08/06/2026
La nostra associazione, impegnata quotidianamente nel contrasto alla violenza di genere e nella promozione di una cultura libera da stereotipi di genere, esprime profonda preoccupazione per gli effetti della legge Valditara, recentemente approvata in via definitiva.
La nuova normativa, imponendo vincoli stringenti e divieti espliciti, rischia di compromettere in modo significativo il lavoro educativo svolto nelle scuole e nei territori.
Con l’introduzione dell’obbligo di consenso scritto preventivo per ogni attività che riguardi affettività, identità di genere e sessualità nelle scuole secondarie e con il divieto totale di affrontare questi temi nella scuola primaria, la legge crea un clima che può tradursi in una censura di fatto dei percorsi educativi sulla parità.
Si parla di:
- autocensura delle scuole: Dirigenti e docenti potrebbero evitare progetti considerati “sensibili”, anche quando sono fondamentali per la prevenzione della violenza.
- Esclusione delle esperte — Le associazioni che lavorano nei centri antiviolenza rischiano di essere escluse dagli interventi scolastici.
- Contrasto con la Convenzione di Istanbul — La legge va in direzione opposta agli obblighi internazionali dell’Italia, che prevedono programmi educativi sulla parità e sul rispetto.
La prevenzione della violenza di genere non può essere delegata all’emergenza o alla repressione: nasce da un lavoro culturale costante.
Educare al rispetto riduce comportamenti abusanti normalizzati.
Decostruire gli stereotipi è l’unico modo per intervenire sulle radici della violenza.
Riconoscere i segnali di abuso permette a ragazze e ragazzi di proteggersi e chiedere aiuto.
Creare comunità sicure è un investimento sociale, non un’opzione.
Come associazione che opera quotidianamente accanto a donne e ragazze che subiscono violenza, affermiamo che:
- La scuola deve restare un luogo aperto, libero e competente nel trattare parità, affettività e rispetto.
- La nuova legge rischia di indebolire la prevenzione primaria, proprio nel momento storico in cui sarebbe necessario rafforzarla.
Nonostante tutto continueremo a promuovere percorsi educativi, a collaborare con le scuole, se ce lo permetteranno, e a difendere il diritto delle nuove generazioni a crescere in un ambiente libero da stereotipi e violenza.