Comitato in difesa del Parco di via Grandi

Comitato in difesa del Parco di via Grandi Questa è la pagina relativa al Comitato del Parco di via Grandi di Arcore (MB)

PEDEMONTANA, FERMIAMOLADomenica 23 maggio dalle ore 10 ci troviamo in 9 punti lungo il tracciato progettato di Pedemonta...
16/05/2021

PEDEMONTANA, FERMIAMOLA

Domenica 23 maggio dalle ore 10 ci troviamo in 9 punti lungo il tracciato progettato di Pedemontana per dire NO ad un'opera vecchia, costosissima e che devasterà l'ambiente, sottraendo enormi risorse ad altri progetti che potrebbero rendere la Brianza più vivibile.
L'iniziativa sarà in diretta Facebook sulle pagine delle Associazioni.

Vieni con noi a:
° Arcore in Piazza Durini (Bernate).
° Vimercate in frazione Velasca, piazza Giordano Bruno.
° Carnate, via Gargantini sul sentiero che porta a Passirano
° Sulbiate in via cascina Cà con ingresso da via San Nazzaro di Vimercate.
Presidi anche a Biassono (2), Desio, Bovisio Masciago e Seveso

La manifestazione è promossa da:
Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate
ImmaginArcore
Melting Pot Associazione Culturale Arcore
Associazione Colli Briantei
Un Parco per Bernareggio
Gruppo Valle Nava Casatenovo
Fridays For Future Vimercate e Brianza
Monza per un buon clima

Alternativa Verde Desio
Comitato Ambiente Bovisio Masciago
Legambiente Biassono
Legambiente circolo Laura Conti di Seveso
Legambiente Seregno
Legambiente Desio
Lista per Biassono
Lista Altra Bovisio
Lista Passione Civica Cesano Maderno
Sinistra e Ambiente Meda
Impulsi Meda
Monza per un Buon Clima
Comitato Parco Groane Brughiera
Coordinamento No Pedemontana
Seveso Futura
Sinistra per Desio
Casa della Sinistra Seregno

PEDEMONTANA FERMIAMOLA 23 MAGGIO 2021  ORE 10TROVIAMOCI PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCEAI PRESIDI LUNGO IL TRACCIATO DELL...
09/05/2021

PEDEMONTANA FERMIAMOLA

23 MAGGIO 2021 ORE 10
TROVIAMOCI PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE
AI PRESIDI LUNGO IL TRACCIATO DELLA AUTOSTRADA

