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È da quando ho 11 anni che non mi piaceva stare con i miei coetanei e cercavo persone più grandi, che come le tutte le a...
18/03/2026

È da quando ho 11 anni che non mi piaceva stare con i miei coetanei e cercavo persone più grandi, che come le tutte le altre persone nello spettro autistico, mi rapportavo meglio con le persone più grandi

Vedevo la Chiara e Andrea e il bel rapporto che hanno e anche per questo motivo ho detto nella mia testa quando avró 16 anni, entro nella sua compagnia, come fanno le sorelle con 5 anni di differenza (la nostra è 6) che vedono la sorella come amica o la cugina minore in compagnia o tipo anche i miei cugini Marco e Mattia, ho sempre avuto poca voglia di fare amicizia pensando di trovare già la via spianata.

Anche perché più cresci e più capisci che l’età è un numero, ci sono coppie attorno a te che hanno età diverse, amici di età diverse, fratelli, sorelle, cugini e cugine di età diverse eppure amici

Molte esperienza che vivo penso quanto mi piacerebbe vivermele con Andrea

Sono stanca di questo calvario, è come se le persone non autistiche che potrebbero avere il mondo come amici, hanno tutte le fortune, cugini che le trattano da amiche eccetera

Che c***o aiutano a me i pranzi familiari, boh, stressano e basta!

Io che invece ho tanto bisogno di una figura borderline tra amici e famiglia, che sia con me quando esco e che ci divertiamo insieme, avere qualcuno che mi scrive, che mi cerca per bere un semplice caffè e confidarsi
Perché a me succede questo? 😭

sono stanca di avere pensieri intrusivi e ansiogeni, vorrei iniziare a settembre il tirocinio con relazioni utenti e Reg...
12/07/2025

sono stanca di avere pensieri intrusivi e ansiogeni, vorrei iniziare a settembre il tirocinio con relazioni utenti e Regione, portali eccetera senza sentirmi bloccata.

1. io prima della “questione Elisabetta”, seguivo, non trovo giusto per colpa di Elisabetta non poterlo fare

2. Sto pensando anche nella prospettiva che se fosse successo a me io avrei fatto come Carolina, quando avevo scritto ad Eleonora per conoscerla, cioè niente.
Non sarei andata a mettere in difficoltà, come mi sto trovando io adesso con Elisabetta solo perché ho scritto a sua cugina Sarah 6 anni fa

3. Idem per il discorso medie vorrei non doverne mai più parlare

4. Ho letto uno screen in cui Marco aveva scritto ad Edoardo, gli altri quando fanno va e bene, quando lo avevo fatto io terza guerra mondiale, che tra l’altro non ho più fatto, o Mattia che segue la Silvia


Io non valgo meno di altri, spero si possa capire come sto, sono tutte cose successe anni fa e che sto elaborando ora 😭cercando di uscirne e farmi capire per la persona che SONO ORA.

Mi dispiace dirlo, ma l’unica realtà che sento davvero come un supporto è il GAV – Gruppo Asperger Veneto, e lo ringrazi...
22/06/2025

Mi dispiace dirlo, ma l’unica realtà che sento davvero come un supporto è il GAV – Gruppo Asperger Veneto, e lo ringrazio con tutto il cuore. ❤️

È l’unico spazio in cui mi sento accettata per come sono, senza bisogno di maschere o spiegazioni infinite.

In questo ultimo anno ho acquisito molta più consapevolezza su di me, e ho capito che alcune persone che pensavo “importanti”, in realtà non ci sono mai state davvero.

Mi rendo conto che per me sarebbe importante avere una figura come il Dr. Glassman per Shaun, nella serie “The Good Doctor”.
Una presenza costante, affettuosa, che ti guida ma ti lascia essere te stessa. Qualcuno che crede in te, anche quando sbagli. Un perfetto padrino un perfetto tutto 🥰

Ma so una cosa: non voglio smettere di desiderarle.
E forse, un giorno, riuscirò ad essere io quella figura ponte per qualcunə.

Ricordatevelo sempre ❤️
21/06/2025

Ricordatevelo sempre ❤️

📚 Tra limiti, rispetto e consapevolezza.Alle medie avevo un compagno, Manuel, che aveva il sostegno. A causa delle sue d...
16/06/2025

📚 Tra limiti, rispetto e consapevolezza.

Alle medie avevo un compagno, Manuel, che aveva il sostegno. A causa delle sue difficoltà relazionali, a volte metteva in atto comportamenti invadenti: ad esempio, creava falsi profili Instagram copiando quelli di altri compagni o dei loro familiari.

Io, che all’epoca ero molto fragile e desiderosa di sentirmi parte di qualcosa, lo assecondavo. Non capivo davvero la gravità della situazione e finivo per aiutarlo a fare screenshot, senza rendermi conto delle conseguenze.

