Armi Per l'Ucraina

Armi Per l'Ucraina Questa pagina sostiene l'invio di armi alla nazione Ucraina.

Chiediamo che lo stato italiano invii ulteriori strumenti bellici per consentire al popolo ucraino di fermare l'invasione russa.

[2 min]LE ARMI NON SERVONO PER OTTENERE LA PACEQuesta frase l’abbiamo sentita nominare diverse volte nel corso degli ult...
17/10/2022

[2 min]
LE ARMI NON SERVONO PER OTTENERE LA PACE

Questa frase l’abbiamo sentita nominare diverse volte nel corso degli ultimi mesi, tanto da diventare un vero e proprio tormentone per coloro che si oppongono all’invio di armi in Ucraina. Sorprenderà forse i followers di questa pagina, ma l’affermazione di per sé è corretta. L’invio di armi all’esercito ucraino ha di fatto allungato il conflitto e continuerà a farlo. È molto probabile che senza il supporto statunitense degli ultimi 8 anni, avremmo assistito ad una rapida capitolazione del governo ucraino, come avvenne nel 2014. Allo stesso tempo, le armi fornite negli ultimi mesi hanno continuato a rallentare (e a volte ad invertire) l’avanzata russa, trasformando il conflitto in una guerra di attrito.

Quindi si può tranquillamente affermare che le armi inviate allungheranno il conflitto ed aumenteranno il numero di morti da ambo le parti. Tuttavia, i promotori di questo slogan non comprendono che l’obiettivo degli aiuti militari non è mai stato quello di ridurre il più velocemente possibile la durata della guerra. Se avessimo voluto fare ciò sarebbe bastato restarsene in disparte, o paradossalmente, dare una mano ai russi a schiacciare l’esercito ucraino. Il punto è che le armi servono a fornire al popolo ucraino una possibilità di trattare e di evitare che il loro intero territorio venga conquistato. Se non hai mezzi per difenderti non puoi iniziare una trattativa: tutt’al più una resa incondizionata.

A questo punto qualcuno affermerà che una resa totale sarebbe comunque preferibile ad un conflitto in cui muoiono decine di migliaia di persone, visto che la prima causerebbe molte meno vittime. Questi ragionamenti, a parte celare un tacito disprezzo per la libertà e la democrazia, risultano anche falsi da un punto di vista fattuale. Innanzitutto un eventuale resa del popolo ucraino non porterebbe ad uno scenario privo di vittime: è lecito pensare che ci saranno ritorsioni da parte dell’esercito russo, specialmente per coloro che si sono apertamente schierati contro l’occupazione. Ma anche assumendo irrealisticamente che i morti post-occupazione saranno zero, non dobbiamo scordare qual è l’obiettivo dichiarato del governo russo: la completa cancellazione dell’identità culturale ucraina. Già adesso abbiamo testimonianze di milioni di ucraini (fra cui molti minori) forzatamente deportati in Russia; uno può soltanto immaginare quali sarebbero i numeri in caso di completa annessione del territorio.

Pertanto è necessario continuare a supportare sia economicamente che militarmente il governo ucraino, per far sì che questi possa riprendere possesso del proprio territorio, o per lo meno, che non ne ceda altro.

Lapo Mazzi

[4 min.]“Armi ed elezioni”Il centro-sinistraÈ tornata la nostra rubrica “Armi ed elezioni”, in cui parliamo delle opinio...
20/08/2022

[4 min.]
“Armi ed elezioni”

Il centro-sinistra

È tornata la nostra rubrica “Armi ed elezioni”, in cui parliamo delle opinioni dei principali partiti politici riguardo il supporto militare ucraino. In questo episodio tratteremo le posizioni della coalizione di centro-sinistra che, come era prevedibile, sono tutt’latro che omogenee.