Rieccoci con Pedemontana, un’autostrada che si aggiunge a strade già presenti e che poi porterà a chiedere altre strade.
In Brianza c'è molta ricchezza, ma un basso livello di qualità della vita, a causa dell'eccessiva urbanizzazione, del traffico caotico e della mortifera qualità dell’aria.
E' un modello di sviluppo da cambiare perché la Brianza non può e non deve essere un deserto di asfalto e cemento.
Sul tracciato dell’autostrada da completare, le criticità si sommano e le soluzioni non sono all’altezza.
Si pensa di affrontare il problema della Diossina TCDD, prodotta dal disastro dell'ICMESA e presente sulla tratta B2 (da Meda a Bovisio Masciago) con un Progetto Operativo di Bonifica “al risparmio”, insufficiente e comunque rischioso a causa della movimentazione di terreno contaminato.
Occupazione e devastazione di aree libere verdi e boscate di pregio interesseranno la tratta C (da Cesano Maderno a Vimercate) che nella prima parte attraversa pure un territorio particolarmente antropizzato.
Lo stesso avverrà per la D (da Vimercate a Dalmine).
Non va dimenticato, per le tratte A e B1 già in esercizio, il bilancio economico insostenibile, con percorrenze
ben lontane da quelle inizialmente previste e un resoconto ambientale disastroso con lo
sventramento del Bosco della Moronera a Lomazzo, il dimezzamento di quello della Battù a Lazzate e coi terreni agricoli distrutti. A questo va aggiunto il mancato completamento di tutte le compensazioni ambientali previste, alcune delle quali sono state ridotte o snaturate rispetto al progetto originale.
Dinanzi a tale rovinoso scenario, serve fermarsi, serve rinunciare al completamento dell’infrastruttura.
L'idea di Pedemontana è vecchia di 40 anni ed è da sempre sostenuta dagli interessi economici forti, rappresentati non solo dalle imprese legate alle costruzioni, ma anche da quelle che traggono profitto dalla costante urbanizzazione conseguente ad ogni nuova strada.
Pedemontana è ferma da tempo per mancanza di finanziamenti dagli investitori privati.
Regione Lombardia continua però a volerne ostinatamente il completamento, cercando, di attirare capitale privato con ambigue operazioni di supporto a mezzo di risorse pubbliche e sperando di attingere alla montagna di soldi in gioco anche per le infrastrutture.
In Brianza queste risorse economiche sarebbero molto più utili per realizzare infrastrutture non stradali, quali tramvie e metropolitane, per rafforzare la rete ferroviaria e la ciclabilità e per la scuola, per il welfare, per il sistema sanitario territoriale e la prevenzione.
Il dopo Covid sarà – ce lo auguriamo e operiamo per questo fine - un mondo diverso da quello di prima, anche in termini di mobilità e viabilità, si progetta il futuro guardando avanti e non indietro.
Pedemontana devasterebbe ulteriormente il territorio e aggiungerebbe problemi a problemi per l'ulteriore antropizzazione che essa induce.
Non rappresenta la soluzione più adeguata ai bisogni di mobilità della Brianza, diversi secondo le aree.
Servono interventi differenti da quelli offerti da un'autostrada a pagamento, meno frequentata di quanto previsto anni fa e che congestionerà ulteriormente il traffico locale invece di alleggerirlo.
Chi si ostina a volere il completamento di questa impattante autostrada che ha un bilancio economico e ambientale disastroso, ci inganna perpetuando un modello di sviluppo sconsiderato e insostenibile e certo non vuole una vera transizione ecologica.

Associazioni e gruppi ambientalisti e per una mobilità sostenibile invitano i cittadini a trovarsi domenica 23 maggio 2021 alle ore 10 ai presidi che si lungo il tracciato autostradale.

21/04/2021

Da Doneda a via Grandi, 10 anni di scelte sbagliate e poco trasparenti.
Ora la magistratura chiede al Sindaco di pagare il conto sul bitumificio,

Il PD si stringe attorno al sindaco Rosalba Colombo, sono tutti solidali e tutti fermamente convinti di aver agito con quel principio di diligenza che si dovrebbe usare quando si tratta la cosa pubblica.
Ma se l'umana solidarietà è ammessa anche in caso di errore involontario, essa si trasforma in offesa alla città se si riduce a mera propaganda politica di parte e si prescinde dal fatto che la magistratura non chiede il rinvio a giudizio per errori involontari, bensì prospetta ben altre violazioni delle norme in materia di procedimenti. amministrativi.
Non si discute se i soggetti rinviati a giudizio operarono in buona fede o meno, sacrificandosi per il bene della comunità, ma del come lo fecero e soprattutto perchè si comportarono in un certo modo e non in un altro, benchè fossero pure stati avvertiti.

La sentenza del Consiglio di Stato n. 943 / 2017, atto pubblico consultabile, dove il Comune di Arcore viene condannato a risarcire Doneda s.a.s. per circa 620 mila euro, porta come intestazione "risarcimento del DANNO per ILLECITO ARRESTO di un procedimento....".

