02/06/2026
Questo sito “storico” dell’arrampicata in Valle del Lys viene frequentato dagli arrampicatori locali
già intorno alla fine degli anni ’70. I fattori che contribuiscono ad attirarne l’attenzione sono
diversi; la vicinanza, il tipo di struttura, diedri, fessure e non ultimo l’ottima qualità della roccia.
Negli ’80 con uno sguardo all’arrampicata libera nascono nuove vie aperte a chiodi e nuts, la
famosa “via della Dülfer”, il “traverso” che in alto sulla parete conduce al “tiro del diedro”,
certamente G. Beuchod e poi sempre i soliti; la “banda dei Gabençois”, per citare solo alcuni
nomi; Michele e Marco Chiò, Alberto Tazzi, Robert Tousco, Max Freppaz, Flavio, Sandro Lazier e
tanti altri, un’epoca di scoperta in stile classico dal 4º al 5º grado.
Nello stesso periodo compaiono i primi tasselli ad anello, piantati a mano dal talento Andrea Gallo
per superare un pilastro liscio che per tutti sarà il nuovo riferimento “la via del sesto +”.
Se non per qualche ragazzino locale la falesia perde di importanza e viene dimenticata fino al
2010 quando la Guida A. Silvestri decide di attrezzare le vecchie linee a spit con l’aggiunta di
qualche itinerario, 6 vie che però attraggono solo pochi amici.
E’ tra il 2025 e il 2026 che la Guida locale D. Frachey con il supporto economico (materiale)
dell’associazione Dimensione Verticale decide di sviluppare la storica Falesia in maniera
sistematica. Ad oggi si contano più di 20 itinerari aperti e attrezzati con un ottica di
“un’arrampicata per tutti”, l’abbondante e ravvicinata chiodatura che da un lato sminuisce i
concetti di avventura e di adrenalina propri della scalata ma che dall’altra apre la possibilità di
cimentarsi in sicurezza da primi di cordata ad un vasto pubblico, ragazzini compresi.
Falesia di riferimento per avvicinarsi al mondo dell’arrampicata. 5’ a piedi dal comodo parcheggio.verticale.gaby .frachey