Partito Democratico: l’esponente di punta della coalizione è sicuramente anche quello con le idee più confuse sul tema. Sebbene il partito abbia sostenuto l’invio di armi tramite il decreto del 17 Marzo, non sono mancate delle voci di dissenso provenienti dall’interno. Già al momento della votazione Laura Boldrini ed Erasmo Palazzotto avevano fatto sapere la loro posizione contraria. Lo stesso segretario, Enrico Letta, sebbene si sia mostrato favorevole al supporto militare, ha però chiarito che le armi non possono essere considerate “strumento di offesa e di aggressione in territorio russo”. Posizione che è stata poi confermata anche da Graziano Delrio. Parrebbe dunque che la posizione del Partito Democratico sia favorevole anche se con qualche incertezza e titubanza.

Alleanza Verdi e Sinistra: il portavoce di Sinistra Italiana, Nicola Frattoianni ha più volte ribadito la sua posizione contraria rispetto gli aiuti militari inviati in Ucraina. Come non se non bastasse, SI ha anche presentato una risoluzione per cessare l’invio di equipaggiamento militare in ucraina e si è schierata contro l’ingresso nella NATO di Finlandia e Svezia. La posizione di Europa Verde non discosta molto da quella del suo alleato. Anche il partito ecologista si è infatti dichiarato contrario all’invio di armi, tramite una risoluzione che chiede, tra le altre cose, la smilitarizzazione degli stati europei confinanti alla Russia. Ad onor del vero, nella risoluzione i verdi specificano di essere favorevoli all’invio di armi solo in caso di fallimento dei negoziati e sotto mandato ONU. Tuttavia, non è ben chiaro come l'intervento dell'ONU sia possibile, considerata la posizione di membro permanente della Russia.

Più Europa: Emma Bonino, il leader del partito europeista, si è schiarata decisamente ed apertamente a favore dell’invio di armi in Ucraina già a partire dai primi di marzo, tramite Twitter. Possiamo dunque dire che, in questo caso la posizione non lascia spazio a dubbi.

Impegno Civico: è ben noto come una delle cause scatenanti lo scisma all’interno del movimento cinque stelle sia stato proprio l’invio di armi in Ucraina. Di Maio si è più volte dichiarato favorevole al supporto militare nei confronti di Kiev, affermando che “Se smettiamo di rifornire la resistenza ucraina, la Russia può arrivare ai confini della Nato”. Tuttavia bisogna notare che anche il leader di impegno civico ha deciso di fare un passetto indietro riguardo il supporto militare, affermando che le armi inviate non devono essere in grado di colpire in suolo russo. Tutto sommato però, possiamo dire che la posizione dimaiana è ampiamente favorevole.

In conclusione, la coalizione di centro-sinistra è estremamente spaccata riguardo il tema ucraino con posizioni che vanno dal supporto totale al blocco degli aiuti militari, cosa che potrebbe portare non pochi problemi qual ora si trovasse al governo.

Lapo Mazzi

Fonti:

PD
https://pagellapolitica.it/articoli/posizioni-partiti-armi-ucraina

https://www.agi.it/politica/news/2022-06-06/maggioranza-ancora-divisa-su-invio-armi-ucraina-16999309/

Alleanza Verdi e Sinistra

https://www.fanpage.it/politica/basta-invio-di-armi-allucraina-lavorare-a-negoziato-la-risoluzione-di-sinistra-italiana/

https://europaverde.it/2022/03/02/risoluzione-sulla-guerra-in-ucraina-presentata-alla-camera-dalla-componente-europa-verde-verdi-europei-il-1-marzo-2022/
Più Europa

https://twitter.com/emmabonino/status/1500779275842166787

Impegno Civico

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2022/06/26/news/nuove_armi_allucraina_limbarazzo_di_conte_di_maio_chi_strappa_tradisce_il_paese-355440641/

https://www.lanotiziagiornale.it/blitz-sulle-armi-a-kiev-ecco-perche-di-maio-e-uscito/

https://www.rainews.it/articoli/2022/05/di-maio-a-che-tempo-che-fa-dobbiamo-supportare-lucraina-ma-no-ad-armi-per-colpire-il-suolo-russo-5e896bae-6fb6-45a2-a57b-0e3071acdd51.html

[2 min]“Armi ed elezioni”La politica italiana sta attraversando un periodo di instabilità, dopo qualche mese di relativa...
31/07/2022

[2 min]
“Armi ed elezioni”