Un primo quesito che ci si deve porre è: chi all'interno dell'Amministrazione Comunale ha commesso l'illecito?
La Corte dei Conti individua come responsabile Marco Rocchini, Massimiliano Lippi e Rosalba Colombo.
Perché individua loro e non altri per le responsabilità?
Perché gli atti amministrativi che hanno generato il risarcimento del danno discendono da loro specifiche competenze, in quanto sindaci e funzionario responsabile.
Cosa dice la sentenza ?
E' ben vero che il Comune avrebbe potuto prospettare dette "difficoltà realizzative dell'intervento " - prospettandole quali cause ostative alla realizzazione del medesimo in sede di rifusione del potere - perché, come è noto, la sentenza demolitoria non le precludeva di ripronunciarsi su tutti gli aspetti della controversa vicenda una seconda volta.
Traduzione; il giudice del Consiglio di Stato ha con la sentenza certificato il fatto che l'Amministrazione avrebbe potuto e dovuto agire, rappresentando negli atti e in giudizio tutti i motivi in base ai quali ha sostenuto che non vi era danno da risarcire a Doneda, perché la richiesta di spostamento dell'impianto e la pretesa di ricollocamento della ditta sul territorio di Arcore si basava su presupposti non reali attinenti a diversi aspetti societari, produttivi e occupazionali.
Allora perché il Sindaco Colombo e il funzionario non hanno messo tutte queste informazioni/ motivazioni nella delibera di Consiglio Comunale nel 2011 per la bocciatura del procedimento visto che ne avevano già piena conoscenza?
Perché queste motivazioni le portano soltanto nel 2017 al Consiglio di Stato per resistere alla richiesta di risarcimento danno e non lo fecero prima?
E il Comitato di cittadini costituitosi per impedire la ralizzazione del betonaggio aveva pure indicato al Sindaco strade che avrebbero potuto evitare rischi all'Amministrazione, nma non fu ascoltato.

Nel piano di via Grandi le anomalie comportamentali si sono ripetute.
Perché, per dare avvio al procedimento, vennero date informazioni non proprio rispondenti al vero agli avvocati incaricati di redigere un parere legale in merito allo stato del parco e degli interventi che su di esso erano stati fatti.
Perchè il primo piano integrato d'intervento partì senza adeguate verifiche del quadro giuridico che lo sosteneva e dovette essere poi cambiato.
A seguito degli esposti dei cittadini e di un sopralluogo sono gli stessi avvocati del Comune a scrivere che la situazione è diversa da quella prospettata loro dal Comune.
L'Amministrazione sosteneva l'inattaccabilità giuridica del prprio operato nel 2014, ma poi nel 2018 si è trovata a fare i conti con la Regione Lombardia che segnalava che l'accordo di programma proposto presentava aspetti molto critici su più piani e si sta ancora cercando di rimediare.
Nonostante tutto questo il Consiglio Comunale ha votato di proseguire nel procedimento, ignorando la complessità di un quadro giuridico che non fornisce certezze e la labilità delle basi del piano che permangono, concorrendo così a far assumere all'Amministrazione Comunale prossima il rischio di finire nuovamente nei guai giudiziari.

Amministrare non significa usare a piacimento il territorio e il patrimonio dei cittadini, perché i sindaci vanno, i consiglieri vanno e le giunte vanno, ma i debiti, gli scempi e i danni restano per sempre sulle spalle dei cittadini.

23/03/2021

Mancano ancora 99 firme!

LA TRANSIZIONE AL CEMENTO NELLA CITTA' DI ARCORERieccoci coi palazzoni nel parco di via Grandi.La risposta del Comitato ...
21/03/2021

LA TRANSIZIONE AL CEMENTO NELLA CITTA' DI ARCORE

Rieccoci coi palazzoni nel parco di via Grandi.
La risposta del Comitato alla volontà del Sindaco di cementificare in un decalogo di considerazioni.

Si parla quotidianamente di transizione ecologica, hanno fatto persino un ministero, ma ad Arcore la sola transizione che conosce il Sindaco Colombo è la transizione dal verde al cemento.

Il Sindaco Colombo, prima di lasciare compie la mossa della disperazione, chiedendo alla sua maggioranza di approvare una delibera con cui si esprime una positiva valutazione alla cementificazione del parco per ottenere le risorse necessarie a costruire la nuova caserma dei carabinieri.
Tutti concordano sulla costruzione di una nuova caserma, però tutti, tranne che il sindaco ed i suoi, vogliono trovare altri modi per farlo, in modo che non avvenga col sacrificio del territorio.
Di alternative per ospitare l'Arma ne sono state proposte e di nuove ne possono arrivare, come ad esempio la sede della polizia stradale che si vorrebbe abbandonare.
Ecco le considerazioni:

1. La vicenda della caserma nasce più di 7 anni fa e seguendo altre vie oggi l'Arma disporrebbe da tempo di una nuova struttura.

