione, estorsione, ricettazione, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta e detenzione illegale di armi da fuoco.
In quel frangente, la Procura della Repubblica di Bergamo aveva chiesto e ottenuto – nei confronti di un indagato che si era sottratto alla cattura – l’emissione di un mandato di arresto europeo e contestualmente, il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bergamo aveva avviato delle complesse operazioni di ricerca, che avevano permesso, successivamente, di raccogliere indizi concreti della sua presenza nella città di Manchester (UK). Indizi poi confermati attraverso i canali di cooperazione internazionale previsti che avevano raccolto sufficienti elementi a conferma di quanto ipotizzato.
Per questo nei giorni scorsi i Reparti Speciali della Polizia inglese hanno fatto irrruzione nell’abitazione dove il fuggitivo si era rifugiato, traendolo in arresto.
Attualmente, il latitante è in custodia cautelare in una Casa Circondariale del Regno Unito, in attesa di estradizione in Italia.
L’attività di cooperazione internazionale rappresenta l’epilogo di un’indagine che aveva consentito di arrestare 12 soggetti, ottenere il sequestro preventivo di beni per circa 1,2 milioni di euro oltre a 500 mila euro di denaro contante (debitamente occultato dai sodali nei vani appositamente ricavati sulle autovetture in uso), circa 25 chilogrammi di cocaina e hashish, nonché un furgone Mercedes Limousine, con allestimento vip, del valore di circa 200mila euro, adoperato dall’organizzazione criminale per sfruttare l’attività di prostituzione.
🏫🔆 Nuove luci a Led nelle scuole: oltre 300 corpi illuminanti sostituiti per efficienza e qualità.
Sono partiti ieri, lunedì , i lavori alla scuola primaria e alla scuola secondaria di Antegnate, che porteranno alla sostituzione di oltre 300 corpi illuminanti con nuovi sistemi a tecnologia LED ad alta efficienza energetica. L’intervento rientra in un più ampio piano di riqualificazione degli edifici scolastici e punta a modernizzare gli impianti di illuminazione, migliorandone al tempo stesso le prestazioni e riducendo i consumi.
Le vecchie plafoniere, composte da quattro tubi al neon e caratterizzate da un consumo medio di circa 72 watt per corpo illuminante, verranno progressivamente sostituite da nuovi sistemi LED da circa 20 watt. Il passaggio alla nuova tecnologia garantirà un importante risparmio energetico e una significativa riduzione dei costi di gestione. Oltre all’efficienza, gli interventi puntano anche a migliorare la qualità della luce negli ambienti scolastici, grazie a dispositivi progettati specificamente per contesti didattici e lavorativi, con elevati standard di resa cromatica (CRI). La nuova illuminazione offrirà una luce più naturale, uniforme e confortevole, contribuendo a ridurre l’affaticamento visivo.
Questo nuovo intervento conferma l’attenzione dedicata agli edifici scolastici fin dal primo giorno di mandato. In soli due anni sono stati realizzati numerosi interventi e destinati importanti risorse per rendere le nostre scuole sempre più moderne, efficienti, sicure e accoglienti.
«Perché una scuola migliore non è soltanto un edificio più bello - ha detto l' assessore Raul Rossoni -è un luogo dove i nostri ragazzi possono crescere, imparare e costruire il proprio domani nelle migliori condizioni possibili».