La politica italiana sta attraversando un periodo di instabilità, dopo qualche mese di relativa calma. “Armi per l’Ucraina” non nasconde il suo disappunto per la prematura caduta della legislatura e la sua delusione per le dimissioni di Draghi, il quale aveva assunto il ruolo di leader di certi valori di libertà ed autodeterminazione, sia in Italia che in Europa. La scomparsa dalla scena politica dell’ex presidente della BCE avrà quasi sicuramente ripercussioni negative sull’appoggio italiano all’Ucraina.
La seguente rubrica vuole essere una sorta di guida nei meandri della politica italiana, per quello che riguarda un aspetto fondamentale che la prossima legislatura si troverà necessariamente ad affrontare: l’appoggio all’Ucraina. Quest’ultimo rappresenterà uno dei punti cruciali che decideranno il futuro europeo, del mondo occidentale e dei suoi valori.
La rubrica sarà organizzata in “blocchi politici”; il primo post sarà sui partiti della “destra tradizionale”: Forza Italia e Lega per Salvini Premier.

Forza Italia: il partito di Silvio Berlusconi ha avuto un atteggiamento ambiguo in questi mesi riguardo l’appoggio all’Ucraina invasa. Se da un lato, i politici forzisti affermano a più riprese che non ci sia alcun dubbio riguardo chi sia il Paese aggressore e quello aggredito, dall’altro hanno più volte espresso dubbi riguardo l’invio di armi al Governo di Kiev. Berlusconi stesso il 20 maggio disse "Io credo che l'Europa si debba mettere tutta unita a fare una proposta di pace cercando di far accogliere agli ucraini le domande di Putin”, seguito da ”Io dico che inviare armi significa essere cobelligeranti, essere anche noi in guerra. Cerchiamo di far finire in fretta questo conflitto.” Tali parole lasciano poco spazio alle interpretazioni.
A questo va aggiunto la dichiarazione del “Cavaliere” riguardo un suo colloquio con l’ambasciatore russo Razov, in cui il diplomatico gli avrebbe spiegato e fatto capire le ragioni dell’attacco russo. Addirittura, Silvio Berlusconi sostiene che fosse imminente un attacco da parte ucraina del territorio dell’ex Unione Sovietica. Questo comportamento è ovviamente in linea con la storico stretto rapporto tra l’ex Premier ed il Dittatore Putin.
L’ambiguità forzista dei mesi passati si ritrova anche nel programma presentato per le politiche del 25 settembre. Infatti, da una parte l’Ucraina viene presentata come il Paese vittima, ma dall’altra viene sottolineata l’importanza del rapporto tra Italia e Russia e come le sanzioni applicate danneggino ambo le parti. Inoltre, Forza Italia si autodefinisce europeista ed atlantista, in assoluto contrasto con le scelte politiche dei precedenti governi Berlusconi.
Non serve sottolineare come questo sia un atteggiamento cerchiobottista e che non possa essere considerato affidabile.

Lega: Salvini non ha mai nascosto la sua contrarietà all’invio delle armi all’Ucraina e questa linea è presente anche nel programma con cui la Lega si presenta alle politiche del 25 settembre.
Se tale scelta è da encomiare per la coerenza con la quale è stata portata avanti nei mesi passati, alquanto ripugnanti sono invece le motivazioni che l’accompagnano. Queste ultime rimandano al fatto che secondo il leader politico, i rapporti con Putin vadano tenuti buoni a qualsiasi costo. Ovviamente, la dipendenza politica ed economica tra Russia e Lega non si scopre oggi, ma vorremmo far notare la poca serietà e la pericolosità di un leader (e conseguentemente di un intero partito) che, da un lato è continuamente a denunciare una presunta intromissione europea negli affari italiani, e dall’altro auspica e lavora per portare avanti la sudditanza di Roma nei confronti di Mosca.

Filippo Fratini

http://www.forza-italia.it/speciali/Proposte_fi_Per_una_nuova_Europa.pdf
https://it.euronews.com/2022/07/29/le-verita-di-silvio-sulla-guerra-in-ucraina
https://tg24.sky.it/napoli/2022/05/20/guerra-ucraina-silvio-berlusconi-napoli
https://tg24.sky.it/politica/2022/06/06/armi-ucraina-italia-partiti #06
https://www.money.it/programma-elettorale-lega-proposte-salvini-elezioni-2022

[3 min.] INgiustificazioni Russe: EP: 4. MINORANZE RUSSOFONE PARTE PRIMA Bentornati ad una nuova puntata della nostra ru...
09/07/2022

[3 min.]