2. Quelli che dispongono di aree agricole e non edificabili, dopo questa storia, si ritengono probabilmente degli sfigati. Eh no, è colpa vostra se siete sfigati, se avreste avuto l'intuito e le capacità dell'operatore che ha proposto il piano per la caserma avreste pure voi legittimamente ottenuto diritti edificatori che vi avrebbero procurato vantaggi economici non minimali. E non solo ve ne avrebbero aggiunti un altro po' di diritti edificatori, sacrificando pure un parco per rendervi più felici.

3. A due mesi dalla scadenza del mandato il Sindaco gioca, come detto, una mossa disperata, sperando di convincere la Regione a dare il via libera all'accordo di programma, il solo strumento che può rendere possibile l'operazione.

4. Così facendo rischia di replicare nelle conseguenze una storia già vista col bitumificio. Si avanza nel procedimento, l'operatore, a ragione o a torto, si può convincere di aver maturato diritti e, quando future amministrazioni o i tribunali stabiliranno che nulla si vorrà e potrà fare, saremo alle solite controversie giudiziarie, le quali ultimamente si concludono anche con richieste di danni erariali. Se dopo il Sindaco con Doneda, ora altri, tra assessori e consiglieri, vogliono partecipare a questo nuovo gioco, c'è da sperare che conoscano regole e rischi.

5. Lascio a voi stabilire se con un mandato in scadenza è politicamente etico che si forzi la mano ponendo pesanti ipoteche su chi sarà in futuro chiamato ad amministrare, non lasciando invece a costoro la decisione, visto che chi oggi è in carica non ha saputo concludere un controverso procedimento.

6. Tra poco la caserma sarà costata più per avvocati e periti che per i muri. Costata a noi, perché il Sindaco spende soldi nostri per sostenere progetti “suoi” e che la città ha mostrato di non condividere.

7. I tre palazzoni che si vuol edificare non nascono per far fronte ad alcun fabbisogno abitativo, anche se si usa la formula dell'edilizia convenzionata. Nel piano integrato d'intervento proposto, per farlo stare minimamente in piedi, sono stati inserite le operazioni più disparate in luoghi distanti tra di loro, come la vendita la ex-scuola di via Belvedere, in uso ad associazioni, e la ristrutturazione della caserma di via Edison da dismettere. Giuridicamente anche possibile, ma inopportuno sul piano della logica e della pubblica utilità.

8. Il Sindaco non ha mai chiesto un giudizio “neutrale” a terzi sul piano giuridico. La delibera si basa su pareri legali da lui commissionati per sostenere le sue tesi, pagati però coi nostri soldi. Si dichiarano infondati i pareri e le osservazioni del Comitato di cittadini che vogliono preservare il parco, ma per farlo si usa una sentenza del Consiglio di Stato che mal si attaglia alla operazione che si vuol compiere. Va rammentato che la magistratura, anche quella amministrativa si pronuncia su casi concreti, che le sentenze possono concorrere a far giurisprudenza, ma non sono clonabili. Di sentenze della magistratura amministrativa che portano a conclusioni molto differenti noi ne abbiamo trovate diverse.

9. Non va dimenticato che l'area del parco che si vuol occupare coi palazzoni, anche attraverso uno scambio di suolo, derivante da un esproprio per pubblica utilità nell'ambito di un Piano di Edilizia Economica Popolare, è per la sua origine ormai priva di diritti edificatori, che quella del privato non ne ha mai avuti e che tali diritti non vengono generati da scambi di aree. E i proprietari delle abitazioni sorte in seguito PEEP hanno già contestato al Comune la possibilità di procedere senza il loro assenso. Ad avvalorare le tesi del Comitato esiste un'ampia giurisprudenza e saranno quindi probabilmente i tribunali a decidere. Insomma vogliono edificare ad ogni costo, ma probabilmente non possono.

10. I Consiglieri Comunali di maggioranza sono un'altra volta forzati a pronunciarsi su di un provvedimento fondato su premesse assolutamente non lineari, dalla molto difficile lettura giuridica e politica. Si trovano davanti una giurisprudenza complessa, innumerevoli pareri, pronunciamenti di chiarissimi professori di diritto urbanistico e corpose perizie di noti geometri. Dovrebbero domandarsi innanzitutto se in scienza e coscienza sono in grado di votare il provvedimento.