Poi i profili venivano cancellati.

In un caso ha imitato il profilo di mio cugino. E per anni, questo mi ha impedito di seguirlo sui social e di vivere con serenità anche uno spazio semplice come quello digitale.

Oggi ho più strumenti per capire.
Io stessa ho un funzionamento intellettivo limite e sto affrontando un percorso diagnostico per l’autismo livello 1. So bene cosa vuol dire sentirsi esclusi, essere fraintesi o sottovalutati.

Per anni ho evitato di affrontare l’accaduto, per paura di far male a qualcuno già in difficoltà Manuel e me stessa.

Ma mi fa male tenere aperta la questione

Con l’aiuto di chi mi supporta, ho deciso di chiudere questa cosa.
1) Rendendomi conto che è sbagliato mandare screen e scusandomi
2) facendo via whatsapp (che ha valore legale dal 2022 una diffida) per far riconoscere l’errore e chiedere che venissero fatte delle scuse a mio cugino.

Concludo che i social alle medie sono pericolosi davvero molto e invito a non farli prima della prima superiore

Per una persona neurodivergente come me (con funzionamento intellettivo limite e nello spettro autistico), far parte di ...
07/06/2025

Per una persona neurodivergente come me (con funzionamento intellettivo limite e nello spettro autistico), far parte di un gruppo di volontariato significa molto. Mi da la possibilità di creare nuove amicizie, uscire nel fine settimana, imparare a gestire meglio le relazioni sociali e sentirmi parte di qualcosa.

Da quando ho conosciuto Elisabetta, ho sempre pensato che, una volta diventata maggiorenne, mi sarebbe piaciuto entrare nel Rotaract Club di Vicenza. Ma mi sono trovata in una situazione che mi ha messa molto in difficoltà, e non so come uscirne.

Vorrei chiarire che non sapevo nemmeno dove lavorasse Elisabetta: me l’ha detto mia mamma, come fa spesso quando parliamo di persone che conosco. Sono rimasta male quando sono stata accusata di “farmi gli affari suoi”, perché per me è normale chiedere come stanno le persone che ho conosciuto, parlando con chi le frequenta, come farei con chiunque altro. So solo dove lavorava, non so cose che riguardano la sua vita privata, come se è o meno fidanzata, e nemmeno mi interessa

Sulla pagina del Rotaract avevo scritto due semplici cose:
1. Se Elisabetta fa ancora parte del gruppo, mi piacerebbe poterle scrivere (se è possibile farlo in modo rispettoso).
2. Come si fa a entrare nel Rotaract?

A Maria, che aveva fatto il Grest con me, ho semplicemente chiesto come mai conoscesse Elisabetta.
A Sara ho chiesto se conosce mio cugino.
Mi incuriosisce capire come si conoscono tra loro le persone che fanno parte della mia vita: è un modo per sentirmi più vicina e connessa agli altri.

Trovo inoltre ingiusto che per entrare nel Rotaract serva per forza qualcuno “che ti propone dall’interno”. Una persona con difficoltà sociali non dovrebbe essere esclusa per questo, ma sostenuta. L’inclusione non dovrebbe avvenire solo nel mondo del lavoro con la Legge 68, ma anche nel volontariato.
Spero che la situazione per me stressante si possa risolvere nel più breve tempo possibile, altrimenti non mi rimane altro da fare che chiedere aiuto alle Associazioni che si occupano di autismo, come il GAV, Outismore e Autismo triveneto per far ritirare da lei questa diffida e farmi entrare nel rotaract

📢 A scuola si impara anche a risolvere i conflitti. E a farlo insieme.In Veneto è nato TVB – Officina di riparazione, un...
29/05/2025

📢 A scuola si impara anche a risolvere i conflitti. E a farlo insieme.

In Veneto è nato TVB – Officina di riparazione, un progetto innovativo che ha portato nelle scuole le aule di mediazione tra pari: spazi in cui studenti, con l’aiuto di mediatori e docenti, affrontano insieme i conflitti in modo costruttivo, senza giudizio.

🔹 Si parte da un biglietto anonimo
🔹 Si crea un gruppo di ascolto (composto da due studenti, un docente supervisore e i due alunni coinvolti nel conflitto, si riunisce per affrontare la questione)
🔹 Si cerca una soluzione condivisa
🔹 Ci si rivede dopo due settimane

Il progetto, sostenuto dalla Regione e dall’associazione La Voce di Treviso, ha già preso vita a Vicenza, Treviso e Belluno.

👉 Un modello che funziona, e che potrebbe diventare ancora più utile se esteso anche fuori dalla scuola.

Uno sportello di mediazione provinciale, pensato anche per i ragazzi nello spettro autistico, aiuterebbe a gestire incomprensioni, sovraccarichi e situazioni delicate che spesso vengono ignorate o fraintese.