INgiustificazioni Russe: EP: 4. MINORANZE RUSSOFONE PARTE PRIMA

Bentornati ad una nuova puntata della nostra rubrica. Per chi fosse nuovo, questa serie di post ha l’obiettivo di analizzare le varie teorie che sono state usate per giustificare l’invasione russa dell’Ucraina. In questo episodio, ci concentreremo sul trattamento delle minoranze russofone nel paese ed in particolare sulla condizione legale della lingua russa.

Stando alla vulgata putinista, una delle ragioni per il conflitto sarebbe stato il presunto trattamento disumano dei russofoni ucraini. Nello specifico si fa riferimento ad una condizione di illegalità della lingua russa rispetto a quella ucraina. Ma cosa c’è di vero? Come vedremo, al contrario di altre tesi russofile, in questo caso la situazione è piuttosto complessa e variegata.

In seguito alla caduta del blocco sovietico, l’ucraino venne elevato da dialetto rurale quale era considerato a lingua ufficiale della nazione. La stessa costituzione ucraina, stilata nel 1996, sancisce l’ucraino come lingua nazionale; garantendo comunque la protezione del russo e di altre lingue minoritarie. Nel 2012 la situazione è ulteriormente cambiata con una legge introdotta dal governo di Yanukovych, la quale consentiva l’uso delle lingue minoritarie negli uffici pubblici di alcune regioni. La proposta venne da subito ritenuta controversa ed un pericolo per la salvaguardia della lingua ucraina: essa verrà infatti ritenuta incostituzionale nel 2014 ed abolita.

In seguito all’invasione russa del 2014 lo spazio concesso alle lingue minoritarie è drasticamente calato. Una serie di leggi varate dal parlamento ha sancito l’ucraino come lingua ufficiale da adottare a scuola e nei pubblici uffici. Allo stesso tempo, veniva imposto alle emittenti televisive e radiofoniche di trasmettere una percentuale minima di contenuti in ucraino. Nel 2019 vi è stato un ulteriore inasprimento: ogni pubblicazione stampata o online doveva prevedere una traduzione in ucraino, le televisioni dovevano trasmettere almeno un 90% di contenuti nella lingua ufficiale e lo stesso valeva per altri tipi di eventi artistici. Sebbene l’uso della lingua russa sia ancora diffuso e consentito a livello personale (lo stesso presidente Zelensky è madrelingua russo) non si può negare che negli ultimi anni ci sia stata una stretta significativa.

A questo punto, sarebbe parziale e intellettualmente disonesto mettere tutte queste misure sullo stesso piano. Mentre la decisione di imporre l’uso della lingua nazionale negli edifici pubblici può considerarsi perfettamente legittima e sensata, lo stesso non si può dire delle limitazioni dell’uso del russo in ambito commerciale e culturale. Pertanto, noi della pagina Armi per l’Ucraina non ci esimiamo dal condannare queste ultime decisioni che consideriamo illiberali ed eccessive.

Tuttavia, sarebbe altrettanto disonesto guardare soltanto a questo lato della medaglia. Difatti, ci sono due considerazioni da fare in merito alla questione. Innanzitutto bisogna far notare come le restrizioni linguistiche siano state adottate solo in seguito all’invasione russa del 2014, ovvero dopo che il Cremlino ha deciso di usare minoranze linguistiche per annettersi aree geografiche. È quindi comprensibile come l’ucraina abbia cercato di tutelarsi in questo senso, temendo una ripetizione degli eventi 2014 (che di fatto è avvenuta). In secondo luogo, bisogna affermare con decisione che queste limitazioni linguistiche non giustificano in alcuno modo le violenze a cui stiamo assistendo in questi giorni. Pertanto la reazione di Putin rispetto alla legislazione linguistica in ucraina è senz’altro illegittima, oltre ad essere con grande probabilità causa scatenante delle stesse.