Mentre valutiamo l'opportunità di richiedere un nuovo referendum in materia, chiediamo ai cittadini di continuare a darci il loro sostegno, come in grande numero e con grande forza hanno già fatto.

Lo chiediamo anche alle forze politiche, alle quali inoltre domandiamo l'impegno di ricercare soluzioni che non portino a cementificare il parco nel momento in cui saranno chiamate tra pochi mesi ad amministrare.

IL GIOCO DELLE TRE CARTE SULLA PELLE DEGLI ARCORESISei anni non sono bastati al Sindaco per capire che l'idea di cementi...
09/06/2020

IL GIOCO DELLE TRE CARTE SULLA PELLE DEGLI ARCORESI

Sei anni non sono bastati al Sindaco per capire che l'idea di cementificare il parco di via Grandi per costruire la nuova caserma dei carabinieri è completamente sbagliata, perchè basata sulla logica di pagare i servizi cementificando il suolo non consumato e il verde.

I cittadini hanno già detto di no, perchè non credono che quanto si vuol fare sia nel reale interesse della comunita.
La Regione Lombardia ha manifestato perplessità molto simili alle nostre.
L'arma dei Carabinieri gradirebbe ogni soluzione che garantisse una sede più adeguata, ha già atteso anni e ora il Sindaco le chiede di aspettare che prima si facciano i palazzoni, poi la caserma verrà. Tribunali permettendo, una decina d'anni dall'inizio.

Per superare le resistenze della Regione, la sola che può realmente dare il via libera, il Sindaco ricorre ad uno dei più noti giochi di prestidigitazione, attraverso una pura rivisitazione del progetto.
Nel nostro caso le tre carte sono i tre palazzi che si muovono sul terreno del parco e del privato, ma al termine rimane sempre il grigio cemento al posto dell'area di un parco riqualificato coi soldi della comunità. Senza alcuna certezza riguardante il diritto di poterlo fare.
Basta osservare le immagini della zona come è ora e come diventerebbe nelle due ipotesi.

In realtà gioca sulla pelle degli Arcoresi, del verde e del suolo della loro città e del loro denaro.
Noi ricorreremo a TAR e Consiglio di Stato, sostenuti dai cittadini, coi soldi offerti volontariamente da loro e non prelevati forzosamente dalle loro tasche in virtù della carica ricoperta.
E lo faremo sulla base di diverse norme giuridiche e pronunciamenti di tribunali che ci confortano nelle nostre idee ed azioni.
Il progetto, a causa della difficile sostenibilità giuridica, è già costato a noi Arcoresi decine e decine di migliaia euro in avvocati. Il che ricorda non poco i soldi buttati nel ponte di Messina.

Nel cronoprogramma dell'operazione si nota che tutto avverrà quando il sindaco Rosalba Colombo Sindaco non sarà già più Sindaco, quindi agli Arcoresi resterà l'onere di raccogliere i cocci e pagare eventualmente i costi delle sua scelte sbagliate, come per altro già avvenuto in passato. Insieme a altri debiti contratti, che peseranno su chi verrà dopo di lei.

Soluzioni alternative esistono e sono state proposte da più parti. Cercano tutte di reperire in maniera diversa le risorse per la costruzione della struttura e non contemplano una perdita ambientale e di suolo importante. Tutte presentano però guadagni minori per i privati.

26/11/2018

ELENCO DEI PRINCIPALI MOTIVI CHE PORTERANNO AD ANNULLARE L’ADP\PII CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ARCORE VUOLE REALIZZARE, SUL PARCO DI VIA GRANDI VIA PASTORE, SU PROPOSTA DI UN COSTRUTTORE PRIVATO.