Perché parlare e capirsi è il primo passo verso l’inclusione vera.

Questo weekend ho iniziato una formazione molto interessante sul teatro dell’oppresso, che ho avuto modo di conoscere la...
14/05/2025

Questo weekend ho iniziato una formazione molto interessante sul teatro dell’oppresso, che ho avuto modo di conoscere la prima volta quando facevo Servizio Civile Universale

Il teatro dell’oppresso Il Teatro dell’Oppresso, nato in Brasile negli anni ’60 per opera di Augusto Boal, si ispira alle idee di Paulo Freire e alla sua Pedagogia degli oppressi. In un contesto di repressione politica, questo metodo teatrale dà voce a chi non ne ha, trasformando spettatori in attori attivi del cambiamento. Inteso come strumento di liberazione e consapevolezza, si è poi diffuso a livello globale, diventando un mezzo usato in ambiti educativi, sociali e politici.

Sono felice di far parte di questo gruppo, con cui se andrà tutto come deve andare, saró a Rimini il prossimo Ottobre

“Se avessi seguito le regole, adesso Shoun dove sarebbe?”(Glassman a Lim – The Good Doctor)Questa frase colpisce chiunqu...
13/05/2025

“Se avessi seguito le regole, adesso Shoun dove sarebbe?”
(Glassman a Lim – The Good Doctor)

Questa frase colpisce chiunque abbia incontrato l’autismo nella propria vita.
Perché l’autismo livello 1 spesso non si vede, ma si sente.
E seguire “solo” le regole può voler dire lasciare indietro chi ha bisogno di un approccio diverso, umano, flessibile.

Le regole servono, ma non sempre bastano.
Capire una persona nello spettro significa anche saper andare oltre ciò che è scritto.
Conoscere le caratteristiche, rispettare i tempi, offrire fiducia.

🎤 Youth Democracy in Action – Parlamento dei GiovaniOggi si è tenuto l'incontro Youth Democracy in Action - Parlamento d...
28/04/2025

🎤 Youth Democracy in Action – Parlamento dei Giovani

Oggi si è tenuto l'incontro Youth Democracy in Action - Parlamento dei Giovani, dai giovani, per i giovani, organizzato dai Ragazzi di GENPRS. A nome di UCGV, li ringrazio sinceramente per l’invito.

Tra i partecipanti erano presenti anche UCGI e UCGV Veneto rappresentato da me (Giulia) .

Un grazie speciale alla ragazza che ha ricordato Greta Thunberg, stimando il suo coraggio nell’aver dato inizio al movimento Fridays For Future. È importante sottolineare come Greta sia intervenuta più volte nei Parlamenti, portando la voce dei giovani dove conta davvero.

Purtroppo, troppo spesso chi dà il via a qualcosa viene frainteso o guardato con invidia, anziché riconosciuto per il valore della sua iniziativa.
Infatti, mi dispiace constatare che ancora una volta non sia stata raccontata la vera storia di come è nata UCGI Unione di Consulte Giovanili Italiane da parte del suo attuale Coordinatore.

UCGI è nata dal basso, da un’idea semplice ma potente: creare rete tra giovani. Tutto è iniziato con il profilo Instagram di Giulia che come Greta è nello spettro autistico. Da lì, il nome è cambiato più volte – da “Consulte Italia” a “Consultegiovaniliitaliane” – con l’obiettivo di unire e dare voce alle Consulte esistenti e farle nascere dove non esistono ancora.

L’ispirazione è arrivata dopo aver proposto nel mio Comune la creazione di una Consulta. L’ex Assessore e il Sindaco, purtroppo, non sapevano nemmeno cosa fosse. Il gruppo informale nato da volantini e passaparola non è mai stato formalizzato dal Consiglio Comunale.
Da qui la consapevolezza: serve rete, serve una legge Regionale e Nazionale che dia alle Consulte un riconoscimento vero, strumenti e supporto.

Le relazioni tra coetanei, soprattutto da piccoli, sono piene di regole sociali non dette: battute, dinamiche di gruppo,...
17/04/2025

Le relazioni tra coetanei, soprattutto da piccoli, sono piene di regole sociali non dette: battute, dinamiche di gruppo, piccoli riti di inclusione/esclusione…
Per una persona autistica come me, tutto questo può essere confuso, faticoso, persino doloroso.
Mi sentivo spesso fuori posto, in ritardo, o “strana”. E quando non capisci le regole del gioco, gli altri ti lasciano ai margini oppure ti leggono male.

Per questo motivo scrivevo a persone più grandi (tipo amici di mio cugino) vedevo in loro la sicurezza che non vedevo in me e nei coetanei.

Oggi vedere tutte queste situazioni con occhi diversi e psicoanalizzarle, mi sento più alleggerita

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