Lapo Mazzi

[2 min]Tre giorni dopo l’inizio dell’invasione russa, il Governo tedesco ha annunciato che avrebbe investito 100 miliard...
15/06/2022

[2 min]
Tre giorni dopo l’inizio dell’invasione russa, il Governo tedesco ha annunciato che avrebbe investito 100 miliardi di euro nella modernizzazione delle sue forze armate (Bundeswehr). Questo fondo è stato recentemente approvato dal Parlamento, accompagnato dalle coincise parole del Ministro della Difesa Christine Lambrecht: “la sicurezza ha un costo” e la Germania “deve essere pronta a difendere i suoi valori con qualsiasi mezzo militare”.

Le forze armate tedesche hanno visto un ridimensionamento drammatico dopo la riunificazione; infatti, se prima della caduta del muro erano tra i principali eserciti europei, dopo il 1990 ha visto un calo del 60% negli effettivi del Bundeswehr, del 34% (valore aggiustato per l’inflazione) nella spesa per la difesa ed un mancato ammodernamento degli armamenti. Tale trend venne lievemente interrotto dopo l’annessione della Crimea dai russi del 2014, sotto le continue sollecitazioni, prima di Obama e poi di Trump, di alzare la spesa per la difesa al 2%, così come da accordi per fare parte della Nato.
Lo stesso cancelliere tedesco Scholz ha affermato che le sue intenzioni sono quelle di portare nell’arco di qualche anno la spesa annuale militare al 2% del prodotto interno lordo.

La lista degli armamenti in cui verranno spesi questi 100 miliardi iniziali è secretata, fatta eccezione per un ordine di F35 statunitensi, i quali dovrebbero rimpiazzare i vecchi tornado. Presumibilmente l’investimento è volto a modernizzare tout court l’esercito tedesco, vista l’arretratezza denunciata e palesata.
Nonostante le belle parole del Ministro degli Esteri Annalena Baerbock, che afferma che tale investimento è volto a rinforzare l’Europa intera, le azioni sul campo non fanno ben sperare: gli aiuti tedeschi all’Ucraina sono scarsi e tardano ad arrivare. Inoltre, come riportato da varie testate giornalistiche, nessuno degli armamenti ottenuti con i nuovi investimenti verrà spedito alla resistenza ucraina.
A peggiorare la situazione, le ambigue parole di Scholz nei confronti del dittatore Putin sono tutte le volte un duro colpo alla causa ucraina.

È fondamentale che questo periodo di ipocrisia, in cui il governo tedesco riconosce l’importanza di difendersi militarmente e la centralità dell’Europa, ma poi fa poco per supportare la vittoria ucraina (fondamentale per la tenuta europea) sia passeggero, sperando che non sia ormai troppo tardi.

Filippo Fratini

https://www.ft.com/content/d24a5196-fa4e-415c-a9d5-bc19fad93197
https://www.ft.com/content/a9045654-f378-4f42-a012-e35f9e43b135
https://www.politico.eu/article/5-things-to-know-about-germanys-historic-military-investment-fund/

[2 min.]Nelle ultime settimane, mentre sul fronte orientale si combatte la battaglia per Severodonetsk, l'Europa si most...
11/06/2022

[2 min.]
Nelle ultime settimane, mentre sul fronte orientale si combatte la battaglia per Severodonetsk, l'Europa si mostra ancora una volta in tutta la sua lentezza e indecisione.

Sebbene nelle prime settimane di guerra la risposta europea sia stata ferma e decisa nel condannare l'invasione, adesso pare che la marea stia cambiando. Tronfi del nostro supporto militare, ci stiamo riposando sugli allori, quasi la guerra fosse già finita.

La Germania ha appena annunciato di rimandare l'invio di armi pesanti a Dicembre. Verrebbe quasi da ridere se non ci fosse da piangere. Forse i tedeschi sperano che, aspettando abbastanza, la guerra finirà senza che loro si debbano schierare. Questo gli consentirebbe di tornare a commerciare felici con l'Ucraina "denazificata" e la Russia di Putin.