1. L’area pubblica è indisponibile per legge 865\71 art. 35 e non può essere declassata con atto comunale. Oltretutto è stata vincolata a servizi per atto pubblico, fu destinata a parco e posteggi con il piano esecutivo del PEEP “AR8” del 1987 e risulta fra i servizi esistenti nel PGT.
2. E’ asservita alle residenze realizzate all’interno dello stesso PEEP che l’ha generata e non può esprimere altra capacità edificatoria, in quanto tutta utilizzata per la realizzazione delle residenze.
3. Il PEEP “AR8” che ha dato origine all’area pubblica è un piano attuativo particolareggiato e come tale, una volta ultimato rimane ultra attivo a tempo indeterminato e non può più essere modificato ( L. n. 1150 del 17 agosto 1942 art. 17 comma 1)
4. L’area pubblica è stata attualizzata entro il 2006, con i fondi pervenuti dallo Stato in seguito alla tromba d’aria del luglio 2001. Sono stati realizzati il parco e i posteggi (direttore dei lavori il geom. Carlo Maria Brioschi del comune di Arcore). Sono beni strumentali e non hanno perso l’interesse pubblico.
5. Per la legge regionale n. 31\2014 art. 5 comma 4, costruire le palazzine SUL PARCO sarebbe consumo di suolo.
6. La legge 244\2007 (FATTA PER REPERIRE AREE DA DESTINARE ALL’EDILIZIA SOCIALE) all’art. 1 comma 258, nega la possibilità di realizzare edilizia residenziale sociale o di altro tipo, sui giardini pubblici e sui posteggi pubblici o su aree lasciate a tale scopo.
7. Le aree PEEP ex legge 167\62 e successive modifiche ed integrazioni, essendo state espropriate rimangono soggette esclusivamente a tale legge e non possono essere utilizzate per altri scopi.
8. La legge 10 del 14 gennaio 2013 art. 4 prevede che le aree lasciate a standard con i piani attuativi, siano attrezzate a posteggi e giardini pubblici.
9. Uso improprio dell’istituto di accordo di programma, per mezzo del quale si vogliono realizzare le palazzine residenziali sugli attuali parcheggi pubblici e sul confinante parco pubblico. L’accordo di programma sarebbe possibile esclusivamente per l’opera pubblica, e comporterebbe all’automatica variante al PGT, qualora l’opera non fosse, già, stata prevista. La realizzazione dell’opera pubblica (caserma dei carabinieri) non richiede variante urbanistica, perché già prevista dal PGT sull’area standard dell’operatore privato, che è il promotore del P.I.I. con A.d.P.
10. Uso improprio del potere di pianificazione territoriale concesso al comune dalla legge. Sviamento di potere. Il potere di pianificazione è stato attribuito ai comuni al solo fine di disciplinare l’assetto urbanistico ed edilizio del territorio comunale e non per reperire risorse economiche.
11. Il testo unico per l’edilizia, legge 380\2001 all’art. 14 L comma 3, prescrive che nelle aree lasciate a verde pubblico o privato, non è ammesso localizzarvi opere pubbliche o di interesse pubblico. Per le aree con altre finalità, dove ciò fosse possibile, l’opera deve rispondere a finalità di interessi generali. Dunque le palazzine residenziali sono escluse a priori.

26/11/2018

I cittadini sono invitati a partecipare Giovedì sera 29 Novembre al Consiglio Comunale in cui il Sindaco cercherà nuovamente di forzare la mano nell'intento di cementificare il parco di via Grandi.
Sono oltre 4 anni che non riesce nel suo tentativo, facendo attendere i carabinieri per la nuova caserma.
Ora che incontra difficoltà pure in Regione, per ottenere l'accordo di programma necessario per proseguire nel progetto, inventa una votazione del Consiglio Comunale per mostrare i muscoli.

26/11/2018

Pericolose forzature.

Il Sindaco Colombo ha deciso di porre in votazione giovedì prossimo in Consiglio Comunale la variazione al piano generale del territorio per cementificare i giardini di via Grandi, al fine di ricavare i soldi per realizzare la nuova casema dei carabinieri.
E' il tentativo disperato di sfuggire alle difficoltà in cui si trova, col traffico che continua a soffocare la città, col centro cittadino che si degrada, col commercio che muore, con una città in declino, con le contestazioni sulla collocazione della RSA vicino al PalaUnimec e con la chiusura del passaggio a livello.
Senza la prospettiva di poter proseguire nei propri progetti con la propria legislatura.