D'altro canto, l'Italia non fa di meglio. Anche qui, dopo i primi due rifornimenti di armi la questione è chiusa. Abbiamo già fatto abbastanza. Poco importa che il nostro contributo sia inferiore a quello della Lettonia. Non abbiamo mandato nessuno dei nostri sistemi missilistici MLRS che potrebbero fornire un aiuto concreto agli ucraini. Ma questo non importa: possiamo dirci di avere la coscienza pulita e di avere fatto il possibile.

Nel frattempo gli Ucraini stanno passando le ore più buie dall'inizio dell'invasione. I russi hanno cambiato strategia: ormai fanno affidamento solo sulla loro superiorità aerea e sull'artiglieria. Il ché gli consente di infierire quasi incontrastati sulle posizioni ucraine. Come se non bastasse, gli ucraini ci avvertono di avere quasi finito le munizioni di origine sovietica, e pertanto ormai fanno affidamento solo sugli armamenti occidentali. Smettere di rifornirli a questo punto sarebbe come condannarli a morte.

E' per questo motivo che noi, opinion pubblica occidentale, non possiamo mollare proprio adesso. Dobbiamo continuare a fare pressione sui nostri politici, continuare a parlarne, impedire che questa guerra cada nel dimenticatoio mediatico. Noi di Armi Per l'Ucraina continueremo a denunciare questo massacro fino alla fine. Vi invitiamo a fare altrettanto.

Lapo Mazzi

Fonti:
https://www.reuters.com/world/europe/germany-never-gave-fixed-date-weapons-delivery-says-govt-spokesperson-2022-06-08/

[1 min.]Contrordine compagni! La NATO non è un problema.Nelle scorse settimane ha fatto molto discutere la decisione di ...
30/05/2022

[1 min.]
Contrordine compagni! La NATO non è un problema.

Nelle scorse settimane ha fatto molto discutere la decisione di Finlandia e Svezia di entrare nella NATO. Tuttavia, l'attenzione non si è soffermata abbastanza su un dettaglio fondamentale della vicenda: la reazione di Putin alla notizia.

Lo zar di tutte le russie ha infatti sorpreso la stampa mondiale affermando che l'adesione delle due nazioni alla NATO "non è un problema". Non solo, Putin ha anche fatto sapere che l'allargamento del patto atlantico "non costituisce una minaccia diretta per la Russia".

Ma come? L'intera guerra è stata giustificata sulla base dell'espansionismo NATO ed ora non conta più? I migliaia di chilometri di confine con l'Ucraina erano fondamentali mentre quelli con la Finlandia non lo sono? La NATO è diventata improvvisamente un'amica della Russia? Putin ha forse sbattuto la testa e si è risvegliato negli anni 2000'? Tutt'altro.

La verità è che questa affermazione chiarisce una volta per tutte quali erano le vere motivazioni dietro questa invasione: ovvero l'imperialismo russo. L'avanzata della NATO non ha mai posto un problema per la sicurezza russa: lo stesso Putin lo afferma in questi giorni. L'unico ostacolo posto dal patto atlantico è quello di impedire il riassorbimento delle "ex-colonie" sovietiche all'interno della madre Russia. Cosa che per il Cremlino è inaccettabile.

Ancora una volta questo ci ricorda quanto sia importante sostenere l'Ucraina in questa lotta contro la colonizzazione russa. Noi della pagina Armi Per l'Ucraina continueremo a sostenere la sovranità nazionale del popolo ucraino e l'invio di mezzi atti a difenderlo. Vi invitiamo di nuovo a condividere il più possibile per diffondere la verità in un'epoca di incertezze.

Lapo Mazzi

Fonti:
https://www.ft.com/content/b3f29756-06e1-443d-8364-bd98c7cd19d4

[1 min]Supporto militare, episodio 3.   La Germania ha avuto dall’inizio del conflitto un atteggiamento spesso ambiguo n...
26/05/2022

[1 min]
Supporto militare, episodio 3.
La Germania ha avuto dall’inizio del conflitto un atteggiamento spesso ambiguo nei confronti dell’invasore russo. Se da una parte la condanna politica dell’aggressione è stata forte e tempestiva, dall’altra gli aiuti concreti all’Ucraina e le sanzioni alla Russia si sono fatti attendere. Sembrano esserci segnali di cambiamento.

È notizia delle ultime settimane che la Germania fornirà finalmente armi pesanti all’esercito ucraino, così come ha affermato il Ministro della Difesa tedesco Christine Lambrecht. In particolare verranno consegnati almeno quindici mezzi Gepard, semoventi antiaerei, che possono essere usati sia contro elicotteri che contro aerei in volo. Inoltre, in determinati casi, possono essere utilizzati contro obiettivi di terra, quali cisterne e veicoli di trasporto per la fanteria.
I Gepard verranno consegnati solo in luglio, così come riportano numerose fonti. Il basso numero di mezzi e il ritardo (in base all’andamento della guerra) con cui questi verranno consegnati vengono spiegati da molti analisti come una necessità, dovuta al fatto che serve un periodo di addestramento per usare questo tipo di armamenti ad alta specializzazione.

Oltre a questi mezzi pesanti, la Germania continuerà a rifornire l’esercito ucraino di stinger, missile terra-aria spalleggiabile con guida a infrarossi, panzerfaust, lanciarazzo anticarro, e varie armi minori, come mine, cariche e esplosive e munizioni.

L’esito dei combattimenti nella regione di Luhansk sarà fondamentale per l’andamento della guerra e si deciderà probabilmente nelle prossime settimane. Mai come adesso è necessario sostenere la resistenza ucraina.
Filippo Fratini

https://www.reuters.com/world/europe/why-is-germany-not-sending-ukraine-heavy-weapons-2022-04-21/
https://www.reuters.com/world/europe/berlin-deliver-first-15-gepard-tanks-ukraine-july-defmin-2022-05-20/
https://www.dw.com/en/what-weapons-germany-is-sending-to-ukraine/a-61749584
https://www.youtube.com/watch?v=vPdEYrNa_Ig

[2 min.] INgiustificazioni Russe EP:3. ESPANSIONISMO NATO, PARTE TERZAE rieccoci ad un altro episodio della nostra rubri...
13/05/2022

[2 min.]
INgiustificazioni Russe EP:3. ESPANSIONISMO NATO, PARTE TERZA

E rieccoci ad un altro episodio della nostra rubrica che cerca di smontare le bugie volte a giustificare l'invasione russa. Abbiamo visto nelle precedenti puntate come l'Ucraina non avesse alcuna intenzione di entrare nella NATO e come l'Europa si fosse smilitarizzata negli ultimi decenni. Tuttavia, non abbiamo ancora trattato la cosiddetta questione nucleare.

Stando ai russi infatti, se l'Ucraina fosse entrata nella Nato, ci sarebbe stata la possibilità di avere testate atomiche americane praticamente alle porte di Mosca. Pertanto, stando a questa ipotesi, i russi erano costretti ad invadere per questioni di forza maggiore. Ma le cose stanno veramente così?

Se guardiamo la cartina delle testate atomiche USA vediamo che queste si trovano in Turchia, Italia, Germania, Belgio e Paesi Bassi. Come si può vedere, queste non si sono spostate ad Est dopo la caduta del muro di Berlino. Dunque, quelli che sostengono che la Russia sarebbe in pericolo dovrebbero spiegare come mai queste bombe non si siano avvicinate ai russi negli ultimi 20 anni. Come mai le atomiche non sono già in Polonia o in Lituania? Dobbiamo quindi dedurre che non c'è nessuna intenzione di mettere ulteriormente in pericolo i russi.

Oltretutto, anche la quantità delle testate nucleari in Europa è calata. Se guardiamo le stime fatte dal Natural Resources Defense Council, vediamo che le armi atomiche americane presenti in Europa sono calate da 7300 degli anni 70', fino alle poche centinaia dei giorni nostri. Pertanto, negli scorsi decenni il pericolo nucleare per i russi è diminuito, non aumentato.

Dunque, anche la questione nucleare si è rivelata l'ennesima INgiustificazione russa. Come sempre vi invitiamo a seguire la pagina, a condividere per combattere la disinformazione e mostrare il nostro sostegno al popolo ucraino.