In realtà gli effetti concreti della votazione saranno molto limitati, ma vuol essere una dimostrazione di forza da utilizzare per convincere che il Sindaco è forte, per mostrare allle opposzioni ad Arcore e a Lega e M5S in Regione che il Sindaco va avanti.
Anche in caso di voto favorevole il destino della cementificazione è legato al consenso della Regione per proseguire nell'accordo di programma e a Lega e M5S, pare non solo ad Arcore, il progetto non piace proprio.
Perchè non attendere le decisione della Regione e eventuali proposte alternative?

Una delibera del Consiglio può significare anche il ripercorrere strade pericolose come quella del betonaggio, nelle quali in Comune avanza nel procedimento e il privato può sfruttare poi una serie di passi per chiedere il conto, se nulla venisse fatto.
Il tutto inoltre accade in spregio alla procedura della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e dei soggetti coinvolti, per primi i cittadini, perchè non si attendono le sue conclusioni, si prefigura un giudizio finale positivo e senza modifiche. Mentre osservazioni e proposte tecniche abbandano.

In ogni caso sarà la magistratura a decidere, perchè il Comitato in difesa del parco porterà comunque Comune e altri enti eventualmente coinvolti in giudizio. Sono già stati raccolti i soldi per partire col ricorso, appena si presenteranno le condizioni tecniche per farlo.
E in giudizio si chiederà pure conto a Sindaco, Giunta e Consiglieri dei danni procurati alla comunità con le loro decisioni.
Abbiamo altresì sintetizzato le ragioni giuridiche in base alle quali riteniamo l'operazione in contrasto con le norme e le rendiamo note sulla nostra pagina FB.

Cosa intendono fare i consiglieri del PD? E quelli della Lista Civica? Allinearsi, rischiare in proprio? Accettare che il Sindaco scarichi su di loro la responsabilità per le conseguenze dell'approvaszione della delibera?

Coi suoi comportamenti il Sindaco ha fatto attendere i carabinieri per anni nell'avere una nuova caserma che, seguendo percorsi diversi, si sarebbe già realizzata da tempo.
Nessuna proposta alternativa di cittadini, comitati, forze politiche è stata considerata.
Quella lanciata col voto è una sfida in pieno stile Colombo, ma che nulla ha a che fare con gli interessi della città.
Nell'interesse di chi?

08/04/2018

Il lato oscuro
Il Comitato in difesa del parco di via Grandi rende pubblico il "libro nero" che racconta la storia del progetto di cementificazione del parco.
Dal bisogno di una miglior caserma per i carabinieri scaturisce l'idea di un privato di proporre al Comune uno scambio tra un suo terreno agricolo e un parco pubblico e lì sopra edificarvi tre palazzoni di edilizia privata a prezzi convenzionati.
Il privato compenserà la comunità facendosi carico della creazione di una nuova caserma e ricavandone un consistente profitto.
L'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Colombo giudica la proposta di pubblica utilità, i cittadini però la prendono molto male e così....
Già, ma per conoscere bene l'intera storia aprite il file pdf e leggete

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Flookaside.fbsbx.com%2Ffile%2FIl%2520lato%2520oscuro%2520%2520FB.pdf%3Ftoken%3DAWyD4uRA5tFfCae9O0AlyCiMOZWXfeiy-JUw5MoR8M2tIzcDiY-QTwtvRuz-TG4dl9NOmo_dU0ZuNXhvSMiKHOyefkRZb4daM2vBYUp9tNywOKN4BC0EYMzFtc_8pwX72v3aX88XShP68fNcMbq1PgKfPpPD5-wv1qs48bUvn9LQmKa6UHctI7RF_06M3--PRY0&h=ATO_RETlYqBhiavxwZDv8nOtwmR4mS9V3pmiWaPNoKqNyrEt0i83rnEpjcrYdp3UF6Y1N0jKssTMzc1NQeevFVu27ZI4Pz4otg0mfM2oxuhqBS-WU6uHmbw

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Via Grandi
Arcore
20862

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