Lapo Mazzi

Fonti:

Locazione armi nucleari in Europa:
https://www.statista.com/chart/18711/bases-for-us-b61-nuclear-gravity-bombs-in-europe/

Numero armi nucleari in Europa:
https://www.nrdc.org/sites/default/files/euro.pdf

[1 min]Da che parte stanno gli italiani? A quanto pare da quella ucraina. Lo rivela un sondaggio effettuato da SWG spa i...
06/05/2022

[1 min]

Da che parte stanno gli italiani? A quanto pare da quella ucraina. Lo rivela un sondaggio effettuato da SWG spa in data 02/05/22.

Secondo il sondaggio il 60,2% degli italiani ritiene che le ragioni ucraine sia prevalenti rispetto a quelle russe. Soltanto il 17,1% dà ragione ai russi. Il resto non si esprime.

Tuttavia, sempre secondo lo stesso sondaggio, solo il 43% degli italiani è d'accordo sull'invio di armi all'ucraina, contro un 46% contrario. Insomma, pare che sulla questione il paese sia spaccato.

Noi della pagina Armi Per l'Ucraina ricordiamo la nostra posizione: non riteniamo che sia possibile la difesa senza armi e non crediamo che le ostilità cesserebbero se smettessimo di supportare gli ucraini. Semplicemente, la lotta per la libertà degli ucraini diverrebbe ancora più disperata e iniqua.

Ancora una volta vi invitiamo a condividere il più possibile e ad iscrivervi alla pagina.

Lapo Mazzi

Fonti:

http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/ListaSondaggi.aspx?st=SONDAGGI

[1 min]Sopporto militare, episodio 2.Ci sono aggiornamenti riguardo l’invio di armi italiane in Ucraina. «L’Italia conti...
02/05/2022

[1 min]
Sopporto militare, episodio 2.
Ci sono aggiornamenti riguardo l’invio di armi italiane in Ucraina.
«L’Italia continuerà a fare la propria parte sulla base delle indicazioni decise dal Parlamento italiano. Da questo punto di vista, ci sarà un nuovo invio da parte italiana di equipaggiamenti militari, indispensabili per continuare il supporto alla resistenza ucraina» ha affermato il Ministro della Difesa Guerini, ospite al “Gruppo di Consultazione per il supporto all'Ucraina” tenuto a Ramstein, in Germania. Tale linea è stata ribadita dal Ministro anche all’audizione al Copasir tenuta il 28 aprile.
Il Sottosegretario alla Difesa Mulè ha precisato: “non servirà un nuovo decreto, perché il decreto già prevede l'invio di equipaggiamenti e mezzi militari senza specificare se pesanti o leggeri", affermando inoltre che le armi inviate non sono state acquistate de novo, bensì sono dotazioni già presenti in magazzino.

La lista di armi inviate dall’Italia è ancora secretata, ma alcune fonti sostengono che verranno mandate altre armi anticarro, come Panzerfaust, Milan o M72. Si parla anche di invio di altre munizioni per le armi precedentemente fornite, insieme a nuovi giubbotti antiproiettili ed elmetti. Alcuni siti riportano l’invio di alcuni Lince di prima generazione, un mezzo blindato leggero.
Infine, si riporta anche una ipotesi, paventata da alcuni siti, riguardo una possibile donazione di aerei Eurofighter dall’Italia alla Polonia, al fine di sbloccare la cessione di Mig-29 (aerei di matrice sovietica in dotazione in Ucraina) da parte di quest’ultima all’Ucraina.

Non mancano, ovviamente, i commenti da parte dei principali leader politici italiani, i quali in gran parte si lamentano dell’invio di armi, ma di questo tratteremo in un prossimo post.

Filippo Fratini

https://www.ilsole24ore.com/art/guerini-secondo-decreto-nuovo-invio-equipaggiamenti-all-ucraina-AExg8WUB?refresh_ce=1
https://formiche.net/2022/04/armi-ucraina-guerini-copasir/
http://www.opex360.com/2022/04/08/pour-remplacer-ses-mig-29-la-pologne-pourrait-acquerir-des-avions-de-combat-europeens/
https://www.rid.it/news

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